Il miglior vinile dei Pink Floyd

Ultimo aggiornamento: 23.04.19

 

Vinili dei Pink Floyd – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Sono tanti i giovani che, per ovvie ragioni anagrafiche, non hanno potuto vivere in diretta l’esplosione e consacrazione di band fondamentali per la storia della musica. Alcune si sono sciolte ma la loro musica ha continuato ad avere una sorta di vita autonoma da chi l’ha composta, donando al cantautore o al gruppo perfino l’immortalità. La nostra guida parla proprio di una band che non esiste più ma che continua a vendere album. Siete fan di David Gilmour e soci? Allora non potete fare a meno di partire insieme a noi verso la scoperta dei migliori vinili dei Pink Floyd del 2019 e crediamo che due posti della nostra classifica dobbiamo assolutamente riservarli a The Dark Side of  the Moon, da più parti ritenuto come il miglior disco della band e a The Wall, un’opera rock molto ambiziosa che contiene probabilmente il brano più conosciuto del gruppo (The Wall appunto).

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior vinile dei Pink Floyd

 

Decidere quale vinile dei Pink Floyd comprare non è scelta semplice, anche perché un vero fan vorrà possederli tutti, non solo quelli più venduti sul mercato ma anche quelli più criticati. Altra cosa non semplice da determinare è quale sia il miglior vinile dei Pink Floyd. Noi abbiamo la nostra idea ma entrano in gioco i gusti personali e non possono certo coincidere con quelli di milioni di fan.

Certo, come per tutte le band, il cuore tende sempre a battere per il primo lavoro, anche se magari questo possa essere tecnicamente inferiore e immaturo rispetto ai successivi composti e scritti con alle spalle un maggior bagaglio di esperienza e soprattutto registrati con un budget più grande, magari grazie anche al lavoro di un produttore di successo capace di prendere la band per mano e condurla alla scoperta del sound vincente.

 

 

Guida all’acquisto

 

The Pink Floyd o più semplicemente Pink Floyd

Facciamo un po’ di chiarezza sul nome della band che nacque come The Tea Set di cui facevano parte Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright, Bob Klose e Syd Barret. Il gruppo riuscì a conquistare un certo credito nella scena underground londinese, siamo verso la fine degli anni ’60. Il nome gira ed è così che si scopre che The Tea Set era già usato da un’altra band.

Così Barrett pensa bene di unire i nomi di due musicisti blues, come i fan sanno bene: si tratta di Pink Anderson e Floyd Council. L’idea iniziale era di chiamare la band The Pink Floyd Sound ma alla fine si optò per The Pink Floyd. È questo il nome usato per identificare l’era Barrett che dura lo spazio dei primi due dischi, per poi diventare Pink Floyd.

 

Psychedelic o Progressive rock?

Il fan che si sta appena avvicinando al gruppo si chiede come scegliere un buon vinile dei Pink Floyd della migliore marca. Dipende dalle inclinazioni musicali. Se il fan in questione apprezza la musica psichedelica, lo space rock deve fiondarsi a capofitto sui dischi pubblicati nell’era Barrett che abbiamo citato nel paragrafo precedente mentre chi si sente più vicino a un rock progressivo deve fare suo “Atom Heart Mother”, giusto per fare un esempio.

Ciò detto, inquadrare i Pink Floyd in un genere racchiuso tra stretti paletti, è impossibile. La musica della band britannica ha tante sfumature e non ha mai rinunciato a sperimentare.

 

 

Contenuti speciali

Anche per rilanciare i vecchi titoli e renderli appetitosi capita che ci mettano in vendita delle ristampe con dei contenuti extra che possono essere un paio di bonus track oppure addirittura un intero album extra che può contenere rarità, B-side, versioni demo o brani estratti dai live.

Ci sono, poi, edizioni realizzate solo per alcuni mercati, spesso capita per il Giappone, che hanno un paio di pezzi in più e sono molto ambiti dai collezionisti e che, chiaramente, costano di più.

 

I migliori vinili dei Pink Floyd del 2019

 

Abbiamo selezionato per voi le offerte più interessati inerenti gli album venduti online, vi invitiamo a confrontare i prezzi. Inoltre i nostri consigli d’acquisto tengono conto anche delle opinioni espresse da altri acquirenti e facendo una comparazione tra tutte le opinioni pubblicate in rete siamo giunti a determinare quali titoli proporvi e che trovate di seguito.

 

Prodotti raccomandati

 

The Dark Side of the Moon

 

Principale vantaggio:

Questa versione rimasterizzata, oltre alla tracklist del 1973, ha una serie di brani extra registrati dal vivo e che la rendono estremamente appetibile.

