Il miglior vinile di Bob Dylan

Ultimo aggiornamento: 27.11.20

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Vinili di Bob Dylan – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2020

 

Cantautore (ma anche poeta) di fama internazionale, molti esperti musicali lo ritengono il pioniere del folk rock. Stiamo parlando di Robert Allen Zimmerman ma forse voi lo conoscete come Bob Dylan. La sua fama ha praticamente raggiunto i quattro angoli della Terra e il menestrello (come è anche definito) ha collaborato con musicisti di grosso calibro, anch’essi scrittori di pagine importanti della storia della musica. Qualche esempio? Ringo Starr, Johnny Cash, Patti Smith, Carlos Santana, Stevie Ray Vaughan e tantissimi altri. Visto il calibro del personaggio non potevamo esimerci dallo scrivere una guida sui migliori vinili di Bob Dylan del 2020. Come immaginerete, la selezione non è stata semplice, magari qualcuno potrà non essere d’accordo con noi e inevitabilmente ci sono dei grandi esclusi (non potevamo mettere tutti gli album). Intanto date un ascolto a questi due lavori e fate una comparazione tra loro: “Blonde on Blonde” che contiene due dei brani più amati di Dylan, ossia “Just like a woman” e “Vision of Johanna” e The Best of the “Cutting Edge 1965-1966”, un cofanetto che raccoglie la “trilogia elettrica” arricchita da una serie di brani in versione alternativa e demo.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior vinile di Bob Dylan

 

Il dubbio del lettore è comprensibile: quale vinile di Bob Dylan comprare? Sul mercato ci sono parecchie ristampe, non solo dei primi lavori del cantautore, dunque chi sta iniziando solo ora a raccogliere l’intera discografia può non sapere come scegliere un buon vinile di Bob Dylan.

Secondo noi un valido modo per conoscere un musicista o una band, è iniziare dal primo lavoro e proseguire in senso cronologico in questo modo si può osservare l’evoluzione dell’artista, capire com’è cambiata la sua musica, fatto salvo per chi invece sceglie di restare fedele alle sue origini proponendo sempre lo stesso sound, la stessa struttura di brano e così via.

 

 

Guida all’acquisto

 

Nato per il vinile

Crediamo che un musicista come Dylan, per apprezzare davvero l’essenza delle sue creazioni, si debba necessariamente ascoltare su vinile.

Se il CD può dare dei suoni probabilmente troppo freddi per un artista come il menestrello, la musica in streaming è anche peggio. Secondo noi non c’è verso: uno come lui va ascoltato sempre e comunque su disco. Ma se siete giunti fino alla nostra guida, evidentemente la pensate allo stesso modo: ecco perché cercate il miglior vinile di Bob Dylan.

 

Le raccolte

Quando non si è in possesso dell’intera discografia di un artista può essere utile avere una panoramica della sua carriera, per quanto parziale possa essere.

In questo senso le raccolte sono molto utili. Generalmente contengono i brani ritenuti più rappresentativi di un musicista, quelli di maggior successo e a volte rarità e brani inediti. L’ascolto di una raccolta può indicare quale studio album comprare. Come? Individuate le canzoni che più vi piacciono e andate a cercare su quale Lp si trovano.

 

 

Le ristampe

Nel caso dei vecchi lavori, è molto difficile entrare in possesso delle prime stampe. Questo discorso, ovviamente, non vale solo per Bob Dylan. Le case discografiche, anche per soddisfare il rinato interesse per il vinile da parte degli appassionati di musica, immettono sul mercato delle ristampe che, chiaramente, hanno il valore del prezzo di vendita. In altre parole non sono dischi appetibili dai collezionisti.

Ma cosa deve avere una ristampa? Certamente un buon suono. Sembra scontato ma non sempre è così. Spesso i master sono in pessime condizioni e anche una rimasterizzazione non fa miracoli. Ma una ristampa può essere resa più appetibile anche con brani extra, rispetto all’originale: questi possono essere versioni demo dei pezzi della tracklist oppure esibizioni live.

 

I migliori vinili di Bob Dylan del 2020

 

Abbiamo realizzato una classifica tenendo conto delle offerte più interessanti per quanto riguarda le ristampe della migliore marca.

Non meno considerazione, nel determinare i nostri consigli d’acquisto, l’abbiamo riservata alle opinioni che gli appassionati di Dylan, hanno espresso commentando i dischi più venduti online. Naturalmente non potevamo esimerci dallo scrivere una recensione per ogni album selezionato, perciò vi invitiamo e leggere e poi confrontare i prezzi.

 

Prodotti raccomandati

 

Bob Dylan – Blonde on Blonde

 

Principale vantaggio:

Ci sono almeno due pezzi presenti nella lunga tracklist da segnalare: Just Like a Woman e Vision of Johanna. Non che gli altri non siano degni di menzioni ma questi sono letteralmente amati alla follia dai fan.

