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Il miglior libro di Elena Ferrante

Ultimo aggiornamento: 23.09.19

 

Libri di Elena Ferrante – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Se state leggendo questo articolo, probabilmente è perché siete indecisi su quale libro di Elena Ferrante comprare. Ebbene, i nostri consigli d’acquisto vi guideranno nella ricerca attraverso un’attenta comparazione dei titoli più venduti e apprezzati del web. Tra le migliori offerte che siamo riusciti a scovare sullo store online vi segnaliamo queste due in particolare: L’amica geniale: volume primo e Storia del nuovo cognome. Il primo, come si può ben dedurre dall’intestazione, apre la sequela di romanzi dedicata alle avventure di Elena e Raffaella, due bambine nate e cresciute in un quartiere della periferia di Napoli, e dai cui trae ispirazione l’omonima serie televisiva italo-statunitense prodotta e diretta da Saverio Costanzo. Il secondo, sempre improntato sul medesimo filone letterario, è stato giudicato dalla maggior parte dei lettori ancora più avvincente e toccante del prequel, in quanto scritto con grande cura e attenzione utilizzando un modello narrativo semplice e a tratti inconsueto.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior libro di Elena Ferrante

 

 

Guida all’acquisto

 

Un’autrice avvolta nel mistero

Elena Ferrante è una scrittrice italiana che fin dalla pubblicazione del suo primo romanzo “L’amore molesto” nel 1992, ha preferito restare nell’anonimato firmando i suoi libri con uno pseudonimo.  

La scelta di non svelare la propria identità è legata sia al desiderio di tutelare la propria vita privata sia all’idea che un libro non necessita di uno scrittore per riuscire a vivere nel cuore e nella mente dei lettori, quanto piuttosto il vigore della trama che contiene.

Sono davvero tante le teorie relative alla sua vera identità, come quelle di Anita Raja, o ancora di Marcella Marmo, fino a quelle che ipotizzano che la mano nascosta dietro la scrittura sia addirittura maschile, ma nessuna di queste è stata mai confermata.

Si tratta, dunque, di un’autrice senza volto la cui identità misteriosa, pur diventando un vero e proprio caso mediatico, non le ha impedito di incassare un notevole plauso della critica e del pubblico, tanto da essere inserita nel 2016 nella classifica delle cento persone più influenti al mondo stilata dal settimanale Time.

 

Le opere

Elena Ferrante deve molto del suo successo letterario mondiale alla serie di romanzi “L’amica geniale”, pubblicata in Italia dalla casa editrice E/O a partire dal 2011, in cui viene narrata una profonda storia di amicizia tra due ragazze nate nella periferia di Napoli, che resteranno legate dall’infanzia fino alla vecchiaia.

Il primo esordio narrativo dell’autrice, però, risale precisamente al 1992 con l’uscita del romanzo “L’amore molesto”, che la fece salire sul podio delle scrittrici più promettenti della letteratura italiana.

Divenne, poi, sempre più amata e stimata dalla critica e dai lettori grazie ai romanzi “I giorni dell’abbandono”, edito nel 2002, e “La figlia oscura” pubblicato nel 2006.

La bibliografia della misteriosa autrice non lascia molti margini di dubbio sulla sua progressiva ascesa all’apogeo del panorama letterario mondiale, e il notevole successo dello sceneggiato Rai “L’amica geniale” ne è un’ulteriore conferma.

 

 

Lo stile letterario

Sebbene l’identità della scrittrice rimanga un segreto, è indubbio che tutti i suoi romanzi siano, oltre che profondi e densi di emozioni, anche scritti con un filo conduttore chiaro, coerente e fluido.

Ciò che caratterizza lo stile letterario di Elena Ferrante è il modo semplice e schietto con cui riesce a fornire al pubblico diversi spunti di riflessione su tematiche molto articolate, pur conservando una tecnica di scrittura piuttosto personale.

Sicuramente il successo mondiale della scrittrice partenopea fa ben sperare sulle sorti della letteratura italiana contemporanea, proponendo dei modelli culturali, e non solo mediatici, capaci di coinvolgere i lettori anziché assecondarli al solo scopo di fare fortuna.

 

I migliori libri di Elena Ferrante 

 

Dopo avervi spiegato per sommi capi come scegliere un buon libro di Elena Ferrante, abbiamo selezionato cinque titoli, tra tutti quelli venduti online, che ben rappresentano lo stile particolare e innovativo della scrittrice.

 

Prodotti raccomandati

 

L’amica geniale: volume primo

 

Al vertice della nostra classifica dei migliori libri di Elena Ferrante del 2019 non poteva mancare il primo romanzo della serie “L’amica geniale” che ci trasporta nell’infanzia e nell’adolescenza di Lenù e Lila, due ragazze, nate in un rione della periferia di Napoli, legate da una forte amicizia.

Secondo la critica, il libro rientra tra i capolavori della letteratura italiana di genere in quanto basato su uno stile di scrittura semplice e diretto, capace di lasciare il segno pur trattando un argomento ridondante di tronfia verbosità.

