Profumi e aromaterapia

Ultimo aggiornamento: 30.10.20

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I profumi, così come i fiori e gli aromi in generale, possono influenzare la personalità degli individui. Continuate a leggere per saperne di più in merito.

 

Chi è appassionato di profumi saprà che questi sono classificati a seconda della percentuale di fragranza contenuta. L’estratto vero e proprio ha una concentrazione che può andare dal 20 al 30%: questa caratteristica fa sì che sia il più costoso tra tutti.

L’eau de parfum è meno forte, la soluzione è al 15-20% ed è quella più commercializzata, non a caso il celebre Chanel n°5 rientra in questa categoria ed è considerato il miglior profumo da donna da generazioni. 

A seguire troviamo l’eau de toilette, eau de Cologne e eau fraiche, composti da percentuali sempre più basse, meno persistenti sulla pelle e dunque più economiche. Ciò però non basta per classificare le fragranze: per descrivere gli odori e scegliere quelli che più si adattano alla personalità, è stata creata la piramide olfattiva, all’interno della quale sono state inserite tre tipologie. 

A partire dall’alto troviamo le note di testa, quelle che vengono percepite non appena questa viene sprigionata: sono quelle fresche, marine e più pungenti, tuttavia sono anche quelle che tendono a sparire per prime. 

Le note di cuore possono durare fino a otto ore, sono più morbide, delicate, e derivano per lo più da alcuni fiori come le rose, la lavanda o la vaniglia. Le ultime, quelle di fondo, sono le più durature e persistenti come il sandalo, il muschio o il patchouli, apprezzate e utilizzate anche dagli uomini.

 

La storia

Non si sa con certezza quando siano stati utilizzati per la prima volta, ma è stato appurato che svolgessero un importante compito già tra gli egizi di 5000 anni fa, durante le funzioni religiose in onore di Toth e Bes, rispettivamente le divinità protettrici dei profumi e dei cosmetici. 

Si trattava di preparazioni caratterizzate da una base oleosa, e mischiata con aromi naturali come l’incenso, la mirra, l’aloe e altri ricavati dalla corteccia degli alberi. Anche i greci e i romani li sfruttavano in occasione dei riti sacri: il termine profumo deriva dalle parole latine “per fumum”, ovvero “attraverso il fumo” e sembra avessero la funzione di avvicinare gli uomini agli dei. 

Tuttavia, non erano adoperati soltanto con questi scopi, in quanto le donne egizie si cospargevano di olio odoroso per esaltare il proprio corpo: uno degli esempi più eclatanti è quello di Cleopatra, che accolse Marco Antonio in una tenda adornata di petali di rose e bruciatori di incenso. 

Il Kyphi era una preparazione con numerose applicazioni, poteva favorire il sonno, rilassare e tranquillizzare, ne parlavano già gli egizi, tuttavia le fonti più attendibili sono di Plutarco e di Galeno.
Secondo questi ultimi, era un preparato composto da 15 o 16 ingredienti, molti dei quali ancora ignoti. Durante il Medioevo non ebbero più tanta importanza, soprattutto in Europa dove, a parte l’incenso adoperato durante le funzioni in chiesa, i profumi erano collegati a qualcosa di profano e demoniaco. 

Nei paesi islamici invece nacque una vera e propria arte: fu in Persia che venne inventata la famosa acqua di rose. Secoli avanti, Caterina De’ Medici li fece conoscere in Francia, quando, scelta in sposa da Enrico II, decise di portare con sé il suo fidato profumiere italiano, così ne diffuse l’utilizzo tra le donne a corte. 

Intanto in Italia, tra Firenze e Venezia si sviluppavano i primi centri di produzione, che videro la nascita delle acque mirabili di Giovanni Paolo Flemmis, soluzioni alcoliche che avevano molteplici impieghi, dalla cura delle ferite infette fino alla miglioria della vista. 

Un altro importante maestro dell’epoca fu Giovanni Maria Farina, che inventò la famosa eau de Cologne e che, a causa della forte concorrenza, fu costretto a registrarne il marchio, per evitare che altre aziende potessero vendere prodotti contraffatti. 

Anche il Sud Italia non era da meno, considerate le numerose piantagioni di agrumi, che donavano delle note completamente nuove ai profumi, ora diventati la base di quasi tutte le preparazioni moderne. 

Durante l’epoca delle esplorazioni asiatiche e lo sviluppo del mercato estero, furono introdotti altri aromi, grazie all’importazione dell’olio di ylang ylang, del tea tree e della vaniglia, fino a quel momento sconosciuti in Europa. 

L’utilizzo si diffuse così tanto che iniziarono a cercare dei materiali odorosi sempre più particolari e unici, come il muschio bianco, prelevato dalle secrezioni ghiandolari del cervo himalayano, oppure l’ambra grigia, estratta dall’intestino delle balene essiccato al sole. 

Solo nel 1921, con l’avvento delle molecole di sintesi, ovvero prodotte in laboratorio, Coco Chanel, le case di moda e quelle cosmetiche incominciarono a proporre la loro versione di profumi, oggi venduti nelle più importanti boutique del mondo.

 

L’aromaterapia

Come accadeva nel Rinascimento, con le miracolose acque vendute da Giovanni Paolo Flemmis e utilizzate a scopo terapeutico, anche oggi è possibile selezionare delle fragranze a seconda della nostra personalità. 

Come nel caso dell’aromaterapia che può aiutarci a migliorare uno stato d’animo o a modellare il carattere, attraverso la diffusione di particolari profumazioni derivate dagli oli essenziali. 

Questo può avvenire tramite la propagazione all’interno degli ambienti, oppure facendo cadere alcune gocce su oggetti e vestiti. Per esempio, la lavanda e la camomilla aiutano a combattere lo stress, il sandalo può far passare gli stati di ansia e il basilico, l’eucalipto e l’alloro servono a contrastare la stanchezza fisica e mentale.

Chi ha bisogno di ritrovare l’energia e l’ottimismo potrebbe invece trarre benefici dagli oli essenziali di bergamotto, di limone, di pompelmo e in generale da tutte le tipologie di agrumi, che danno freschezza e allegria. 

Alcune di queste fragranze sono utilizzate durante le sedute di meditazione: il cedro, la lavanda e i più classici, come l’incenso e la mirra, migliorano la concentrazione, fondamentale per questo tipo di pratiche, che riescono a infondere una sensazione di benessere grazie al loro odore pungente. 

Tuttavia, l’aromaterapia può essere un valido aiuto anche per superare i problemi derivanti da una bassa autostima: il fiore di gelsomino, la rosa e la lavanda sembra fossero apprezzati già dagli arabi, per le loro proprietà benefiche per la psiche umana. 

Il loro profumo delicato esalta la sensualità, favorendo così la sicurezza in sé stessi. Infine, è stato appurato che abbiano un’azione calmante quando la mente è preda di brutti pensieri.

 

 

 

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