Abbronzatura perfetta senza rischi?

Ultimo aggiornamento: 17.02.20

 

 

Le misure da adottare prima, durante e dopo l’esposizione al sole per godere solo del piacere di un bel colorito

 

Con l’arrivo dei primi caldi, molte persone tremano al solo pensiero di esporsi al sole. Negli ultimi tempi, il culto estivo dell’abbronzatura ha perso molti seguaci e sono aumentati in maniera esponenziale i diffidenti che considerano il sole un nemico da cui difendersi o al massimo da accettare in piccole dosi per ostentare tuttalpiù una lieve coloritura. Con l’estate ormai alle porte, comincia quindi la corsa all’acquisto delle creme solari total block o con SPF 50+, ma non vi sembra che stiamo un tantino esagerando?

È vero, un’esposizione prolungata alle radiazioni solari può aumentare il rischio di tumori cutanei ed eritemi, ma è arrivato il momento di cessare le ostilità: dopo anni di allarmismi e fake news, gli esperti assicurano che prendere il sole fa bene all’organismo, rinforza le difese immunitarie, fortifica le ossa e migliora l’umore, oltre a stimolare la produzione di vitamina D.

Tuttavia, è stato riscontrato che solo una persona su due si protegge in maniera adeguata dal sole, una cattiva abitudine da sanare con i nuovi filtri solari disponibili in commercio, declinati in tipologie e formule sempre più efficaci e innovative per soddisfare ogni tipo di esigenza. E se nemmeno l’utilizzo della migliore crema solare (ecco la lista dei migliori prodotti) in circolazione basta a convincervi, ecco qualche buon consiglio su come ottenere un’abbronzatura perfetta senza correre rischi.

 

Gli effetti del sole sulla pelle

Lo spettro luminoso generato dalla luce solare si compone di diverse radiazioni, ciascuna delle quali presenta una specifica lunghezza d’onda. Durante l’esposizione la pelle, che costituisce la prima linea di difesa del nostro corpo, attiva spontaneamente dei meccanismi di protezione per schermare le frequenze dello spettro luminoso: le cellule cutanee presenti negli strati superficiali dell’epidermide (i melanociti) iniziano a produrre melanina, dei pigmenti neri o bruni, che causano la pigmentazione accentuata della pelle.

 

 

Questo significa che le radiazioni solari riescono a penetrare negli strati più profondi del derma, ma con effetti diversi: gli UVA, caratterizzati da una lunghezza d’onda più corta, hanno una maggiore capacità di penetrazione e sono i principali responsabili dei danni a lungo termine, come l’invecchiamento cutaneo e lo sviluppo di tumori della pelle; mentre gli UVB sono colpevoli dei danni immediati, tra cui gli eritemi e le scottature.

Oltre al tipo e alla quantità di radiazioni assorbite, gli effetti dell’esposizione solare dipendono anche da altri fattori, ossia l’orario in cui prendiamo il sole, l’altitudine, la zona geografica e il livello di riflessione dei raggi solari a opera delle superfici circostanti (come sabbia e neve).

 

Come proteggersi dai raggi UV

Ogni persona è diversa dall’altra, quindi anche quando si tratta di abbronzatura bisogna trovare la propria misura nei tempi e nelle modalità di esposizione al sole, soprattutto se si vogliono evitare dolorose scottature. La pelle arrossata e dolorante, oltre a rovinarci il divertimento, potrebbe rappresentare l’inizio di un danno ben più grave, con conseguenze che possono manifestarsi anche a distanza di anni, come per esempio la comparsa di un melanoma. Anche chi non si scotta facilmente al sole, dovrebbe prendere le giuste precauzioni, a cominciare proprio dall’utilizzo di una buona protezione solare.

I cosmetici di concezione moderna offrono una schermatura estesa su tutto il corpo e riducono i rischi legati all’esposizione solare. Parliamo, dunque, di un sistema di difesa supplementare che concorre, in sinergia con le difese attivate naturalmente dell’organismo, a limitare i danni causati dal sole. Tuttavia, è importante anche osservare alcune norme di comportamento che gli esperti e i dermatologi consigliano di rispettare alla lettera quando ci si espone agli ultravioletti.

 

Alcune regole da rispettare

Come già anticipato, oltre a utilizzare una buona protezione solare, è fondamentale adottare alcune precauzioni che vi consentiranno di abbronzarvi in modo sicuro e senza correre inutili rischi. La prima cosa da fare è preparare adeguatamente la pelle prima dell’estate, soprattutto se si ha una carnagione molto chiara. Qualche mese prima delle vacanze, ci si può affidare a specifici prodotti cosmetici pensati proprio per questo scopo oppure a degli integratori. 

Questi ultimi sono ricchi di sostanze antiossidanti capaci di rinforzare le naturali difese cutanee e preservare la cute dal rischio di scottature, e se non volete assumere degli integratori, potete sempre introdurre nella vostra dieta alimenti ad alto contenuto di betacarotene e vitamine A, C ed E, tra cui le albicocche, le carote, la papaya, i peperoni, gli spinaci e così via.

Ricordate che non è possibile proteggersi dai raggi UV senza usare un filtro solare, a meno che non decidete di trascorrere la giornata all’ombra o sotto l’ombrellone. Detto questo, la protezione, in crema o in formato spray, va applicata almeno mezz’ora prima di esporsi al sole e bisogna ripetere l’operazione ogni due/tre ore o subito dopo aver fatto il bagno, anche se quello che state usando è un cosmetico waterproof.

Per evitare fastidi e dare sollievo alla pelle in caso di arrossamenti, potete applicare un buon doposole a effetto idratante, anzi vi consigliamo di farlo anche in assenza di rossori ed eritemi, in modo da mantenere la pelle sempre morbida e perfettamente idratata.

Se volete prendere il sole in modo sicuro evitate le ore di punta e riparatevi all’ombra di tanto in tanto per dare al corpo la possibilità di autoregolarsi. Infine, usate la protezione solare anche quando la giornata è ventilata o nuvolosa, poiché i raggi UV riescono a penetrare le nuvole.

 

 

I solari ecosostenibili

Grazie alle moderne tecnologie, tutti i solari in commercio bene o male sono sicuri per la salute umana, anche in considerazione del fatto che i produttori devono rispettare severi standard europei per la commercializzazione dei loro prodotti.

Tuttavia, si sente sempre più spesso parlare dell’impatto che i filtri solari hanno sull’ecosistema, tanto è vero che dal 2021 in molte zone tropicali sarà vietato l’utilizzo di lozioni formulate con oxybenzone e octinoxato, che secondo recenti studi scientifici sono responsabili del progressivo sbiancamento della barriera corallina. 

A questo punto sorge spontanea una domanda: come proteggere la pelle senza danneggiare la natura? Grazie alle moderne tecniche cosmetiche ecosostenibili, le aziende hanno messo a punto nuovi filtri solari con SPF elevati capaci di garantire una protezione efficace per il corpo e un maggiore rispetto dell’ambiente.

A tal proposito, i filtri chimici, prima considerati la principale causa dell’inquinamento delle falde acquifere, sono diventati “green” quanto quelli fisici o minerali, poiché biodegradabili e quindi sicuri per la salute umana e dell’ambiente.

L’approccio “green”, però, deve tenere conto anche del confezionamento e del packaging, che deve essere non solo pratico ma anche ecocompatibile: si passa quindi dai flaconi realizzati in plastica riciclata ai dosatori retrattili che riducono il rischio di disperdere rifiuti di plastica nell’ambiente.

 

 

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