Come avere un cane felice: l’alimentazione

Ultimo aggiornamento: 28.11.20

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Quali sono le regole fondamentali che bisogna seguire per gestire in modo corretto il proprio cane? In questo articolo troverete le più importanti.

 

“L’intestino è il secondo cervello”: abbiamo sentito pronunciare questa frase pensando che il concetto potesse valere solo per gli esseri umani. In realtà, lo stesso discorso è possibile adattarlo anche alla vita animale, soprattutto a quella dei nostri cani, con cui condividiamo una buona parte della nostra esistenza.
Quante volte vi siete trovati di fronte un cucciolo con problemi di dermatite: prurito, pelo opaco o a chiazze, zampe, bocca e orecchie rosse e maleodoranti. Oppure, quanti di voi hanno a che fare con un soggetto inappetente, o uno perennemente affamato ma che non riesce a mettere peso, sempre agitato e nervoso? 

E quanti ancora hanno visto cani diffidenti, paurosi e che a ogni minima situazione stressante possono avere reazioni intestinali, come la diarrea? Nella maggior parte dei casi in cui vi si presenta un quadro del genere, è probabile che il motivo sia dovuto a un’alimentazione sbagliata. 

I disturbi del tratto gastro intestinale, così come per le persone, influenzano la vita e il comportamento dei nostri cani, rendendoli più reattivi agli stimoli stressanti, oppure più abbattuti, facendo sparire in loro anche la voglia di giocare. 

Il giusto apporto di vitamine, sali minerali, proteine e carboidrati invece, migliorerà non solo la loro salute fisica, ma anche quella psicologica.

 

I bisogni fondamentali

La nuova generazione della cinofilia basa il percorso educativo di un cucciolo, o di un soggetto adulto, sulla piramide dei bisogni originariamente inventata dallo psicologo Maslow, formata da sei fasi: partendo dal basso, troviamo quelli legati alla fisiologia che, senza soddisfarla, difficilmente riuscirete ad avere un cane felice. 

Mangiare, bere e dormire in un posto tranquillo sono i più importanti, oltre l’attività fisica, che rinforza la muscolatura e abbassa i livelli di stress. Sui gradini successivi ci sono la sicurezza e l’appartenenza: un cucciolo va protetto da situazioni che ancora non conosce, e che dovrà affrontare al meglio per evitare l’insorgere di fobie.

Inoltre, i canidi sono animali sociali, e come tali vivono in gruppo. Lasciarlo fuori in giardino o in casa per molte ore, limitare il contatto fisico, tenerlo rinchiuso all’esterno o in una stanza, non soddisfa i suoi bisogni di appartenenza, rendendolo spesso agitato, diffidente o aggressivo. 

Salendo ancora più in alto abbiamo l’accreditamento e la varietà: questi sono i più complessi, che riguardano la stimolazione dell’attività cognitiva, motoria e sociale. Il gioco, l’attività sportiva, la ricerca, l’esplorazione di nuovi luoghi e l’annusare odori diversi, fanno in modo che un soggetto si senta sempre appagato. 

Infine, il più bello di tutti: la realizzazione, ovvero il motivo per il quale un cane è al mondo, la sua predisposizione di razza, le motivazioni e il corredo genetico. Per fare un esempio: un bracco che passa le sue giornate in casa, senza poter stimolare la sua indole esplorativa, può renderlo agitato, distruttivo, e talvolta può aumentare il suo istinto predatorio nei confronti di altri animali presenti in casa. 

Oppure un Australian shepherd, o un Border collie, entrambi cani da lavoro, che passerebbero la vita a radunare pecore o bovini, sono spesso tenuti in salotto a contatto con i bambini, e il loro unico svago diventa il lancio del frisbee nel parchetto dietro casa.

 

La dieta

L’alimentazione, dunque, è fondamentale e deve essere scelta con cura a seconda del cane che abbiamo di fronte: un cucciolo, un cane giovane o uno anziano, uno da compagnia o uno da lavoro, uno di 2 kg o uno di 30, con problemi renali o cardiaci, non potranno assolutamente mangiare le stesse porzioni.
Per chi sceglie una dieta a base di crocchette, non basta leggere la tabella relativa al peso riportata sul retro della confezione, è necessario innanzitutto acquistare quelle migliori. Optare per un cibo per cani più venduto ed economico, piuttosto che uno contenente una percentuale di proteine più alta, non è sempre una buona idea, soprattutto se il vostro cane ha delle specifiche problematiche di pelo, o intestinali. 

In caso di allergie, vi suggeriamo di evitare quelle a base di pollo, poiché si rivelano essere quelle che causano una maggiore incidenza di reazioni avverse. Per le intolleranze invece, si preferisce il vitello o l’agnello, poiché più leggere e digeribili. 

Ricordate, però, che cambiare tipologia di crocchette e di proteina deve essere fatto in modo graduale, e preferibilmente in accoppiata a dei probiotici per cani. Purtroppo però, o per fortuna, non tutti possono mangiare le crocchette.

Chi ha delle patologie intestinali gravi, come alcuni soggetti affetti da IBD, non riesce a digerire delle sostanze presenti nella loro composizione chimica, anche se queste sono le migliori in circolazione. 

Per far fronte a tali problematiche è opportuno contattare un nutrizionista, che visiterà il piccolo e sceglierà gli ingredienti più appropriati per la dieta casalinga che dovrà necessariamente seguire, così da riuscire a mantenersi in forma e limitare l’insorgenza di sintomi, quali diarrea, vomito o gastriti croniche.

Il rito della ciotola

Ricordate: un cane non è un gatto, e non deve mangiare quando ha voglia. È fondamentale, dunque, distribuire i pasti a cadenza, per quanto possibile, regolare. Un cucciolo ha bisogno di dosi maggiori e più frequenti, anche quattro o cinque volte al giorno. Un adulto invece, può limitarsi a due. 

È preferibile, inoltre, per evitare la torsione dello stomaco, che può presentarsi soprattutto in cani di taglia media e grande, di attendere almeno 15 minuti dopo il ritorno dalla passeggiata, e almeno un’ora prima di uscire, astenendosi inoltre, anche dal gioco e dall’attività sportiva. 

Se avete voglia di insegnare al nuovo arrivato a non saltare addosso quando ci vede giungere con la ciotola, provate a fare un piccolo esercizio sulla calma: prima di posizionare a terra il contenitore con il cibo, attendete che il cane si sieda, o quantomeno si calmi. 

Quando sarà pronto, abbassate lentamente la mano, facendo in modo che il cucciolo resti fermo fino a che la ciotola non sia stata rilasciata del tutto. Infine, dategli un cenno e allontanatevi. 

Questo rito andrà fatto ogni volta e, con il passare dei giorni, il cane imparerà ad attendere con pazienza il vostro arrivo. È importante che durante il pasto sia lasciato in pace: inserire le mani, o togliere il cibo mentre è intento a godersi il momento che gli avete appena concesso, non fa di voi un capobranco, un soggetto alfa, né tantomeno un proprietario intelligente.

 

 

 

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