Gelato alla bava di lumaca: disgustoso o salutare?

Ultimo aggiornamento: 08.07.20

La bava di lumaca, dopo la cosmesi, ha iniziato la sua avanzata in ambito culinario tanto da diventare ricetta di base per il gelato! 

 

Da dove è nata l’idea?

La prima volta che la bava di lumaca è stata introdotta sul mercato sotto forma di creme e sieri, ha suscitato non poche perplessità nei consumatori, non abituati a un simile cambio di strategia.

Tuttavia oggi è diventato più che normale trovare sul mercato questa sostanza in cosmesi, che è stata ben presto apprezzata per le sue numerose virtù curative e lenitive. Nessuno si sarebbe però aspettato un simile cambiamento di rotta anche in ambito culinario.

Ma ecco l’avanguardia: il gelato, che per adesso è solo alla fragola, mescolato a tale sostanza. Se da un lato c’è scetticismo e disgusto, sono in molti quelli che provandolo hanno notato in realtà quanto il sapore sia addirittura migliore del normale.

E in più, la caratteristica più importante è che questa tipologia della gustosa pietanza, amata da grandi e piccini, ha enormi proprietà curative, e soprattutto è salutare al massimo per il nostro stomaco.

La bava di lumaca, infatti, tra le sue proprietà annovera anche l’effetto rigenerante dei tessuti. Per questo in antichità era molto utilizzata in medicina per curare ulcere e altri problemi allora considerati dolorosi e privi di uno specifico farmaco per diminuire gli effetti.

Proprio da questo spunto nasce l’idea, che è ancora in fase di brevettazione ma che ha già ricevuto numerosi riscontri positivi; nel giro di poco ci si augura che verranno creati numerosi altri gusti oltre la fragola.

Closeup of woman’s hands holding cup with organic frozen yogurt Ice cream served in a takeaway cup, Healthy eating concept.

Chi è il fautore?

Il primo a sperimentare questa particolare idea non è un francese, come molti pensano, ma un italiano il cui nome è Alessandro Racca. Il suo gelato è stato presentato all’edizione 2019 del Sigep, il Salone internazionale della gelateria, pasticceria e caffè che si tiene ogni anno, come di consuetudine, a Rimini.

Nonostante l’impressione iniziale, ha finito per vincere un premio come migliore degustazione e l’autore è stato anche premiato nella categoria Best Italian Chefs. La realizzazione è stata opera della Regina del bosco, una società agricola molto famosa a Brescia, che lavora non solo nel campo dell’artigianato e in quello agricolo, ma anche in cosmesi, promuovendo numerosi prodotti di bellezza e cura corpo.

Il motivo della scelta è stato piuttosto convincente: la bava non ha solo principi attivi che aiutano la pelle a risultare più liscia, morbida e vellutata, ma è un ottimo alleato contro problemi di stomaco e anche utile all’apparato respiratorio.

E la vera sfida è iniziata quando si è cercato il modo per rendere la sostanza appetibile e non disgustosa; dopo vari tentativi, si è raggiunto alla fine il giusto accordo di sapori, sostituendo alla percentuale d’acqua quella della bava, con risultati eccellenti.

Com’è quindi il gusto di questo gelato? Ovviamente bisogna superare un attimo di incertezza e il classico cliché legato al disgusto per la sostanza appiccicosa. Se ci si concentra solo a fondo sul sapore, senza far caso a cosa si sta mangiando, l’aroma è uguale a quello di un vero e proprio sorbetto alla fragola, a cui si aggiunge una nota ancora più corposa e avvincente.

 

Dove è possibile trovare il gelato alla bava?

Se con queste brevi spiegazioni vi abbiamo tentato nell’assaggio di questa strana tipologia, vi stupirà sapere che, poco dopo la vincita dell’ambito premio, la produzione del gelato è stata affidata a un’azienda apposita, La pecora nera.

Si tratta di una gelateria artigianale di Brescia, che si è fatta apprezzare nel corso degli anni per la qualità degli ingredienti e la loro freschezza. Avviato il commercio, quindi, si è dato il via a questa iniziativa pilota, però per il momento l’idea è limitata alla sola catena bresciana, trattandosi di una novità emergente.

Se dovesse avere ampia diffusione, si penserà ben presto a un’espansione della catena. Tra l’altro, siccome il gelato è nato anche a scopo curativo, si è pensato di farne ampia distribuzione anche negli ospedali per aiutare i malati con disturbi oncologici.

Le ricerche hanno confermato quanto la bava sia talvolta essenziale per calmare i dolori e le sofferenze legate all’organismo e all’apparato digerente; basti vedere il modo in cui già solo la pelle risulti più liscia e rimpolpata e le ferite si rimarginano più velocemente grazie alle sue proprietà.

Nel 2016, la bava è stata dichiarata un elemento naturale a scopo farmaceutico, perché oltre ad avere proprietà emollienti è anche un ottimo anti infiammatorio e con principi ricostituenti. Prima di utilizzarla all’interno del gelato, la sostanza viene opportunamente controllata dall’ASL per capire se rispetta i parametri e le consuetudini salutari di base.

Per mantenere inalterato il pH, di solito viene estratta e conservata immediatamente per abbattere la carica batterica che vi si potrebbe attaccare.

Dalla cosmesi alla cucina: un incremento economico notevole

Che sia una crema alla bava di lumaca economica o l’ingrediente inusuale di una pietanza tanto dolce, questa sostanza si sta affermando sempre più negli anni per la sua importanza e le sue proprietà.

Secondo lo studio di alcuni economisti, il consumo delle chiocciole, dalla cucina alla cosmetica, è aumentato del 325% nel giro di soli 20 anni, e si auspica un ulteriore incremento nel futuro.

Vi sono state cifre di produzione e utilizzo da record, con oltre 44mila tonnellate tra quelle vive e quelle conservate per varie ricette. La richiesta è salita a tal punto che gli allevamenti italiani, meno del previsto a causa del naturale scetticismo iniziale, stanno ricevendo un boom di vendite e non riescono sempre a coprire la domanda interna.

Le importazioni arrivano dal Cile se si tratta di chiocciole particolari destinate alla bava, o dalla Francia per l’ambito culinario; comunque in gastronomia, accanto alle offerte tradizionali, si stanno valutando nuove idee, a partire anche dal caviale di chiocciola.

Queste uova perlacee, simili a quelle dell’omonimo pesce, vengono condite e  opportunamente servite richiamando alle narici odori di funghi, sottobosco e foglie. Si dice che donino al corpo una sensazione afrodisiaca e abbiano specifiche proprietà antiossidanti, motivo in più per provale.

 

 

 

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