L’alimentazione nei cani e nei gatti

Ultimo aggiornamento: 30.11.20

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In tempo di crisi, o quando ci si ricorda in ritardo che le crocchette del nostro fidato amico a quattro zampe sono terminate, la soluzione arriva direttamente dal frigorifero. Se pensate che i cani e i gatti abbiano sempre mangiato crocchette, vi sbagliate di grosso: la loro invenzione e commercializzazione risale agli anni ’30 quando, in tempo di guerra, trovare da mangiare non era così semplice. 

 

Ed è così che si iniziarono a produrre croccantini a base di scarti di grano e farine animali, anche queste ultime derivate da parti non utilizzate dall’uomo che, se pressate, potevano rappresentare una fonte di cibo per i cani di casa. 

Fino agli anni ’70, nel pieno della rivoluzione industriale, dove gli interessi della società vertevano sul progresso e sullo sviluppo economico, la parola comodità era alla base di tutto, e fu così che la vendita delle crocchette divenne normale amministrazione.

 

Da lupo a cane

Ma cosa hanno sempre mangiato i cani fin dall’alba dei tempi? Scarti o avanzi di carne, latte e uova, ed è stata proprio l’alimentazione che ha dato modo ai lupi di avvicinarsi ai villaggi, permettendo la domesticazione e modificando il loro carattere naturalmente diffidente. 

Sono tante le testimonianze di civiltà in cui le donne si prendevano cura dei cuccioli più affabili, portandoli con loro durante le migrazioni e arrivando persino ad allattarli. Così come i cacciatori e i pastori usavano dividere la preda o il pasto a base di pane e formaggio, in segno di gratitudine. 

Ma c’è una bella differenza con farine industriali che subiscono svariati processi di lavorazione, come la cottura ad alta temperatura, che fa perdere gran parte delle proprietà nutritive, e l’aggiunta di appetizzanti chimici. 

Nonostante ciò, prelevare da un sacchetto e inserire delle semplici crocchette in una ciotola è più semplice e immediato, soprattutto quando le aziende le pubblicizzano come il miglior cibo per cani di sempre, asserendo che queste contiene tutto ciò di cui ha bisogno: carne, verdura, vitamine e sali minerali dalla A alla Z. 

Ma quanto c’è di vero in tutto ciò? Se ne avete voglia, potreste guardare un interessante documentario intitolato Pet Fooled, in cui vengono a galla numerose informazioni sulle più importanti aziende americane e canadesi di cibo industriale per animali, chiamato anche feed, ovvero mangime, e non food come ci saremmo aspettati. 

Senza farvi eccessivi spoiler, vengono menzionati alcuni scandali avvenuti negli ultimi dieci anni riguardo la provenienza della carne che, spesso, non è di origine controllata. Un esempio potrebbero essere quelle a base di cavallo.

Dopo numerose e inspiegabili morti di cani e gatti, in seguito all’ingestione di alcuni snack e crocchette contenenti tale proteina, da analisi chimiche è venuto fuori che la carne proveniva da ex corridori uccisi per eutanasia, dunque, piene di farmaci in dosi letali per i nostri amici a quattro zampe. 

 

L’alimentazione corretta

Per sapere se ciò che date da mangiare al vostro animale da compagnia è buono, vi consigliamo di parlare con un veterinario specializzato in nutrizione, che potrà indicarvi ciò che è meglio per la loro salute.

Vi farà inoltre notare che negli ultimi 30 anni i casi di malattie intestinali, obesità, dermatiti e la presenza di comportamenti patologici come fobie, aggressività e iperattività, sono notevolmente aumentate. 

Ma può dipendere davvero dall’alimentazione? Certo che sì: come per gli esseri umani, anche i cani e i gatti hanno un microbiota intestinale che regola non solo la produzione di batteri buoni, che contrastano quelli patogeni, ma anche quella ormonale, che garantisce l’assorbimento di vitamina B e K, fonti di serotonina. 

A volte però, il problema è genetico e parte già dalla nascita: una cagna che è sottoposta a stress, come avviene spesso negli allevamenti intensivi, oppure nei canili, trasmette alla prole un’elevata dose di cortisolo, che abbassa inevitabilmente le difese immunitarie dei cuccioli, portandoli a essere più soggetti alle intolleranze o alle allergie. 

Dunque, qual è la migliore dieta per un animale a cui teniamo, curiamo, e riteniamo parte integrante della famiglia? Quella naturale. Negli ultimi anni molti allevatori e cinofili hanno iniziato ad alimentare i cani e i gatti attraverso la dieta casalinga, con cereali o senza: sono entrambe molto valide, ma è importante valutare quale sia la più adatta in base al caso.

 

 

La casalinga

È la preferita da chi ama stare dietro ai fornelli, poiché è a base di carne cotta e senza ossa, verdure bollite, latticini, uova sode e una piccola dose di cereali o legumi. L’importante è che le proteine di origine animale siano la parte principale del pasto.

Anche se spesso si è portati a pensare il contrario, il cane non è del tutto onnivoro, e fa fatica a digerire i carboidrati, soprattutto quelli complessi come la pasta o il riso. Anzi, spesso in un soggetto con intolleranze o patologie intestinali, è sconsigliato l’uso di amidi, che potrebbero infiammare ulteriormente l’apparato gastrointestinale. 

In ogni caso, le percentuali di proteine dovrebbero essere maggiori del 65%, seguite poi dalle verdure e, infine, dai cereali, non superando però, complessivamente, il 3% del peso corporeo del cane. 

Tuttavia, questa dieta non può essere proposta a tutti gli esemplari, ma va modificata in base all’età, alla razza e a quanta attività fisica questi svolgono: un Border collie, tipico cane da lavoro, o un cane da caccia, non potranno mai mangiare la stessa dose di un Pechinese che è abituato a vivere sul divano.

Così come un cucciolo avrà bisogno di un apporto energetico e vitaminico di gran lunga superiore rispetto a uno anziano, che non ha necessità di assumere elevate percentuali di calcio per la sua formazione ossea e psicologica. 

Ricordate: spesso i problemi comportamentali possono essere legati a una dieta errata, fatta di carenze di sostanze fondamentali al benessere del corpo del vostro amico. Un cane che tende a cercare in modo compulsivo cibo per strada, o uno che mangia le feci di altri cani, o altri animali, è probabile che stia provando a recuperare ciò di cui ha effettivamente bisogno.

 

 

 

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