I profumi nella storia del movimento femminista

Ultimo aggiornamento: 10.07.20

Coco Chanel diceva che “la donna senza profumo è una donna senza avvenire”, cambiando definitivamente la concezione delle fragranze dell’epoca

 

Nel corso dei secoli le donne hanno sempre avuto un ruolo meno importante rispetto agli uomini: fin dalla preistoria sono state relegate al compito di madri, i cui unici doveri erano la procreazione, l’allattamento e la preparazione di cibi. 

Dall’alba dei tempi, la parola “femminile” è stata associata alle forme prosperose, alla gravidanza e a tutto ciò che concerne solo ed esclusivamente il corpo e le sue funzioni primarie. 

Solo per un breve periodo, in Egitto e Mesopotamia, ebbero un ruolo più importante: erano regine, detenevano il potere e, come accadde per Cleopatra e Nefertiti, riuscirono a dare un grande contributo alla politica dei propri paesi, fino al giorno in cui vennero relegate nei ginecei, dai quali non poterono più uscire.

Ma l’inferiorità sessuale in generale non era abbastanza in Grecia, dove lo status sociale decideva quanto una donna potesse valere: chi proveniva da un ceto più alto aveva più rispetto, chi viveva nella povertà era costretta a dedicarsi al lavoro, al pari degli schiavi. 

Non era loro permesso di partecipare alle attività sportive, alle manifestazioni e persino ad alcuni riti religiosi. Un barlume di speranza si intravide nel I secolo d.C., quando a Roma le figure femminili avevano lo stesso potere degli uomini, spazzato poco dopo con l’avvento del diritto romano, che le precluse da qualsiasi forma di giurisdizione. 

Furono affibbiate loro varie caratteristiche, che ora definiremmo vergognose, come ignoranti riguardo la legge, mentalmente inferme, troppo leggere d’animo, o affette da passività sessuale e, dunque, non degne di prendere decisioni.



Dal Medioevo in poi

Una situazione ancora più buia si vide durante l’avvento del Cristianesimo e in seguito nel Medioevo: le donne venivano vendute, sottomesse ai padri e ai mariti e, nel peggiore dei casi, erano ritenute messaggere del demonio, mandate per circuire gli uomini. 

Con il poeta Dante Alighieri e l’avvento del Dolce Stil Novo assunsero un ruolo totalmente diverso, che richiamava gli angeli e il Paradiso: erano intoccabili, inviolabili, delle figure angeliche che potevano avvicinare a Dio. 

Divennero i soggetti principali delle poesie fino al Romanticismo, quando il celebre romanziere Alessandro Manzoni, con poco successo, provò a descrivere personaggi legati alla passione e alla gelosia, come nel caso di Ermengarda dell’Adelchi, segretamente innamorata di Carlo Magno, promesso però a un’altra donna. 

Stessa sorte tocca alla Monaca di Monza dei Promessi Sposi: in contrapposizione alla religiosissima Lucia, è peccatrice e succube del suo destino e, nonostante si trovi in un convento, è molto lontana dalla cristianità a cui la donna dell’epoca era collegata.

Nell’800 in Europa si iniziarono a intravedere i primi movimenti appoggiati dalle femministe, le quali combatterono per avere la possibilità di arruolarsi a fianco degli uomini, ben contrari, per sostituirli nelle fabbriche e dare un reale contributo durante i conflitti. 

Nel corso della prima guerra mondiale si diffusero le famose suffragette, che chiedevano la parità dei diritti, la possibilità di lavorare autonomamente e l’accesso al voto. Fu proprio in questo periodo che la concezione femminile iniziò a cambiare drasticamente.

 

I profumi dall’alba dei tempi

Nel corso dei secoli hanno assunto dei ruoli molto importanti per le funzioni religiose, tuttavia i profumi erano largamente utilizzati dalle donne illustri e facoltose, che erano solite massaggiarsi l’intero corpo con unguenti aromatizzati per purificarsi. 

Cleopatra invece, secondo le leggende, si dice ne usufruisse per ammaliare gli uomini e tenerli in suo potere, stesso motivo che in seguito portò i profumi a essere mal considerati durante il Medioevo. 

Fino al 1800 furono un’esclusività delle donne di corte, in quanto ne esaltavano la bellezza e le figure dinanzi agli uomini, fin quando, dopo la prima guerra mondiale, le cose non presero una svolta completamente differente. 

Il profumiere che provò a esaltare il movimento femminista fu Ernest Daltroff che, agli inizi del ‘900, aprì la sua prima boutique di fragranze, Parfums Caron, dedicando Tabac Blond alle donne che combattevano per divenire indipendenti, tagliandosi i capelli, indossando gonne più corte e fumando, un vizio fino ad allora esclusivamente maschile. 

Le essenze principali che caratterizzano questo prodotto sono proprio il tabacco, il cuoio, il muschio e altri sentori fino a quel momento non concepiti per il gentil sesso. E mentre in Francia nascevano le garçonne, arrivò il turno di Coco Chanel.

Grazie all’utilizzo delle molecole di sintesi, con le quali vennero sostituite le fragranze di origine animali, ideò il celebre N°5, che risulta ancora oggi il profumo da donna più venduto al mondo. 

È caratterizzato da un bouquet floreale composto da rose, muschio e gelsomino per le fanciulle che finalmente si mettevano in gioco, avevano una carriera e volevano gridare al mondo la loro presa di posizione. 

La svolta definitiva in Italia si vide nel 1937, quando Elsa Schiaparelli, celebre rivale della precedente stilista, e talentuosa inventrice del colore rosa eccentrico, diede alla luce l’esplosiva miscela di odori orientali chiamata Shocking. 

Le note di testa presentano l’inconfondibile aroma di bergamotto, di aldeidi e di dragoncello, tra le più persistenti invece vi sono il narciso, il gelsomino, l’ylang ylang e il miele bianco, originario dell’Etiopia.

I profumi oggi

Le nuove generazioni, soprattutto quelle particolarmente versate nel mondo digitale, utilizzano social basati su immagini e foto come Instagram, e sembrano dunque meno interessate all’acquisto di profumi non mostrabili ai follower. 

Tuttavia, alcuni brand come Tom Ford e Comme des Garçon, nel pieno dell’epoca della parità di genere, stanno proponendo articoli unisex, unendo sentori tipicamente maschili, come le felci, a quelli più prettamente femminili, come i fiori bianchi. 

Un altro importante cambiamento sta avvenendo nel mondo del lavoro e della produzione di tali oggetti: fin dall’alba dei tempi i maestri profumieri sono sempre stati uomini, poiché l’arte era collegata all’occulto e dunque di appannaggio prettamente maschili.

Oggi invece sono per la maggior parte donne, come nel caso di Mathilde Laurent, che opera per l’azienda Cartier dal 2005. Christine Nagel invece, si occupa dei prodotti targati Hermès, ed è l’ideatrice della nuova formulazione di Terre d’Hermès Eau Intense Vetiver, dalle note calde e sensuali, caratterizzata dalla presenza di una variante di pepe verde proveniente dal Sichuan. 

Infine, per le millennial che ancora mostrano una passione per le fragranze, l’azienda Glossier, famosa negli USA per la vendita di cosmetici per la cura della pelle, con l’aiuto di Dora Baghriche, conosciuta già per i suoi lavori con YSL e Versace, ha proposto Glossier You, un profumo solido dalla colorazione rosa, perfetta per le nuove generazioni.

 

 

 

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