Analisi del sangue. Informazioni e consigli per la lettura

Ultimo aggiornamento: 08.07.20

L’importanza di questa tipologia di controlli medici sta tutta nella gestione e nella conoscenza di alcuni elementi che ripassiamo qui di seguito.

 

Gli esami del sangue comportano tutta una serie di controlli e verifiche che possono andare dalla raccolta di dati e confronti con valori che possono anche modificarsi nel corso del tempo. Per questo il nostro consiglio è di sottoporsi a un’analisi del sangue almeno una o due volte all’anno. Il controllo dei valori del sangue è tra gli indicatori più importanti che abbiamo a disposizione per assicurarci che il nostra stato di salute proceda nel modo migliore. 

I motivi per cui effettuare un esame vanno da quello di un controllo generale, passando poi per la verifica e gli effetti di una terapia sull’organismo. In molti casi si procede poi a un prelievo anche prima di un intervento chirurgico. 

La procedura in sé è semplice e consiste nel prelievo di sangue venoso dopo aver effettuato un periodo di digiuno evitando la mattina prima dell’esame l’assunzione di cibi solidi o liquidi. 

La quantità di sangue dipende anche molto dal tipo di esami richiesti. Si vede dunque come il complesso delle informazioni e il quadro generale con i differenti valori costituisce lo sfondo di riferimento da cui è bene non discostarsi.

 

Alcune premesse

È bene tener presente che la lettura delle analisi del sangue va sempre fatta dal medico di famiglia. Questo perché così si evita di incorrere in falsi allarmismi e paure immotivate, legate a un valore che va spesso e volentieri inquadrato in un contesto più ampio.

Un primo appunto da fare riguarda poi il quadro di riferimento scelto dal laboratorio che effettua le analisi. Nello specifico l’unità di misura e l’intervallo di normalità possono essere diversi. 

Discorso che riguarda poi anche la variabilità biologica, per cui alcune persone possono avere valori sempre diversi rispetto alla media delle persone sane su cui si determinano gli intervalli di normalità. A tal proposito è bene conservare nel tempo le analisi, anche per poter verificare che un determinato dato è fisiologico e tenderà a mantenersi tale nel tempo.

Gli esami più richiesti

Al primo posto non potrebbe che esserci mister emocromocitometrico, per gli amici emocromo. La sua funzione è quella di fornire dati importanti sulla quantità di emoglobina, l’ematocrito e il giusto quantitativo di cellule nel sangue.

Partiamo da quest’ultimo elemento, rappresentato dalla conta dei globuli rossi e dei globuli bianchi. I primi sono delle cellule epatiche che fissando l’ossigeno grazie all’emoglobina che li costituisce, lo trasporta alle cellule dei tessuti per poi far convergere parte dell’anidride carbonica ai polmoni. I globuli bianchi sono invece un rivelatore importante sul fronte delle infezioni. Infiammazioni e virus causano un aumento del numero dei globuli bianchi, chiamati a raccolta per cercare di riportare la situazione a uno stato di normalità. 

L’analisi del sangue procede a una differenziazione dei diversi tipi di globuli bianchi, con i leucociti che si dividono in monociti/macrogagi, linfociti, granulociti neutrofili, basofili ed eusinofili. Individuato il tipo di globulo bianco maggiormente coinvolto è possibile ipotizzare anche la causa dell’infezione.

 

Ematocrito ed emoglobina

Identificato con la sigla Ht o HTC, indica la percentuale di parte corpuscolata del sangue, costituita dall’insieme di piastrine, globuli rossi e globuli bianchi. Nella lettura di questo valore gioca molto età e sesso. Con valori che variano da 37 a 46 per le donne e percentuali più basse per gli uomini che vanno da 42 a 50. 

L’ematocrito dovrebbe essere molto alto nei neonati e in prospettiva, molto più basso rispetto al normale nelle persone anziane. Nei referti con la sigla Hb è indicata poi l’emoglobina. Si tratta della proteina incaricata del trasporto dell’ossigeno e di anidride carbonica nei globuli rossi. Alterazioni sensibili di questo parametro sono dette emoglobinopatie.

 

Contenuto emoglobinico e volume corpuscolare medio

Con la prima analisi si considera la quantità di emoglobina contenuta di media all’interno di un globulo rosso ed è rappresentato dalla sigla MCH. Il volume corpuscolare medio invece sta ad indicare la grandezza dei globuli rossi ed è importante nella diagnosi e riconoscimento delle anemie. La sigla con cui individuarla è MCV.

Altri esami

Oltre a questi controlli e conteggi sono poi presenti anche altre analisi più specifiche. Tra queste vogliamo ricordare transaminasi, colesterolo e bilirubina. La prima analisi evidenzia la presenza di un danno al fegato, vista l’alta concentrazione di questi enzimi nella zona epatica ma anche nel cuore e nei reni, motivo per cui è bene verificare al meglio anche questi organi. 

Lo studio dei valori del colesterolo e dei trigliceridi ci danno anche in questo caso preziose informazioni sempre sullo stato di salute del fegato, con consigli che possono andare anche a influenzare la dieta e l’alimentazione che si sta seguendo al momento. I rischi a livello cardiovascolare non vanno mai sottovalutati. Lo studio e il controllo della bilirubina incide sempre sulla verifica della situazione epatica. Si tratta del pigmento della bile. 

Da quanto visto è chiaro dunque che la lettura delle analisi è un’operazione che per la sua complessità è bene affidare a un medico di base, sarà lui infatti a confrontare i dati e mettere in collegamento le diverse voci presenti nell’esame clinico.

Per chi invece deve per ragioni di salute tenere sotto costante controlla il livello di saturazione del sangue, esiste uno strumento apposito, e di pulsossimetri venduti on line ce ne sono di diverso tipo e secondo differenti fasce di prezzo.

 

 

 

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