Raccolta differenziata: l’importanza del riciclo

Ultimo aggiornamento: 06.12.20

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Il caffè, una bevanda a cui migliaia di italiani non potrebbero rinunciare. Ma dove finiscono i contenitori e le cialde utilizzate?

 

La corretta differenziazione

Fare la raccolta differenziata non è così difficile quanto crediate. Seguendo delle piccole accortezze, è possibile trasformare alcuni rifiuti in nuove risorse, riducendo così al minimo gli scarti che si accumulano nelle discariche. 

Per ogni città il Comune di riferimento mette a disposizione dei contenitori, o dei sacchetti, per ogni tipo di rifiuto. In genere, i principali che andrebbero separati sono la carta, l’organico, la plastica, l’indifferenziato e il multi-materiale. Per organici si intendono gli avanzi di cibo, per esempio gli scarti della verdura o gli alimenti scaduti. 

Le bucce della frutta e dei vegetali, ma anche tutti i prodotti di origine animale, compresi i gusci delle uova. Riciclando questi rifiuti negli appositi sacchetti biodegradabili, viene prodotto il compost, un fertilizzante che può essere adoperato in agricoltura o per le piante di casa. 

Con il vetro è possibile creare nuovi oggetti, risparmiando così sulla materia prima e diminuendo il dispendio energetico delle fabbriche. Nel contenitore della carta andrà tutto ciò che è di questo materiale, comprese le riviste e gli scatoloni. Non sono considerati riciclabili invece gli scontrini, che subiscono un processo chimico piuttosto invadente. 

Tutta la carta può tornare a essere tale, attraverso una lavorazione che permette di risparmiare energia e ridurre così l’impatto ambientale causato dal disboscamento. Lo stesso discorso può valere per il metallo e la plastica, utilizzati addirittura per fabbricare vestiti, giocattoli e oggetti per la casa. 

Nel bidone dei rifiuti indifferenziati va tutto ciò che non è possibile inserire negli altri. Ed è qui che sorge il dubbio su come gettare in modo corretto le capsule e le cialde per il caffè.

 

Il caffè

È una delle bevande più apprezzate al mondo, che sia lungo, corto, macchiato o all’americana, ogni momento è buono per berne una bella tazza. La famosa azienda Nestlè questo lo sa e dagli anni ‘70 ha tentato di portare sul mercato una macchina che potesse donare al caffè, preparato a casa, il gusto di quello bevuto al bar. 

Nel 1986 nasce così la Nespresso, un sistema che prevede l’utilizzo di capsule di alluminio che, una volta inserite nell’apposito elettrodomestico, vengono forate, rilasciando la miscela. Nel corso degli anni questi oggetti sono stati sempre più apprezzati, andando però ad alimentare la produzione di rifiuti. 

Per poter riciclare gli involucri negli appositi contenitori, è necessario aprirli singolarmente ed estrarre i residui di caffè. Se si tratta di quelle in carta, essendo un materiale biodegradabile composto per lo più da cellulosa, è possibile riporle nel secchio dell’umido. 

Prestate però attenzione alle indicazioni poste sulla confezione: alcuni modelli potrebbero essere stati sigillati attraverso delle particolari colle non degradabili. Tuttavia, la maggior parte di questo tipo di cialde è compatibile con tali rifiuti.
Per quelle in plastica è necessario separare la parte superiore, che è in alluminio, eliminare i residui della miscela e gettare i tre elementi separatamente. Anche le capsule dovrebbero subire lo stesso trattamento, ed essere svuotate completamente prima di buttarle.
Purtroppo però, considerato che un contenitore dà una sola tazza di caffè, molte persone trovano questo procedimento lungo e seccante. 

Per ovviare alla pigrizia dei consumatori, la Nespresso offre la possibilità di riportare nei propri negozi dedicati le cialde, della stessa marca, già utilizzate, recuperando i fondi delle miscele, che serviranno come materiale di compostaggio per le piantagioni di riso.
Tuttavia dal 2012, anno di scadenza dei brevetti di questa tipologia di elettrodomestico, altre aziende hanno cominciato a produrre capsule Nespresso compatibili con le macchine originali, proponendo modelli in plastica. 

Anche Novamont, la compagnia che si occupa della produzione di materiale biodegradabile e compostabile, ha ideato delle coppette in Mater-Bi, una bioplastica derivante dal mais. 

Queste scelte hanno reso tali elettrodomestici meno inquinanti, dando una svolta positiva anche alla stessa Nestlè, che rischiava di essere ritenuta responsabile dell’incremento dell’inquinamento, proprio a causa dei suoi prodotti.

 

Altre alternative

Il riciclo creativo è da sempre molto apprezzato, e stimola la fantasia di adulti e bambini. Per quanto riguarda le capsule in alluminio, abbiamo diversi modi per riutilizzarle, come per esempio la creazione di gioielli. 

Per realizzare dei simpatici bijoux, potrete usare sia l’involucro esterno, ripiegandolo e formando dei piccoli riccioli simili a dei fiori, sia il cerchietto che circonda l’apertura, ritagliandolo adeguatamente. Quest’ultimo si presta molto bene durante la creazione di anelli per gli orecchini pendenti, oppure per i bracciali o le collane.
In alternativa, i grandi fan del risparmio apprezzeranno un altro metodo, decisamente più utile. Considerando il costo non proprio economico degli articoli originali Nespresso, è dunque possibile risparmiare sulla spesa delle capsule e, magari, riutilizzarle? La risposta è sì. 

Conservando i contenitori esausti, potrete scegliere la vostra miscela preferita, magari a un prezzo più basso e, applicare dei dischetti in alluminio, dotati di un bordo adesivo. In questo modo riuscirete a creare dei nuovi involucri da poter inserire nuovamente nella macchina. 

Per prima cosa, bisogna svuotarli del tutto, ritagliando la linguetta dell’apertura frontale. Ricordate di non sprecare i residui di caffè, ma di gettarli nel secchio dell’umido, così da implementare la raccolta dei rifiuti compostabili. Sciacquate i contenitori e lasciateli asciugare. 

Qualora vi fossero delle ammaccature lungo la superficie, cercate di sistemarle facendo pressione con le dita dalla parte interna. Inserite dunque il vostro caffè all’interno della capsula, e comprimete la polvere fino a raggiungere l’orlo dell’involucro. 

A questo punto, prendete le cartine in alluminio, che possono essere acquistate tramite i siti online, e sigillate il piccolo contenitore. Ora avrete delle capsule nuove da inserire tranquillamente all’interno delle macchinette Nespresso. Importante: prestate attenzione al verso in cui le introducete. 

Alcuni modelli, durante l’erogazione dell’acqua, effettuano tre buchi sull’ involucro piuttosto che uno solo. Per fare in modo che l’oggetto riciclato funzioni correttamente, è necessario posizionare uno dei tre fori nella parte in alto. In questo modo avrete ottenuto un buon caffè, utilizzato il vostro elettrodomestico originale, e contemporaneamente sarete riusciti a risparmiare.

 

 

 

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