I 5 Migliori Sacchetti Biodegradabili del 2020

Ultimo aggiornamento: 30.09.20

 

Sacchetto Biodegradabile – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni

 

L’utilizzo di sacchetti biodegradabili non sarebbe solo la migliore scelta ecologica da fare, ma è ormai diventato obbligatorio per la differenziazione dei rifiuti umidi. In commercio esistono molte tipologie di sacchetti biodegradabili ma non sono tutte uguali: si differenziano in base al prezzo, alle dimensioni e allo spessore. Per agevolarvi il compito e procedere con un acquisto sicuro, abbiamo selezionato per voi cinque tra i migliori prodotti presenti sul mercato online, classificandoli in base alle caratteristiche e alle opinioni degli utenti che li hanno utilizzati. Prenderemo in considerazione sacchi per l’umido dotati di manici, come Palucart scatolo 500 shopper biodegradabili compostabili a norma 2018, perfetti per l’utilizzo nelle pattumiere da cucina. Green Maker 150 Sacchetti 6L 8L 10L Rifiuti Alimentari Amido di Mais, invece, è un prodotto dall’utilizzo più prettamente orientato verso la produzione di compost domestico. Proseguite nella lettura di questo articolo per conoscere meglio i dettagli di questi utili e indispensabili accessori da cucina

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior sacchetto biodegradabile

 

Questa guida vi aiuterà nella scelta dei sacchetti biodegradabili, analizzando le caratteristiche più importanti. Il nostro scopo è quello di semplificarvi la vita durante valutazione dei prodotti più adatti alle vostre esigenze. Inoltre, continuando a leggere il nostro articolo, troverete i cinque migliori secondo i pareri e le recensioni degli acquirenti.

Biodegradabile e Compostabile

Forse non tutti sanno che, secondo una normativa emanata dall’UNI e chiamata UNI EN 13432/2002, i sacchetti destinati a contenere rifiuti umidi devono essere compostabili oltre che biodegradabili.

L’UNI, l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione, si occupa di regolarizzare ed emettere ordinamenti sia a livello nazionale, sia internazionale, riguardo la distribuzione e fabbricazione di prodotti di tutti dei settori industriali esistenti.

I sacchetti, per essere definiti a norma di legge, devono attenersi a degli standard qualitativi precisi. La dicitura compostabile e biodegradabile sta a indicare che il sacco debba dissolversi a contatto con il cibo in un massimo di tre mesi e degradarsi e trasformarsi in anidride carbonica entro nove mesi.

L’obbligo dell’utilizzo dei sacchetti compostabili è previsto per evitarne l’incenerimento, quindi diminuire la produzione e la diffusione di sostanze tossiche potenzialmente cancerogene nell’aria, come per esempio la diossina.

Il compostaggio dei rifiuti dà loro una nuova vita come fertilizzante, utilizzabile nel settore dell’agricoltura biologica.

 

Dimensioni

In base a dove andrete a riporre il sacchetto e al numero di persone di cui è composto il vostro nucleo familiare, sceglierete le dimensioni del prodotto più opportuno alle necessità di tutta la famiglia.

Ovviamente, se avete dei bambini saprete certamente che producono una grande quantità di scarti umidi, facendo orientare la vostra scelta su un sacco di dimensioni più grandi, rispetto a quelle che potrebbe scegliere di utilizzare una coppia senza figli.

Se avete a disposizione un terrazzo o un giardino, potreste avere anche la possibilità di produrre compost in modo autonomo per fertilizzare le piante, che le renderà senza dubbio più in salute.

Le dimensioni di un sacchetto per umido di solito variano tra i 5 L e i 12 L, perfetti per essere inseriti all’interno delle pattumiere adibite alla raccolta porta a porta, fornite dal proprio comune di residenza, o dei normali secchi da inserire nel mobile della cucina.

Qualità e scadenza

Quando si sceglie un prodotto, oltre al prezzo, ciò che va valutato prima dell’acquisto è la qualità dello stesso. Una confezione di sacchi biodegradabili qualitativamente eccellente, deve innanzitutto presentare la dicitura “compostabile e biodegradabile”, riportare il numero con cui è identificata la legge emanata dall’associazione UNI e avere stampato il simbolo dell’ente riconosciuto da quest’ultima.