 

Principale svantaggio:

Il lavoro svolto per rimasterizzare il disco non ha soddisfatto tutti: il sound originale è snaturato alle orecchie dei fan più critici.

 

Verdetto 9.8/10

Trattandosi di un disco fondamentale, non solo per la storia dei Pink Floyd, ma della musica è impossibile non averlo nella propria collezione di dischi.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Un disco all’avanguardia

The Dark Side of the Moon era un disco all’avanguardia quando uscì nel 1973 e dimostra di essere tale ancora oggi. Non a caso critica e pubblico sono concordi nel ritenerlo uno dei migliori lavori non solo dei Pink Floyd ma di tutta la storia delle sette note.

Le canzoni scorrono via seguendo un filo conduttore; è come se fosse una sorta di narrazione che ha un inizio che poi si sviluppa per arrivare alla fine. In The Dark Side of the Moon non troverete parti superflue: c’è l’essenziale ma questo non vuol dire che sia poco, non significa che la band avrebbe potuto fare di più. No, questo disco è proprio come avrebbe dovuto essere.

Rimasterizzato con l’aggiunta di live bonus track

Ovviamente quella che potete comprare è una ristampa, non la prima edizione che vi costerebbe parecchi soldini, sempre che riusciate a trovare qualcuno disposto a privarsi della sua preziosissima copia. L’edizione discovery presenta la tracklist originale ma rimasterizzata. Ma è stato fatto un buon lavoro?

Secondo i puristi no; in particolare è stato fatto notare in alcuni commenti pubblicati in rete che i toni medi e alti sono stati tagliati. Più in generale l’impressione è quella di un suono che perde in brillantezza se paragonato all’edizione del 1973, evidentemente in possesso di chi ha notato queste pecche e mosso le critiche. Ma c’è anche un’altra differenza rispetto alla prima edizione: in questa trovate delle bonus track registrate dal vivo

 

Copertina fedele all’originale

La copertina non presenta novità rispetto all’originale, si è cercato di restare quanto il più possibile fedeli al lavoro del ’73. Nella versione in CD il booklet è ben strutturato, con dodici pagine ricche curate da Storm Thorgerson, fotografo e autore della cover di The Dark Side of the Moon.

Vogliamo soffermarci un attimo sulle caratteristiche del vinile che è quello da 180 grammi. Naturalmente anche in questo caso la copertina è ottima ma non c’è il booklet che trovate nel CD. In compenso trovate un bel poster delle piramidi e due cartoline. In conclusione questo è un disco che chiunque voglia avvicinarsi alla band deve avere e ascoltare, non necessariamente al buio e in uno stato alterato, come suggeriva decenni fa la band.

 

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The Wall

 

The wall è probabilmente l’album più ambizioso composto dalla band che alle spalle aveva già dieci dischi. I tempi sono maturi per un’opera rock che qualche anno dopo diventa anche un film.

Il concept che accompagna la musica narra di una rockstar tormentata da diversi traumi psicologici che lo portano a costruirsi un muro immaginario attorno ai suoi strumenti e dietro il quale si isola.

I problemi di Pink (questo il nome della rockstar) sono frutto di un padre deceduto durante la Seconda Guerra Mondiale, una madre troppo protettiva e degli insegnanti autoritari che facevano abbondante uso di punizioni corporali. Il disco in questione si presenta in formato di doppio album, come l’originale ed è privo di bonus track. Inoltre la qualità della registrazione non ha soddisfatto.

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Wish you were here

 

Correva l’anno 1975 quando i Pink Floyd diedero alle stampe Wish you were here, ispirato indirettamente dall’ex Syd Barrett, in particolare per la opening track Shine on you crazy diamond caratterizzata da un lungo e bellissimo intro strumentale. Ma il disco vuole essere anche una critica all’industria musicale con il brano Welcome to machine. Naturalmente non si può dimenticare la title track, un autentico gioiello.

La versione in oggetto è una ristampa rimasterizzata purtroppo priva di qualche chicca rispetto alla versione originale. La rimasterizzazione ha in qualche modo appiattito il sound, inoltre avremmo gradito qualche sforzo in più per il packaging.

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Animals

 

L’edizione originale di Animals risale al 1977; è il lavoro precedente a The Wall e per certi versi anche uno dei più criticati dagli addetti ai lavori. Nonostante ciò Animals ha venduto molto bene ed è stato anche rivalutato dalla critica. Waters per il concept si è basato sull’opera di George Orwell “La fattoria degli animali”.

