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Il miglior album dei Motorhead

Ultimo aggiornamento: 16.07.19

 

Album dei Motorhead – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Con la loro musica hanno influenzato più di una generazione di musicisti e fan: loro sono i Motorhead e suonano rock n’ roll. La band del compianto Ian Fraser Kilmister o più semplicemente Lemmy per amici e appassionati, è una di quelle poche band che riesce a mettere d’accordo tutti gli amanti delle sonorità dure. Da loro non ti aspetti innovazione o pezzi complicati ma solo musica rozza, veloce, ignorante. Scrivere una guida sui migliori album dei Motorhead del 2019 è il minimo che si possa fare per onorare un grande come Lemmy. Diamo subito due consigli d’acquisto per fare una comparazione, a cominciare da Ace of Spades un album simbolo e che contiene l’omonimo brano che può essere considerato l’inno della band. Merita un ascolto attento anche Bad Magic, che può essere davvero considerato il testamento del leader del gruppo.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior album dei Motorhead

 

Se vi piace la musica heavy, allora nella vostra collezione di dischi non possono mancare quelli dei Motorhead. Non basta averne uno, dovete averli tutti. Qualcuno potrà obbiettare che gli album si somigliano tutti e potrà accusare il gruppo di immobilismo sonoro. Non dategli ascolto e ditegli di comprarsi un CD di una qualsiasi boy band perché non ha capito nulla dei Motorhead. Se invece, perchè magari siete troppo giovani e fino a ora avete solo sentito parlare della leggenda di Lemmy, continuate nella lettura e capirete come scegliere un buon album dei Motorhead.

 

 

Guida all’acquisto

 

Occhio alle offerte

Come avrete modo di notare, in rete ci sono tante offerte interessanti per gli album dei Motorhead. Alcuni titoli sono venduti a un prezzo stracciato.

Precisiamo che ciò riguarda soprattutto i CD mentre il formato vinile è più caro anche per i titoli più vecchi. In questo caso prestate attenzione perché si tratta di ristampe dunque prive di valore per un collezionista a caccia di rarità. Ecco, se comprate i vinili, accertatevi che il costo non sia gonfiato: qualcuno potrebbe spacciarveli per una rarità. Voi comunque confrontate sempre i prezzi delle varie proposte disponibili sul mercato.

 

Le raccolte

Un modo per conoscere una band o comunque farsi una prima impressione può essere quello di affidarsi alle raccolte. È vero, queste sono più che altro un modo per racimolare soldi quando non si ha del materiale nuovo da proporre e in alcuni casi vengono rese più appetibili con uno o due inediti.

Dunque a chi consigliamo un prodotto del genere? A chi sa poco o nulla della band ma vuole tentare di colmare questa lacuna, poiché i greatest hits contengono i pezzi più famosi o rappresentativi e possono aiutare a decidere quale album dei Motorhead comprare.

 

 

2015

Il 2015 è un anno dall’importanza assoluta per la band: festeggia 40 anni di attività, un traguardo sancito dall’album Bad Magic. Eppure c’è poco da festeggiare, visto che la fine è dietro l’angolo. Lemmy da qualche tempo soffre di problemi di salute, nonostante ciò continua ad andare in tour, non si ferma o lo fa solo quando il fisico non regge più. Dovrebbe riposare ma non riesce a fare a meno del contatto con i suoi fan: la musica e la vita on the road sono tutto ciò di cui ha bisogno.

Nonostante i suoi 70 anni e la salute precaria non vuol saperne di andare in pensione. Intanto l’11 novembre muore l’ex batterista Phil Taylor, un mese dopo i Motorhead terminano il loro tour. Il 28 dicembre i fan apprendono del decesso di Lemmy, conseguenza di un cancro alla prostata.

 

I migliori album dei Motorhead

 

Per tutti i fan vecchi e nuovi, nonché per i potenziali, abbiamo stilato una classifica e scritto una recensione per ogni disco selezionato. Non neghiamo che ci siano dei grandi esclusi (esigenze di spazio) così come siamo consci che non tutti saranno d’accordo con la nostra classificazione. Ce ne scusiamo fin da ora con chi dovesse essere in disaccordo. Leggete quanto segue e confrontate i prezzi.

 

Prodotti raccomandati

 

Ace of Spades

 

Nel 1980 i Motorhead pubblicano the Ace of Spades e immediatamente la title track diventa l’inno della band. È un pezzo che da più parti è ritenuto come uno dei migliori in assoluto mai realizzati dal gruppo, oltre a essere il loro più famoso. In totale troviamo dodici pezzi. Sul brano Ace of Spades si è detto di tutto e di più, ogni commento sarebbe superfluo: non resta altro da fare che lasciarsi andare al pogo più sfrenato.

Ma è tutto l’album che si mantiene su ottimi livelli per quasi tutta la durata e pezzi come Live to win, (We are) the road crew e The hammer sono entrati nei cuori di tutti i fan. L’unico aspetto negativo che possiamo segnalare per questa edizione in LP è l’assenza delle tre bonus track presenti nella versione rimasterizzata.

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Bad Magic

 

Questo è il disco che chiude il cerchio e una carriera strepitosa durata 40 anni. Solo la morte avrebbe potuto impedire un nuovo album e un nuovo tour e così è stato. Ma diciamoci la verità, Lemmy si è preso beffa della triste mietitrice per tanto tempo. L’ha sfidata più volte e ne è sempre uscito vincitore fino a quel maledetto 28 dicembre, quattro giorni dopo il suo settantesimo compleanno.

