I consigli per sanificare e disinfettare casa nel modo opportuno

Ultimo aggiornamento: 26.09.20

L’emergenza Coronavirus ha messo gli italiani alle strette, con misure sempre più drastiche e il comando di stare a casa; come la si può tenere pulita da germi e batteri?

 

Cosa usare per i pavimenti

Per mantenere le superfici su cui camminiamo abitualmente sempre disinfettate e purificate da germi e batteri, bisogna seguire alcuni semplici e meccanici step, che non vi ruberanno troppo tempo.

Prima di tutto bisogna rimuovere lo sporco visibile con una scopa oppure con un’aspirapolvere, che è più consigliata perché lascia meno residui rispetto alla prima.

Successivamente scegliete un buon detergente o un prodotto sgrassante efficace; attenzione a non confonderlo con il vero e proprio disinfettante, la sua funzione è infatti diversa.

I germi e i batteri tendono a proliferare su una patina non visibile a occhio nudo, perciò è opportuno rimuoverla con il materiale sopra citato, in modo che non diventi uno scudo protettivo per questi ultimi.

La disinfestazione senza tenere conto di questo step risulterebbe inefficace visto che il virus, seppur in percentuale più bassa, rimarrebbe comunque presente. Infine, c’è la fase finale: bisogna prendere un prodotto a base di alcol, candeggina o cloro, che letteralmente sterminano i restanti batteri.

L’importante è seguire le istruzioni, ovvero stabilire se il detersivo agisce dopo un paio di minuti, se c’è bisogno di risciacquo o se può essere usato senza passare nulla sopra. Con l’emergenza in atto, le precauzioni non sono mai troppe e bisognerebbe ripetere questo procedimento almeno tre volte a settimana.

Per maggior sicurezza, poi, è molto importante togliere subito le scarpe prima di entrare in casa, in modo da lasciare fuori eventuali germi provenienti dalla strada e che potrebbero attaccarsi alle superfici facilmente.

Infatti il virus non solo è in grado di rimanere attaccato alle suole, ma anche di persistere per parecchi giorni; alcune studi hanno portato alla luce che può resistere fino a nove giorni sotto le suole.

 

I piani di lavoro e le spugne

Questa stessa modalità di pulizia deve essere applicata anche e soprattutto ai ripani di lavoro, quali mobili, scrivanie e simili. Infatti tutte queste superfici indispensabili per il lavoro e l’utilizzo da casa sono un vero e proprio coacervo di batteri, dovuti proprio al contatto con le mani e con lo sporco in generale.

Il virus si infiltra facilmente tramite la saliva o le gocce d’acqua, per cui anche un semplice starnuto o un colpo di tosse possono creare dei residui, che a loro volta si attaccano alle stoviglie o ai tessuti.

Anche le borse, che per esempio vengono utilizzate per la spesa, inavvertitamente o per abitudine vengono spesso appoggiate sul tavolo della cucina, senza essere prima deterse e purificate.

Esistono a tal proposito dei prodotti specifici che operano una totale sanificazione sia degli oggetti portati all’esterno, sia delle varie mensole in casa, in particolare se sono fabbricate con materiali delicati e che facilmente sono soggetti al danneggiamento da prodotti aggressivi.

Questo tipo di pulizia comunque va compiuto anche più volte al giorno, proprio perché utilizziamo tanto spesso le superfici per poggiare cose e mangiare; anzi, è consigliato soprattutto il lavaggio del tavolo ogni volta che si consuma un pasto, e sempre con una tovaglia di supporto.

Un altro elemento che difficilmente ricordiamo di purificare è la maniglia delle porte: avete mai pensato a quante volte al giorno la toccate senza farci caso, magari dopo aver soffiato il naso o con le mani sporche?

Ciò vale anche all’esterno della propria abitazione, e soprattutto in questi casi è difficile sapere se chi ha le ha toccate possa avere il virus o meno; prestate quindi molta attenzione e cercate di lavare sempre anche le mani.

Per avere una pulizia completa e del tutto sicura, bisogna anche tenere conto dei mezzi con cui la effettuiamo, ovvero stracci e spugne. L’ideale in questo senso sarebbe avere gli usa e getta come nei negozi o nei supermercati, ma dal momento che le risorse sono limitate, è opportuno cambiare materiale appena ci si rende conto che i residui di sporco non vengono via con l’acqua.

In alternativa, potete anche tenerle per un po’ all’interno di un secchio con spirito disinfettante o inserirle nel forno a microonde, anche se sono metodi alternativi non del tutto purificanti.

 

Scegliere il disinfettante giusto

C’è chi preferisce la candeggina, chi da sempre usa metodi più casalinghi prediligendo l’aceto e chi invece usa solamente il cloro, efficace in particolare nelle piscine. L’antivirus per eccellenza rimane però l’alcol, in particolare per il Covid-19.

Per quale motivo? Con una soluzione a base di alcol la membrana esterna del virus, che è protettiva per il nucleo interno che causa la malattia, viene del tutto disgregata causando quindi l’eliminazione di quest’ultimo.

Tuttavia tale base va sempre accompagnata all’acqua, che è assolutamente necessaria per l’opera di sanificazione: l’ideale è una miscela formata dal 60 al 90% di alcool e il restante di acqua.

Per questo motivo c’è anche un boom di acquisti per il gel a base idroalcolica: le sue proprietà disinfettanti risultano essenziali fuori casa, quando non si ha una fonte certa da cui attingere acqua pulita e occorre il classico flaconcino riponibile nello zaino o in borsa.

In vendita poi ci sono anche altri tipi di disinfettanti più specifici, creati anche per i vestiti.

Per esempio, tra i vari prodotti il detersivo per lavatrice più venduto risulta il Napisan, che elimina almeno l’80% dei batteri da qualsiasi tessuto, anche i più ostinati. Nel caso vogliate essere sicuri dell’articolo scelto, basta guardare l’etichetta e in particolare il bollino di presidio medico chirurgico.

Seguire le istruzioni è importante, in modo che possiamo renderci conto qualora il prodotto andasse risciacquato e i suoi minuti d’effetto. Come accennato già all’inizio, poi, se non volete abusare di materiali e detersivi chimici va bene anche l’aceto, che è egualmente efficace, sebbene più adatto per alcune superfici rispetto ad altre.

Un esempio riguarda il frigorifero: l’aceto è molto utile per le guarnizioni, per pulire a fondo residui presenti all’interno ed eliminare qualche batterio di troppo riuscito a scampare alle fredde temperature.

Tuttavia la sua forza non è tanto elevata da contrastare il Coronavirus, decisamente più aggressivo.

 

 

 

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