L’importanza dell’igiene orale

Ultimo aggiornamento: 29.10.20

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La salute viene prima di ogni cosa, ma non bisogna dimenticarsi che anche quella dei denti svolge un ruolo importante per il benessere fisico e psicologico di ogni individuo.

 

Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità, la definizione di salute non indica solo l’assenza di malattia, ma racchiude uno stato di benessere fisico, psicologico e sociale. Anche per quanto riguarda quella del cavo orale, si può generalmente fare lo stesso discorso: tutto ciò che concerne la bocca può influenzare la personalità di un individuo, e non solo. 

Non a caso, la malocclusione dentale, che spesso nasce da un uso eccessivo del ciuccio da piccoli, può essere non solo causa di frequenti mal di schiena e infiammazioni dei nervi cervicali, ma può condizionare la nostra postura, cambiando l’assetto della spina dorsale e provocando delle vere e proprie patologie. 

Un esempio lampante potrebbe essere la scoliosi: è una deviazione laterale della colonna vertebrale, che può diventare piuttosto grave se non corretta in tempo tramite l’utilizzo di un busto in età giovanile. 

Anche l’aspetto del viso può cambiare: la mascella può protrarsi in avanti o più indietro, modificando la fisionomia della bocca e del collo. Per alcune persone, soprattutto quelle nella fascia d’età dai 10 ai 16 anni, affrontare una situazione simile può essere molto frustrante.

Potrebbe infatti generare bullismo da parte dei compagni di scuola, e far preferire l’isolamento piuttosto che la compagnia degli amici, perdendo quella spensieratezza che tutti gli adolescenti dovrebbero avere. 

A volte, per prevenire la malocclusione, gli ortodontisti consigliano l’utilizzo di un bite durante le ore notturne, che riporta gradualmente la mandibola in una posizione idonea. Ma avere i denti dritti non basta a definirli totalmente in salute: l’assenza di carie, tartaro e la colorazione delle gengive contribuiscono a dare un quadro generale sulla situazione.

 

La carie, il tartaro e la placca

Ma qual è la differenza tra queste tre? Chiunque nella sua vita, presto o tardi, dovrà avere a che fare con una carie, poiché colpisce più del 90% della popolazione di tutto il mondo. Si tratta di una vera e propria infezione dentale che, a causa del suo processo evolutivo molto lento, può essere asintomatica per svariati mesi. 

Di solito si manifesta tramite sensibilità dentale, alitosi e, infine, dolore acuto, e spesso nasce da un eccessivo deposito di placca, dal fumo, oppure, più raramente, da fattori strutturali. L’unico modo per curare una carie è effettuando un’otturazione.

Tuttavia, se questa dovesse essere molto profonda e presentare delle complicazioni, come ascessi, gengiviti o granulomi, è necessario devitalizzare o, nella peggiore delle ipotesi, estrarre il dente. 

La placca è una sorta di biofilm appiccicoso che si deposita sulla superficie dentale, ed è composta da cellule morte, residui di cibo e batteri. Questi ultimi in particolare, a contatto con la saliva, si trasformano in acido che corrode lo smalto. 

È necessario mantenere pulite tutte le parti della bocca, compresi gli spazi tra i denti e le gengive, poiché un eccesso di placca può causare la formazione di tartaro. Questo può avere una colorazione differente, che va dal giallo al nero, nei casi peggiori, e può essere eliminato solo attraverso una pulizia professionale, tramite l’utilizzo di strumenti adeguati. 

Ma come si suol dire, prevenire è meglio che curare: effettuando una corretto lavaggio giornaliero, è possibile evitare l’insorgenza di carie e tartaro.

In che modo intervenire?

Nonostante sia una di quelle cose che insegnano fin da bambini, non tutti sanno come utilizzare correttamente lo spazzolino, che potrete scegliere tra quello elettrico, preferibile, o quello normale. 

Ai più piccoli viene spiegato come un gioco: dividendo la bocca in quattro parti, due superiori e altre due inferiori, bisogna passare le setole in tutte le zone e almeno 30 secondi per ognuna. 

Spazzolare solo frontalmente non basta: i batteri possono annidarsi anche nei punti più interni, quelli che toccano la lingua, per intenderci, senza dimenticare la base, dove iniziano le gengive. 

È importante, però, non utilizzare degli spazzolini troppo rigidi, poiché potrebbero graffiare lo smalto e aumentarne la sensibilità, ma preferire setole più morbide, ricordando di sostituirle almeno una volta ogni tre mesi. 

Per quanto riguarda il dentifricio invece, è meglio optare per uno a base di fluoro, che migliora la qualità dello smalto, ed evitare il più possibile quelli con le micro particelle, che potrebbero risultare troppo abrasivi. 

Ma questo non è tutto: anche il filo interdentale e il collutorio giocano un ruolo fondamentale per la corretta igiene dentale. Il primo serve a eliminare la placca che si deposita tra gli spazi più stretti, dove lo spazzolino non riesce ad arrivare, in alternativa possono essere utilizzati gli scovolini, forse più comodi. 

L’altro invece è il tocco finale: sfiamma le gengive ed elimina i batteri, prevenendo la comparsa dell’alito cattivo. Per combattere le infezioni dentali e l’alitosi, vi suggeriamo di affidarvi a un buon dentista, che vi consiglierà l’acquisto del miglior collutorio con clorexidina, il disinfettante più indicato in questi casi. 

Tuttavia, è bene non abusarne: effettuare degli sciacqui con un prodotto simile più di due volte al giorno e per un periodo prolungato, può far diventare i batteri più resistenti, perdendo quindi efficacia.

 

Le malattie del cavo orale

Sapete che alcuni sintomi legati alla bocca possono essere un campanello d’allarme per malattie più importanti, come il diabete, o patologie polmonari? Purtroppo è davvero così, e spesso si tende a sottovalutarli. 

Un esempio potrebbe essere il sanguinamento gengivale, che potrebbe indicare un problema cardiovascolare. Inoltre, una carie non curata per molto tempo può provocare non solo la formazione di altre infezioni dentali simili in prossimità di questa, ma anche la comparsa di ascessi, afte e lesioni delle mucose. 

E trascurare totalmente l’igiene dentale può essere la causa principale del cancro alla bocca o alla faringe.

Il dentista

Effettuare una visita di controllo almeno due volte l’anno è sempre consigliabile, per far sì che una probabile malattia del cavo orale possa essere curata in tempo. Inoltre, anche le sedute di igiene professionale andrebbero svolte ogni sei mesi, per evitare l’accumulo di tartaro e l’insorgenza di carie.

 

 

 

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