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Il miglior vinile dei Beatles

Ultimo aggiornamento: 19.09.19

 

Vinili dei Beatles – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Chiunque volesse scrivere un libro sulla storia della musica di massa non potrebbe esimersi dal dedicare un intero e corposo capitolo a una band come i Beatles. I “Fab four” di Liverpool, i baronetti antagonisti degli sporchi e cattivi Rolling Stones (in realtà entrambe le band hanno ricamato sulla storia della rivalità traendone sicuri vantaggi, quando poi erano in cordiali rapporti) in meno di dieci anni hanno pubblicato una serie di album che oggi sono una pietra miliare della musica pop. Ma per tornare alla presunta rivalità Stones/Beatles, se i primi non erano tanto pericolosi come volevano far credere, i secondi non erano tanto angelici come volevano darla a bere, almeno per quanto riguarda John Lennon e George Harrison. Ma non è il caso di approfondire il discorso; sono storie, vicende, che i fan della band sanno benissimo. Per chi invece ne sa meno e vuol conoscere di più della musica della band britannica, legga la nostra guida sui migliori vinili dei Beatles del 2019. Per i più frettolosi diamo subito due consigli d’acquisto per i quali invitiamo il lettore a fare una comparazione: The Beatles 1 è una raccolta che fa al caso di chi vuole avere in un solo titolo i brani di maggior successo, mentre Abbey Road è un lavoro di assoluta importanza storica.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior vinile dei Beatles

 

Il dilemma di chi si sta avvicinando per la prima volta alla band è capire come scegliere un buon vinile dei Beatles. Sebbene la loro discografia non sia così vasta, è comunque consistente e concentrata in un lasso di tempo di appena 7 anni, se escludiamo qualche live album postumo e raccolte varie.

Non meno complicato decretare quale sia il miglior vinile dei Beatles perché al netto della classifica che può stilare questo o quel magazine specializzato, resta sempre una questione di gusti personali. Si potrebbe partire, allora, con gli album più venduti sul mercato discografico per poi, piano piano scoprire gli altri. Insomma, lo avrete capito, decidere quale vinile dei Beatles comprare non è semplice come scegliere un abito della migliore marca.

 

 

Guida all’acquisto

 

Le ristampe

Chiaramente, non essendo più in attività i Beatles, non c’è del nuovo materiale da ascoltare. Le prime stampe sono difficile da trovare e chi le possiede o se le tiene ben strette o le vende a prezzi proibitivi. Dunque il fan deve necessariamente accontentarsi delle ristampe che possono essere su CD (pensate che quando il Fab four erano sulla cresta dell’onda questo supporto non esisteva) oppure su vinile.

Dunque, la prima cosa da tenere presente è che la copia che acquistate oggi non aumenterà il suo valore nel tempo perché i dischi da collezione non si trovano certo su Amazon. Se invece vi interessa semplicemente la musica, una ristampa vi dà l’opportunità di ascoltare brani che altrimenti sarebbero rimasti a voi sconosciuti.

 

Bonus track

Magari siete i possessori di una prima stampa dell’album “X” ma potreste essere allettati da una particolare ristampa perché siete dei veri fan e volete possedere tutto.

Cosa rende una ristampa appetibile anche a chi possiede la prima edizione di un disco? Sicuramente dei brani extra inediti. Esempi possono essere le versioni demo o alternative di alcune canzoni, oppure l’inserimento di brani live oppure ancora alcune B-side altrimenti irreperibili. Non solo, un collezionista potrebbe trovare interessante ascoltare la versione rimasterizzata dell’album. Va detto però che non sempre i risultati di tale lavoro sono lusinghieri.

 

 

La qualità del disco

In questo caso, quando parliamo di qualità del disco, non ci riferiamo a quella compositiva. Il riferimento è verso il supporto vero e proprio. Non tutti lo sanno ma il vinile è soggetto a deformazioni e queste possono verificarsi anche durante il trasporto, dunque è importante maneggiarlo con cura.

Ecco perché se vi trovaste di fronte una ristampa su vinile da 120 grammi e una da 180, converrebbe prendere la seconda perché avrete un disco più rigido e, con buona probabilità, una migliore qualità audio.

 

I migliori vinili dei Beatles del 2019

 

Abbiamo selezionato una serie di offerte dedicate agli album dei Beatles più venduti online, di cui abbiamo scritto una recensione che invitiamo a leggere con grande attenzione. Inoltre abbiamo tenuto in grande considerazione le esperienze dirette e dunque le opinioni, di chi è già in possesso dei titoli che abbiamo selezionato. Crediamo di aver fornito tutti gli elementi necessari, senza dimenticare la possibilità, per chi confronta i prezzi, di avere una panoramica completa sull’esborso da sostenere.  

