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Il miglior album dei Kreator

Ultimo aggiornamento: 20.09.19

 

Album dei Kreator – Consigli d’acquisto, Classifica Recensioni del 2019

 

Possiamo distinguere tra due scuole di thrash; c’è l’americana e in particolare quella sviluppatasi nella Bay Area e poi c’è quella tedesca, spesso colpevolmente sottovalutata dalle persone meno addentro al genere. In Germania, più o meno nello stesso periodo in cui stavano emergendo i nomi di spicco del metal statunitense, c’era un underground in fermento: ragazzi che ascoltavano a tutto volume band come Motorhead, Venom e un sacco di hardcore/punk. Tra questi c’erano Mille Petrozza e Jurgen Reil, meglio noto come Ventor che avevano una voglia matta di suonare musica veloce e violenta. Il desiderio si concretizzò in quelli che oggi conosciamo come Kreator, esponenti di spicco della scena thrash tedesca. Vi anticipiamo subito due titoli della loro ampia discografia: Pleasure to kill è un disco che non necessita di presentazioni, vi proponiamo l’edizione rimasterizzata che, oltre ad essere accompagnata dal bonus EP Flag of Hate, ha anche un ottimo suono. Poi c’è Violent Revolution che sotto molti punti di vista può essere considerato come il disco della rinascita.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior album dei Kreator

 

Abbiamo scritto una guida per scegliere il miglior album dei Kreator così da dare modo a chi non conosce bene la band di Mille Petrozza di avere le idee più chiare su quale album dei Kreator comprare.

Unitamente a una serie di consigli d’ascolto, vi suggeriremo anche dove acquistare l’album o gli album che hanno catturato la vostra attenzione. Sappiate che alcuni si trovano in vendita a prezzi bassi; spesso, infatti, un CD vecchio è più economico di uno nuovo. Ad ogni modo, più che confrontare i prezzi, considerate innanzitutto la musica perché un album che costa poco ma che non ascolterete più perché non vi piace, è uno spreco di soldi e tempo.

Guida all’acquisto

 

La scena tedesca

Per meglio capire come scegliere un buon album dei Kreator probabilmente è opportuno un po’ di contesto. In apertura abbiamo parlato dell’esistenza di due scuole thrash: l’americana e la tedesca. Ovviamente i Kreator appartengono a quest’ultima ma è chiaro che una sola band non è sufficiente per parlare di “scena”.

Crediamo che per i nostri lettori/ascoltatori potrebbe essere utile fare una comparazione tra le band che diedero vita al movimento in Germania. Possiamo individuarne almeno tre il cui ascolto riteniamo imprescindibile per capire cosa si intende con thrash tedesco: oltre ai Kreator, sul podio ci sono i Sodom ed i Destruction. Subito dopo vengono band che pur valide non hanno raggiunto la fama delle band succitate.

Volete qualche nome? Gli Assassin sono considerati una cult band e il loro The upcoming terror merita l’ascolto. Ci sono, poi, gli alcolici Tankard che non mancano mai di ricordarci il loro amore viscerale per la birra e i poco noti ma prolifici Protector, oppure gli Exumer di Possessed by Fire. La lista di nomi potrebbe continuare ma ricordiamoci che siamo qui per parlare dei migliori album dei Kreator del 2019; dunque concentriamoci su loro.

 

Il piacere di uccidere

Non aspettatevi canzoni smielate dai Kreator, i testi sono duri, spietati ma non veniteci a dire che ispirano la violenza e chissà quali crimini. Pleasure to kill è un disco fondamentale per l’affermazione del gruppo ma anche per tante band che sarebbero arrivate dopo, soprattutto in ambito Death Metal.

È con questo disco, il secondo in ordine cronologico, che il nome dei Kreator inizia a circolare anche oltre i confini nazionali.

Mille Petrozza resta solo

I primi anni ’90 sono stati una mazzata per parecchie band metal che avevano raggiunto il successo. L’errore principale, probabilmente, è non essere rimasti fedeli a se stessi. Tra sincera voglia di sperimentare, provare cose nuove per soddisfare il proprio ego artistico e dischi scritti a tavolino con la speranza di risultare ancora interessanti a una audience che andava cambiando per motivi generazionali, c’era chi ne usciva con le ossa rotte. I Kreator non furono indenni da questo periodo di crisi e questo, inevitabilmente, favorì alcune defezioni.

