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Abbronzarsi senza rischi: la crema solare

Ultimo aggiornamento: 19.09.19

 

 

La tentazione di acquisire in poco tempo un’abbronzatura intensa e di perdere il pallore invernale è tanta. Vediamo come farlo in tutta sicurezza.

 

Nella scelta della migliore crema per il viso non può essere esclusa la questione inerente al fattore di protezione solare. Gli attuali canoni di bellezza richiedono incarnati bronzei e abbronzature intense, per questo la tentazione è quella di esporsi al sole senza pensare alle conseguenze, non curandosi dei rischi e delle problematiche in cui si può incorrere.

I raggi del sole contengono infatti delle radiazioni, UVA e UVB, da cui il corpo si difende producendo melanina, riuscendo però a rifletterne solo il 5%. La restante parte viene assorbita dalla nostra pelle e può favorire la comparsa di fastidiosi inestetismi come le macchie o i nei, o peggio i tumori della pelle.

Studi su questi argomenti affermano che l’incidenza di tumori di questo tipo, quali il melanoma o il carcinoma epidermico è in crescita proprio perché è aumentata la tendenza a esporsi al sole in condizioni di rischio. Vediamo esattamente di cosa si tratta.

 

Come proteggersi

Durante l’estate le ore più pericolose sono quelle centrali della giornata, perché in questa fase i raggi sono perpendicolari alla terra ed è dunque più difficile attivare il meccanismo di “autodifesa” o filtraggio, proprio della pelle. 

Per questo si sconsiglia l’esposizione in queste ore, optando piuttosto per la mattina presto e per il tardo pomeriggio, momenti che favoriscono comunque l’abbronzatura, ma con una percentuale inferiore di rischio.

A questo, si aggiunge ovviamente anche la crema solare: spesso per noia o per fastidio si tende a trascurare questa fase della nostra beauty routine, ma è invece fondamentale proteggere la pelle durante tutto il corso della giornata e con continuità.

 

 

Si pensa infatti che la crema solare vada applicata soltanto in estate e al mare, invece è molto importante proteggerla anche in città e in inverno, perché l’azione dei raggi solari, seppur più delicata, può a lungo andare danneggiare comunque la cute.

L’applicazione inoltre dovrebbe essere effettuata mezz’ora prima dell’esposizione al sole e andrebbe ripetuta ogni due ore o in caso di contatto con l’acqua, anche se il flacone riporta la scritta “water resistant”.

Il mercato infatti propone moltissime varianti, sia come composizione sia come intensità del filtro, per cui è importante capire bene quale sia il prodotto più adatto alla vostra pelle. La prima cosa da fare è individuare il fototipo, ossia quelle caratteristiche che, se sommate, danno un’idea generale di quella che è la tendenza all’abbronzatura e la reazione a seguito dell’esposizione al sole. 

Generalmente coloro che hanno la pelle molto chiara, faticano ad abbronzarsi e, se hanno gli occhi verdi o azzurri e i capelli biondi o rossi, sono considerati di fototipo uno o due; in questo caso è consigliata l’applicazione di una crema a schermo totale, 50+, mentre si potrà scendere, nel secondo caso, a quella con protezione 30.

Con gli occhi e i capelli più scuri e la pelle generalmente meno pallida, i fototipi salgono al numero tre o quattro, richiedendo una protezione dalla 25 alla 15. Con le carnagioni olivastre o scure e i capelli mori invece, la protezione scende a 10: anche in questo caso infatti è comunque fondamentale proteggere il contatto dei raggi UVA e UVB  con la pelle. 

 

Perché mettere la crema di protezione

Il mito principale da sfatare infatti è proprio quello che sostiene che mettersi la crema voglia dire necessariamente non abbronzarsi: la produzione di melanina invece avviene comunque, ma è limitato maggiormente il rischio di insorgenze delle patologie viste prima o di fastidiosi inestetismi duri da debellare come le macchie cutanee.

Una volta individuato il giusto fototipo e quindi la tipologia di crema più adatta alla vostra pelle, è altrettanto importante che l’applicazione avvenga sul corpo e in particolare su tutto il viso. 

Alcune ricerche infatti affermano che sono in molti ad effettuare questo passaggio così importante in modo piuttosto superficiale, tralasciando zone fondamentali come il contorno occhi o il naso. 

Nel primo caso questa mancanza potrebbe portare all’insorgenza di malattie legate al bulbo oculare, che possono essere prevenute ulteriormente indossando un paio di occhiali anch’essi muniti di filtro specifico.

Una volta capita l’importanza di proteggersi dal sole e di farlo tutto l’anno, non vi resta che andare alla ricerca del prodotto più adatto a voi. Il mercato propone creme idratanti munite di filtro, che però non supera quasi mai lo schermo 10 o 15, o vere e proprie creme solari, la cui composizione varia rispetto alle normali creme giorno e che può spesso risultare più pesante sulla pelle. Questo è dovuto alla presenza dei filtri, chimici o fisici che siano.

 

Il filtro

I filtri fisici ripropongono il meccanismo attraverso il quale lavora la melanina, assorbendo quindi l’energia elettromagnetica e restituendola sotto forma di altra energia. I filtri chimici invece hanno una struttura in grado di assorbire selettivamente i raggi UV a corta lunghezza d’onda, convertendoli poi in radiazioni a lunghezza d’onda maggiore e meno energetiche.

Un filtro solare, per essere considerato di buona qualità dovrebbe essere incolore, incolore, resistente all’acqua e capace di garantire l’assorbimento massimo dei raggi anche a basso dosaggio.

 

 

Il formato

Il formato da scegliere è semplicemente quello più affine alle vostre esigenze; che sia una crema da spalmare, un olio spray o un’acqua solare da nebulizzare, vi basterà adottare la soluzione che più rispecchia le vostre abitudini. 

Se ad esempio amate truccarvi e non potreste procedere con applicazioni ulteriori di crema durante la giornata, lo spray è certamente una buona soluzione, perché consente di poterne ripetere l’utilizzo ogni due ore come richiesto, senza danneggiare il make up.

Se invece siete al mare o non siete solite truccarvi, via libera alle creme, solari generiche o specifiche per il viso: in quest’ultimo caso la texture potrebbe essere piacevolmente più leggera e i principi più affini a quelli necessari anche per l’idratazione e il nutrimento del viso.

Evitate inoltre gli oli abbronzanti, che potrebbero facilitare la tintarella in un primo momento, ma recare fastidi come bruciature o spellature successivamente, rendendo di fatto inutile la loro applicazione.

 

 

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