Il trekking responsabile: cosa portare con sé durante un’escursione

Ultimo aggiornamento: 04.07.20

Chi è abituato a vivere avventure all’ordine del giorno, sa come organizzare il proprio zaino con tutti gli accessori indispensabili: niente viene mai inserito a caso.

 

Gli indumenti necessari

Se volete iniziare un’emozionante escursione tenete conto che dovrete vestirvi nella così detta filiera di cipolla, vale a dire con indumenti termici che aderiscono alla pelle e sono adatti al clima.

Le condizioni meteorologiche, infatti, sono variabili e non sempre prevedibili in modo netto; bisogna perciò prepararsi a qualsiasi evenienza: nello zaino, quindi, un comparto dovrà essere destinato a un ricambio. 

Da non dimenticare un copri pantalone e un copri giacca che siano in tessuto impermeabile, in modo da mantenere il corpo caldo in caso di pioggia. Il materiale da prediligere in questo senso è il Gore-Tex, che non occupa molto spazio e può fare la differenza se le cose si mettono male.

Solitamente basta armarsi di un K-way, giacca leggera e anti pioggia, che non fa sudare e favorisce la traspirazione grazie al tessuto leggero. Durante il trekking in montagna, man mano che si sale potrebbero verificarsi dei dislivelli di temperatura, dovuti all’alta quota.

In questi casi, quando il tempo diventa particolarmente rigido, basta armarsi di un maglione termico o in pile; sono facili da trovare nel reparto articoli sportivi e aiutano a mantenere la giusta temperatura corporea.

Se volete trascorrere anche la notte fuori, un cambio di biancheria è d’obbligo; durante il giorno vi troverete comunque a sudare e cambiare scongiurerà eventuali raffreddori. Per il vento, portate con voi una bandana: potete così proteggere il volto e gli occhi dal terreno e per di più avrà la funzione anche di sciarpa, offrendo sicurezza a spalle e collo.

I mal di gola possono rovinare l’escursione, per cui è bene saperli evitare con astuzia.

 

Bottiglie d’acqua e contenitori di riserva

Durante le escursioni è inevitabile bere molto, per accompagnare il corpo durante la faticosa traversata. La perdita di liquidi può costituire un grosso problema perché porta alla disidratazione, per cui è bene che siano integrati regolarmente con le giuste quantità.

Se non siete esperti, il consiglio è quello di armarsi di appositi contenitori; per esempio sono numerosi i thermos venduti online che hanno diverse dimensioni e aiutano a sopperire all’esigenza d’acqua, senza pesare troppo nello zaino.

Per una sola giornata dovrebbe essere sufficiente anche solo una bottiglia da 2 L se il sole è abbastanza forte; tuttavia la prudenza non è mai troppa, per cui armatevi sempre di un buon ricambio se non avete un depuratore, ovvero il salva vita dell’escursionista, infatti permette di depurare qualsiasi tipo di acqua, anche la più inquinata.

Può inoltre fare la differenza in situazioni di estrema difficoltà, nelle quali è necessario idratarsi e non avete più risorse a disposizione. Per diminuire il bisogno costante di bere, è bene anche scegliere cibi che non provochino una sete intensa; gli alimenti vanno perciò selezionati con cura, meglio se accompagnati da un alto valore energetico e nutritivo.

E’ sconsigliato portare bevande gassate, alcoliche e simili perché, oltre a non diminuire la voglia di bere, aumentano la sudorazione o causano spossamento. Durante il percorso può sempre verificarsi qualche piccolo incidente, come un infortunio o un rallentamento dovuto a frane e simili.

Essere coscienziosi e prevenire queste evenienze può aiutarvi ad affrontare le difficoltà al meglio, senza cedere o farsi prendere dal panico crescente.

La mappa è fondamentale

Uno dei primi consigli che viene dato a coloro che sono alle prime armi è quello di studiare a fondo il sentiero e informarsi sul percorso. Iniziare questa pratica è faticoso e soprattutto pericoloso, se non si prendono le precauzioni necessarie.

Una cosa è guardare il sentiero dall’alto, un’altra è trovarsi all’interno e confondersi a causa della vegetazione o comunque dell’aspetto apparentemente simile del percorso. Gli escursionisti più esperti, pur conoscendo e sapendo dove si inoltrano, non dimenticano mai di portare con sé una mappa, che può fare veramente la differenza tra vita e morte in alcuni casi.

Deve essere sempre presente alla destra o alla sinistra del vostro corpo, in modo da poterla prendere comodamente quando avete un vuoto di memoria o c’è un imprevisto che vi ostacola e vi costringe a cambiare itinerario.

Come il filo di Arianna, la mappa è per voi la via d’uscita anche nel bosco più fitto, poiché indica anche i dislivelli dei sentieri in montagna e l’orario in cui orientativamente fa buio. Al giorno d’oggi, vi sono ben due versioni: quella cartacea e quella digitale. 

Sicuramente quest’ultima è più precisa perché intervallata da una voce che vi avverte prematuramente sul percorso da seguire. Tuttavia vi sono zone dove il GPS potrebbe non prendere e quindi è necessario ricorrere al vecchio stampo per non perdere la strada.

Per evitare che si bagni, si consiglia di inserirla in una copertina plastificata o in una protezione che ne eviti la distruzione in caso di acqua abbondante.

 

Ricordate le torce elettriche

Il percorso dell’escursionista può durare poche ore o un’intera giornata, a seconda dell’itinerario scelto; in particolare in inverno il buio subito fa capolino e si può perdere la concezione del tempo.

A volte si parte il mattino con il sole per arrivare a metà percorso già con il tramonto, oppure può capitare che un sentiero di mezz’ora, a causa di un imprevisto, costringa l’escursionista a camminare in assenza di luce.

Per questo motivo, prima di partire, è bene munirsi di un paio di torce elettriche ben cariche, che possono rischiarare il cammino e aiutarvi anche nel caso di un pericolo imminente, come per esempio un animale in agguato al buio.

Meglio inserirle in posti dove sono facili da prendere, così da non dover sostare più del dovuto per cercarle. Inoltre, non è consigliato portarne una sola, perché l’uso prolungato potrebbe scaricarla, lasciandovi senza luce.

Consigliata anche la torcia frontale, di cui molti trekkisti esperti si muniscono; si tratta di una luce simile a quella utilizzata dai minatori e posta sopra alla testa. Risultano comode perché non impegnano le mani e permettono eventualmente di dare un’occhiata più dettagliata e precisa alla mappa.

 

 

 

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