In mancanza di uno di questi tre elementi, non è possibile definire quel prodotto a norma e sarebbe preferibile non acquistarlo. Ultima caratteristica, ma non meno importante, da prendere in considerazione, è la data di inizio del deterioramento. 

Essendo composti di materiale organico deperibile in meno di un anno, anche i sacchetti hanno una loro scadenza. Quindi, per evitare di trovarsi di fronte a oggetti che si sfaldano dopo pochi giorni, è consigliabile controllare la data presente sul fondo della confezione.

 

I 5 Migliori Sacchetti Biodegradabili – Classifica 2020

 

Sperando di agevolarvi nella scelta, ecco qui cinque tra i prodotti che reputiamo possano essere i migliori sul mercato.

 

1. Palucart scatolo 500 Shopper Biodegradabili Compostabili a Norma 2018

Principale vantaggio

Palucart ci propone una confezione di 500 sacchetti con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Il vantaggio è poterli utilizzare sia per il trasporto della spesa, sia come normali sacchetti da inserire nei cestini presenti in casa.

 

Principale svantaggio

Non sono abbastanza resistenti da poter essere sollevati facilmente da terra, senza il rischio di rompersi, se all’interno sono stati inseriti rifiuti molto pesanti.

 

Verdetto: 9.8/10

Tutto sommato, anche se il prezzo è un po’ elevato, resta uno dei migliori prodotti venduti online, fabbricati con i manici e aventi una capienza accettabile.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Un brand che assicura qualità

Palucart, è un’azienda italiana nata nel 2009 e con sede a Mercato San Severino, in provincia di Salerno. È un’impresa che si occupa principalmente della vendita all’ingrosso e della distribuzione di prodotti per i ristoranti, i supermercati, gli esercizi alimentari e per i commercianti in generale. 

Inoltre, dedica una categoria di prodotti anche per uso privato, in particolare articoli per la pulizia della casa e detersivi. Vanta una grande sezione di vendita riservata a oggetti biodegradabili e rispettosi della natura, come per esempio piatti e posate usa e getta, in materiale interamente riciclabile, oppure altri in materiale compostabile.

Per questi ultimi, si avvale di prodotti conformi alla normativa europea UNI EN 13432-2002.

In questo caso, ci offre la possibilità di acquistare un prodotto per la pulizia della casa e per il riciclaggio dei rifiuti. Si tratta di shopper in materiale biodegradabile adatti sia alla spesa, sia alla raccolta differenziata, in particolare i rifiuti umidi.

Forma

Questi shopper Palucart hanno una forma rettangolare, specificatamente di 27 cm di lunghezza e 50 cm di larghezza. Hanno il vantaggio, rispetto a prodotti simili di altri brand in circolazione, di avere a disposizione due manici da 7 cm l’uno. 

Questa caratteristica non è così scontata, se si prende in considerazione che sul mercato non sempre è possibile acquistare sacchetti per l’umido con l’impugnatura. In questo caso, la presenza dei manici rende il prodotto più versatile e dà la possibilità di adoperarlo anche per trasportare la spesa a casa. 

Essendo un sacchetto in plastica leggera, potete ripiegarlo e inserirlo all’interno della borsa senza occupare molto spazio: ciò vi eviterà di acquistare ulteriori sacchetti alla cassa del supermercato.

Dopo averlo utilizzato per la spesa, potrete inserire il sacchetto all’interno delle comuni pattumiere da cucina oppure in quelle fornite dal comune per la raccolta dell’umido. La loro elasticità e grandezza consente tranquillamente l’inserimento senza il rischio di strappi.

Questo prodotto si classifica come uno dei migliori sacchetti biodegradabili della nostra graduatoria.