Rob Fioretti pose la famiglia davanti alla band, stanco della vita on the road e con il futuro incerto, decise di “normalizzare” la sua situazione. Poco dopo anche Ventor andò via (ritornerà in seguito). Della formazione originale era rimasto il solo Mille Petrozza che però con i dischi successivi non ottenne buoni risultati di vendita, anche se alla fine i Kreator sono usciti alla grande dal loro periodo buio.

 

I migliori album dei Kreator

 

Volete sapere quale secondo noi è il miglior album dei Kreator del 2019? Allora date uno sguardo alla nostra classifica. Per ogni disco selezionato potete leggere una esauriente recensione scritta anche tenendo conto dei pareri espressi dai fan commentando l’acquisto dei CD venduti online.

Potreste fare degli affari interessanti perché le offerte non mancano come avrete modo di vedere dai nostri consigli d’acquisto.

 

Prodotti raccomandati

 

Pleasure to kill

 

I Kreator avevano già alle spalle un disco che non mancava di aver diversi punti d’interesse ma è con Pleasure to kill che emergono tutte le potenzialità del combo guidato da Mille Petrozza che si alterna al microfono con il batterista Ventor. Pleasure To Kill è quel disco che assolutamente non può mancare nel kit del perfetto thrasher ma, se non ne avete mai sentito parlare, prego… più avanti c’è un concerto di Gigi D’Alessio. Cosa c’è da aspettarsi da questo full-lenght? Velocità, brutalità e violenza sonora.

Volete conoscere le origini dell’extreme metal? Beh, Pleasure to kill è una delle tappe principali vista l’influenza che ha avuto per tanti gruppi death e black.

La versione che vi proponiamo è quella rimasterizzata e contiene tre bonus track che poi altro non è che l’EP Flag of hate pubblicato originariamente nel 1986, stesso anno di pubblicazione di Pleasure to kill. Unico aspetto (relativamente) negativo riguarda quanti preferiscono l’edizione in vinile: secondo noi c’è una eccessiva disparità di costo.

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Violent Revolution

 

Violent Revolution è un disco che arriva dopo un periodo di crisi ed è sicuramente commerciale, secondo molti critici più affezionati ai primi lavori della band, ma anche creativo. Probabilmente in pochi si aspettavano un album del genere ma Mille Petrozza è riuscito a sorprendere tutti tornando a proporre un thrash roccioso e rinvigorito.

Se mai la retta via era stata smarrita, Violent Revolution rappresenta quel filo di Arianna con il quale i Kreator escono dal labirinto dentro il quale si erano infilati.

Tutti i brani si mantengono su alti livelli ma la title track, secondo noi, è il migliore. Cosa c’è di negativo? Per qualcuno potrebbe anche essere una pignoleria, anzi, sicuramente lo è, però non comprendiamo quei 52 secondi di The Patriarch tra Il brano di apertura, Reconquering the throne, e Violent revolution. The Patriarch è un breve pezzo strumentale che avrebbe avuto senso se fosse stato messo a inizio del disco come intro ma in questo caso non fa altro che spezzare l’ascolto dell’album.

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Extreme Aggression

 

Extreme Aggression è un altro di quei dischi da ritenere fondamentali per la carriera dei Kreator. La band ha ormai raggiunto la maturità compositiva e tecnica e può ritenersi a ragione tra i leader non soltanto della scena thrash tedesca ma addirittura europea.

Attenzione perché con ciò non vogliamo dire che Extreme Aggression abbia qualcosa da invidiare a quanto nello stesso periodo usciva negli Stati Uniti.

La versione rimasterizzata che abbiamo selezionato per voi è resa ancor più succulenta da un live bonus CD registrato nel 1990, contenente ben quattordici pezzi. Anche in questo caso ci riteniamo più che soddisfatti della qualità audio ma dobbiamo segnalare l’eccessivo divario di costo tra il formato in CD e quello in vinile.

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Gods of Violence

 

Nel 2017 i Kreator escono con Gods Of Violence, un disco che non disdegna un po’ di melodia come del resto era accaduto anche per il lavoro precedente, Phantom Antichrist.

Vogliamo essere chiari, le nostre non sono accuse di commercializzazione del sound, anzi, la nostra opinione di Gods of Violence è alta; insomma, il disco ci piace e poi fin quando i Kreator continueranno a scrivere pezzi come Totalitarian Terror crediamo che i fan non si lamenteranno.

