Il miglior vinile dei Rolling Stones

Ultimo aggiornamento: 25.04.19

 

Vinili dei Rolling Stones – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Tra le band che hanno scritto pagine importanti della musica rock ci sono i Rolling Stones. Il gruppo inglese è una di quei pochi che in un solo concerto, praticamente sempre sold out, riesce a riunire almeno tre generazioni di fan. Il rock è così: eterno e sempre giovane. E nonostante i segni del tempo siano ben evidenti sul volto del frontman Mick Jagger, sul palco ancora si muove come un ragazzino. Sa letteralmente tenere in pugno i suoi fan che sempre numerosi accorrono a vedere lui, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts. Volete saperne qualcosa di più su questa storica band? Allora continuate a leggere per scoprire i migliori vinili dei Rolling Stones del 2019. Vi anticipiamo che nella nostra classifica un posto di diritto spetta a Beggars banquet e Exile on main street, che abbiamo apprezzato per la qualità del suono e che, a nostro parere, non possono mancare in una collezione di dischi degna di questo nome.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior vinile dei Rolling Stones

 

Chi si sta avvicinando solo ora alla musica della band inglese si chiede, per cominciare, quale vinile dei Rolling Stones comprare. In molti decidono di cominciare dall’ultimo pubblicato in ordine cronologico e immesso sul mercato. È una decisione che ha sicuramente senso perché magari, ai più giovani, capita di ascoltare in radio l’ultima hit o magari vedono il video in TV o più probabilmente su YouTube.

Molto spesso è così che scocca la scintilla con una band. Dunque si intraprende un viaggio a ritroso verso la scoperta del miglior vinile dei Rolling Stones. Altri, invece, rispondendo alla domanda su come scegliere un buon vinile dei Rolling Stones, senza esitazione, dicono che bisogna iniziare con il primo lavoro.

 

 

Guida all’acquisto

 

Perché il vinile

Qualcuno, sentendoci parlare di vinili, potrebbe accusarci di essere anacronistici considerando che anche il CD sembra quasi un lontano ricordo del passato. Oggi la musica è “liquida”, si ascolta in streaming. Ma se parlate con un vero amante della musica vi dirà che il vinile ha qualcosa di magico; ha un suono più caldo rispetto a quello di un CD, per non parlare della musica “compressa” che si ascolta in streaming.

È innegabile, poi, che negli ultimi anni ci sia stato un ritorno ai 33 giri, dopo un lungo periodo dove solo poche coraggiose etichette continuavano a proporre tale supporto. Certo, si è anche venuto a creare una sorta di moda, tanto è vero che un disco costa mediamente di più rispetto allo stesso titolo in formato CD.  

C’è da sorridere perché prima accadeva esattamente l’opposto con i compact disk della migliore marca che avevano un prezzo più alto.

 

Anima blues, spirito rock

La musica dei Rolling Stones affonda le sue radici nel blues, si dirà, non è una novità per una band rock. Ma il tributo dei ragazzacci inglesi al blues si evince sin dalla scelta del nome che, in sostanza è un omaggio al leggendario Muddy Waters che tra i suoi brani ne ha uno che si intitola Rollin’ Stone.

 

 

Cosa rende una ristampa interessante

Trovare in vendita i vinili della prima stampa dei Rolling Stones è cosa tutt’altro che semplice, bisogna rivolgersi al mercato dei collezionisti ed essere disposti a sborsare cifre con parecchi zeri. La buona notizia è che ci sono le ristampe. Certo lo sappiamo, non è la stessa cosa ma spesso bisogna fare di necessità virtù. Vediamo, dunque, quali caratteristiche debba avere una ristampa per essere appetibile.

Innanzitutto delle canzoni in più rispetto al disco originale. Queste possono essere dei brani inediti che originariamente non trovarono posto nella tracklist definitiva, oppure dei brani live o magari dei pezzi usciti originariamente come singoli. La confezione, il packaging, deve essere curato, magari con foto inedite accompagnate da corpose e interessanti note dei musicisti e di quanti furono coinvolti nella realizzazione del disco.

 

I migliori vinili dei Rolling Stones del 2019

 

Abbiamo scelto per voi le offerte più interessanti per i vinili dei Rolling Stones venduti online così da permettervi di confrontare i prezzi. Nel proporvi i nostri consigli d’acquisto abbiamo tenuto in considerazione i pareri degli acquirenti pubblicate online, abbiamo fatto una comparazione e così abbiamo scelto i titoli che trovate di seguito e per i quali abbiamo scritto una recensione.

 

Prodotti raccomandati

 

Rolling Stones – Beggars banquet

 

Principale vantaggio:

I fan si sono detti molto soddisfatti per il risultato della rimasterizzazione: la qualità dell’audio non ha deluso praticamente nessuno.