 

Prodotti raccomandati

 

The Beatles 1

 

Principale vantaggio:

In un sol colpo avrete sotto mano i maggiori successi dei Beatles: la tracklist non l’ha decisa la band o la casa discografica ma i fan; visto che ci sono solo i brani che si sono piazzati ai vertici delle classifiche americana e inglese.

 

Principale svantaggio:

Crediamo che ben poco sia stato fatto per migliorare la qualità audio dei pezzi originali. Operazioni del genere, soprattutto con canzoni così vecchie, meritano un serio lavoro di remastering.

 

Verdetto 9.6/10

Pur ritenendo che questa raccolta non abbia valore ai fini collezionistici è comunque un prodotto di sicuro interesse per i fan che possono avere immediatamente sotto mano 27 dei più grandi successi firmati dai Beatles.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Ventisette hit

Non si tratta di uno studio album dei Beatles bensì di una corposa raccolta. L’aspetto più interessante è che la tracklist è stata composta pescando i 27 brani che hanno raggiunto la vetta delle classifiche inglese e statunitense. L’idea è nata per festeggiare i 30 anni dallo scioglimento dei Beatles, anche se sarebbe più corretto parlare di commemorazione visto che la fine di una band tanto amata non può certo essere motivo di festa.

Ma queste sono questioni secondarie. La raccolta che vi stiamo proponendo non è la prima stampa pubblicata nel 2000 bensì la ristampa messa sul mercato quindici anni dopo, a testimonianza che i Beatles vendono sempre.

Buon packaging

La raccolta (sinceramente ci saremmo meravigliati del contrario) ha un buon packaging, degno di un’operazione del genere. Sia chiaro, niente cose da deluxe edition ma trovate comunque delle foto interessanti.

Si poteva fare di più? Rendere la confezione più succulenta, ricca, appetibile? Probabilmente sì ma crediamo che un’operazione del genere avrebbe fatto salire il prezzo. Invece abbiamo avuto l’impressione (potremmo sempre sbagliare) che l’intenzione della casa discografica fosse quella di commercializzare un prodotto accessibile a quante più persone. Da un punto di vista collezionistico, tanto la prima edizione quanto questa ristampa non ha molto valore.

 

La qualità audio non soddisfa

Che l’idea fosse di dare in pasto ai fan un prodotto non troppo costoso si capisce anche dalla qualità audio che poi è stato l’aspetto più criticato dagli acquirenti. Sorvoliamo su tracce inascoltabili o quasi lamentate da alcune persone che vogliamo considerare come casi episodici e isolati, se un lavoro di masterizzazione è stato fatto (non ci mettiamo la mano sul fuoco), è stato eseguito male.

Ma forse dobbiamo dare la colpa all’entità degli investimenti o meglio, non investimenti fatti per la realizzazione dell’opera. Mettere delle belle foto serve a poco senza mettere mano al portafogli per rendere il suono degno di nota.

 

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Abbey Road

 

Gli Abbey Road sono tra gli studi di registrazione più famosi al mondo. Di proprietà della casa discografica EMI, devono la loro fama mondiale soprattutto ai Beatles che vi hanno registrato la totalità dei loro lavori dal 1962 in poi. Abbey Road è la strada dove si trovano gli studios, è il titolo dell’album che vi stiamo proponendo ma è anche la sua copertina. La cover scelta per il disco ha fatto la storia, con i quattro baronetti che attraversano la strada sulle strisce pedonali, proprio di fronte agli studi di registrazione.

In questa edizione del 2009 troviamo tutte le 17 tracce presenti sulla prima edizione. Le canzoni sono state tutte rimasterizzate. La qualità audio non ha messo d’accordo tutti mentre c’è una certa delusione per il packaging che non è stato arricchito con qualche chicca ed è abbastanza povero, almeno secondo diversi fan.

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The Beatles

 

The Beatles è stato stampato originariamente nel 1968 ma probabilmente molti di quanti stanno leggendo lo conoscono come “The White Album” che ha letteralmente sostituito il titolo originale a causa della copertina completamente bianca, una scelta diametralmente opposta a quella fatta per il precedente e non meno famoso Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, caratterizzato da una cover piuttosto “chiassosa” se ci concedete il termine.

È un lavoro che non è stato registrato in armonia, visti i dissidi interni al gruppo, ma tale situazione non ha avuto ripercussioni negative in fase di composizione (separata, visto che ognuno dei membri ha lavorato per conto proprio) dei brani, visto come il disco è stato accolto da critica e pubblico.

Questa ristampa comprende alcuni demo che i collezionisti troveranno di sicuro interesse e che sono motivo di acquisto anche nel caso in cui si possegga l’album originale. Deludente, invece il packaging con un libricino abbastanza povero composto di sole quattro pagine.