 

Principale svantaggio:

Crediamo che qualcosa di più si potesse fare per la qualità audio che non è eccelsa, per l’ascoltatore medio può anche andar bene ma provate a convincere del contrario un audiofilo.

 

Verdetto 9.7/10

Se siete fan di Bob Dylan converrete sul fatto che Blonde on Blonde sia un lavoro imprescindibile. Non lo avete ancora nella vostra collezione? Allora è il momento di colmare la lacuna.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Il primo doppio LP della storia

Quando si parla di Blonde on Blonde di Bob Dylan è impossibile non aprire qualsiasi discorso senza evidenziare innanzitutto il particolare primato di valenza storica che ha: è stato il primo doppio album in assoluto. Un altro record è probabilmente il tempo impiegato per le registrazioni: appena quattro giorni, segno che Dylan entrò in studio con le idee ben chiare.

Ma Blonde on Blonde chiude anche la cosiddetta trilogia elettrica iniziata con Bringing It All Back Home e Highway 61 Revisited. Si tratta di un lavoro molto acclamato tanto dalla critica quanto dal pubblico, ancora oggi. Perché precisiamo “ancora oggi”? Beh, pensate che Blonde on Blonde ha sul groppone più di mezzo secolo di vita. Tra i brani più amati e dunque da considerare autentici punti di forza, ci sono Just Like a Woman e Vision of Johanna.

Bassa qualità audio

Blonde on Blonde è una ristampa dell’originale che, come detto in precedenza, è uscito oltre 50 anni fa. Il valore in sé delle composizioni assolutamente non è messo in discussione ma dispiace sempre che quando si realizzano delle ristampe non si facciano sforzi concreti per migliorare l’audio. Questo dettaglio tutt’altro che trascurabile per gli ascoltatori audiofili non è passato inosservato. Oltretutto i pezzi sono incisi in versione mono.

Segnaliamo poi l’assenza di bonus track ma tutto sommato, considerando la lunghezza del lavoro, che contiene la bellezza di 14 brani, è una scelta che possiamo condividere. La buona notizia è che il vinile, pur costando più del doppio rispetto al CD, è quello da 180 grammi.

 

Brutta copertina

Non siamo grossi fan delle copertine dei dischi di Bob Dylan, la ristampa presenta quella originale dell’epoca, dunque una semplice foto del cantautore. Il packaging non si mette in luce per generosità nel senso che non trovate foto inedite e curiosità che non dovrebbero mai mancare in una ristampa per renderla più appetitosa.

È vero che alla fine è la musica ciò che conta ma è altrettanto vero, secondo noi, che i fan andrebbero coccolati di più con questo tipo di attenzioni. Ad ogni modo, ciò che abbiamo appena detto è più che altro a titolo informativo e non incide sul giudizio della musica.

 

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The Best of the Cutting Edge 1965-1966

 

Questa raccolta fa parte della serie – perdonate la ripetizione – “Bootleg Series” voluta dalla Columbia Records. Il cofanetto racchiude in sé il cosiddetto “periodo elettrico”, dunque i dischi “Bringing It All Back Home”, “Highway 61 Revisited” e “Blonde on Blonde”. Sono lavori pubblicati tra il 1965 e il 1966 mentre la data di pubblicazione di questa raccolta è il 2015.

A rendere la raccolta più interessante ci sono una serie di versioni alternative rimaste inedite fino a quel momento, alcuni demo e brani, all’epoca, rimasti esclusi dalle tracklist finali. Non è finita perché segnaliamo anche la presenza di un book fotografico che i fan troveranno di sicuro interesse.

Secondo noi si tratta di un box ben curato che può solleticare l’interesse anche di quanti sono già in possesso della trilogia del “periodo elettrico”. Certo, la cover scelta per il disco non è il massimo e probabilmente è l’unico neo della raccolta ma dobbiamo comunque dire che la scelta è coerente con tutta o quasi la discografia del cantautore.

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Highway 61 revisited

 

“Highway 61 revisited” si trova esattamente al centro della trilogia elettrica. È stato pubblicato per la prima volta nel 1965 e la critica è unanime nel considerarlo uno dei migliori album di Bob Dylan, che impiegò appena sei giorni per registrare l’intero lavoro. La tracklist si compone di nove brani: su tutti spicca l’arcinota “Like a rolling stone” che da sola vale l’acquisto del disco.

I fan però, soprattutto gli audiofili più esigenti, non si aspettino grandi cose sotto il profilo della qualità audio. Tutte le tracce presenti sul disco sono in versione mono. Quanto alla copertina, è la stessa della prima stampa e come al solito presenta Bob Dylan in primo piano. Sinceramente la concezione stessa della foto scelta non ci piace ma in fin dei conti si tratta di un discorso secondario rispetto alla qualità del disco.

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Tempest

 

“Tempest” è uno degli album più recenti di Bob Dylan, visto che è stato pubblicato nel 2012. La title track è una suite di 14 minuti si tratta di una lunga ballad.