 

Materiale

Come accennavamo, Palucart distribuisce prodotti in regola con la normativa UNI EN 13432-2002, anche per quanto riguarda l’aggiornamento del 1 gennaio 2018. Gli shopper in questione riportano, su uno dei due lati, il numero della normativa, il logo dell’ente riconosciuto da Assobioplastiche, la dicitura “biodegradabile e compostabile” e, infine, il marchio Mater-b.

Questo sta a indicare un tipo di materiale bioplastico: della sua fabbricazione se ne occupa una famosa azienda italiana, Novamort. Si tratta di un materiale biodegradabile e compostabile, che inizia la sua storia nel 1990. Col passare degli anni e l’entrata in vigore delle leggi contro l’inquinamento, la realizzazione e vendita di questa tipologia di sacchetti è divenuta obbligatoria. 

Il processo di produzione del Mater-b nasce dall’elaborazione di un materiale cristallino, uno zucchero, chiamato amilosio ed estratto dall’amido di mais, e prosegue con l’aggiunta di glucosio, proveniente sempre dallo stesso tipo di amido. 

Insieme questi due elementi formano una particolare struttura molecolare che, al tatto e alla vista, somiglia alla plastica, ma ha il vantaggio di degradarsi alla luce del sole e a contatto con l’umidità nel giro di pochi mesi.

 

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2. Green Maker 150 Sacchetti 6L 8L 10L Rifiuti Alimentari Amido di Mais 

 

Green Maker è un’azienda, con sede in Cina, che si occupa principalmente di sviluppo di prodotti eco sostenibili, in particolare di sacchi per i rifiuti umidi. Il brand ha molto a cuore l’ambiente e produce non solo sacchetti per uso umano, da inserire all’interno delle pattumiere, ma realizza anche pratici rotoli per la raccolta dei bisogni degli animali domestici. 

In questo caso, ci propone un nuovo prodotto per la casa, una confezione da 150 sacchetti al 100% biodegradabili e compostabili. Essi possono contenere 6L, 8L o 10L a seconda della dimensione che deciderete di acquistare. 

Sono prodotti interamente in un materiale organico, l’amido di mais, che rende questi sacchetti biodegradabili e compostabili nella loro totalità. Purtroppo, nonostante il prodotto abbia una buona resistenza, non presenta dei manici. 

Questa caratteristica penalizza non poco i sacchetti che dunque non possono essere usati per fare la spesa. Sono però davvero un’ottima scelta se volete produrre compost casalingo per il vostro orto.

Pro
Confezione:

Sono venduti in una simpatica confezione in cartone riciclabile, che presenta una pratica apertura sul lato superiore, per agevolarvi durante l’estrazione della busta.

Qualità/prezzo:

Grazie all’eccellente rapporto qualità/prezzo, si classifica come uno dei prodotti più venduti di questo genere.

A norma:

Presentando tutte le diciture e i loghi approvati dall’UNI, questi sacchi non solo sono da considerarsi a norma di legge, ma vantano anche la biodegradabilità al 100%. Un punto a favore in più, se si considera che la normativa accetta prodotti con una degradabilità del 90%.

Contro
Forma:

Green Maker in questo caso non ha valutato la possibilità di inserire due manici, per rendere più pratico l’utilizzo del sacchetto.

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3. Imballaggi Alimentari Pz 500 Sacchetto Medio Di Plastica Biologica

 

Tra le varie offerte trovate in rete, ci ha convinto questa confezione di 500 sacchetti, venduti da Imballaggi Alimentari. I sacchi si presentano di colore bianco, con delle scritte che indicano il numero della normativa in vigore e il logo dell’ente che ne certifica la validità.

Sono dotati di comodi manici da sfruttare per fare la spesa o trasportare oggetti dal peso non eccessivamente elevato, ma sono validi anche per l’utilizzo in frigorifero a contatto con gli alimenti. Visto che sono biodegradabili però, vi consigliamo di utilizzarli in questo modo per non più di qualche giorno.

La confezione si presenta come una scatola bianca, con un’apertura centrale da cui estrarre singolarmente le buste. Esteticamente si potrebbe anche definire carina, grazie alla presenza delle foglie disegnate sulla parte superiore. Un vantaggio, se non si ha spazio all’interno di un mobile e si vuole riporre l’oggetto a vista su di un pensile.

