Un viaggio alla scoperta della vitamina D

Ultimo aggiornamento: 03.07.20

La sua importanza viene sempre più riconosciuta da fonti e studi scientifici. Conosciamo dunque meglio questo antibiotico naturale.

 

Dove trovarla

In natura la vitamina D si può ritrovare negli organismi vegetali come semi di girasole, funghi e germogli alfa-alfa. Delle due tipologie, da queste piante si ottiene la D2 mentre l’altra variante, ovvero la D3 si produce con un’esposizione costante alla luce del sole, con una serie di reazioni che si è visto vanno a stimolare l’organismo e una risposta immunitaria efficace in caso di un virus o di un’infezione. L’organismo umano si mette in moto realizzando questa produzione di vitamina solo in determinate situazioni, motivo per cui è bene farne scorta con un’alimentazione varia e del tempo dedicato all’esposizione al sole.

 

Gli alimenti consigliati

Per chi ha necessità di potenziare e aumentarne la presenza nel proprio corpo, si può procedere attraverso un integratore di vitamina D e K, oppure con una dieta che contempli specifici alimenti. Nel regno animale il pesce è uno dei protagonisti indiscussi in quanto ad apporto. Il salmone, tanto per fare un esempio, riesce a fornire un buon contributo sul fronte della vitamina D, seguito dalle aringhe e da un rimedio antico che ora si ritrova più sotto forma di preparato o negli integratori. 

Stiamo parlando dell’olio di fegato di merluzzo. Una volta raffinato può essere raccolto in bottiglia o sotto forma di pastiglie da ingoiare. Ricco di vitamina D e A, si utilizza per contrastare il fenomeno dell’osteoporosi negli adulti e del rachitismo nei bambini con una mancanza cronica di calcio o una dieta poco ricca sotto questo profilo.

Per chi non mangia pesce o carne, un’altra valida alternativa è rappresentata dai funghi e dalle uova, oltre che dai germogli di alfa-alfa, un piccolo scrigno energetico racchiuso in un legume che sta germinando.

La terza via passa infine per l’assunzione di vitamina D attraverso integratori ad hoc, che concentrano al loro interno la quantità giornaliera considerata sufficiente per una persona adulta in salute.

Effetti sull’organismo

Il legame tra vitamina D e una corretta formazione e irrobustimento delle ossa è uno degli aspetti conclamati che coinvolgono in maniera forte questo elemento. Ossa ma non solo, con un impatto della vitamina D anche sulla robustezza e la crescita dei denti dall’infanzia fino alla vita adulta. 

Questa vitamina si occupa poi anche della gestione del calcio all’interno del sangue, realizzando così una funzione di equilibrio e mantenimento. Senza l’aiuto e il supporto di questa vitamina, il calcio andrebbe ad accumularsi anche in organi come i reni o in prossimità delle cartilagini ossee, con conseguenza la formazione di calcificazioni che andrebbero a limitare la libertà di movimento dei soggetti.

La vitamina D assunta con l’alimentazione o attraverso una buona esposizione alla luce solare, non è biologicamente attiva, ma necessita di un passaggio ulteriore in cui l’azione di un enzima proteico la lavora e la rende funzionale per l’organismo. 

Il calcitriolo è la forma biologicamente attiva della vitamina D e può essere considerato un ormone centrale nel processo di metabolismo del calcio, con un’efficace azione di protezione per le ossa e tutto l’apparato scheletrico. Altri effetti positivi si riscontrano anche sull’azione immunitaria e su una sensibile riduzione di un’infiammazione.

 

Insufficienza e conseguenze

L’essere umano nella sua complessità è una macchina meravigliosa, ma esistono situazioni e momenti in cui non sempre si riesce ad avere un corretto e bilanciato apporto di vitamine e nutrienti essenziali. Una mancanza di vitamina D si può spesso riscontrare in soggetti che accusano spesso stanchezza e poca vitalità, oppure con forti dolori alle ossa e una mancanza di appetito che si spiega difficilmente. Sono alcuni dei campanelli d’allarme che possono indicare un bisogno extra in termini di supporto vitaminico.

È sufficiente anche un esame del sangue per verificare se ci sono delle carenze e come gestirle. Nulla di particolarmente grave e su cui si può intervenire. Per fortuna al giorno d’oggi è difficile incontrare casi gravi di carenze sul fronte della vitamina D, ma una corretta alimentazione insieme a un’azione temporanea mirata possono cambiare in modo sostanziale certe situazioni e deficit. 

La possibilità di accedere a tutta una serie di indicatori, così come l’assenza di effetti di sovradosaggio per chi ne assume, aprono scenari interessanti legati alla cura di diverse patologie più o meno gravi. Non ci scordiamo che il primo passo parte da noi, e da una considerazione dei benefici di una limitata ma costante esposizione ai raggi solari, vera fonte di energia e motore in grado di mettere in moto reazioni salutari per l’organismo. Il tipo di pelle, l’età, il grado di latitudine e il tempo medio di esposizione ai raggi solari. 

Queste alcune delle varianti messe in campo che aumentano la richiesta di vitamina D extra. La disponibilità dei preparati in formati che spaziano dalle capsule, alle gocce, per poi arrivare agli alimenti arricchiti, rende possibile far fronte a questa mancanza con buoni risultati anche in tempi relativamente brevi.

 

 

 

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