Consigli per una perfetta tinteggiatura delle pareti

Ultimo aggiornamento: 04.07.20

Dare una rinfrescata alle varie stanze della casa non è difficile ma bisogna comunque farlo nel modo corretto. Vediamo come ottenere risultati all’altezza delle vostre aspettative.

 

C’è chi si stanca di vedere le pareti di casa sempre dello stesso colore, altre volte invece, la tinteggiatura più che essere un semplice capriccio estetico è una necessità, una incombenza dovuta al pessimo stato della casa che, volente o nolente ogni tot di anni richiede una “rinfrescata”. 

C’è chi non perde tempo e chiama un bravo imbianchino pagandolo per eseguire un lavoro ad opera d’arte senza neanche badare alle spese per i materiali, chiedendogli di  usare la migliore pittura per pareti che si possa trovare in commercio. L’imbianchino arriva con i suoi ferri del mestiere, magari insieme ad un aiutante e in men che non si dica completa il lavoro. Così è comodo, facile e veloce ma certo non economico. 

Eh sì, perché poi c’è chi non può (o non vuole a prescindere) permettersi di pagare un professionista quindi per abbattere i costi dei lavori si occupa in prima persona della mano d’opera. In effetti tinteggiare casa non è che richieda chissà quali abilità, con un po’ d’impegno e prendendo visione dei consigli che proporremo tra un attimo, è possibile fare un buon lavoro. Certo, magari ci metterete più tempo rispetto al professionista ma se non avete fretta, il problema non si pone.

 

La preparazione delle pareti

Per tinteggiare le pareti c’è un modo giusto e uno sbagliato. Quello sbagliato consiste nel prendere il pennello, intingerlo nella vernice e applicarla sui muri. In questo modo è certo che risparmierete un sacco di tempo ma non avrete fatto un buon lavoro. La prima cosa da fare è preparare i muri (unitamente all’ambiente) da trattare. Si tratta di un’operazione noiosa che richiede più tempo della tinteggiatura in sé ma necessaria se si vogliono fare le cose per bene. Se possibile sgomberate la stanza dai mobili, non solo perché di intralcio ma anche per non sporcarli. 

Se non è possibile liberare la stanza dall’arredamento, sistemate nei limiti del possibile i mobili al centro e copriteli. Con dei fogli di giornale e della carta scotch coprite porte e finestre. Sul pavimento l’ideale è stendere un telo mentre i battiscopa possono essere coperti con la carta scotch. Conviene rimuovere anche le maschere degli interruttori se coprono una porzione di muro così da tinteggiare, altrimenti coprite tutto con la carta scotch. Se ci sono termosifoni, smontateli.

Chiodi e tasselli vari vanno tolti, chiaramente lasciano dei buchi che bisogna riparare. Va eliminata anche la pittura scrostata. Buchi e crepe vanno riparate con lo stucco per pareti. Dopo che lo stucco si è asciugato, va scartavetrato fin quando toccando con mano la superficie non è liscia. Rimuovete i residui di polvere con uno straccio umido. Quando la parete è asciutta è il momento di dare una mano di fissativo per tre ragioni: la prima è che il fissativo agisce in modo che il muro assorba meno vernice, la seconda è che fissa la vecchia pittura e la terza che rende la superficie più liscia e di conseguenza maggiormente scorrevole per rullo e pennello. Grazie al fissativo la nuova vernice aderisce meglio.

Preparate la vernice

Se la parete è in buono stato, ben ancorata e volete finire in fretta, potete verniciarci sopra, la cosa importante è usare lo stesso tipo di pittura. Per essere più chiari, se nel caso precedente avete usato idropittura, lo dovete fare anche questa volta, non potete verniciare con la tempera. 

Può capitare che non siate in grado di ricordare che tipo di vernice avete usato l’ultima volta. Non preoccupatevi, c’è un sistema infallibile: bagnate una spugna e strofinatela sul muro, se la pittura viene via allora si tratta di tempera, in caso contrario è idropittura. Sul barattolo della pittura trovate le informazioni circa la quantità d’acqua per diluire la vernice. In commercio si trovano anche vernici già pronte all’uso, dunque che non richiedono di essere diluite. 

La densità varia a seconda che si usi il rullo oppure il plafoncino: più densa nel primo caso, più liquida nel secondo. La vernice va sistemata in un secchio o vaschetta che deve essere dotata di una griglia nel caso si utilizzi il rullo così da eliminare la vernice in eccesso. Tenete presente che il plafoncino vi dà una parete liscia mentre il rullo crea l’effetto “buccia d’arancia”.

 

Prima il soffitto

È buona norma cominciare a tinteggiare dal soffitto così da evitare che eventuali schizzi sporchino pareti già tinteggiate. La soluzione più comoda è usare il rullo con asta, in questo modo non serve uno scaletto eliminando anche il rischio di cadere. Il rullo deve procedere lentamente, meglio operare per zone, riguardo operare una suddivisione immaginaria del soffitto. Fate sempre attenzione che il rullo non sia impregnato di troppa vernice, date due mani di pittura naturalmente dando il tempo alla prima di asciugarsi. In caso di necessità, date anche una terza mano.

Le pareti

Come prima cosa, con l’aiuto di una pennellessa, delimitate i bordi di porte e finestre. Anche in questo caso è opportuno suddividere immaginariamente la parete in zone. Le pennellate vanno date dal basso per poi scendere, in sostanza si tratta di un movimento alternato, quindi incrociate con pennellate orizzontali. Procedete in questo modo zona per zona. Per verniciare i punti più difficili da raggiungere usate pennelli piccoli. Naturalmente anche in questo caso le mani di pittura devono essere almeno due ma potrebbero volercene di più qualora abbiate deciso di coprire una tinta con un’altra, di tonalità differente.

 

 

 

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