I capelli sono lo specchio della nostra salute: scoprite perché

Ultimo aggiornamento: 23.09.20

A chiunque piace dare il meglio di sé con una chioma folta e lucente, ma ci sono periodi in cui cadono e perdono luminosità: cosa si fa in questi casi?

 

Di solito è normale notare qualche piccola matassa di capelli sul pettine dopo lo shampoo, ma la cosa diventa decisamente allarmante se si perdono intere ciocche oppure notate di avere zone della testa vuote.

In questo caso è bene consultare un medico, perché le cause possono essere più serie e legati a vari fattori, come per esempio una forte ansia e uno stress tale da portare un vero e proprio malessere al vostro organismo.

Ma non solo: si sono riscontrati vari casi in cui questa perdita è dovuta a malattie autoimmuni, come le infezioni o quelle trasmesse sessualmente, o alla tiroide, che smette di funzionare nel modo giusto e causa squilibri nel corpo.

Di solito ve ne accorgete perché vi ritrovate con dei veri e propri buchi in testa, facili da avvertire al tatto e anche da vedere; per fortuna, è una condizione che con il giusto trattamento si può curare senza problemi.

Una causa minore che potrebbe portare a questa condizione, soprattutto nelle donne, è una carenza forte di minerali, responsabili delle normali funzioni biologiche a livello organico e la cui mancanza si nota anche da altri aspetti, come il colorito pallido o il senso di debolezza.

Anche in questo caso, si dice che non tutti i mali vengano per nuocere e, con una cura specifica, sarà semplice riprendere la normale routine senza questo fastidioso timore.

 

Guida alle cause e ai sintomi dei capelli secchi

I capelli secchi sono un problema a cui tutte le donne e gli uomini vanno incontro almeno una volta nella vita, diventando un incubo per coloro che già normalmente non possiedono una chioma particolarmente lucente o un tipo di capigliatura adattabile.

I motivi di questa condizione sono molteplici, solitamente legati ad agenti esterni; ne è un esempio lo smog, che noi non percepiamo ma comunque viene assorbito dai nostri capelli, causando lo sfibramento e lo spegnimento di questi ultimi.

Un altro fattore è anche il frequente uso di uno shampoo non specifico, che potrebbe peggiorare la situazione, o l’utilizzo di prodotti come permanente e colore, che stressano il capello e lo trasformano in qualcosa simile a paglia secca.

Per non parlare poi del mix letale salsedine e sole: per carità, i capelli risultano mossi e bellissimi appena usciti dall’acqua, ma questa combinazione non fa altro che rendere le ciocche deboli e ricche di doppie punte.

Secondo alcuni dermatologi, anche l’uso costante di uno shampoo antiforfora naturale può portare alla secchezza, perché prosciuga eccessivamente la cute dal suo sebo. Ciò avviene in primis perché i capelli assorbono l’umidità e in secondo luogo per la composizione a base di antimicotici, che danneggiano comunque la chioma.

Lo stesso vale per uno shampoo chimico che serve a mantenere la tinta più a lungo: l’ideale è comprare sempre un prodotto erboristico valido, che aiuti a rimpolpare il capello e nutrirlo profondamente.

 

Che cos’è l’analisi dei capelli e come funziona

Forse non ne avrete mai sentito parlare, ma uno dei primi esami che vengono effettuati quando si perdono i capelli è quello del mineralogramma. Questa procedura ha raggiunto picchi molto elevati negli ultimi tempi, vista la precisione dei dati che offre, anche se la procedura non è delle più semplici.

Si parte infatti con l’analisi del tessuto molle, per capire qual è lo stato dell’organismo e quanti minerali sono presenti all’interno delle cellule e degli spazi tra le varie ciocche, in un periodo che va dai due ai tre mesi circa.

Per molto tempo questa tipologia è stata definita screening test, ossia un esame in grado di tracciare un quadro generale della situazione, senza tuttavia arrivare al particolare, per esempio a una determinata patologia.

Invece si è visto come può essere molto utile alla scienza anche per definire determinati disturbi fisici e come prevenzione di diverse malattie mentali. La procedura di analisi del capello prevede che questo venga sminuzzato e disciolto nell’acido nitrico per una notte intera, per poi dargli idratazione e bruciarlo tra gli 8000 e i 10000 gradi.

La scelta di questa temperatura così elevata non è un caso: il capello infatti inizia a emettere una luce vivida e con un apposito strumento è possibile osservarlo più da vicino e vedere cosa tale luce mette in evidenza.

Ricette tradizionali e piccoli trucchi di bellezza

Generazioni su generazioni ci hanno tramandato il sapere per avere cura dei capelli nei modi più naturali e svariati possibili, modi che possono salvare la chioma al posto di trattamenti aggressivi e non sempre efficaci.

Dalle uova sbattute usate per rendere le ciocche più lucide agli impacchi all’olio di oliva per rinforzare la cute, ciascuna ricetta ha i suoi punti di forza e per quanto, a volte, possa sembrare strano mischiare ingredienti così diversi tra loro, l’effetto finale è quasi del tutto soddisfacente.

Anticamente per schiarire i capelli ci si serviva, per esempio, del decotto di camomilla; per i capelli castani, invece, si usava l’acqua delle castagne dopo la loro bollitura, per ottenere il tipico colore marroncino a riflessi.

Risultati simili si hanno anche con la cipolla rossa, anche se ultimamente è diventato di moda l’henné, un tipo di tintura naturale che dura per almeno un mese e vi permette di essere più versatili con i colori senza danneggiare la chioma.

Molto gettonato anche il metodo dell’aceto: questo alimento ha la funzione di vero e proprio detergente per la cute, eliminando le impurità e favorendo la rigenerazione del capello dalla base alle punte.

Anche il decotto di bardana è diventato un fantastico rimedio per eliminare l’eccessiva produzione sebacea dei capelli, che può essere molto fastidiosa soprattutto quando si fa lo shampoo.

E’ una pianta molto comune e quindi economica per la preparazione.

 

 

 

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