E chi temeva un disco fiacco, visti i già diversi segni di cedimento dati da Lemmy, si è dovuto ricredere. L’album è potente, godibile, certo, non mancano le autocitazioni: per esempio l’intro di batteria del buon Mikkey Dee in Shoot you in the back ricorda fin troppo quello di Sacrifice ma ai fan questo poco importa.

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Aftershock

 

Aftershock è il penultimo studio album pubblicato dai Motorhead. Anche nel tour che aveva preceduto le registrazioni Lemmy era provato e alcuni show non erano stati portati a termine o cancellati. Nonostante ciò l’energia in studio non è mancata ed è stata riversata in pezzi come la opener Heartbreaker, giusto per fare un esempio. Mikkey Dee è la solita macchina da guerra mentre Phil Campbell è autore di assoli piuttosto ispirati.

Qualche episodio meno convincente c’è, per esempio Lost woman blues. La versione in oggetto è la prima stampa dunque manca del bonus CD che trovate invece nell’edizione speciale e che contiene una serie di pezzi dal vivo registrati durante una parte del tour negli Stati Uniti.

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Overkill

 

Nel 1979 i Motorhead escono con Overkill, il loro secondo disco. Il trio è già ben affiatato e prova n’è l’opener nonché title track che va avanti spedita come un treno. Su tutti emerge la batteria di Taylor. Il disco comprende pezzi che la band, anche a distanza di decenni, non mancherà di riproporre dal vivo.

Questa versione che vi proponiamo è quella in vinile e rimasterizzata dunque oltre a un miglioramento del suono segnaliamo anche la presenza di quattro bonus track. Dobbiamo ammettere che qualche pezzo meno convincente c’è come (I won’t) Pay your price oppure I’ll be your sister e Capricorn ma nel complesso si tratta di un album che non delude.

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No Sleep ‘Til Hammersmith

 

Non poteva mancare una testimonianza dal vivo dei Motorhead. Lemmy ha rischiato seriamente di morire sul palco e forse voleva andarsene proprio in questo modo.

La band ha sempre regalato dei concerti memorabili, energetici, persino quando il fisico non sorreggeva il frontman. No Sleep ‘Til Hammersmith è il primo live album registrato dai Motorhead. Le tracce non sono state prese da un unico show ma da tre, anzi, quattro se consideriamo la doppietta Iron Horse e Born to Lose che, a differenza del resto dei brani, risalenti al 1981, sono provenienti da un concerto del 1980.

La formazione è quella che ha dato il via a questa fantastica band, dunque Lemmy al basso e alla voce, Eddie Clarke alla chitarra e Phil Taylor alla batteria. Tre soli ragazzi ma capaci di scatenare un vero terremoto di cui la prima forte scossa è Ace of Spades.

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Curiosità sui Motorhead

 

Quando si parla di Lemmy e dei suoi Motorhead, non si discute di un musicista ma di un’autentica leggenda, un’icona che più di tutte ha incarnato lo spirito dell’Heavy Metal ma non chiamatelo Dio perché a lui della religione non è mai fregato nulla; lui è semplicemente Lemmy e suona Rock n’ Roll!

 

 

La rissa con i W.A.S.P.

Nel 1997 Motorhead e W.A.S.P. organizzarono un tour da co-headliner. Gli accordi prevedevano un’alternanza tra le due band per chi avrebbe dovuto chiudere il concerto. L’accordo non fu rispettato dai W.A.S.P che volevano essere loro gli headliner, lasciando ai Motorhead il compito di aprire i concerti. Fallito l’approccio dialogante, i W.A.S.P passarono a una serie di sabotaggi che resero la vita impossibile ai Motorhead.

Voci mai confermate (ma neanche smentite) raccontano addirittura di un’aggressione fisica di Lawless a Lemmy. Alla fine i Motorhead lasciarono il tour. La causa ufficiale era di natura economica in quanto la band ci aveva già rimesso parecchie migliaia di dollari e dunque era in perdita. Ma tutti credono che la vera causa dell’abbandono fossero i pessimi rapporti tra le band. Anni dopo Lawless, però, dichiarò di essere in buoni rapporti con Lemmy.

 

I Motorhead e Triple H

Triple H è un famoso wrestler e fan dei Motorhead nonché amico di Lemmy. La band ha scritto il pezzo Line in the sand che annuncia l’ingresso sul ring di Triple H e altri lottatori facenti parte della stessa “stable”, la Evolution. Sempre per l’ingresso di Triple H è stata scritta King of the Kings.

 

La carriera di Phil Campbell e Mikkey Dee dopo la morte di Lemmy

Deceduto Lemmy, il batterista Mikkey Dee ha annunciato lo scioglimento dei Motorhead. Ma la carriera musicale dei due restanti membri non si è fermata. Il chitarrista ha messo in piedi una nuova band – Phil Campbell and the Bastard Sons – mentre Mikkey Dee si è unito agli Scorpions.

 

Lemmy su Playboy

Lemmy era un uomo di mondo, si sa. E lo sanno anche quelli di Playboy che lo hanno ospitato all’interno della rubrica Life Lesson.

 

La linea di sex toys dei Motorhead

Con un album intitolato Orgasmatron, una canzone come Vibrator e un’apparizione su Playboy i Motorhead non potevano farsi mancare una linea di sex toys che comprende quattro vibratori. A produrli è la ditta Lovehoney.

 

 

Lemmy e il latte

Che ci crediate o no, anche Lemmy beveva il latte (anche se probabilmente corretto come faceva con l’aranciata dopo che i dottori gli dissero di non bere). Il musicista è stato testimonial per Valio, azienda finlandese che produce latte. Lo spot è stato girato circa un mese prima della morte di Lemmy. È stata presa la decisione di non mandare in onda la pubblicità e trasformarla in un piccolo tributo al leader dei Motorhead.

 

 

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