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Tutto quello che c’è da sapere sui robot tagliaerba

Ultimo aggiornamento: 19.09.19

 

 

Dal prezzo medio di questi dispositivi fino al loro principio di funzionamento: a seguire troverete tutte le domande che i potenziali acquirenti fanno più spesso e le risposte dei nostri esperti in materia.

 

I robot tagliaerba sono disponibili sul mercato già da qualche anno ormai, ma la loro diffusione è iniziata lentamente a causa del costo decisamente alto che caratterizzava i primi modelli apparsi sul mercato. Data la sua natura e il tipo di prestazioni, questo particolare tipo di robot è divenuto presto l’oggetto del desiderio della maggior parte delle persone che possiedono un giardino, in special modo quelli di grandi dimensioni. La falciatura dell’erba, infatti, è una delle incombenze più gravose per chi pratica giardinaggio, e più ampia è la superficie del prato e tanto maggiore saranno lo sforzo e il tempo richiesti per l’esecuzione del lavoro.

Potete facilmente immaginare, quindi, come l’opportunità di avere a disposizione un utensile robotizzato capace di gestire in maniera completamente autonoma la rasatura del prato, mantenendolo sempre pulito, verde e rigoglioso senza il minimo sforzo, potrebbe valere bene la spesa.

Sono ancora in molti, però, a nutrire delle riserve su questi dispositivi, e in particolare coloro che sono più sensibili dal punto di vista economico, e quindi cercheremo di fugare ogni dubbio rispondendo alle domande che gli acquirenti interessati tendono a fare più spesso.

 

I vari modelli e le differenze di prezzo

La prima curiosità relativa ai robot tagliaerba, ovviamente, è data dall’entità dell’investimento richiesto, visto che si tratta di dispositivi tecnologicamente avanzati e quindi abbastanza costosi. Il prezzo di questi dispositivi, infatti, parte da un minimo di circa 350 euro per i modelli più economici, fino ai 2.000 euro e oltre dei modelli appartenenti alla fascia più elevata di prezzo; ciò nonostante, i robot tagliaerba più venduti risultano essere proprio i modelli di fascia medio-alta, e adesso scopriremo subito il perché.

 

 

La differenza di prezzo non incide sulle funzionalità offerte dal dispositivo. Fatta eccezione per eventuali piccoli dettagli infatti, come la possibilità o meno di poter continuare a lavorare sotto la pioggia, i robot possiedono tutti le stesse caratteristiche; di conseguenza quello che varia, in base al prezzo, sono le caratteristiche strutturali e tecnologiche.

La qualità dei materiali di fabbricazione, la cura nell’assemblaggio, il grado di avanzamento della tecnologia elettronica integrata, le prestazioni dei sensori integrati, le caratteristiche di resistenza, di impermeabilità e la capacità di affrontare dislivelli molto pronunciati, quindi, sono tutte caratteristiche e prestazioni il cui livello è direttamente proporzionale al prezzo del robot.

Questo non significa che i modelli più economici non siano altrettanto funzionali, ma il livello di prestazioni che offrono è limitato e quindi adatti esclusivamente ai giardini di piccole dimensioni per esempio, dalla pianta semplice e senza numerosi ostacoli. Per i giardini di medie e grandi dimensioni, invece, con molte piante e altri oggetti d’arredo che fanno da ostacoli naturali e aumentano la complessità di elaborazione richiesta al microprocessore, è consigliabile orientarsi verso i modelli che partono come minimo dai 900-1.000 euro a salire.

Un’ultima precisazione sull’aspetto economico che farà la gioia di molti potenziali acquirenti, è la possibilità di far rientrare l’acquisto del robot tagliaerba nell’ottica dei lavori per la sistemazione a verde di giardini e parti comuni, e di conseguenza l’opportunità di accedere al Bonus Verde previsto dalla legge, grazie al quale è possibile avere una detrazione fiscale del 36% fino a un tetto massimo di spesa di 5.000 euro.

 

I robot tagliaerba sono potenzialmente pericolosi per bambini, animali e anziani?

Questa è un’altra domanda che viene posta spesso dagli interessati, visto che questi dispositivi sono dotati di una lama falciante ad alta velocità, e quindi il fatto di lasciarli indisturbati mentre sono in funzione potrebbe destare qualche preoccupazione.

Queste ultime però sono del tutto infondate; grazie ai sensori interni, infatti, i robot tagliaerba sono in grado di evitare anche gli ostacoli mobili, come persone o animali che entrano inavvertitamente nel raggio d’azione. Inoltre sono dotati di un sistema che blocca automaticamente la lama in caso di ribaltamento accidentale o di sollevamento dal suolo; i modelli più costosi integrano perfino il sistema anti-furto completo di allarme.

 

 

Autonomia operativa, scarti di falciatura, installazione e manutenzione

In molti chiedono anche cosa succede con gli scarti e se bisogna raccogliere o meno l’erba falciata, a che tipo di manutenzione bisogna sottoporre il robot, se è difficile da installare e qual è l’autonomia operativa di questi apparecchi.

Innanzitutto cominciamo col dire che uno dei vantaggi principali del robot tagliaerba, a prescindere dal modello scelto, è quello di tagliare secondo il metodo del mulching, di conseguenza gli scarti sono sminuzzati finemente in modo da finire sul terreno e fungere da concime naturale per il prato erboso. Potete quindi dire finalmente addio ai grossi e ingombranti sacchi di raccolta e al gravoso onere degli scarti da smaltire, il robot risolve il problema alla grande, e in modo vantaggioso per il giardino.

Per quanto riguarda l’installazione invece, la parte più complicata è quella relativa al posizionamento del filo perimetrale, che però varia in base al modello scelto. In ogni caso si può richiedere direttamente l’installazione da parte di un tecnico inviato dalla stessa ditta dove si acquista il robot. La manutenzione richiesta invece è minima: la lama va sostituita a ogni stagione, mentre le batterie hanno una vita utile di almeno quattro stagioni, circa due nei modelli più economici.

L’autonomia varia in base al modello e alla fascia di prezzo di appartenenza. In ogni caso ciò ha un’importanza relativa, perché i robot tagliaerba sono progettati per gestire in piena autonomia anche l’alimentazione, ragion per cui non corrono mai il rischio di rimanere senza energia. I sensori interni, infatti, trasmettono al microprocessore integrato anche i dati relativi al consumo e allo stato della batteria, e non appena la riserva di energia comincia a esaurirsi, il robot interrompe il lavoro e fa ritorno da solo alla base, dove avvia un nuovo ciclo di ricarica delle batterie. Non appena completata la ricarica, poi, il robot riprende a lavorare dal punto in cui si era interrotto.

 

 

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