Il miglior album dei Metallica

Ultimo aggiornamento: 25.11.20

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Album dei Metallica – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2020

 

Nessuno può negare l’importanza che hanno avuto i Metallica nel forgiare un genere musicale come il thrash. Certo, nel corso della loro lunghissima carriera ci sono stati dei passi falsi, in alcuni casi anche clamorosi, ma nonostante ciò, la metal band americana è rimasta ai vertici della musica mondiale riuscendo a farsi apprezzare anche da chi non è particolarmente amante delle sonorità dure. Non è detto che ciò sia necessariamente un bene, anzi, tanti fan della vecchia guardia ci sono rimasti male, accusando senza mezzi termini i membri del gruppo di tradimento. Una cosa però è certa: i concerti dei Metallica sono sempre coinvolgenti. E visto che i Four Horsemen hanno tantissimi fan anche in Italia, non potevamo esimerci dallo scrivere una guida sui migliori album dei metallica del 2020. Vi proponiamo subito due titoli tra i quali vi invitiamo a fare una comparazione: Master of puppets e Kill’em all, due dischi che contengono brani molto famosi e che piaceranno ai fan delle sonorità più dure.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior album dei Metallica del 2020

 

Quando una band ha tanti dischi all’attivo come in questo caso, decidere quale album dei Metallica comprare è cosa tutt’altro che semplice. Probabilmente sarebbe più facile scegliere quale non comprare. Tuttavia in gioco entra un elemento soggettivo come il gusto personale davanti al quale bisogna alzare le mani. Pensate che alcuni degli album più odiati dai fan, o meglio, da una parte di essi, sono anche quelli più amati. Questo perché i Metallica non hanno mai cercato di ripetere sempre la stessa musica e in alcuni casi si sono allontanati parecchio da quanto fatto in passato.

 

 

Guida all’acquisto

 

Le tre decadi

Una piccola indicazione su come scegliere un buon album dei Metallica, possiamo darvela. Se preferite i Metallica più metallari, allora lanciatevi a capofitto sulla discografia degli anni ’80. Se invece preferite cose energiche ma comunque più melodiche, concentratevi su quanto pubblicato negli anni ’90. Restano gli anni 2000. Beh, in questo caso troviamo una band che cerca, almeno in parte di ristabilire i legami con il passato senza però raggiungere i picchi compositivi degli anni ’80. Sono brutti lavori? No, almeno non tutti, anzi, possiamo anche dire di aver finalmente visto una dannata luce in fondo al tunnel.

 

I bassisti dei Metallica

Crediamo che un paragrafo sui bassisti che si sono avvicendati nei Metallica, purtroppo anche per cause tragiche, sia doveroso poiché, se escludiamo questo ruolo, dal primo album pubblicato la formazione è sempre rimasta la stessa. È interessante notare come i Metallica non abbiano mai cercato un bassista clone dell’altro. Iniziamo dall’indimenticabile Cliff Burton, morto tragicamente in un incidente stradale che coinvolse tutta la band a Ljungby (Svezia) nel 1986 mentre i Metallica erano impegnati nel tour a supporto di Master of puppets. Burton aveva un modo molto personale di suonare il basso.

 

 

Guardarlo dal vivo era uno spettacolo unico. Se volete ascoltarlo, prendete i primi tre album della band. Il posto di Burton fu preso da Jason Newsted che probabilmente non si è mai integrato completamente con il resto del gruppo. Non diede un grande apporto compositivo, ha certamente aggiunto qualcosa a livello di prestazioni del vivo con le backing vocals rendendo ancor più aggressivi brani come Creeping Death. I Metallica non presero bene la decisione di Newsted di avviare un side project e questo probabilmente fu la goccia che fece traboccare il vaso, portando alla separazione tra il bassista e il resto della band.

Per sostituire Newsted fu scelto Robert Trujillo, uno che di gavetta ne ha fatta tanta, per anni ha suonato nei Suicidal Tendencies e, inoltre, aveva fatto un ottimo lavoro con Ozzy Osbourne. Trujillo non fece in tempo a registrare St. Anger, pubblicato nel 2008, dunque il suo primo album con i metallica fu Death Magnetic.

 

I migliori album dei Metallica del 2020

 

Abbiamo stilato una sorta di classifica per il miglior album dei Metallica. Chiaramente non tutti saranno d’accordo e ci dispiace lasciare alcuni titoli fuori, anche se hanno venduto molto bene sul mercato. Per ogni lavoro selezionato abbiamo scritto una recensione che potrà aiutarvi a capire cosa aspettarvi dal disco in questione. Leggetele e confrontate i prezzi tra i vari lavori.

 

Prodotti raccomandati

 

Master of puppets

 

I nostri consigli d’acquisto non potevano non iniziare con Master of puppets, uno degli album più venduti e uno dei lavori simbolo della band, sicuramente tra i più amati, almeno per quanto riguarda i fan dell’epoca più thrash del gruppo. L’album in questione è una ristampa.

Parliamo di un disco storico a tutti gli effetti, tanto è vero che dal 2016 fa parte del National Recording Registry degli USA. Tale riconoscimento è stato conferito per il suo valore culturale e storico. Sono diversi i brani degni di nota, a cominciare dalla micidiale opener Battery senza dimenticare la title track.

A differenza dell’edizione Deluxe pubblicata per il trentennale del disco, non ci sono bonus track o delle foto inedite. La qualità audio, inoltre, non ha particolarmente soddisfatto i più esigenti.