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Yellow Submarine

 

In questo caso parliamo di un singolo dunque non confondetelo con l’omonimo album cui la canzone dà il titolo e pubblicato originariamente nel 1969. Oltre alla famosa hit, troviamo come B-side il brano Eleanor Rigby. Si tratta di un’edizione limitata, è un picture disk e questo dà certamente valore ai fini del collezionismo, anche se ci sarebbe da capire quante copie siano state effettivamente stampate.

Per essere un singolo, non costa poco ma i veri fan difficilmente fanno questione sul prezzo.

A cifre decisamente più modiche si può comprare l’edizione in CD. È un titolo imprescindibile? Beh se volete avere proprio tutto dei Beatles dovete comprarlo assolutamente, tutti gli altri possono investire il loro denaro diversamente.

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Please please me

 

Se volete sapere come tutto è iniziato, dovete necessariamente partire da Please please me, album di debutto dei Beatles che fu anticipato da due singoli, Love me do, uscito nel 1962 e la title track (nel 1963).  

E se Love me do era stato un successo discreto in termini di vendite ebbe il merito di far circolare il nome della band nei circuiti che contano, tanto è vero che il successivo singolo si piazzò al primo posto della classifica UK.

La strada per il successo era stata spianata. Una curiosità: il disco di debutto fu registrato in sole undici ore. Un record! La versione che vi proponiamo noi è quella rimasterizzata nel 2009. Vi attendono 14 brani da ascoltare tutto d’un fiato.

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The Beatles 1

 

The Beatles 1 non è uno studio album registrato dalla band di Liverpool ma una raccolta dei loro singoli. Il disco, prodotto da George “Quinto Beatles” Martin (a lui i Beatles hanno affidato la produzione della maggior parte dei loro lavori e dalla band) e pubblicato nel 2000, in occasione del trentennale dello scioglimento del gruppo, si compone di 27 brani accomunati dall’aver raggiunto il primo posto nelle classifiche di Stati Uniti e Regno Unito.

All’epoca il disco ha ottenuto un grande successo, come dimostrano le oltre 32 milioni di copie vendute. La versione in vinile contiene due dischi, quella che vi proponiamo noi è una ristampa del 2015 dunque non troppo appetibile per i collezionisti. Dobbiamo segnalare diverse lamentele per la qualità audio che è stata ritenuta poco soddisfacente da chi ha comprato l’album.

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Curiosità sui Beatles

 

I Beatles sono una di quelle band capaci di mandare in delirio i fan. Il loro successo è stato mondiale e, anche se non sono più in attività da tantissimo tempo, i loro dischi sono ancora venduti. Sono tanti i giovani che si avvicinano per la prima volta ai Fab Four e che magari non conoscono alcune curiosità sui loro idoli.

 

 

Il successo in fondo alla bottiglia

Solitamente da ubriachi si combinano tante sciocchezze, spesso dei veri e propri disastri ma è il caso di dire che i Beatles incontrarono il successo… sul fondo di una bottiglia. Non è chiaro? Vi raccontiamo l’aneddoto. Paul McCartney e John Lennon si incontrarono per la prima volta nel luglio del 1957, nell’ambito di un evento musicale organizzato dalla St. Peter’s Church che coinvolgeva gruppi emergenti. Lennon, un po’ alticcio, prese sotto braccio McCartney e i due iniziarono a parlare di musica. Nacque così la loro amicizia dalla quale scaturì il grande successo dei Beatles.

 

Il perdono del Vaticano e la reazione di Ringo Starr

Sul capo dei Beatles pendeva una sorta di scomunica da parte del Vaticano ma nel 2010 l’organo ufficiale della Santa Sede, L’Osservatore Romano, li riabilitò in occasione dello scioglimento della band. La reazione di Ringo Starr fu netta netta: “Eravamo satanici e adesso ci perdonano? Non me ne frega niente”.

 

Come esplose la Beatlesmania negli USA

Gli Stati Uniti non furono indenni dal virus della “Beatlesmania”. Si dice che tutto nacque da una quindicenne che, venuta a conoscenza della band, telefonò a un’emittente radio chiedendo perché musica del genere non fosse trasmessa nel Paese a stelle e strisce. Il conduttore radiofonico, incuriosito, si procurò “I want hold your hand” e la trasmise. Da quel momento altre emittenti radiofoniche fecero lo stesso e i Beatles invasero l’etere statunitense.

 

 

L’incontro dei Beatles con l’LSD.

I Beatles facevano uso di sostanze stupefacenti, ma come avvenne il loro incontro con l’LSD? L’episodio è narrato in “The Beatles Anthology”. George Harrison racconta che assunsero inconsapevolmente l’LSD, vittime di un “dentista pazzo” il quale diede di nascosto la sostanza a lui, Lennon e alle rispettive mogli.

 

 

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