La produzione dell’album è di alto livello ma su questo punto sono anni che Mille Petrozza ci ha abituati bene. In chiusura segnaliamo ai lettori che di Gods Of Violence esiste anche un’edizione deluxe la quale comprende, oltre al CD, gli stessi pezzi incisi su vinile rosso e un Blu-ray con l’esibizione al Wacken del 2014.

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Phantom Antichrist

 

Con Phantom Antichrist i Kreator esplorano territori più melodici ma senza snaturare il sound degli ultimi lavori. Inoltre la durata media dei brani è leggermente più lunga, diciamo che si punta meno sull’impatto a vantaggio di pezzi più strutturati.

Certo in alcuni frangenti, forse, il brodo viene allungato eccessivamente come per il brano Your Heaven, My Hell; non fraintendeteci la canzone è comunque godibile come godibile è tutto il disco che potrebbe essere un manifesto di ciò che si debba aspettare dalla band per i lavori successivi.

Dopotutto il legame con il passato è tenuto ben saldo da brani come la title track. In conclusione, Phantom Antichrist è un disco più che valido e ne consigliamo l’ascolto.

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Come prepararsi per un concerto dei Kreator

 

I fan dell’heavy metal, più di chiunque altro, adorano andare ai concerti, non solo a quelli dei grossi nomi ma anche della sconosciutissima band locale che sta muovendo i primi passi nel difficile mondo della musica.

Nel caso dei Kreator non parliamo di un gruppo che da solo può richiamare folle oceaniche ma ha certamente un seguito di tutto rispetto che gli consente di girare il mondo e vivere dei proventi musicali. Noi vi suggeriamo di andare ai loro show adrenalinici e in merito vi diamo alcuni consigli.

 

 

Comprate il biglietto in anticipo

La prima regola è recarsi al luogo del concerto avendo già comprato il biglietto. È vero, i ticket dei Kreator non vanno a ruba in un paio d’ore come accade per altre band ma tenete presente che quando suonano da headliner, si esibiscono in location piccole, dunque i posti sono limitati e non è al caso di arrivare al botteghino e trovarlo chiuso dopo un lungo viaggio.

Lasciate perdere quei tizi all’esterno del posto adibito al concerto che vogliono vendervi i biglietti; innanzitutto se avete trovato il botteghino chiuso, la colpa è loro, e poi il bagarinaggio è un’attività illegale e i prezzi sono maggiorati, senza parlare di un’altra serie di sotterfugi messi in atto da questi loschi figuri.

 

Oggetti vietati

Informatevi in tempo utile su cosa non potete introdurre all’interno della location. In caso di grossi eventi dove magari i Kreator non sono la band principale, di certo vi impediranno di entrare con ombrelli, selfie stick, oggetti contundenti o comunque pericolosi come bengala e fuochi d’artificio in generale.

 

Merchandising

Via via che vi avvicinerete al luogo dell’evento incontrerete bancarelle che vendono merchandising dei Kreator; soprattutto magliette. Evitate di alimentare questo tipo di mercato poiché il materiale è di qualità scadente ma soprattutto l’attività (illegale) di questi signori danneggia la band.

I Kreator non vendono quanto i Metallica e anche il ricavato della vendita di magliette permette loro di continuare a fare musica. I veri fan queste cose le sanno e supportano il gruppo. All’interno della location troverete uno stand per comprare il merchandising originale.

 

Per un ascolto migliore

Se vi interessa ascoltare al meglio la musica che suona la band dal vivo, è bene non stare troppo vicino al palco, stando più indietro il suono arriva più chiaro e gli strumenti sono meglio distinguibili poi è ovvio, molto dipende anche dall’acustica del posto e da un buon soundcheck ma nel caso dei Kreator parliamo di professionisti che a loro volta si servono di ottimi tecnici.

 

 

Voglio pogare/non voglio pogare

Assistere a un concerto dei Kreator non è come andare al teatro per la Traviata. Tuttavia c’è chi pur non pretendendo il posto in prima fila, vuole godersi il concerto in tutta tranquillità.

Qual è il problema per queste persone? Il pogo, il mosh, lo stage diving ecc. Tutto ciò si verifica soprattutto tra le prime fila che nel caso di grossi eventi può vedervi partecipare centinaia di persone. Per i fan più tranquilli suggeriamo di sistemarsi più indietro rispetto al palco.

 

 

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