Luci e ombre: alcuni fatti poco conosciuti su Steve Jobs

Ultimo aggiornamento: 30.09.20

Steve Jobs è stato il visionario che ha fondato l’azienda Apple, introducendo sul mercato una serie di prodotti rivoluzionari che hanno cambiato il modo di concepire la tecnologia.

 

Per chi ha vissuto dentro una grotta durante gli ultimi 40 anni, probabilmente il nome di Steve Jobs non farà scattare alcun campanello. Gli appassionati di tecnologia, invece, lo conoscono come una delle menti più brillanti dell’industria, che fin dal 1976, anno in cui fondò Apple insieme a Steve Wozniak, ha sfruttato la sua creatività per offrire prodotti rivoluzionari apprezzati a livello globale.

Apple non ha sempre navigato nell’oro, però, e gli inizi della carriera di Jobs e Wozniak non sono stati i più facili, tuttavia i momenti bui sono stati superati grazie alla loro passione e capacità, dando vita ai computer Apple I e II, con risultati di vendita notevoli.

Dato che la vita di Steve Jobs è stata per molti anni sotto i riflettori ed è stata dunque analizzata sotto tutti i punti di vista, abbiamo deciso di raccogliere nel nostro articolo alcuni fatti poco noti al grande pubblico, come per esempio il suo licenziamento dalla compagnia che aveva fondato.

 

Il licenziamento di Steve Jobs

Questa parte della sua carriera è davvero interessante dal momento che lo stesso fondatore della compagnia fu cacciato da Apple verso la metà degli anni ’80. Il motivo di questo allontanamento sembra essere riconducibile al mancato successo del computer Apple Macintosh, che fece nascere delle crescenti tensioni tra Jobs e l’amministratore delegato di Apple, John Sculley. 

Lo scontro crebbe fino a una mozione di sfiducia da parte del consiglio di amministrazione ai danni di Steve Jobs, che si vide svuotato dei poteri detenuti in quanto fondatore dell’azienda. Piuttosto che continuare a lavorare presso Apple, il giovane presentò una lettera di dimissioni e fondò una nuova compagnia, la NeXT, che venne contattata da Apple per un nuovo sistema operativo. Jobs quindi colse la palla al balzo e pose come condizione l’acquisizione della sua nuova azienda da parte di Apple, riprendendo il suo ruolo di CEO nel 1997.

 

I suoi risultati accademici

Per sua stessa ammissione, Steve Jobs non amava la struttura della scuola e preferiva apprendere in modo non convenzionale. Potrebbe sorprendere i più ma non si laureò, abbandonando l’università in modo formale ma continuando a seguire i corsi che più lo interessavano. Questo periodo della sua vita fu molto difficile, spesso costretto alla raccolta di tappi di bottiglie di Coca Cola da restituire per racimolare qualche soldo o a recarsi presso un tempio Hare Krishna locale per poter consumare dei pasti gratuiti.

Il rapporto con Wozniak

Prima di fondare Apple insieme a Steve Wozniak, i due lavoravano presso Atari, compagnia che produceva videogiochi, intenti nella realizzazione del gioco Breakout. Secondo gli accordi i due si sarebbero dovuti dividere la paga in modo equo, tuttavia a ricevere l’intero pagamento alla consegna del titolo fu Jobs, che si ritrovò con 5.000 dollari. Approfittando della situazione, disse a Wozniak di aver ricevuto come pagamento solo 700 dollari, e divisero dunque quella cifra, lasciando nelle sue tasche la somma complessiva di 4.650 dollari a spese dunque del suo partner che aveva svolto la maggior parte del lavoro. 

Questa mossa decisamente scorretta, però, non ebbe un grave impatto sulla loro amicizia, che restò comunque salda, forse proprio in virtù della necessità che Jobs aveva della mente brillante di Wozniak, vero e proprio genio della tecnologia che veniva messo in ombra dalla personalità eclettica di Jobs.

Più volte Wozniak ha sottolineato come Steve non abbia mai appreso alcun linguaggio informatico, non era un ingegnere e non creava design originali ma era sufficientemente abile nel modificare quelli già esistenti.

 

Una personalità forte e controversa

Steve Jobs non era un uomo semplice e il cambiamento da ragazzo allegro e a cui piaceva fare scherzi a uomo di successo dall’ego sproporzionato avvenne, secondo Wozniak, proprio quando all’uscita del computer Apple II la compagnia iniziò a fatturare in modo cospicuo.

Jobs, contrariamente al suo rivale di sempre, Bill Gates, non era un filantropo e sebbene inizialmente la compagnia prevedeva programmi di questo tipo, furono ben presto tagliati per spostare le risorse altrove e mai più reintrodotti nonostante Apple sia divenuta una delle aziende più influenti dell’intero pianeta.

Anche il suo approccio nei confronti della stampa non è stato dei più impeccabili, cercando di mantenere un controllo capillare su tutte le informazioni che riguardavano la sua compagnia si spinse fino a sporgere denuncia contro un adolescente che aveva scritto sul proprio blog alcuni segreti relativi ai prodotti Apple che sarebbero usciti di lì a poco.

Con i suoi dipendenti non era meno duro ed esigente, tanto da guadagnarsi un posto d’onore nella lista dei capi più severi d’America. Jobs è presentato ancora oggi, a quasi dieci anni di distanza dal suo decesso per cancro al pancreas, come una figura importante per il mondo della tecnologia, nonostante la sua vita sia costellata da eventi che possano comunque far dubitare della sua integrità e bussola morale. A prescindere dall’uomo dietro il nome, bisogna comunque dare credito al suo spirito imprenditoriale e la sua voglia di essere ricordato, che lo hanno sempre spinto a tirare fuori il massimo dai suoi collaboratori, apportando cambiamenti dove necessario per dare vita alle sue visioni.

Prima della sua morte, avvenuta nel 2011, Steve Jobs lanciava sul mercato la serie MacBook Air, tra i notebook più venduti e più apprezzati per le loro dimensioni estremamente contenute. Il 2008 fu un anno molto importante per gli appassionati di tecnologia proprio perché questo nuovo prodotto si presentava come il più sottile mai creato, differenziandosi notevolmente dalle offerte della concorrenza, segno che Apple era sempre un passo avanti.

 

 

 

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