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Quanto consuma un climatizzatore e come stabilire la potenza adeguata

Ultimo aggiornamento: 19.09.19

 

 

Scegliete la migliore classe energetica possibile e un valore BTU idoneo ad avere una casa fresca senza incidere troppo sui consumi energetici. Non sapete come fare? Ve lo spieghiamo noi.

 

Tutti vorrebbero avere uno o più condizionatori in casa ma molto spesso più che dal costo dell’elettrodomestico ci si frena per il timore dei consumi perché se nel primo caso parliamo di una tantum, di un molare da tirare e via, con i costi di utilizzo del climatizzatore bisogna farci i conti per tutto il periodo estivo, e anche d’inverno se lo si usa per riscaldarsi. È comprensibile, i costi dell’energia elettrica sono sempre in aumento e le bollette sono veri e propri salassi. 

Molti finiscono con il decidersi a comprare un ottimo climatizzatore senza unità esterna oppure con, ma poi a non usarlo quanto vorrebbero per timore della famigerata e succitata bolletta, vero incubo degli italiani. Stare al fresco e consumare relativamente poca energia è possibile, ma innanzitutto bisogna partire con il piede giusto cominciando dalla scelta della classe energetica.

 

La classe energetica

Qual è il primo passo per contenere i consumi energetici senza per questo che la casa si trasformi in una sorta di sauna? Scegliere un climatizzatore efficiente, ossia, con una buona classe energetica. Il meglio che potete comprare è un modello classificato A+++. Sull’etichetta dell’elettrodomestico avete modo di leggere la stima dei consumi ma dovete tenere presente che quel valore è stato ottenuto in condizioni di laboratorio, dunque ottimali, cosa al limite dell’impossibile in casa dove il consumo vari a seconda delle oscillazioni climatiche. 

Ma cerchiamo di capire come va letta l’etichetta. Prima del 2013 c’erano gli indici EER e COP che erano calcolati su dei dati fissi i quali non prendevano in considerazione il cambio di temperatura durante l’anno. Dal 2013 si usano gli indici SEER e SCOP. Il primo indica l’efficienza stagionale dell’elettrodomestico in modalità raffreddamento mentre il secondo tiene conto dell’efficienza stagionale in modalità riscaldamento. 

I nuovi indici sono più rappresentativi in termini di consumi. Sull’etichetta, poi, è riportata una delle sette classi che caratterizza l’elettrodomestico e non vale solo per il climatizzatore ma per tutti. Le sette classi sono le seguenti A+++, A++, A+, B, C e D. A questo punto possiamo vedere la stima del consumo annuale di un climatizzatore per il raffrescamento. Prendiamo in esempio un apparecchio che ha la massima efficienza energetica perché come ribadito più volte è questo il punto di partenza corretto per risparmiare. La stima annua per un climatizzatore A+++ con indice SEER pari a 8,5 utilizzato per abbassare la temperatura in casa durante l’estate è di 160 KWh.

 

 

I BTU

Un altro dato importante per i climatizzatori è il BTU che, lo precisiamo, non si tratta di una nuova criptovaluta come qualcuno potrebbe pensare. I BTU ci danno informazioni sulla capacità che ha l’elettrodomestico di refrigerare e riscaldare. È opportuno precisare un punto per evitare di commettere errori. Non pensiate che comprando il condizionatore più potente possibile sia la soluzione migliore per evitare di comprarne uno per stanza. 

Ogni ambiente deve avere il suo climatizzatore: metterne uno solo, per quanto potentissimo, per esempio nel corridoio sperando che possa servire tutta la casa, è sbagliato. L’unica cosa che si otterrà è un corridoio dove si gela e un terribile sbalzo di temperatura quando si va negli altri ambienti, oltretutto consumando più energia di quanto ci sia bisogno. 

Ma veniamo alla domanda che vi state ponendo: quanti BTU servono per rinfrescare un ambiente. C’è una formula per conoscere la risposta ma sappiate che il risultato è approssimativo poiché non prende in considerazione una serie di fattori come, per esempio l’altezza della stanza, il numero di occupanti, l’esposizione al sole della casa e se questa è coibentata. 

Ma noi ve la facciamo semplice con questa formuletta mq x k= BTU. K è una costante pari a 340 dunque, se avete una stanza di 30 mq avete bisogno di almeno 10.200 BTU che è il risultato di 30 x 340.  Lo ripetiamo ci sono altri fattori da tenere in considerazione dunque per non rischiare che questo valore sia insufficiente, orientatevi su un modello da 13.000 BTU; più in generale prendetevi un margine del 20 o 30% in più rispetto ai BTU ottenuti dal calcolo.

 

 

Alcuni accorgimenti

Ci sono alcuni accorgimenti da prendere per sfruttare al massimo le potenzialità del climatizzatore e dunque non sprecare energia. Innanzitutto è sempre meglio collocarlo in alto, anche se ci sono modelli che consentono il fissaggio sulla parete ma in basso, pensiamo a quelli senza unità esterna. Non devono esserci ostacoli dunque il condizionatore assolutamente non va messo dietro tende e mobili. Non trascurate la manutenzione periodica, dunque pulizia dei filtri, delle ventole ma anche il controllo del gas refrigerante.

 

 

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