Abbigliamento sportivo ecosostenibile: di cosa si tratta?

Ultimo aggiornamento: 01.06.20

 

L’interesse per la questione ambientale è ogni giorno maggiore, infatti sono molte le aziende che optano per soluzioni ecosostenibili anche per la produzione dell’abbigliamento sportivo.

 

Negli ultimi anni è stato evidenziato un crescente interesse per quanto riguarda l’ambiente, e più in particolare per l’utilizzo di materie prime di origine vegetale. Inoltre la scelta di molte aziende è quella di produrre in modo sostenibile, senza intaccare ulteriormente il tasso di inquinamento.

Questa mossa dei grandi e piccoli marchi è per alcuni una strategia di marketing, ma a nostro avviso, al di là del possibile secondo fine, l’idea di dare la possibilità ai clienti di usufruire di prodotti eco friendly, strizzando un occhio al pianeta Terra, è già di per sé uno scopo nobile.

In questa maniera, è possibile scegliere con più consapevolezza l’abbigliamento sportivo, ideale per l’attività fisica che abbiamo in mente di svolgere, optando per le soluzioni migliori tra quelle che si trovano su Internet, sulle quali spicca innanzitutto la marca della tuta da sci più venduta: Ultrasport.

Quindi, se il vostro obiettivo è divertirvi praticando sport in maniera sostenibile, allora seguiteci nei prossimi paragrafi e scoprite con noi anche i punti di forza e di debolezza dei tessuti di origine vegetale.

 

Il rispetto per l’ambiente

Potremmo affermare con leggerezza che la sostenibilità ambientale nasce nel momento esatto in cui l’essere umano ha compreso che ogni risorsa che lo circonda è in realtà preziosa e potenzialmente utilizzabile per più di una volta.

Questo si deve soprattutto ai forti cambiamenti climatici che si stanno verificando nell’ultimo periodo, ma che sono in realtà frutto di anni e anni di inquinamento e maltrattamento del nostro pianeta.

Poiché la sostenibilità tiene conto di diversi fattori come l’aspetto ecologico e l’equità tra esseri umani, applicarne i principi nel mercato odierno significa ribaltare completamente le aspettative e le necessità di ogni azienda, a favore invece dell’ambiente.

Ma l’impegno volto in questa direzione e soprattutto l’urgenza di cambiare atteggiamento, hanno spinto anche i marchi più importanti a offrire una soluzione per quella ancora piccola nicchia di individui che invece vuole fare la differenza. 

Ecco perché oggigiorno in commercio si possono trovare maglie, pantaloni, scarpe, sciarpe, guanti e cappelli, oltre a calze e occhiali da vista e da sole, prodotti in cellulosa oppure con materiali che non provengono da un animale.

L’impatto ecologico attuale

Durante gli ultimi anni, alcune associazioni no profit, come WWF, si sono impegnate a calcolare l’interesse ecologico profuso dalle principali aziende, produttrici di capi di abbigliamento sportivi e di moda.

Dall’indagine è emerso che più della metà delle marche principali ancora non adotta nessuna misura, atta a contrastare la quantità di fumi e gas sprigionati ogni ora, che causano diversi danni all’ambiente.

L’acqua e la carta sono due elementi essenziali per l’industria tessile, e altresì rappresenta due delle principali materie prime, che andrebbero rivalutate da tutte le aziende. Le performance di un capo particolare come la tuta da sci oppure di scarpe da corsa, come quelle di Nike, non vengono intaccate se nella produzione sono utilizzate risorse sostenibili e riciclate.

Questo è il motivo per il quale, già da diversi anni a questa parte, in commercio si trovano capi di abbigliamento realizzati con fibre di soia oppure di canapa, che oltre a strizzare un occhio all’ambiente che ci circonda, sono anche prodotti cruelty free, ovvero che non prevedono l’uccisione di un animale per ottenerne, per esempio, la pelliccia.

 

Le ultime tendenze sportive ed ecosostenibili

Chi pratica sport a livello agonistico lo saprà già, ma per tutti i principianti che vogliono fare un po’ di attività fisica, accarezzando l’idea di essere anche sostenibili, ci sono alcune caratteristiche che bisogna ricercare in un completo sportivo. 

Per esempio, se avete intenzione di correre, è importante che le scarpe che acquisterete siano resistenti e impermeabili, quindi durino a lungo e permettano di mantenere isolato il piede anche sotto la pioggia.

D’altro canto, una tendenza che sta prendendo piede tra chi ama sciare, c’è quella di ricercare e indossare capi realizzati in fibre vegetali, che come anticipato sono di soia o di canapa.

Secondo il report mostrato da Club Méditerranée, un’azienda dedicata al turismo in Francia, il 75% dei consumatori affermano di  preferire questa tipologia di tute da sci al posto di quelle sintetiche, dimostrando perciò un’attenzione maggiore per la questione ambientale.

A tal proposito, lo stesso brand afferma che il 2020 avrà tra i suoi protagonisti delle piste proprio questa tipologia di abbigliamento.

 

I pregi e i difetti dei tessuti vegetali

Secondo noi, per concludere, bisogna seguire un assunto molto semplice e diretto: “dopo il cibo, la cosa con cui entriamo di più in contatto è l’abbigliamento”, e non potrebbe essere altrimenti, soprattutto se consideriamo una società evoluta come quella attuale.

Le fibre con cui è possibile realizzare i capi di uso quotidiani oppure l’abbigliamento tecnico per lo sport o altre attività, possono essere principalmente di tre tipologie: naturali, artificiali e sintetiche.

Close-up Of A Woman’s Hand Holding Label Showing 100 Percent Organic Cotton

La differenza tra tutte queste è solo nell’origine del tessuto, perché mentre le prime provengono in genere da piante, oppure sono estratte da minerali, le altre due sono caratterizzate da particolari lavorazioni chimiche, che servono a trasformare le materie prime naturali o i derivati del petrolio, in fibre da utilizzare nell’industria tessile.

Per questa ragione, scegliere un abbigliamento realizzato in canapa o soia, significa in primo luogo avere tra le mani un capo sostenibile, ma anche particolarmente morbido, biodegradabile, leggero e che fornisce correttamente il calore al corpo, proteggendolo da agenti esterni.

Le fibre di questa tipologia sono solitamente estratte senza utilizzare composti chimici dannosi per l’ambiente, quindi spesso e volentieri si tratta di indumenti che vantano anche un’azione ipoallergenica, antistatica e di resistenza ai raggi UV.

Tuttavia, tra i punti di debolezza, ci sono i costi di produzione più alti, in particolare se si fa una comparazione con i tessuti sintetici; per questa ragione l’abbigliamento sportivo sostenibile è più caro rispetto alle soluzioni classiche.

Infine, è bene specificare che, oltre la canapa e la soia, in commercio potrete trovare anche maglie e giacche realizzate in lino biologico, che conferirà una ineguagliabile freschezza durante i periodi più caldi.

 

 

 

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