 

Principale svantaggio:

Per un’occasione speciale come il cinquantesimo anniversario di Beggars banquet ci si sarebbe aspettato un packaging più curato, ricco e anche qualche rarità per i fan.

 

Verdetto 9.7/10

Secondo molti appassionati e addetti ai lavori Beggars banquet è uno dei migliori dischi della band. Il lavoro si apre con Sympathy for the devil, una hit adorata dai fan (e non solo).

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Cambio di direzione

Beggars banquet è uno dei dischi più amati dai fan dei Rolling Stones e sono in tanti a giurare che si tratti del loro lavoro migliore. Siamo nel 1968, un anno di assoluta importanza storica soprattutto per gli animi ribelli dei quali la musica rock è la miglior portavoce possibile.

La band fa registrare un cambio di direzione o forse sarebbe più corretto dire che compie una inversione a “U” per recuperare le proprio radici blues e accantonare le sonorità pop rock condite con un po’ di psichedelia a vantaggio di un sound americano. Evoluzione naturale? Cinico calcolo? Ditecelo voi. Fatto sta che il mercato degli States era molto appetibile ed era lì che si stavano dettando le regole.

Cinquant’anni dopo

Trascorsi 50 anni dalla prima edizione, l’evento viene festeggiato con la ristampa dell’album; ed è questa la versione che vi stiamo proponendo. Ci sono due aspetti da segnalare per questa operazione nata allo scopo di spegnere le cinquanta candeline. I brani sono stati rimasterizzati; non sempre accade ma questa volta la qualità del suono pare aver soddisfatto tutti. Questa è la nota positiva.

Ma i fan, si sa, non sono così facili da accontentare e in questo caso siamo d’accordo con chi è rimasto deluso dal packaging. Diamine, 50 anni sono un traguardo importante e meritano di essere festeggiati alla grande, o per dirla in altre parole, con un packaging più ricco, con foto rare, bonus track, o qualche altra rarità da regalare ai fan.

 

Sympathy for the devil

L’album contiene uno dei brani più famosi dell’intera discografia degli Stones e che fece molto parlare di loro, visto che i fondamentalisti cristiani scesero sul piede di guerra contro Jagger e soci. In vero già il precedente Their Satanic Majesties Request aveva fatto cadere dalla sedia più di qualche bigotto e chissà che la band non abbia voluto sfruttare l’occasione per pubblicizzarsi con un titolo come Sympathy for the devil, volutamente provocatorio ed esplicito.

E Jagger, infatti, veste i panni di Lucifero parlando, o meglio, cantando, in prima persona. È interessante notare come fecero qualcosa di molto simile i Black Sabbath un paio di anni dopo con la canzone N.I.B. con il buon Ozzy che, impersonando Lucifero, canta in prima persona.

 

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Exile on main street

 

Exile on main street è frutto di un lavoro durato all’incirca quattro anni. L’album ha visto la luce nel 1972 ed è stato subito un successo risultando primo in classifica nella maggior parte dei paesi. Eppure, all’epoca, non tutti i critici accolsero favorevolmente il disco, anche perché non era un album immediato e necessitava di più ascolti per essere assimilato e apprezzato.

C’è chi non ha esitato a parlare di esaurimento della vena creativa, un’opinione che può essere ancora oggi riscontrata in alcuni fan.

Insomma Exile on main street è il classico disco che si ama o si odia. Oltretutto su questo disco Mick Jagger appare sottotono e non è certo questo il disco dove ha cantato meglio. Una delle cose meno gradite è l’assenza dei testi mentre ha convinto la qualità dell’audio.

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Blu & Lonsone

 

Blu & Lonsone è stato pubblicato nel 2016 e riporta gli Stones in studi di registrazione dopo un’assenza durata ben 10 anni; cronologicamente succede a Bigger Bang ma a differenza di quest’ultimo, si tratta di un cover album. Per come la vediamo noi, proporre brani di altri musicisti dopo un periodo così lungo lascia quantomeno sospettare a una certa crisi compositiva, a una mancanza di ispirazione.

Di conseguenza Blu & Lonsone potrebbe essere interpretato come uno stratagemma per tornare sul mercato o magari rispettare degli impegni contrattuali con la label. Da segnalare la presenza di Eric Clapton come special guest in due dei dodici pezzi che compongono l’LP. Questo, secondo noi è probabilmente l’aspetto più interessante di un disco tutt’altro che fondamentale.

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Sticky Fingers

 

Pubblicato originariamente nel 1971, Sticky Fingers è stato composto tra il 1969 e il 1970 per cui ci preme mettere i fan al corrente che questa non è l’edizione super deluxe.