Pro
Manici:

La presenza di due comodissimi manici, posti ai lati, dona a questi sacchetti la possibilità di essere adoperati in svariati modi. Sono pratici anche da sfruttare come chiusura alternativa, legandoli tra di loro.

Dispenser:

Le buste sono contenute all’interno di una confezione di cartone, dotata di un’apertura centrale.

Prezzi bassi:

Il costo è molto conveniente, considerando che una confezione contiene in tutto 500 pezzi.

Contro
Resistenza:

Sarebbe meglio, per evitare spiacevoli fuoriuscite di rifiuti o di liquidi, non caricare eccessivamente il sacchetto. Quando arriva il momento di gettarlo, è sempre preferibile trasportare la spazzatura all’interno di un contenitore fino all’apposito cassonetto.

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4. There is only one solution Solution Green Sacchetti Biodegradabili 

 

Se non avete ancora deciso quali sacchetti biodegradabili comprare, il prodotto offerto da Solution Green potrebbe essere la soluzione ai vostri problemi. Quest’azienda, nata nel 2018, vanta di essere a conduzione familiare e di possedere tutte le proprie fabbriche all’interno dell’Unione Europea. 

Ci troviamo di fronte a dei sacchetti in materiale totalmente biodegradabile e compostabile, ovvero l’amido di mais, e destinati alla raccolta dell’umido o del compost domestico e, volendo, anche quello industriale.

La confezione questa volta è ancora più ecologica, poiché presenta solo una fascetta in cartone, che tiene insieme 25 sacchetti arrotolati, dalla capacità fino a 6 L. Il prezzo è abbordabile considerando che, acquistando il prodotto, si riceveranno quattro rotoli per un totale di 100 sacchi.

Peccato per la totale assenza di manici o di un sistema di chiusura tramite laccetti o cordoncino in plastica. Per questo motivo è opportuno ricordarsi di non riempire il sacco fino all’orlo, ma di lasciare qualche centimetro per poterli chiudere in modo adeguato.

Pro
Capienza:

Facendo una comparazione con gli altri prodotti recensiti, i sacchi Solution Green vantano una capienza effettiva e realistica rispetto a quanto indicato, ovvero 6 L. Il prodotto è disponibile anche in varianti più grandi.

Resistenza:

Anche se al tatto ha una consistenza quasi vellutata che può far sospettare fragilità, vanta una grande resistenza agli strappi.

Compostabile:

È un prodotto che presenta tutte le caratteristiche per essere in regola, secondo la certificazione EN 13432.

Contro
Chiusura:

Sarebbe stata una buona idea inserire un laccetto o una fascetta in plastica, per agevolare la chiusura del sacco. Se troppo pieno, risulta difficile annodare il sacchetto per poterlo chiudere.

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5. Greener Walker 100% Compostabile Biodegradabile 6L Sacchi per Rifiuti

 

Ultimando la nostra guida ai consigli d’acquisto, incontriamo un prodotto targato Greener Walker. La confezione è una scatola di cartone, al suo interno sono contenuti 150 sacchi per i rifiuti umidi e alimentari, dalla capienza massima di 6 L l’uno. 

All’uso effettivo però, questa misura si rivela essere minore. La presenza dell’apertura centrale è davvero comoda e salvaspazio, considerando che, altre aziende di prodotti simili, distribuiscono prodotti in semplici scatoloni da imballaggio da dover buttare. 

I materiali di cui sono composti i sacchetti sono amido di mais, oli vegetali e polimeri compostabili, che vantano una biodegradabilità del 100%. Rispecchiando a pieno la normativa europea EN 13432, i sacchi sono compostabili e utilizzabili per i rifiuti umidi e per la realizzazione del compost casalingo. 

Per conoscere altri dettagli relativi alla legge in vigore, vi invitiamo a leggere la nostra guida per scegliere i migliori sacchetti biodegradabili. È bene ricordarsi che, i sacchetti non ancora utilizzati vanno conservati in un luogo asciutto e riparato dalla luce del sole. Attenendosi a ciò, si evita di accelerare il processo di degradazione prima della data di scadenza.

