Come pulire i tappeti

Ultimo aggiornamento: 21.10.20

Avere un tappeto in casa è sia gioia sia dolori. Scopriamo insieme perché e soprattutto come prendersi cura di questo importante elemento d’arredo.

 

Avere in casa un tappeto dona all’ambiente un’atmosfera e una dimensione tutta particolare. Però c’è anche un lato negativo, ovvero la questione pulizia. Nelle righe che seguono abbiamo deciso di segnalare alcuni capitoli fondamentali nella manutenzione di questi elementi d’arredo che, a stretto contatto con il pavimento, tendono per forza di cose a raccogliere polvere e sporco.

 

Conoscere il materiale

A seconda del tessuto è bene gestire e considerare il miglior modo per occuparsi del supporto, così da ottenere un risultato soddisfacente senza ritrovarsi poi con il tappeto rovinato. 

Nei modelli realizzati con materiali naturali è sufficiente utilizzare della semplice acqua e sapone, per poi procedere all’asciugatura all’aperto, lasciando all’aria il compito di gestire il tessuto in modo naturale e senza ulteriori interventi. In quelli invece composti con materiali acrilici è sufficiente utilizzare del bicarbonato che può essere poi rimosso, trascorsa circa un’ora dal trattamento. Il bicarbonato, come vedrete nelle prossime righe, sarà una dei vostri migliori alleati.

Nei tappeti in seta, delicati per loro stessa natura, si può intervenire sfruttando l’aspirapolvere a una potenza minima, oppure farsi aiutare da una scopa così da eliminare altra polvere che si è andata accumulando nel tempo. 

Per chi invece ha in casa dei tappeti di lana, la soluzione ideale sarebbe il lavaggio a secco, ma si possono trovare anche altre opzioni di tipo casalingo. In prima battuta si può procedere con un passaggio di aspirapolvere per poi immergere il tappeto dentro una bacinella d’acqua fredda e del sapone, lavorando il tutto con una spazzola morbida. Ricordatevi poi di stenderlo su una superficie piana e lasciare che il tessuto si asciughi al rovescio.

Rimedi naturali

Tra gli elementi che vi suggeriamo di utilizzare al primo posto troviamo il bicarbonato. 

Con la sua azione antibatterica elimina gli acari che sovente si vanno ad annidare tra le pieghe e gli interstizi del tessuto. Ottimo anche per la sua capacità di eliminare i cattivi odori, il bicarbonato può essere lasciato sul tappeto e sulle eventuali macchie che si sono formate per un tempo massimo di un’ora. Trascorso questo periodo, è possibile poi rimuovere il tutto con una scopa o con l’aspirapolvere e ritrovarsi con il tappeto in ottime condizioni, rinfrescato e con il tessuto che respira.

Anche il cristallo morbido o borace, si offre come soluzione interessante per chi vuole procedere alla pulizia delle parti del tappeto che presentano macchie e zone più scure e ricche di polvere. Sciolto sulla zona da trattare, ha dato risultati soddisfacenti con una spesa contenuta.

L’aceto è un altro alleato nella rimozione delle macchie che si presentano sul tappeto. 

In combinazione con il bicarbonato, oppure insieme al sale, aiuta a rimuovere in modo semplice gli spiacevoli inestetismi che pregiudicano la qualità e la resa finale. Nel primo caso si può prima versare del bicarbonato sulla macchia e poi aggiungere sopra al bicarbonato l’aceto. L’unione dei due darà inizio a una reazione in cui la macchia e lo sporco trattenuto dal tessuto andranno via dalle fibre del tappeto. Bicarbonato e sale invece vanno a creare una pasta da lasciare agire per una mezz’ora, per poi essere pulita via con un panno e verificare così il risultato. 

Il consiglio che vi diamo è di provare prima su una piccola zona del tessuto, così da capire se il sistema funziona e non rischiare prima sul punto che presenta queste problematiche

Maizena e bicarbonato sono un’altra soluzione, per non parlare poi anche di una dose minima di acqua ossigenata che ha risolto più di un inconveniente.

 

Buone pratiche e ulteriori alternative

La scelta di un tappeto in casa porta con sé anche la consapevolezza della cura e delle giuste attenzioni da dare a questo oggetto. Un passaggio regolare con l’aspirapolvere riduce la formazione di agglomerati di polvere e di acari che si nutrono di queste sostanze. 

In più, oltre a questo tipo di manutenzione e gestione dello sporco, una mano può arrivare anche da un pulitore a vapore efficace. Si tratta in buona sostanza di strumenti che sfruttano un serbatoio di grandezza variabile che contiene acqua calda, trasformata grazie alle alte temperature in un getto che disinfetta e sgrassa. 

Il pulitore a vapore dovrebbe essere passato dopo aver raccolto dalla superficie del tappeto briciole, sporco e tutto ciò che cadendo potrebbe finire nella trama del tessuto. A questo punto si può intervenire con il pulitore a vapore, efficace nell’igienizzazione delle parti del tessuto e pratico da utilizzare. È sufficiente una passata con un getto a potenza media, così da rinfrescare come si deve. 

L’aggiunta di oli essenziali nell’acqua di questo elettrodomestico è fondamentale per garantire una profumazione aggiuntiva e un aroma che non passa inosservato quando si entra nella stanza. L’uso di prodotti chimici è sconsigliato, a eccezione che non si porti l’oggetto presso una ditta specializzata che sa come e dove agire per risolvere la questione.

Conclusioni

Insomma, da quanto visto, si capisce come la questione pulizia tappeti sia da un lato delicata ma non impossibile. Conoscere la tipologia del tessuto e come va trattato nel modo migliore è il segreto per non incorrere in drammatici esperimenti dalle conclusioni fallimentari.

Sia che vogliate usare strumenti come un pulitore a vapore, sia che vogliate optare per prodotti fatti in casa, la scelta deve essere in linea con praticità d’uso, gestione dei vari elementi con cui lavorare e trattare il tappeto ed efficacia ad ampio spettro. 

Solo così si riesce ad ottenere un risultato adeguato, rispettando la materia di cui è composto il tappeto gestendo così la cura e la manutenzione di un oggetto che oltre a donare un’aria diversa a un ambiente, risponde al meglio alle richieste di pulizia e igiene di una zona abitata.

 

 

 

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