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Vantaggi e gestione di un climatizzatore portatile

Ultimo aggiornamento: 12.10.19

 

 

Esaminiamo i diversi punti di forza che un apparecchio di questo tipo porta con sé, gestendo comfort e funzionalità in egual misura.

 

L’alternativa

Chi ha diversi ambienti in cui una migliore circolazione d’aria sarebbe la scelta ideale per fruire al meglio della stanza, punta spesso su una proposta che si scosta dal solito climatizzatore fisso da installare a parete. I motivi alla base di ciò sono numerosi e nelle righe che seguono cerchiamo di riassumerli per chiarezza e in punti fondamentali. Lo scopo è quello di avere un quadro quanto più esaustivo su ciò che un buon climatizzatore portatile è in grado di offrire.

 

Pronti all’uso

La prima grande comodità offerta da questi supporti sta nella stessa composizione. Non dovendo infatti essere sistemati da un tecnico specializzato, che si occupa di trovare il punto esatto dove collocare questo elemento, con un affaccio dedicato anche per la ventola e il motore, si va già a risparmiare sul passaggio e il costo di personale specializzato che necessariamente deve occuparsi del montaggio di un climatizzatore fisso. I fratelli minori portatili come è noto hanno solo una spina di collegamento, evitando così manovre complesse e puntando al massimo della resa con il minimo dello sforzo. 

Una caratteristica su cui è bene puntare è piuttosto la classe energetica e la possibilità di impostare modalità Eco, così da gestire in maniera ottimale consumi e non avere brutte sorprese in bolletta. Trovare un climatizzatore A++ sarebbe l’ideale in quanto a convenienza su questo fronte. Se poi a questo si aggiunge anche un cavo lungo il giusto, e delle ruote affidabili e silenziose, sono garantite sia la tranquillità sia una mobilità che rende giustizia alla definizione “portatile”.

 

 

Potenza e rispetto ambientale

Altro effetto importante è la capacità di questi climatizzatori di concentrare in un oggetto spesso anche di dimensioni ridotte un motore che riesce a produrre fresco e a mantenerlo a lungo senza troppi problemi. Tale potenza viene espressa in Kw o in Btu/h; questa sigla  si riferisce al potere rinfrescante che il dispositivo è in grado di generare, se parliamo di sistemi di condizionamento ambientale ma serve anche per indicare il potere calorifero dei combustibili. 

Utilizzata prevalentemente in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, indica la quantità necessaria di calore che occorre per innalzare da 60 a 61 gradi Farhenheit, 454 grammi di acqua. I valori di riferimento per climatizzatori portatili di fascia media oscillano dai 9.000 Btu/h fino ai 14.000 Btu/h per le tipologie più performanti. 

Verificate poi la presenza di un termostato con cui poter monitorare e mantenere la temperatura raggiunta o quella impostata, così che una volta arrivato al punto selezionato si interrompe la produzione di aria fresca e si ottimizza al meglio il consumo. La questione poi dei gas utilizzati per la produzione dell’aria fredda è un tema che oggi più che in passato trova la giusta risonanza. 

Il propano R290 è uno tra gli idrocarburi che sta prendendo sempre più piede negli anni. 

I motivi alla base di questa scelta sono legati a un impatto ambientale molto ridotto rispetto agli altri gas che si utilizzano come refrigeranti per uso domestico o all’interno di strumenti come un climatizzatore portatile. Non è tossico e non danneggia lo strato di ozono. Si vede dunque come queste si pongono come caratteristiche ed elementi di cui prendere nota al momento dell’acquisto, optando per un prodotto che reca minor danno possibile all’ambiente.

 

Trasportabilità e funzioni complementari

Avere un climatizzatore portatile permette, quando presenti le ruote nella parte inferiore, una gestione versatile dell’oggetto. Si tratta forse della qualità più apprezzata da chi ama spostarsi tra gli ambienti, scegliendo di volta in volta la migliore sistemazione e la giusta temperatura contro il caldo opprimente. Una comoda maniglia per il trasporto e un peso contenuto possono spesso fare la differenza al momento della scelta finale, così come anche le funzioni in più che differenziano tipologia e modelli presenti in commercio.

Ai climatizzatori che funzionano con un display e con un telecomando, si vanno via via affiancando anche tipologie che sfruttano il wi-fi e un collegamento remoto. Si riesce così a sfruttare il tutto anche a distanza, senza la necessità di alzarsi per cambiare un parametro o la potenza del getto d’aria fredda. Quei modelli con cui poi è possibile anche produrre aria calda trovano nella stagione autunnale e in inverno una destinazione d’uso ulteriore, non limitandosi a supportare l’utente solo quando il termometro segna temperature estive. 

Alcuni climatizzatori sfruttano un’app collegabile allo smartphone, così da trasformare il cellulare in una console di comando per aggiustamenti e controlli in tempo reale. Tecnologie come quella presente su alcuni modelli De’Longhi e chiamata Real Feel, realizzano un mix funzionale in cui abbassamento della temperatura e riduzione dell’umidità formano una sinergia efficace per un comfort adeguato e un relax degno di questo nome.

Un timer programmabile nell’arco delle 24 ore, oppure la presenza di un flusso d’aria verso l’alto, chiudono tutta la serie di funzionalità a cui guardare per una migliore fruizione del climatizzatore, creando così un quadro vario su questo supporto che trova spesso posto nelle case di tante persone quando il termometro sale e si ha necessità di tenere a bada il troppo calore.

 

 

Conclusioni

La categoria dei climatizzatori portatili ha dunque un suo perché e una fetta di utenza che guarda a un consumo ridotto, considerando anche la grandezza degli ambienti e le necessità di chi li abita in certi periodi dell’anno. Funzionalità che ottimizzano i consumi, portabilità e l’uso che sta prendendo sempre più piede di gas refrigeranti più rispettosi dell’ambiente. Questi i tre cardini su cui gira la questione e che vi consigliamo di tenere da conto prima di concludere la vostra scelta.

 

 

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