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Kill’em all 

 

Riservare il podio al debut album a Kill’em all è scelta obbligata. È un disco fondamentale. La musica dei Metallica è piuttosto grezza, si sentono le influenze di band più tipicamente heavy metal. Tutti i pezzi sono suonati a velocità sostenuta. Nella tracklist troviamo brani che la band ama riproporre ancora oggi dal vivo come The Four Horsemen e Seek & Destroy.

Ma non da meno sono canzoni come Whiplash che quando trova spazio nella setlist non lascia prigionieri mentre in Pulling Teeth si può ascoltare tutta la maestria del compianto Cliff Burton. James Hetfield ha ancora una voce poco potente, sicuramente graffiante ma in futuro dimostrerà di saper fare di meglio. Davvero poco altro da ridire su questo titolo sennonché l’artwork sia poco curato ma forse per una band all’esordio, per giunta nel 1983, ci può anche stare.

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…And justice for all

 

Questo è un altro album fondamentale dei Metallica. Due le grosse novità: al basso troviamo Jason Newsted che ha preso il posto del defunto Burton, inoltre la struttura dei pezzi è tutta nuova, visto che presentano degli arrangiamenti mai visti prima. La durata media dei brani è piuttosto lunga, non si scende mai sotto i 5 minuti.

L’apertura è affidata alla travolgente Blackened, la classica mazzata sui denti che dal vivo fa sfracelli. Ma una menzione la meritano, ovviamente, la title track e One, immancabile nella setlist della band. Peccato che il disco sia stato rovinato da una produzione non all’altezza della situazione. Il basso, in particolare, non si sente.

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Metallica 

 

Se i Beatles hanno il White album, i Metallica hanno il Black Album. Questo è uno dei titoli più venduti online. È un disco spartiacque che fa dei Metallica una band pop, non nel senso che adesso propongono musica leggera ma che li rende oltremodo popolari.

Con questo disco la band travalica i confini del circuito Heavy Metal per approdare a quello mainstream. Inutile negare che hit come Nothing else matters abbiano avuto un ruolo determinante ma anche la più “pesante” Enter Sandman ha saputo portare alla band nuovi fan, complice l’heavy rotation su MTV e non solo. I Metallica hanno rallentato, è vero ma non si può dire che, salvo un paio di episodi, pensiamo a The Unforgiven oltre alla già citata Nothing else matters, si siano alleggeriti. Tuttavia questo è un disco che ha fatto nascere un certo malumore nei fan della prima ora.

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Hardwired… To self-destruct

 

Con questo album pubblicato nel 2016 si avverte un certo intento dei Metallica nel voler recuperare lo spirito di un tempo, quello precedente al Black Album. I risultati non sono all’altezza di dischi come Master of puppets ma si tratta comunque di un buon album ed è probabilmente quanto di meglio proposto dai Metallica negli anni 2000.

Sia chiaro, fatichiamo a trovare un brano che possa diventare un classico ma l’ascolto è comunque gradevole. Inoltre si sente che è un disco sincero. La produzione è buona, la copertina, invece, abbastanza brutta e oltretutto, nell’idea, incredibilmente simile a quella utilizzata dai Crowbar per l’album Odd fellows rest.

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Curiosità sui Metallica

 

Nell’ambito metal nessuna altra band è tanto odiata quanto amata come i Metallica. Ma come spesso si sa, l’odio manifestato è conseguenza di un amore tradito. I fan della prima ora si sono sentiti ingannati dalla piega musicale presa dalla band dopo il Black Album, anzi, i malumori sono iniziati proprio con quel disco che ha permesso a James Hetfield e soci di conquistare numerosi nuovi fan anche estranei al circuito heavy metal. Vediamo alcune curiosità che riguardano i Four Horsemen.

 

 

Dave Mustaine ha suonato con i Metallica

Prima di mettere in piedi i Megadeth, una delle più influenti e importanti thrash band, Dave Mustaine ha militato nei Metallica tra il 1981 e il 1983.

 

Il primo bassista dei Metallica

Non fu Cliff Burton il primo bassista dei Metallica, come molti pensano, ma Ron McGovney che era un amico di scuola di James Hetfield. I pessimi rapporti con Dave Mustaine lo spinsero a lasciare la band dopo circa un anno dalla sua formazione.

 

Un grave incidente stradale

Il 27 settembre 1986 i Metallica furono coinvolti in un grave incidente stradale a Ljungby, Svezia. Il bassista Cliff Burton perse la vita.

 

James Hetfield a fuoco

Poteva finire molto male il concerto tenuto dai Metallica allo Stadio Olimpico di Montreal. Durante l’esecuzione di Fade to black gli effetti pirotecnici provocarono ustioni di secondo e terzo grado al braccio e al volto del cantante e chitarrista che, ovviamente, costrinsero la band a concludere anticipatamente lo show.

 

James Hetfield e il cinema

James Hetfield ha intrapreso anche la carriera di attore. Ha partecipato al film ispirato al serial killer Ted Bundy, dal titolo “Extremely Wicked, Shockingly Evil, And Vile”. Il musicista ricopre il ruolo dell’agente Bob Howard.

 

La diatriba con Kip Winger

Nel video di Nothing else matters si vede Lars Ulrich giocare a freccette usando come bersaglio un poster di Kip Winger, leader dell’omonima band. La cosa, ovviamente diede molto fastidio al musicista che, oltretutto, ha sempre denigrato le capacità tecniche dei Metallica, in particolare quelle del chitarrista Kirk Hammett.

 

 

Lulu

Lulu è il disco di Lou Reed registrato insieme ai Metallica. L’idea della collaborazione nacque in occasione del venticinquesimo anniversario della Rock and Roll Hall Fame. Lulu è anche l’ultimo disco inciso da Reed prima della sua morte.

 

 

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