Lo precisiamo perché in tanti sono rimasti delusi innanzitutto per la copertina che nell’edizione originale aveva una chiusura zip funzionante che, invece, in questa versione non c’è. L’album, poi, non ha convinto particolarmente per la qualità dell’audio, cosa notata non solo dagli audiofili che come si sa, sono abbastanza pignoli per queste cose. Chiaramente questa versione ha un prezzo inferiore ma per i contenuti e la qualità del packaging, secondo noi, poteva costare ancora qualcosina in mano.

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The Rolling Stones: Havana Moon

 

Non sono molte le band rock che possono dire di aver suonato a Cuba, anzi, pare proprio che i Rolling Stones siano stati i primi a farlo e per giunta il loro è stato un concerto gratuito dal quale, tra l’altro. è stato tratto un film. E dire che addirittura il Vaticano si spese per evitare che l’evento si tenesse in quanto il 25 marzo 2016 coincideva con il venerdì santo.

L’edizione che vi proponiamo è quella con 3 LP e il DVD ma chi preferisce può optare per il Blu-ray. La sola importanza storica dell’evento, secondo noi, merita l’acquisto del disco, soprattutto da parte di quelle persone che non potranno mai dire “io c’ero”. Il live dura circa 2 ore e mezza, non male per questi vecchietti del rock n’ roll. Unica pecca, la qualità audio non all’altezza dell’evento.

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Beggars banquet

 

Per molti fan e addetti ai lavori Beggars banquet, oltre a essere uno degli album più venduti è anche il migliore o comunque uno dei migliori della discografia degli Stones. Con Beggars banquet, pubblicato originariamente nel 1968, i Rolling Stones segnano il ritorno alle loro radici blues. Ma è probabile che la direzione musicale sia anche, almeno in parte, frutto di un calcolo con lo scopo di compiacere il mercato americano. Infatti la band si allontana un po’ dalle sonorità più pop tanto care a un certo british rock.

La versione in vinile che abbiamo analizzato è stata pubblicata in occasione del cinquantesimo anniversario del disco.

La qualità della rimasterizzazione ha soddisfatto praticamente tutti. Ciò che invece pare aver deluso i fan è la povertà del packaging. Considerato che la ristampa è stata un’occasione per festeggiare i 50 anni di un album da molti ritenuto fondamentale, ci si sarebbe aspettata una edizione deluxe con foto e altre rarità molto ambite dai fan.

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Curiosità sui Rolling Stones

 

Sapete davvero tutto sui Rolling Stones? Eppure qualche curiosità o se preferite, aneddoto sulla band capitanata dal duo Mick Jagger e Keith Richards potrebbe esservi sfuggita. Se avete qualche lacuna sulla loro carriera, è arrivato il momento di colmarla; vi aiutiamo noi.

 

 

Rolling Stones: da dove salta fuori il nome

Iniziamo dagli albori, quando la band ancora non aveva un nome. Alla fine l’idea venne da una canzone di Muddy Waters, “Rollin’ Stones Blues”. I ragazzi decisero di chiamarsi Rollin Stones salvo poi, in un secondo momento, aggiungere la “g” finale a Rollin.

 

Il logo

Risolta la questione del nome, serviva un logo, qualcosa che rendesse la band immediatamente riconoscibile a un semplice sguardo. Questa volta l’ispirazione fu divina: la dea Kali; ma furono le labbra e la lingua di Mick Jagger a fare da modello.

 

Il legame tra Martin Scorsese e gli Stones

Il celebre regista italoamericano deve essere un grande fan dei Rolling Stones e probabilmente ha una predilezione per la canzone Gimme Shelter che ha fatto da soundtrack per tre suoi film: Quei bravi ragazzi, Casino e The Departed.

 

La piccola bugia di Keith Richards

Per anni è circolata la voce che Keith Richards si fosse sottoposto a una trasfusione completa, o forse sarebbe il caso di dire “sostituzione”, del suo sangue per ripulirsi dalla droga. La voce era stata messa in giro dallo stesso chitarrista che poi, nel 2010, ammise che non era vero.

 

Il primo incontro tra Mick Jagger e Keith Richards

Mick Jagger e Keith Richards si conoscono da tanto tempo, molto più di quanto potreste immaginare. Sapete dove avvenne il loro primo incontro? Non in un fumoso pub dove la birra scorre a fiumi bensì all’asilo: i due avevano 5 anni, anche se divennero amici in seguito.

 

 

Cosa c’era tra Mick Jagger e David Bowie?

Quale relazione c’era tra due personaggi iconici come Mick Jagger e David Bowie? Per anni si è parlato di una relazione tra i due che andasse ben oltre l’amicizia. In vero si tratta di congetture nate dalle dichiarazioni di Mary Angela Barnett, moglie di Bowie che raccontò di aver visto i due, una sola volta, dormire nello stesso letto.

 

 

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