La scrittrice dà il meglio di sé soprattutto nella prima parte del racconto, con una percezione della vita in un’ottica puramente infantile, per poi adattare il prosieguo alla crescita, anagrafica e interiore, delle due protagoniste.

Ciò che emerge con forte vigore è sicuramente la sfrontatezza e il coraggio delle due amiche nel ribellarsi alle regole e agli stereotipi radicati nel contesto in cui vivono, cercando al contempo di gestire una serie di intrecci sentimentali che contribuiscono a dare maggiore enfasi alla trama, rendendola meno banale.

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Storia del nuovo cognome

 

Visto che siamo partiti con il primo racconto della serie “L’amica geniale”, ci sembrava giusto proseguire la nostra ricerca del miglior libro di Elena Ferrante con “Storia del nuovo cognome”, pubblicato in Italia nel 2012 dalla casa editrice E/O.

La storia riprende esattamente da dove si era interrotta nel primo libro, ossia dal matrimonio di Lila, per ritrovare due amiche ormai adolescenti.

Nel racconto emergono con forza le profonde differenze caratteriali delle protagoniste: Lila è una ragazza pacata e giudiziosa intenta a proseguire, con non poche difficoltà, gli studi liceali, mentre Lenù, intrappolata in un matrimonio di interesse che non la rende felice, viene dipinta come una giovane donna sfrontata, capricciosa e spesso anche violenta.

Sebbene ora i ruoli si siano invertiti, considerato che Lenù non è più la povera ragazza costretta a interrompere gli studi per motivi economici bensì la moglie di un ricco commerciante, le due continuano a coltivare la loro amicizia nata in tenera età, ma scandita stavolta da una serie di sentimenti contrastanti che spesso si trasformano in rivalità.

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Storia di chi fugge e di chi resta

 

Dopo “L’amica geniale” e “Storia del nuovo cognome”, Elena Ferrante continua a raccontare la storia di Lenù e Lila, ormai diventate due donne adulte, nel romanzo “Storia di chi fugge e di chi resta”, pubblicato nel 2013 sempre da E/O.

È chiaro, dunque, che si tratta del naturale prosieguo di una storia di amicizia cominciata negli anni ‘50 in un rione della periferia di Napoli, dove non mancano povertà, criminalità e degrado.

A differenza dei romanzi che l’hanno preceduto, “Storia di chi fugge e di chi resta”, pur essendo incentrato sul legame profondo e complesso delle due protagoniste, lascia ampio spazio anche alla prospettiva politica e sociale del contesto italiano tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70, che a tratti sembra anche prendere il sopravvento sulle vicende dei personaggi.

Tuttavia, il clima di cambiamento su cui poggia la trama, non impedisce al lettore di continuare a scavare nella sfera emotiva di Elena (Lenù) e Raffaella (Lila), che, ciascuna a modo suo, ritraggono le due facciate contrastanti dell’universo femminile.

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Storia della bambina perduta

 

Se, in genere, vale il detto “non c’è due senza tre”, per Elena Ferrante la regola è “non c’è tre senza quattro”.

“Storia della bambina perduta” è, infatti, il quarto e ultimo romanzo della serie “L’amica geniale” che chiude la saga letteraria di Lenù e Lila, offrendo ai lettori un epilogo di una certa originalità malgrado la sua natura defalcata e prevedibile.

Nel racconto non è difficile riscontrare l’abilità della scrittrice nel dipingere in modo dettagliato e preciso fatti e personaggi, descrivendoli in maniera così completa da coinvolgere il lettore nel profondo, fino a indurlo alla riflessione sulle tribolazioni che accompagnano l’esistenza umana.

La scelta prosastica è assolutamente coerente con l’andamento dell’intera opera letteraria e in ogni pagina del libro traspira l’uso di un linguaggio sempre più fluido e diretto, soprattutto nella parte conclusiva del racconto, dove viene esaltato il bisogno d’affetto e di perdono al di là dei rancori e degli stereotipi sociali.

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I giorni dell’abbandono

 

Dopo aver affascinato Mario Martone, che trasformò il suo primo romanzo “Amore molesto” in uno stupendo lungometraggio cinematografico presentato al 48° Festival di Cannes, Elena Ferrante delizia i suoi lettori con un altro racconto di grande spessore letterario: “I giorni dell’abbandono”, da cui trae ispirazione un’altra pellicola firmata stavolta da Roberto Faenza.

La storia vede una donna giovane e flemmatica in balia di una tormentata crisi interiore causata dall’improvviso abbandono del marito. Rimasta sola con i suoi due figli, Olga dovrà fare i conti con la disperazione legata agli eventi presenti e al ritorno dei fantasmi del passato, che la trascineranno in un baratro di depressione e angoscia che alla fine l’aiuterà a scoprire la sua vera identità emotiva, evidenziando la tenacia e la caparbietà di una donna che mostra un sempre più forte attaccamento alla vita.

Un libro scritto con grande cura e dedizione per raccontare il percorso doloroso intrapreso dalla protagonista per cercare di ricomporre i pezzi di un’esistenza distrutta dagli eventi, ritrovando alla fine la giusta collocazione delle cose.

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