Il futuro di Bitcoin: esempi concreti

Ultimo aggiornamento: 18.01.22

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Nel 2021 Bitcoin è diventato valuta legale, assieme al dollaro americano, a El Salvador. I salvadoregni possono pagare le tasse in Bitcoin e tutti gli esercenti sono obbligati ad accettare sia il dollaro sia Bitcoin come mezzo di pagamento. Un fatto senza precedenti.

Secondo Nayib Bukele, il giovane presidente del Paese, anche altri due Stati adotteranno Bitcoin come valuta a corso legale nel 2022.

 

Riserva di valore

Bitcoin, secondo i più, aumenterà il suo peso come riserva di valore: la rivoluzionaria tecnologia che lo costituisce si sta dimostrando solida e a prova di attacchi hacker. La natura stessa del sistema impedisce che vengano create altre coin oltre a quelle programmate e quindi in nessun caso verrà iniettata nuova “liquidità”, come invece fanno le banche centrali determinando inflazione e perdita di potere d’acquisto. Un nuovo bene rifugio, quindi, più forte dell’oro.

Quello della riserva di valore è l’ambito (per carità, importantissimo) a cui generalmente Bitcoin viene relegato. E tuttavia potrebbe avere anche un utilizzo più pratico nell’immediato futuro. In particolare, ci si può aspettare un aumento di questi tre tipi di transazioni internazionali:

• Società che hanno bisogno di pagare fornitori, appaltatori, subappaltatori in varie parti del mondo. Google, per esempio, ne ha decine di migliaia da pagare ogni mese. Tante società hanno partner in outsourcing in tutto il mondo. Le transazioni che queste aziende devono sostenere periodicamente hanno costi notevoli e possono essere molto lente.

• Import/export. Per chi commercia a livello internazionale può tornare molto comoda e utile una moneta davvero internazionale perché Bitcoin può risolvere gli svantaggi che valute come il dollaro americano o l’euro portano con sé.

• Rimesse estere. Ci sono almeno 100milioni di immigrati che lavorano in Paesi più avanzati economicamente rispetto a quelli da cui provengono. Queste persone inviano ai propri parenti oltre 500miliardi di dollari l’anno. Ogni anno. A volte queste rimesse possono rappresentare la prima entrata economica per un piccolo Paese. Tali rimesse vengono inviate tramite canali quali Western Union e MoneyGram pagando circa il 9% in commissioni, un’enormità che tra l’altro ingrassa sconsideratamente queste compagnie. Anche in questo caso Bitcoin potrebbe avere un immediato e positivo impatto su centinaia di milioni di persone in gravi difficoltà economica che, a causa delle commissioni elevate, perdono una significativa percentuale di reddito. Sono decine di miliardi di dollari all’anno che non andrebbero più nelle tasche delle compagnie di money transfer ma direttamente nell’economia di donne (la gran parte di chi riceve queste rimesse) che spenderebbero ogni singolo dollaro nell’economia reale per acquistare acqua, generi alimentari, educazione.

 

Unbanked 

Non tutti sanno che circa due miliardi di persone nel mondo non hanno un conto bancario. Due miliardi di persone oggi, mentre leggete queste righe, non hanno accesso ai servizi finanziari. Sono i cosiddetti unbanked.

E se si arrivasse a offrire loro gli stessi privilegi finanziari di tutti gli altri?

Ci sono quattro miliardi di persone che posseggono un telefono cellulare, più di quelle che hanno accesso all’acqua pulita. Questi dispositivi sono nelle mani di così tanti utenti perché anche nel posto più sperduto del mondo ci può essere la possibilità tecnica di comunicare con i propri cari che si trovano lontano.

Il cellulare può diventare contemporaneamente: terminale di banca, terminale per avere/ricevere prestiti, terminale per ricevere rimesse e altro ancora. In pratica, una vera e propria banca sul cellulare.

Si tratta di uno scenario che sta già avendo un impatto notevole nei Paesi dell’America Latina, del Sud-Est asiatico, dell’Africa, dove possiamo vedere la presenza di un pannello solare che alimenta l’unico cellulare a disposizione di un intero villaggio.

Valore futuro di Bitcoin

Per quanto riguarda la parte economica (quella che interessa ai più), non siamo certo degli analisti e non abbiamo nessuna capacità di predire il futuro. Ci limitiamo a riportare un’osservazione di Andreas Antonopoulos: secondo il popolare informatico e divulgatore, abbiamo assistito a un picco del valore di Bitcoin nel 2013, nel 2017 e infine nel 2021. Cosa notate da questa semplice osservazione? 

Ogni quattro anni l’algoritmo di Bitcoin prevede l’halving, il dimezzamento delle ricompense per i miner. Nel 2009, anno della sua creazione, ogni nuovo blocco minato valeva 50 BTC; alla fine del 2012 ne valeva 25; nel 2016 12,5 BTC; nel 2020 6,25 BTC.

In altre parole, se c’è lo stesso numero di persone che vuole acquistare Bitcoin ma la quantità disponibile è dimezzata, il prezzo aumenta notevolmente per poi ricadere, ma comunque a livelli superiori rispetto al precedente halving.

Ma l’innovazione portata da Bitcoin e poi replicata in varie forme da migliaia di altcoin non è solo economica – il cui impatto è comunque rivoluzionario perché una vera blockchain decentralizzata come questa offre libertà e privacy nelle transazioni come nessun’altra tecnologia – ma è anche sociale e politica.

Chi rimane nell’ambiente anche dopo essersi scottato dopo qualche inevitabile crollo, probabilmente lo fa perché ha motivazioni non solo economiche ma è interessato alla community, allo sviluppo della tecnologia e al contributo straordinario che può dare.

 

 

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