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Dal fattore di protezione al fototipo di pelle

Ultimo aggiornamento: 13.10.19

 

 

Ecco come scegliere la crema solare giusta analizzandone con attenzione gli ingredienti e le caratteristiche

 

Con l’arrivo della bella stagione cresce la voglia di farsi baciare dal sole e gli scaffali dei negozi si riempiono di prodotti sempre più innovativi che si propongono di regalarci un’abbronzatura  perfetta e duratura, il sogno di ogni amante della spiaggia.

Tutti, bene o male, sappiamo quanto sia importante proteggere il corpo dai dannosi raggi UV per evitare fastidiose scottature, macchie solari e arrossamenti, ma quello che probabilmente molti di voi non sanno è che i raggi solari agiscono anche a livello più profondo, causando danni non visibili nell’immediato ma che alla lunga possono compromettere la bellezza e la salute della nostra pelle, tra questi ricordiamo il photoaging e la comparsa di rughe e altri antiestetici inestetismi.

Con questo post vogliamo aiutare i nostri lettori a capire come scegliere la crema solare più adatta alle proprie esigenze, tenendo conto anche del fattore di protezione (SPF) e della tipologia della propria pelle.

 

I rischi

A dispetto di quanto si possa pensare, l’abbronzatura non è solo una questione estetica, ma un vero e proprio meccanismo di difesa dell’organismo contro l’azione deleteria dei raggi ultravioletti. A concedere un bel colorito dorato alla nostra pelle è la melanina, dei particolari pigmenti scuri che vengono rilasciati dalle cellule epiteliali per creare una sorta di barriera capace di filtrare selettivamente le radiazioni solari, in modo da proteggere l’epidermide da ogni possibile danno causato da un’esposizione prolungata al sole.

 

 

Eccezion fatta per gli UVC (ultravioletti di tipo C), che vengono schermati dallo strato di ozono dell’atmosfera terrestre, le radiazioni considerate pericolose sono gli UVA e gli UVB: i primi rappresentano il 90% degli ultravioletti assorbiti dalla pelle e riescono a penetrare in profondità nella struttura cutanea causando danni visibili nel medio-lungo periodo. Sono i principali responsabili dell’invecchiamento cutaneo e della conseguente comparsa di rughe, macchie solari e secchezza epiteliale, ma possono anche contribuire all’insorgenza di alcune forme cancerogene, come il melanoma e il carcinoma cutaneo.

Le scottature e gli eritemi sono, invece, causati da un’eccessiva e prolungata esposizione ai raggi UVB che, penetrando nell’epidermide, di fatto stimolano la produzione di melanina e la sintesi della vitamina D. A metterci lo zampino sono anche i cosiddetti raggi infrarossi, o IR, ossia quelli che generano calore e impediscono all’organismo di avviare i suoi normali meccanismi di autoregolazione della temperatura, provocando di conseguenza disidratazione e pericolosi colpi di sole, a cui sono più esposti anziani e bambini.

Per evitare ogni possibile rischio è quindi fondamentale scegliere una crema solare adeguata, soprattutto in base al proprio tipo di pelle, all’età e ai tempi di esposizione.

 

Il fattore di protezione

Innanzitutto, ci preme sottolineare che nessun cosmetico può difenderci al 100% dai raggi ultravioletti. Anche se si utilizza una crema solare valida, bisogna sempre rispettare alcune regole di base: ripararsi all’ombra durante le ore più calde della giornata, proteggere la testa con un cappello e idratarsi con una certa frequenza. Fatto questo, non vi resta che applicare sul corpo una protezione solare efficace per abbronzarvi in modo sicuro e sano. 

A tal proposito, la normativa europea vigente in materia, al fine di tutelare i consumatori da ogni possibile rischio, ha introdotto una serie di obblighi a carico delle aziende produttrici: sono state abolite alcune diciture comuni, come “protezione totale” e “waterproof”, per fare spazio a indicazioni ben più importanti, tra cui il fattore di protezione e le modalità d’uso del prodotto, in modo da consentire all’utente di effettuare una valida comparazione tra i tanti prodotti disponibili in commercio per scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

Il fattore di protezione, o SPF, è l’elemento che più di ogni altro indica l’efficacia protettiva del solare che si sta acquistando, poiché definisce la capacità del cosmetico di difendere la pelle dai raggi UVB e UVA a diverse lunghezze d’onda. Nello specifico, l’SPF apposto sul packaging dai produttori deve rientrare in una delle seguenti categorie standardizzate: “protezione bassa”, da 6 a 10, “media”, con un valore compreso tra 15 e 25, “alta” da 30 a 50, e “molto alta”, tipica dei prodotti con protezione 50+.

 

I fototipi

Una buona strategia per poter scegliere il solare con il giusto fattore di protezione è conoscere il fototipo della propria pelle, ossia la classificazione usata in campo dermatologico per determinare la qualità e la quantità di melanina che le nostre cellule epiteliali sono in grado di produrre durante l’esposizione agli ultravioletti.

Questa classificazione tiene conto delle caratteristiche fisiche di ciascun individuo: le persone con pelle chiara e capelli biondi, per esempio, tendono a scottarsi più facilmente e, pertanto, dovrebbero utilizzare una crema con un SPF alto; mentre chi ha i tipici lineamenti mediterranei, quindi pelle, occhi e capelli scuri, può esporsi al sole con una protezione solare bassa o media, ma sempre in modo prudente e graduale.

I bambini, invece, a prescindere dal fototipo di pelle, dovrebbero sempre usare una crema solare apposita con SPF 50+ e caratterizzata da una buona tollerabilità cutanea per minimizzare il rischio di intolleranze o pericolose reazioni allergiche.

 

 

In spray o in crema?

Oltre che per SPF, i solari si differenziano anche per la formulazione, da valutare in base alle proprie caratteristiche cutanee e al tipo di esposizione. La tipologia più diffusa è sicuramente quella in crema, che è ideale in caso di clima secco o ventilato e per evitare che la pelle si disidrati velocemente. Presenta una texture molto densa che la rende più difficile da applicare, ma d’altro canto è proprio questa sua caratteristica a concederle una buona adesività e una maggiore resistenza sulla pelle. 

C’è da dire, però, che quasi tutti i solari di questo tipo risultano abbastanza oleosi e potrebbero, pertanto, non essere adatti per chi ha una cute particolarmente grassa. In questo caso, si potrebbe optare per un prodotto in gel dalla consistenza più leggera e fresca, che però andrà applicato con maggiore frequenza (soprattutto dopo aver fatto il bagno).

Se fino a ieri, gli oli solari venivano usati solo per  accelerare l’abbronzatura, oggi le cose sono cambiate: molte aziende cosmetiche, infatti, propongono oli abbronzanti dotati di SPF molto alti, in modo da garantire una protezione efficace quanto quella delle tradizionali versioni in crema o in gel. 

Altri due filtri solari particolarmente apprezzati dagli amanti della tintarella sono gli stick, pensati per proteggere le zone più sensibili del corpo (come labbra e contorno occhi), e gli spray, che sono i più pratici da applicare in assoluto, ma anche i meno resistenti all’acqua e al sudore.

 

 

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