Pro
Comodi:

La presenza della scatola rende facile e veloce l’estrazione del sacchetto dal suo interno.

Senza cuciture:

I prodotti non sono attaccati l’uno all’altro e questo di sicuro ne aumenta la resistenza agli strappi.

Prezzo:

Si rivela essere il modello più economico della nostra classifica, con una confezione da 150 sacchi e un costo molto conveniente. 

Contro
Grandezza:

Anche se dovrebbero riuscire a contenere un peso fino a 6 L, risultano essere un po’ troppo piccoli per i normali contenitori dell’umido. È necessario forzarli leggermente e allargarli, prima di inserirli correttamente, in modo da non farli scivolare via.

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Come fare la raccolta differenziata in modo corretto

 

Nella quasi totalità delle città italiane è stata istituita una normativa che regola le modalità di smaltimento dei rifiuti urbani. Alcuni centri abitati si differenziano dagli altri per alcuni dettagli ma, fondamentalmente, la raccolta differenziata prevede alcune semplici regole di base, che sarebbe opportuno rispettare in modo categorico dividendo i rifiuti per tipologia. 

Se volete sapere dove acquistare degli ottimi sacchetti biodegradabili, vi consigliamo di leggere attentamente la nostra classifica.

Vetro e alluminio

Questi due materiali non sono certo simili tra di loro ma la maggioranza dei comuni prevede la raccolta unificata di entrambi e lo smaltimento all’interno delle campane di colore verde, che potete trovare per strada, in tutti i quartieri.

All’interno di questa categoria sono previsti, oltre alle bottiglie e ai vasetti in vetro, anche i tappi di questi ultimi, le lattine di tonno precedentemente sciacquate, i fogli e i contenitori in alluminio, la carta stagnola e le bombolette esaurite, come quelle per la lacca o per la vernice spray.

 

Plastica

Questa categoria è molto importante e, sebbene esista una raccolta dedicata, la riduzione del consumo di plastica dovrebbe essere una priorità di tutti i cittadini. In alcuni comuni è presente la raccolta porta a porta, in altri è prevista quella stradale, mediante dei cassonetti presenti ai bordi del marciapiede. 

In questa sezione vanno smaltite tutte le confezioni in plastica, a partire da quelle dei detersivi fino ad arrivare a quelle delle merendine. I contenitori, le vaschette per alimenti e le bottiglie, delle quali sarebbe opportuno limitare l’acquisto e preferire, invece, l’installazione di impianti di purificazione dell’acqua in cucina. 

Anche i sacchetti della spesa, gli imballaggi o i residui in polistirolo vanno inseriti all’interno di questa raccolta.

 

Carta e cartone

Uno dei materiali più riciclabili, oltre al vetro, è di sicuro la carta. Sono da inserire: i libri, le riviste, i giornali, le scatole e gli scatoloni, le confezioni per uso alimentare e i sacchetti. La raccolta e il riciclo di questi oggetti riduce molto l’impatto ambientale e favorisce la salvaguardia delle foreste. 

Ma, attenzione: gli scontrini, la carta chimica o plastificata, le fotografie, i fazzoletti sporchi e la carta oleata non sono riciclabili e dunque non è possibile gettarli in questo settore.

 

Umido

Gli scarti di cibo, i fazzoletti e i tovaglioli bianchi, i bastoncini, gli stuzzicadenti in legno e le feci di animali, sono tutti rifiuti deperibili e compostabili, che è possibile utilizzare come fertilizzante. Oltre all’accortezza di scegliere bene cosa inserire nel secchio dell’umido, è importante utilizzare dei sacchetti a norma di legge e biodegradabili. 

Per sapere come scegliere dei buoni sacchetti biodegradabili, da poter utilizzare per il corretto smaltimento dei rifiuti umidi, continuate a leggere il nostro articolo, nel quale troverete cinque prodotti tra cui poter optare.