Se n’è servito per descrivere le classi sociali paragonandole a diverse specie animali con il fine ultimo di muovere una critica al capitalismo. La versione rimasterizzata che vi proponiamo, dal punto di vista del sound non si allontana molto dall’originale che, secondo alcuni, era troppo cupo.

Tuttavia noi crediamo che all’epoca fu una scelta voluta per mettere in risalto un certo senso di angoscia. Ad ogni modo da una versione rimasterizzata ci si aspetta dei miglioramenti della qualità audio che qui non abbiamo riscontrato.

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Pulse

 

Dopo la pubblicazione di Division Bell nel 1994 i Pink Floyd, o meglio, ciò che restava della formazione originale, ossia Gilmour, Wright e Mason, si imbarcarono in un lungo tour che fu immortalato con il live Pulse. La maggior parte dei brani che compongono il disco dal vivo sono riprese dall’esibizione tenuta il 20 ottobre del 1994 all’Earls Court di Londra.

La versione originale del disco è del 1995, noi vi proponiamo una ristampa in vinile. Il prezzo è un po’ alto ma il cofanetto è abbastanza ricco: i sei LP sono accompagnati da un libro con tante foto, buona la qualità audio. Anche la confezione, a nostro modo di vedere, è ben fatta e curata. Può anche essere una bella idea regalo.

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The Dark Side of the Moon

 

La prima recensione che proponiamo è quella di The dark side of the moon. La versione originale dell’album risale al 1973, chiaramente il vinile che vi stiamo proponendo è una ristampa arricchita dalla stessa tracklist del lavoro originale ma in versione live.

The darkside of the moon è da molti considerato il lavoro migliore della band; è frutto di una lunga gestazione che, secondo alcuni, avrebbe avuto inizio addirittura nel 1965 (ma ha avuto ben sette predecessori); molti dei brani che lo compongono sono stati testati dal vivo prima ancora di finire sul disco. Anzi, possiamo dire che sia un album scritto on the road o quasi.

Non si tratta di un concept ma c’è comunque una sorta di filo conduttore tra una canzone e l’altra, a livello di tematiche che riguardano l’avidità, la malattia mentale, l’invecchiamento e la morte.

Il disco fu registrato presso i mitici Abbey Road Studios di Londra, nati per volere della EMI. Questa edizione è frutto della registrazione originale ma rimasterizzata. Ma è qui che i puristi potrebbero gridare all’orrore perché i toni medi e alti sono tagliati e si ha l’impressione di un sound meno brillante rispetto all’originale.

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The dark side of the moon: i Pink Floyd tra pazzia e avidità

 

Vogliamo parlarvi di uno dei dischi più importanti della storia della musica moderna. Il lavoro è stato scritto e registrato da una band che non ha certo bisogno di presentazioni; stiamo parlando dei Pink Floyd e del loro The dark side of the moon, pubblicato nel 1973.

 

 

Il concept alla base del disco

The dark side of the moon è un concept album. Gli argomenti toccati dai brani riguardano l’invecchiamento, la pazzia, l’avidità e la morte. In particolare il tema dell’infermità mentale ha un punto di contatto con la storia personale della band, in particolare di Syd Barrett.

L’album comprende dieci brani, cinque per lato del disco e ognuno di essi rappresenta uno stadio della vita. La pazzia è una minaccia incombente sull’esistenza delle persone ma forse il pericolo peggiore è l’avidità. L’unica cosa di cui davvero si dovrebbe essere avidi, è il tempo, il quale è poco e prezioso e non va sprecato per concentrarsi sulle cose mondane (Time).

 

Come va ascoltato il disco secondo i Pink Floyd

All’epoca la band aveva le idee ben precise su come andava ascoltato il disco. Era loro opinione che per cogliere appieno tutte le sfumature del lavoro e apprezzarlo nei minimi particolari fosse opportuno trovarsi al buio e in uno stato mentale alterato. In che modo alterarlo, visto che siamo agli inizi degli anni ‘70, non è difficile da immaginare.

 

 

Come va ascoltato il disco secondo noi

Abbiamo anche noi un consiglio su come ascoltare al meglio questo disco. Vi serve innanzitutto un buon sistema Hi-Fi e una stanza adibita all’ascolto. Invitate qualche amico amante della musica, mettetevi comodi e schiacciate play. Ascoltatelo tutto d’un fiato, fino all’ultima traccia per poi commentare l’ascolto, tutti insieme.

Le sensazioni saranno ottime senza bisogno di essere in uno stato alterato, anche se una o due birre potete concedervele… se avete l’età giusta. La conversazione sarà ancora più piacevole.

 

 

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