Il miglior album dei Megadeth

Ultimo aggiornamento: 25.04.19

 

Album dei Megadeth – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

I Megadeth sono una delle band più note in ambito thrash. Leader indiscusso è il chitarrista e cantante Dave Mustaine che formò il gruppo nel 1983, dopo essere uscito dai Metallica in seguito a contrasti insanabili con Lars Ulrich e James Hetfield. Al suo fianco è riuscito a restare il solo David Ellefson, esclusa una parentesi durata 5 anni di assenza. Ebbene sì, a un certo punto Mustaine è riuscito a litigare anche con lui. La band è parte del Big Four dunque impensabile non dedicare loro una guida sui migliori album dei Megadeth del 2019. Spariamo subito due titoli per dare modo ai fan e ai potenziali tali di fare una comparazione: Rust in Peace è ritenuto all’unanimità il miglior lavoro della band mentre Peace Sells… But Who’s Buying? contiene grandi classici come la title track e Wake Up Dead.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior album dei Megadeth

 

Sebbene i Megadeth non abbiano mai avuto una formazione stabile, con continui e a volte anche clamorosi cambi, ciò ha avuto una incidenza relativa sul sound della band, considerato che non sono una democrazia e che l’ultima parola spetta sempre al rosso-crinito singer. Eppure c’è una formazione che probabilmente è quella preferita dai fan o quantomeno da chi segue il gruppo da anni.

Questa, oltre alla quasi indissolubile coppia Mustaine/Ellefson, prevedeva Nick Menza alla batteria, già tecnico del suono di Chuck Behler di cui prese il posto, e Marty Friedman, proveniente dai Cacophony, progetto che condivideva con il tanto talentuoso quanto sfortunato Jason Becker. Pertanto, se volete sapere quale album dei Megadeth comprare, cominciate da quanto registrato con questa formazione che, è bene ricordarlo, solo per un soffio non si è riunita prima della registrazione di Dystopia. Una reunion che comunque anche se fosse andata in porto, sarebbe durata poco vista la prematura morte di Nick Menza.

 

 

Guida all’acquisto

 

La qualità audio

Ma come scegliere un buon album dei Megadeth? La qualità compositiva è certamente importante, poi è anche una questione di gusti. Ci sono però dei criteri da tenere a mente, soprattutto quando si comprano i primi album pubblicati, spesso quando i CD neanche esistevano.

Quella delle ristampe è sempre una questione spinosa. Capita che determinati titoli non siano più disponibili, oppure necessitano di essere messi su nuovi supporti, pensiamo proprio ai CD. Accade che quando i master sono troppo vecchi, la qualità è deteriorata e dunque il suono può essere poco soddisfacente e, se siete audiofili con un impianto stereo come si deve, ve ne accorgete.

Dunque, prima di comprare un album, verificate se c’è anche la disponibilità di una riedizione rimasterizzata, piuttosto che la semplice incisione dal master senza neanche un lavoro di “pulizia”. Anche se il prezzo dovesse essere maggiore, ne vale la pena.

 

 

Anche il packaging è importante

Quando comprate un disco, è giusto che abbiate tra le mani un prodotto completo, ve lo meritate anche perché voi state pagando a differenza di chi scarica a sbafo. Vediamo, dunque, cosa deve caratterizzare la confezione. Innanzitutto una copertina ben realizzata. Poi un libretto ricco che deve contenere i testi, perché chi ascolta musica vuole anche leggere le parole mentre lo fa, e una serie di foto. Elementi del genere, se presenti, indicano che il fan è stato preso in considerazione.

 

I migliori album dei Megadeth

 

Abbiamo osservato come non manchino le offerte interessanti per i dischi dei Megadeth. Per questo abbiamo selezionato per voi una manciata di titoli che riteniamo essere degni di ascolto. Attenzione, quelli esclusi dai nostri consigli d’acquisto non sono stati bocciati, almeno non tutti.

Una classifica vi suggerirà quelli che sono i lavori che, a nostro giudizio, meritano la priorità nell’acquisto. Per rendere tutto ancora più chiaro, abbiamo scritto una recensione per ogni album disponibile sul mercato. Leggete quanto segue e confrontate i prezzi tra i titoli più venduti online.

