Tutto quello che c’è da sapere sulla miracolosa bava di lumaca

Ultimo aggiornamento: 26.09.20

A molti fa storcere il naso, ad altri incuriosisce; la lumaca è un animale tanto innocuo quanto particolare e viene usato in ambiti diversi.

 

Da quale lumaca viene prodotta la bava?

Il nome scientifico della chiocciola, che produce naturalmente la sostanza tanto ambita in cosmetica, è Helix Aspersa, una specie terrestre poco utilizzata in campo culinario ma sfruttata al meglio per quanto concerne la bava.

La pratica di allevamento di questi animali prende il nome di elicicoltura; in questa fase non vengono stressati e la secrezione viene accompagnata in modo benefico. Le Helix Aspersa producono due tipi diversi di bava: una è più traslucida e poco appiccicosa, e permette alla lumaca di muoversi e proteggersi mentre scivola su una determinata superficie senza ferirsi.

Il secondo tipo invece è più denso ed elastico, e funge da collante, in modo che, una volta arrampicata su una struttura verticale, la lumaca non cada per pressione della forza di gravità.

Ovviamente questi due tipi differiscono tra loro non solo nella composizione, ma anche per le proprietà e le proteine che contengono. La lumaca tende a produrre l’uno o l’altro a seconda di come viene stimolata la coclea, ossia la parte interna delle sue antenne, che recepisce e trasforma in impulsi nervosi ciò che viene dall’esterno.

In tempi tranquilli la chiocciola secerne soprattutto muco più viscoso, ma se lo stimolo è continuo e avviene in modo più frequente e aggressivo rispetto al normale, la bava si trasforma in in un liquido più chiaro e quasi schiumoso.

Inoltre, più la lumaca è giovane, più produce muco; ma molto della sua composizione dipende dall’alimentazione che fa e dai metodi usati per stimolarla. E’ infatti più facile ricevere da chiocciole anziane il risultato sperato.

 

L’utilizzo dell’Helix Aspersa nella storia

Le proprietà benefiche della lumaca erano assai conosciute già a partire dai tempi più antichi, ovvero con i greci e i romani. Sebbene vi siano poche testimonianze accertate, sappiamo quanto questi ultimi fossero cultori in ambito medico, e utilizzassero qualsiasi tipo di risorsa naturale per la cura di malattie e ferite.

La bava, più nello specifico, venne usata fino a oltre il Medioevo per numerosi problemi di stomaco, come le ulcere, per cicatrizzare tagli ed escoriazioni o fermare addirittura emorragie. Molte volte il muco, sotto forma di sciroppo e opportunamente diluito, diveniva un ottimo rimedio per sciogliere il catarro oppure per il mal di gola e orecchie.

A partire dal ‘900, queste chiocciole iniziarono poi a essere commercializzate regolarmente in ambito culinario, diventando un piatto baluardo della cucina francese e presentato come specialità.

Numerosi carichi partivano direttamente dal Cile, in cui queste lumache abbondano all’interno delle risaie e nelle coltivazioni. Nacqua così l’elicicoltura, che ancora oggi richiama i metodi tradizionali, pur essendo la destinazione delle lumache totalmente diversa.

Infatti, quando si scoprì che la bava cicatrizzava più in fretta le ferite e le lasciava guarire senza incappare in infezioni, le lumache iniziarono a essere usate soltanto per la produzione. Dopo circa 15 anni, le Helix Aspersa iniziarono a essere studiate più nel dettaglio e ben presto venne creata la prima crema a uso cosmetico con questa base, che prese il nome di Elicina. 

Fu introdotta per la prima volta sul mercato di Ginevra, per poi fare in breve tempo il giro del mondo, grazie al costo relativamente economico e gli ottimi benefici.

 

Meglio il siero o la crema a base di bava di lumaca?

Una delle curiosità più gettonate riguarda la difficile scelta o predilezione per la crema rispetto al siero e viceversa. E’ bene in questo senso fare una netta distinzione, perché hanno una texture differente.

La crema ha una composizione più corposa, densa e tendente al pastoso; questa morbidezza è dovuta alla percentuale più elevata di componenti grasse, che sono adatte soprattutto per le pelli secche e sfibrate.

L’azione principale di quest’ultima è infatti proprio quella di nutrire e idratare: la pelle viene permeata a fondo, risultando più liscia e piena al tatto, una volta terminato il trattamento per un tempo variabile.

Il siero invece è molto simile a un gel liquido, e infatti la sua principale caratteristica è quella di essere diluita in acqua per renderla meno unta. Le componenti grasse sono ridotte al minimo e grande spazio viene dato soprattutto ai principi attivi, che svolgono una funzione antiossidante e vitaminica.

Proprio questa sua leggerezza permette di usarlo su pelli anche grasse o miste, dove il prodotto non penetra facilmente. In questo caso, è particolarmente consigliato di sera, quando il viso è rilassato e avviene automaticamente la rigenerazione delle cellule morte.

Molto usato come anti-age, la formulazione a base di bava rigenera i tessuti e, grazie alla sinergia del collagene, dell’acido glicolico e gli altri principi ha un effetto più prolungato e protettivo per l’epidermide.

Qualsiasi sia il prodotto adatto alle vostre esigenze, è bene ricordare che, per essere efficace, la migliore crema alla bava di lumaca deve contenere almeno il 70% della sostanza, che insieme alle altre componenti donerà tono e nuova elasticità alla pelle.

Che cosa si dice a livello scientifico riguardo la bava di lumaca?

Per capirne di più in merito a questa sostanza, sono stati condotti numerosi studi scientifici in materia, che hanno portato alla luce tutti i suoi aspetti positivi. Che si scelga una crema o un siero a seconda del proprio tipo di pelle, la bava agisce prima di tutto sulle imperfezioni.

Penetra a fondo nella cute, quasi come se non fosse un agente esterno, e purifica la pelle da tutte le impurità. Particolarmente adatta come antirughe, in realtà si è scoperto che può avere funzioni salutari anche per l’organismo e che la sua assunzione è adatta anche ai bambini.

Lo sciroppo, infatti, è creato appositamente per liberare le vie respiratorie intasate dai muchi e sollevare quindi i piccoli da questo incombente fastidio. Gli adolescenti possono utilizzarla per curare rossori e infiammazioni: non a caso, già dopo le prime settimane dall’inizio del trattamento, il viso risulta protetto e liscio, poiché la bava elimina acne, punti neri e altre imperfezioni.

Dopo i 30 anni l’elastina, ossia la proteina che si occupa di rendere morbida e deformabile la pelle, tende a diminuire e sfavorire quindi il rinnovamento cellulare a pieno ritmo. Tuttavia, con la bava di lumaca i tessuti tornano a mano a mano simili a quelli di una volta e le cellule si rinnovano regolarmente, favorendo quindi il ricambio.

 

 

 

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