Indifferenziato e rifiuti speciali

Tutto ciò che non è riciclabile o compostabile, deve essere inserito nel contenitore dei rifiuti indifferenziati. Purtroppo questa categoria comprende molti materiali che non è stato ancora possibile sostituire con altri migliori e riutilizzabili. Esistono però dei contenitori adibiti alla raccolta di rifiuti speciali, divisi anch’essi per categoria. 

Gli stralci e le potature, i pannolini, i vecchi vestiti, l’olio utilizzato, i medicinali scaduti e le batterie esauste non vanno inserite unitamente agli altri rifiuti indifferenziati, ma ognuno di loro ha una raccolta separata che limita quanto più possibile l’inquinamento.

 

 

 

Domande frequenti

 

Chi produce i sacchetti biodegradabili?

In Italia un’associazione chiamata Assobioplastiche, nata nel 2011, si occupa di gestire sia le aziende produttrici di materiale plastico biodegradabile, sia quelle che si occupano della trasformazione del materiale, della produzione e della vendita di sacchetti, borse e altri oggetti in materiale degradabile.

Una delle aziende più importanti nel nostro Paese, incaricata della produzione del suddetto materiale plastico, è la famosa ditta Novamont, artefice della diffusione di un composto meglio conosciuto come Mater-bi.

 

Dove si smaltiscono i sacchetti biodegradabili?

A differenza di come potrebbe far pensare la parola biodegradabile, i sacchetti in questione vanno gettati nel contenitore dedicato alla raccolta della plastica. Sono in realtà i sacchetti aventi la dicitura “biodegradabile e compostabile”, che possono essere smaltiti direttamente nell’umido poiché, sciogliendosi, diventano concime e possono essere utilizzati per fertilizzare i terreni.

 

Dove si possono comprare i sacchetti biodegradabili?

È possibile acquistare sacchetti biodegradabili in qualsiasi supermercato, anche quelli più piccoli che potete trovare in ogni centro abitato. Inoltre, potete acquistare questi prodotti anche in negozi fisici, specializzati in articoli per la pulizia della casa.

Qualora non abbiate voglia o tempo di recarvi presso questi rivenditori fisici, resta sempre valida l’opzione dell’acquisto online. Così facendo, vi sarà possibile anche risparmiare qualcosa sul prezzo finale, optando magari per confezioni più grandi a costo ribassato.

Leggete il nostro articolo per scoprire quali sono i migliori sacchetti biodegradabili 2020, che è possibile acquistare online.

 

Come si fa a riconoscere i sacchetti biodegradabili?

Per fortuna, riconoscere i sacchetti a norma di legge è molto semplice: basta fare solo un po’ di attenzione. Nella parte in basso di ogni involucro sono riportate una serie di diciture e simboli che, se non presenti, rendono il sacchetto non idoneo e illegale. 

Necessaria, quindi, la dicitura formata da entrambe le parole “biodegradabile e compostabile”, inoltre deve essere presente la scritta UNI EN 13432:2002, che sta a indicare la normativa europea e infine, bisogna avere almeno uno dei marchi degli enti riconosciuti da Assobioplastiche. 

Diffidate dall’utilizzo di buste non aventi queste scritte: la sola parola “biodegradabile” non basta a far sì che un prodotto sia stato fabbricato in materiale realmente degno di tale nome.

 

Come sono fatti i sacchetti biodegradabili?

L’uso dei sacchetti biodegradabili è divenuto obbligatorio in Italia nel 2016. Devono la loro nascita a un composto chiamato, nel caso dell’azienda Novamont, Mater-bi, e sono formati da prodotti organici compostabili, come per esempio gli scarti del mais o delle patate che, grazie a un procedimento anaerobico, produce una sostanza plastica capace di ridursi in pochi mesi se lasciata alla luce del sole e a contatto con l’acqua o l’umidità.

Dalla produzione di questa materia, si passa all’assemblaggio di prodotti finiti per uso quotidiano, come i sacchetti biodegradabili per rifiuti, i sacchetti per uso alimentare, gli shopper, fino ad arrivare agli oggetti da cucina monouso, per esempio i bicchieri, i piatti, le posate e le cannucce compostabili.

 

 

 

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