Ma l’intero album è fatto di canzoni che non scendono mai sotto i 5 minuti, fatta eccezione per Soon after midnight che supera di poco i 3 minuti di durata. L’album non mancherà di suscitare l’attenzione dei fan del cantautore che, come sempre, si è circondato di ottimi musicisti che però, secondo noi, non sono sfruttati al massimo delle loro potenzialità.

Dylan ha impartito loro un compitino e questi l’hanno svolto. La voce del cantante, poi, non è al meglio e un po’ distante dalle performance del passato, almeno secondo noi.

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Blood on the tracks

 

Nel 1975 Bob Dylan ha pubblicato “Blood on the tracks”, disco multiplatino e, credeteci, all’epoca questo riconoscimento aveva un significato ben diverso da quello che ha oggi. A ispirare le canzoni che compongono la title track sono stati i racconti di Anton Cechov. Questa versione, pubblicata nell’ormai lontano 2017, è stata registrata su vinile da 180 grammi.

La qualità audio non fa gridare al miracolo, anzi, i delusi non mancano, come abbiamo avuto modo di appurare leggendo diversi commenti in rete, ma non è neanche così inascoltabile. Per il resto, forse non sarà uno dei lavori fondamentali del cantautore ma certamente tra i più interessanti pubblicati nel decennio degli anni ’70.

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Blonde on Blonde

 

Non potevamo non iniziare con uno dei classici di Bob Dylan. “Blonde on Blonde” è uno dei lavori più amati dai fan del cantautore e di conseguenza anche uno dei più venduti. Un aspetto non secondario di questo lavoro è che inaugura l’era dei doppi LP, anticipando di circa un mese un altro pezzo grosso come Frank Zappa che di lì a poco sarebbe uscito con il doppio “Freak Out!”. Ma questa è un’altra storia e altra musica.

Dicevamo di “Blonde on Blonde”. Si tratta del settimo studio album firmato da Dylan, originariamente uscito nel 1966 ed è un lavoro che, potremmo dire, chiude il cerchio della cosiddetta trilogia elettrica di cui fanno parte “Bringing It All Back Home” e “Highway 61 Revisited”, entrambi pubblicati l’anno prima. Tra i punti di forza del disco ci sono due brani che in tanti considerano tra le migliori composizioni del cantautore statunitense: “Just like a woman” e “Vision of Johanna”. Pecca, secondo noi, la qualità dell’audio: tenete presente che tutti i brani della ristampa sono in versione mono.

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Curiosità su Bob Dylan

 

Bob Dylan è tra i pionieri del folk rock ed è uno dei personaggi più influenti in ambito musicale.  Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con tanti musicisti e ha anche vinto un Nobel; chi, tra i suoi colleghi, può vantare di aver raggiunto un simile traguardo? Se volete soddisfare le vostre curiosità sul cantautore, leggete quanto segue.

 

 

Il vero nome di Bob Dylan

Non tutti lo sanno ma Bob Dylan è uno pseudonimo usato dal musicista. All’anagrafe risulta come Robert Allen Zimmerman.

 

Come Like a rolling stone divenne un singolo

Like a rolling stone è uno dei brani più celebri di Bob Dylan eppure l’etichetta CBS non era convinta di lanciarlo come singolo; tra le ragioni la sua durata che era considerata eccessiva. Si decise di fare un esperimento per testare la reazione del pubblico: al DJ di un club di New York venne detto di mettere il pezzo; la reazione dei presenti fu entusiasta al punto tale da chiedere più volte al DJ di rimettere la canzone.

 

Il costo del debut album

Il debut album Bob Dylan, pubblicato nel 1962, è costato 402 dollari.

 

Il papà di Bob Dylan

Il padre del cantautore era un giocatore di baseball semiprofessionista che, a causa della poliomielite, fu costretto ad abbandonare l’attività sportiva.

 

Un cinema a Hibbing

La famiglia di Dylan possedeva un cinema a Hibbing, gestito prima dal bisnonno poi dagli zii. Ciò consentì al cantautore, fin da piccolo, di poter assistere gratuitamente a tantissimi film.

 

Bob Dylan e gli scacchi

Bob Dylan non solo era un bravo compositore ma anche abile nel gioco degli scacchi. Pare che sviluppò e affinò la sua abilità durante il periodo trascorso al Greenwich Village nel 1960.

 

 

La prima apparizione in TV

La prima apparizione televisiva di Bob Dylan fu nel 1964 allo Steve Allen Show. Dylan presentò il brano che di lì a poco avrebbe suonato, si trattava di “Hattie Carroll”; è curioso notare come una sola persona presente tra il pubblico applaudì.

 

L’incidente in moto

Nel 1966 Bob Dylan ebbe un incidente in moto, le sue condizioni erano abbastanza serie tanto è vero che restò in ospedale per mesi: riportò la rottura di una vertebra cervicale. Non tutti credettero alla storia dell’incidente, c’era chi riteneva che Dylan fosse in riabilitazione per disintossicarsi, ma tali supposizioni non trovarono mai riscontro.

 

 

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