Alimentazione e igiene orale

Ultimo aggiornamento: 20.10.20

Tutto ciò che mangiamo influenza l’organismo a partire dal cavo orale. È molto importante, quindi, la corretta igiene ma anche un’alimentazione sana ed equilibrata.

 

Seguire uno stile di vita sano non influenza solo lo stato del nostro intestino, ma anche quello dei denti. Fin da bambini ci viene insegnato a nutrirci correttamente, inserendo nei pasti il giusto apporto di vitamine e sali minerali, oltre a limitare il consumo di cibi zuccherati o troppo grassi. 

Tali sono le basi non solo per proteggere l’organismo da malattie come il diabete o l’ipercolesterolemia, ma anche per evitare la comparsa di placca e tartaro, che sono la causa principale della formazione di carie. 

Quali sono, dunque, gli alimenti migliori? In che modo è possibile prevenire i disturbi legati al cavo orale? In questo articolo abbiamo pensato di scrivere una piccola guida delle principali norme da seguire, per mantenere sani i denti e le gengive.

 

I denti

Tutti gli uomini hanno in totale 32 denti tuttavia, chi non ha quelli del giudizio, potrebbe averne complessivamente 28. Questi si trovano all’interno della bocca e servono per strappare, tagliare e masticare il cibo; inoltre, aiutano a modulare alcuni suoni fonetici, come la erre o la elle. 

Sono ritenuti al pari degli organi, poiché provvisti di terminazioni nervose e vasi sanguigni: la parte più esterna è composta da uno strato duro, chiamato smalto, che circonda la dentina, a sua volta più esterna della polpa, infine, al di sotto di quest’ultima troviamo i nervi e le vene. 

I denti sono inseriti all’interno della gengiva, che avrà la zona più esterna, chiamata corona, e quella più interna, la radice.

 

Masticazione

Non tutti sanno che la masticazione gioca un ruolo fondamentale alla corretta detersione della bocca: il movimento dei denti e della lingua contro il bolo, oltre alla produzione di saliva, aiutano a pulire già naturalmente le cavità. 

Tuttavia, chi soffre di malocclusione, o chi è abituato a mangiare molto velocemente, non compie correttamente questo passaggio, lasciando la dentatura più sporca e piena di batteri. Inoltre, l’assunzione di cibi pastosi o collosi, come le creme, il brodo o il miele, rendono più difficile la pulizia da parte della saliva, lasciando molti residui. 

Per questo motivo, oltre al fatto che possano essere fonte di zuccheri, è preferibile evitare un abuso di tali preparazioni, ma preferire invece alimenti più duri, come le carote o i finocchi crudi, le nocciole, le mandorle, o le noci, che oltre a essere un’ottima fonte di proteine, aiutano a masticare nel modo corretto.

Le vitamine

La più importante tra tutte, spesso però molto sottovalutata, è la vitamina D: questa può essere assorbita tramite la luce solare e serve a far assimilare il calcio al sistema scheletrico. 

Si trova nelle carni di molti pesci, come lo sgombro, il salmone, le alici e il pesce spada, oppure nelle uova, nel grasso animale, nei formaggi e nel latte. È importante, soprattutto da bambini, assumere dosi elevate di vitamina D, poiché questa aiuta a farli crescere sani e forti. 

La vitamina C invece serve a prevenire le infiammazioni delle gengive, grazie alla sua resistenza contro alcuni ceppi di batteri: si trova nella frutta, come le arance o le fragole, oppure in ortaggi e verdure come le patate, i peperoni, i pomodori, i broccoli, nei cavolfiori e persino nell’insalata.

 

Sali minerali

Come per il resto delle ossa, anche i denti sono composti per la maggior parte di calcio, dunque, un apporto di questo minerale, che è possibile trovare in alimenti come il formaggio o il latte, è fondamentale per mantenerli in salute. 

Anche il fluoro è ugualmente importante, poiché non solo favorisce l’assimilazione del calcio, ma previene la formazione di carie: l’acqua ne è ricca, così come il pesce, la carne e alcune tipologie di tè. Per quanto riguarda le gengive, invece, è bene che nella dieta non manchi mai una giusta dose di magnesio, ferro, zinco e selenio.

 

Fumo e alcol

Chi ha entrambi i vizi è esposto al rischio di tumore alla gola o alla bocca dieci volte di più rispetto a un soggetto non fumatore. L’inalazione del tabacco prima di arrivare ai polmoni passa attraverso i denti, macchiandoli e rendendoli facili prede dei batteri e dei funghi, come quello che provoca la candida. 

Inoltre, danno al sorriso un aspetto malsano, più scuro, e appesantiscono inevitabilmente l’alito.

 

Il lavaggio

Premettendo che è necessario lavare i denti dopo ogni pasto, ricorrere all’uso dello spazzolino appena finito di mangiare può non essere la scelta più corretta, soprattutto dopo aver masticato cibi con un pH piuttosto acido, come i pomodori, oppure quelli conditi con aceto e limone. 

Facendolo, ciò che otteniamo è lo sfregamento di sostanze acidificanti direttamente sui denti, provocando, seppur in maniera leggera, la corrosione dello smalto. In realtà, molti tipi di alimenti hanno il pH alto: per esempio l’uva, le arance, oppure lo yogurt, a causa della presenza dei lattobacilli. 

Per questo motivo, è consigliabile aspettare almeno mezz’ora dopo la fine del pasto per andare a lavare i denti, se possibile, utilizzando un dentifricio a base di fluoro, poiché è il miglior alleato contro la formazione di carie. 

Inoltre, è bene utilizzare sempre un buon collutorio e il filo interdentale due volte al giorno, così da eliminare i residui di cibo, batteri e sostanze che le setole dello spazzolino non riescono a raggiungere. 

Tuttavia, non necessariamente il collutorio con clorexidina più venduto, che potete trovare sul mercato, si rivela la scelta più adatta per prendersi cura della propria igiene orale: questo disinfettante può essere piuttosto aggressivo, va utilizzato soltanto sotto consiglio di uno specialista e per un breve periodo di tempo.

 

Il dentista

In conclusione, effettuare una visita annuale da un dentista è d’obbligo, per evitare l’insorgenza di problemi che, se trascurati, possono provocare patologie molto importanti: sottovalutare una carie per molto tempo può portare alla perdita dei denti o a dover affrontare delle operazioni molto invasive, come la devitalizzazione o l’otturazione.

 

 

 

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