 

Prodotti raccomandati

 

Rust in Peace

 

Rust in Peace è il miglior album dei Megadeth, a nostro avviso rappresenta l’apice raggiunto da Dave Mustaine accompagnato dalla formazione che tutti i fan avrebbero voluto rivedere insieme, ovvero, Ellefson, Friedman e Menza. Il 99% dei brani sono stati composti da Mustaine che evidentemente si trovava in piena grazia creativa.

È un album di denuncia con testi impegnati, vedi Holy wars… The punishment Due oppure Hangar 18 (c’è chi ritiene che lì si trovi l’extraterrestre precipitato a Roswell) in cui, più che parlare degli alieni, si muove una feroce critica ai segreti militari. Ma è anche un disco intimista come dimostra Poison Was The Cure ispirata dalla dipendenza dalle droghe che per anni ha avuto Mustaine.

La versione che vi proponiamo noi è un vinile in edizione limitata; mancano le bonus track che invece trovate sull’edizione rimasterizzata del 2004.

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Peace Sells… But Who’s Buying?

 

Secondo disco per i Megadeth, che precede un doppio cambio di formazione poiché il terzo album non vedrà la partecipazione del batterista Gar Samuelson e di Chris Poland alla chitarra. Rispetto al debut album, Peace Sells… But Who’s Buying? si caratterizza per un sound più pulito e una maggiore perizia tecnica. Anche in questo caso i brani sono tutti figli di Dave Mustaine se escludiamo la cover I Ain’t Superstitious.

Molti i pezzi degni di nota ma ci limitiamo a citare due classici come la title track e Wake up dead. In questa versione manca il bonus CD con una serie di brani registrati dal vivo, presente invece nell’edizione per il 25esimo anniversario dall’uscita del disco.

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Dystopia

 

Dystopia è un album che ha raccolto i consensi tanto della critica quanto del pubblico, uscito dopo un paio di lavori che avevano deluso non poche persone. Dave Mustaine cambia ancora: lasciano il chitarrista Chris Broderick e il batterista Shawn Drover. Dai Lamb of God arriva in prestito Chris Adler dietro le pelli mentre alla chitarra c’è il brasiliano Kiko Loureiro che fino ad allora aveva militato nei power metallers Angra.

Il lavoro svolto dai due nuovi membri è eccellente ma i fan non possono nascondere la delusione per la mancata reunion con Menza e Friedman. È mancato davvero poco per tramutare in realtà il sogno di tanti appassionati della band. La cosa più evidente è un nuovo indurimento del suono rispetto agli ultimi lavori. I pezzi, inoltre, sono molto tecnici, in pieno stile Megadeth.

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Countdown to extinction

 

Countdown to extinction è uno degli album più venduti dei Megadeth. Ciò è probabilmente dovuto anche a brani decisamente meno thrash e con più melodia. Ma analizziamo un attimo il contesto. Siamo nel 1992, circa un anno prima è uscito il Black Album dei Metallica, più melodico, più lento ma senza rinunciare alla pesantezza del suono.

Intanto il Grunge impazza e questo porta in crisi più di una band. Dunque, questo disco, secondo noi, è almeno in parte frutto di determinati calcoli: il mercato discografico è cambiato o sta cambiando e i Megadeth non vogliono restare tagliati fuori, con buona pace dei fan della prima ora che chiedevano a gran voce un altro Rust in Peace, uscito appena due anni prima. In termini di vendite la scelta ha certamente premiato Mustaine e la band ha acquisito parecchi nuovi e giovani fan.

Nel complesso, senza pregiudizi, il disco si ascolta con piacere, anche se un brano come Sweating Bullets meritava di essere tenuto ben nascosto per quanto è brutto e invece la band non manca nemmeno di proporlo dal vivo.

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Youthanasia

 

Inizialmente l’album doveva chiamarsi Euthanasia ma pressioni arrivate da più parti, vista la delicatezza del tema, costrinsero Mustaine a modificare la decisione iniziale con un gioco di parole. Youthanasia dimostra che Countdown to extinction non era una parentesi ma aveva tracciato il percorso musicale che la band era intenzionata a seguire. Dunque da questo lavoro aspettatevi buone dosi di melodia.

Reckoning day, Train of consequence e A tout le monde (brano in inglese con il solo ritornello in francese e che nelle idee iniziali di Mustaine doveva essere cantato in altre lingue, tra queste l’italiano, ma l’idea fu abbandonata poiché i risultati non erano convincenti) diventano tre hit. Questo disco non raggiunse le strepitose vendite del suo predecessore ma i risultati furono comunque ottimi.

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