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Climatizzatore e salute

Ultimo aggiornamento: 19.09.19

 

 

Meglio il caldo infernale o una brutta bronchite? Abusare del condizionatore in macchina non fa bene alla salute, inoltre è bene farlo sempre controllare prima di ogni estate per vedere se tutto è in regola.

 

Ogni anno i telegiornali danno nomi demoniaci e spesso apocalittici ai vari venti caldi estivi che fanno registrare temperature record specialmente nelle grandi città. Certo, la soluzione sarebbe quella di andarsene tutti in villeggiatura al mare o magari a prendere un po’ di fresco in montagna, ma la verità è che ormai gli italiani non hanno più le possibilità di una volta per andare in vacanza. Le città in estate sono sempre più piene e spesso si svuotano parzialmente solo nella settimana di Ferragosto. 

A subire il clima impietoso sono soprattutto gli anziani pensionati che spesso non hanno le possibilità fisiche ed economiche per fuggire dall’afa. Il caldo inoltre inizia da molto prima della chiusura di aziende e uffici, costringendo i cittadini a correre immediatamente ai ripari. Non a caso le vendite di climatizzatori a parete e portatili aumentano a dismisura, perché diciamoci la verità: a nessuno piace il caldo eccessivo mentre si lavora o ci si rilassa in casa. 

E chi viaggia spesso in auto? Al giorno d’oggi moltissimi lavoratori fanno i pendolari, senza contare che tantissime professioni richiedono diversi spostamenti in macchina per la città o per la regione. Aprire i finestrini non basta, inoltre quando si viaggia nel traffico non è proprio il massimo respirare a pieni polmoni i gas di scarico degli altri mezzi di trasporto. L’aria condizionata in questo caso è davvero indispensabile, sebbene bisogna stare molto attenti alla propria salute. Si, perché climatizzatore e bronchite spesso vanno camminano a braccetto, per questo è necessario trovare il giusto compromesso nella regolazione della temperatura. 

 

Controlli periodici

Prima di sparare al massimo l’aria condizionata in macchina è meglio assicurarsi che il climatizzatore funzioni correttamente, altrimenti si rischiano effetti collaterali che possono rivelarsi dannosi per il mezzo di trasporto e per la salute. Per il controllo dell’impianto è possibile rivolgersi ad un’officina specializzata che potrà effettuare le corrette riparazioni utilizzando il gas refrigerante adatto al vostro impianto. È sconsigliato provare ad effettuare questa riparazione da soli, perché nel caso sbagliare gas refrigerante comporta danni molto gravi. 

 

 

Inoltre un tecnico specializzato può controllare se l’impianto funziona correttamente grazie ad un particolare termometro di precisione. Il climatizzatore verrà collegato ad un’attrezzatura che aspirerà i fluidi refrigeranti per esaminare la quantità presente, inoltre creando dei vuoti sarà possibile scoprire eventuali perdite.

Per quanto riguarda i gas refrigeranti, le tre tipologie sono il 134a, il 1234yf e il CO2 abbinato con quest’ultimo. Il 134a è il meno costoso al momento, sebbene il più diffuso sia il 1234yf ritenuto anche il più ecologico e compatibile con la maggior parte dei veicoli. La ricarica con il CO2 ha un costo più alto sebbene sembra che in futuro verrà reso più accessibile. Per scoprire quale gas usa la vostra macchina basta controllare il vano motore e leggere l’etichetta del refrigerante. In questo modo si potrà andare in officina più preparati. 

 

Filtro e condotti

Il rischio di malattie aumenta a dismisura con un filtro molto vecchio, perché la polvere e le impurità si depositano su di esso e non lasciano che l’aria defluisca correttamente, inoltre la rendono malsana. Cambiare il filtro costa davvero poco, per questo è bene farci un pensierino se ci si accorge che qualcosa non va proprio come dovrebbe. Pensate a quanta aria inquinata potete portare nella vostra macchina mentre siete in città e accendete l’aria condizionata. A lungo andare può risultare davvero nociva, sia per voi sia per i vostri familiari. 

Ma dove finisce l’umidità che il radiatore del climatizzatore trasforma in acqua? Molto semplice, questa viene raccolta in una vaschetta ed espulsa all’esterno. Il problema è che la condensazione di umidità favorisce lo sviluppo di batteri che non vedranno l’ora di uscire ad abbracciarvi tutte le volte che accenderete l’aria condizionata. Per evitare la proliferazione dei batteri è bene sanificare l’impianto con i prodotti giusti per disinfettare condotti, sistema di ventilazione e bocchette dell’abitacolo. Questa procedura è consigliata soprattutto a chi soffre di particolari allergie e non vuole rischiare di avere attacchi mentre è alla guida. 

 

 

Usare con cura

Se ci sono temperature da malebolgia e abbiamo lasciato l’auto a rosolare per bene al sole non è consigliabile accendere immediatamente il climatizzatore per rinfrescarsi un po’. Il nostro corpo verrebbe sottoposto ad un notevole stress termico e rispondere con simpatici mal di testa, pancia e anche malattie respiratorie come raffreddore, bronchite e addirittura polmonite. In generale l’aria condizionata non è proprio il massimo per la salute, un po’ come quando entrate in un negozio o in casa decidete di azionare il condizionatore a temperature bassissime. 

L’ideale per far rinfrescare un po’ la macchina è aprire tutti gli sportelli ed aspettare che la temperature interna scenda. Inoltre cercate di resistere alla tentazione di accendere subito il climatizzatore e impostatelo su una temperatura non più bassa di due o tre gradi rispetto a quella esterna per poi scendere gradualmente. 

In generale comunque è bene non tenere il condizionatore a potenza elevata e a bassa temperatura, specialmente se in macchina ci sono bambini o persone anziane che hanno un sistema immunitario più basso. 

 

 

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