Benessere e proprietà innate della vitamina D

Ultimo aggiornamento: 23.10.20

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Da studi recenti si è visto come la vitamina D funzioni come un potente antibiotico. Scopriamo insieme quando e dove interviene.

 

Produzione dell’organismo.

Negli anni si sta sempre più considerando il ruolo importante giocato dalla vitamina D sul fronte della protezione dell’organismo e sul potenziamento del sistema immunitario. Tra i due tipi di antibiotici più interessanti prodotti dal nostro corpo dobbiamo citare defensine e catelicidine. Si tratta di sostanze sintetizzate dai globuli bianchi e che possiedono un’efficacia contro microbi. 

Le defensine si attivano contrastando eventuali patogeni come funghi e batteri, con in più un’azione importante di tipo antinfiammatorio. Le catelicidine invece vengono prodotte dalle zone epiteliali dette di barriera, come la cute o le cellule della mucosa respiratoria. Una volta chiamate in causa si attivano e producono delle sostanze tossiche capaci di contrastare in modo efficace l’azione di microrganismi dannosi per la salute.

 

Come un vaccino, ma naturale.

Recenti studi di settore hanno messo in luce come la stessa vitamina D è responsabile della regolazione del gene della calecidina. Per questo un integratore di vitamina D3 può svolgere un’azione efficace di potenziamento e scudo delle difese naturali che il corpo è già in grado di produrre per conto proprio, in un aiuto sinergico all’organismo. 

Si punta così a uno studio e a soluzioni dedicate con cui poter gestire e contrastare al meglio i virus, grazie a un potenziamento e all’azione antimicrobica della vitamina D. Andando più nello specifico si nota che i settori in cui l’uso della vitamina produce maggiori risultati sono quelli delle malattie infettive della pelle e le infezioni a carico del sistema respiratorio, in particolare i polmoni.

La catelicidina svolge poi un’altra importante funzione, non solo di contrasto ma anche di richiamo e coinvolgimento di altre cellule immunitarie, con tempistiche ridotte nella guarigione di ferite cutanee, con un numero elevato di cellule epiteliali coinvolte nel processo di ricostruzione.

Facendo un discorso generale, possiamo dire che si identificano con il nome di vitamina D un insieme di pro-ormoni costituito da cinque differenti vitamine, identificate con una numerazione da uno a cinque. Di queste le principali sono la D2 (ergocalciferolo) e la D3 (colecalciferolo), la prima di provenienza vegetale, la seconda sintetizzata invece dagli animali

 

Carenze e supporto

Esistono poi situazioni in cui, purtroppo una mancanza consistente di vitamina D, può contribuire all’insorgenza o influire negativamente su patologie pregresse come l’artrite, il senso di affaticamento, l’anemia e malattie intestinali infiammatorie. 

La semplice analisi del sangue è una delle prove migliori con cui prendere consapevolezza dell’esistenza reale di una carenza di vitamina D. Il consulto del medico e un confronto consapevole con un professionista possono portare poi all’assunzione di un integratore con cui cercare di porre rimedio a questa carenza. 

Un discorso simile che riguarda anche il dosaggio, con una percentuale di 4.000 UI giornaliera per i più piccoli e una che invece può arrivare anche a 10.000 UI negli adulti. Per chi può, un’esposizione di 20 minuti al giorno al sole costituisce già una sorta di ricarica e favorisce la produzione della vitamina D. 

A seguito di uno studio su un gruppo di giovanissimi pazienti a cui era stata somministrata una dose di 1.200 UI giornaliera, si è notata una bassa incidenza del rischio dell’influenza, con una percentuale che raggiunge il 58%. Motivi che ci spingono a consigliare l’eventuale assunzione di un buon integratore, con tutte le caratteristiche e le specifiche che un prodotto di qualità è in grado di offrire.

Conclusioni

Una volta capita l’importanza e la centralità della vitamina D, è bene indirizzarsi su un prodotto efficace, gestendo in modo responsabile tutto quello che riguarda l’assunzione, il dosaggio e il monitoraggio degli effetti nel tempo.

Da una parte il nostro corpo produce per proprio conto questa vitamina essenziale, mentre noi da parte nostra possiamo contribuire con una costante esposizione al sole per un periodo minimo di venti minuti in modo da contribuire in modo adeguato alla produzione della stessa.

Sul fronte alimentare poi ci sono alcuni alimenti, come il pesce azzurro, il salmone, le aringhe e le uova che contengono una dose di vitamina D utile per il nostro organismo. Tra i vegetali invece annoveriamo i germogli di alfa-alfa, i funghi e i semi di girasole.

La carica protettiva messa in campo dalla vitamina D svolge così un ruolo di primo piano per chi cerca benefici reali con cui contrastare una carenza cronica o un periodo momentaneo in cui si ha bisogno di un supporto extra.

 

 

 

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