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Il migliore album dei Guns N’ Roses

Ultimo aggiornamento: 26.05.19

 

Album dei Guns N’ Roses – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Quando si parla di Guns N’ Roses, è difficile non sentire un po’ di amaro in bocca. Quei ragazzi avevano il mondo in pugno. Stadi pieni, milioni di album venduti e una schiera infinita di groupie. I Guns N’ Roses avevano riscritto le regole del rock duro, stradaiolo. La loro musica puzzava come il peggiore vicolo di Los Angeles e, anche se una descrizione del genere può sembrare una critica negativa, è vero il contrario. La musica di quei ragazzacci era sincera, viscerale, pericolosa per i benpensanti. Ma signori, questo è il rock! Ma perché parlare al passato se i Guns N’ Roses sono vivi e vegeti e cosa più importante, sono tornati a riempire gli stadi e anche ambienti più grandi? Sulla questione ci torneremo sicuramente nel corso della nostra guida sui migliori album dei Guns N’ Roses del 2019 ma prima vi anticipiamo due titoli tra i quali vi invitiamo a fare una comparazione: il primo full-lenght pubblicato dalla band, ovvero, Appetite for destruction, indubbiamente il lavoro migliore di Axl, Slash e soci e Use your illusion II che ha raggiunto il primo posto in classifica in tantissimi Paesi.

 

 

Tabella comparativa

 

Lo mejor de los mejores

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il migliore album dei Guns N’ Roses?

 

Quale album dei Guns N’ Roses comprare? Beh se siete fan, la risposta è semplice: tutti! Ma non preoccupatevi per il prezzo da pagare perché la discografia della band è tutt’altro che vasta. Il discorso cambia se si deve decidere a quale lavoro dare la priorità. Se vi siete avvicinati alla band perché rimasti folgorati dalla hit Don’t Cry, allora Use Your Illusion, I o II fa lo stesso tanto la trovate su entrambi.

Dire che sono due versioni diverse è eccessivo perché in realtà si differenziano solo per una parte del testo. È interessante notare come questa canzone sia più vecchia di quanto si possa immaginare. La sua composizione è antecedente all’uscita del debut album ed è stata anche proposta come inedito dal vivo fin dal 1985 quando la band si esibiva davanti a quattro gatti e spesso neanche interessati a loro. Se invece vi piace il rock stradaiolo, sudaticcio e anticonformista, è Appetite for destruction l’album che fa per voi. Questi sono i nostri principali consigli d’acquisto.

 

 

Guida all’acquisto

 

La band perde un pezzo

Una band turbolenta come i Guns N’ Roses era difficile da tenere insieme. Risse, alcol, droga e donne: tutti presupposti che a lungo andare rendono la convivenza difficile. A questo aggiungiamo il caratteraccio del frontman Axl Rose che una alla volta ha costretto più di un membro a lasciare la band. Questo chiaramente comporta inevitabili cambiamenti anche a livello musicale. Nel paragrafo precedente, quando abbiamo suggerito come scegliere un buon album dei Guns N’ Roses, abbiamo citato Appetite for destruction.

Ebbene, su quel disco dietro le pelli sedeva Steven Adler che insieme a Izzy Stradlin’, Slash, Duff McKagan e Axl componeva quello che è ritenuta essere la formazione originale. Il batterista è stato il primo membro storico ad essere allontanato (per divergenze personali a un certo punto resterà il solo Axl Rose) poiché a causa dei suoi problemi di dipendenza dalle droghe, non era in grado di suonare. Sia chiaro, non è che gli altri si limitassero a bere acqua minerale. Fatto sta che, dopo lunghi ed estenuanti tentativi Adler porto a compimento le registrazioni di un solo pezzo, Civil War che ritroviamo su Use Your Illusion II.

 

 

Un successo inimmaginabile

Sebbene Appetite for destruction avesse fatto registrare vendite insperate e strabilianti, è con il tour di Use Your Illusion che i Guns N’ Roses diventano una band dal successo planetario polverizzando record di vendita tanto di album quanto di biglietti per i loro concerti (ricordiamo che nel mezzo c’è stato l’album Lies che conteneva l’EP Live Like a suicide). Inutile negare una certa commercializzazione della proposta musicale con Don’t Cry che fa da traino. È un brano che va in heavy rotation tanto in radio quanto in TV con il video.

Ma questo non deve far pensare a una band radio friendly perché vengono scritti anche pezzi lunghi e musicalmente più strutturati, ambiziosi. Per i fan più duri, c’è la strepitosa You could be mine che ritroveremo come colonna sonora di Terminator II.

 

I migliori album dei Guns N’ Roses del 2019

 

Non proseguiamo oltre con la storia della band che, nel frattempo, ha visto il rientro di Slash e Duff McKagan e concentriamoci sulla cosa che più conta, ossia, la musica.

Abbiamo fatto una selezione dei loro dischi presenti sul mercato e per ciascuno abbiamo scritto una recensione per aiutarvi a scegliere tra i lavori più venduti online e consentirvi di confrontare i prezzi. Continuate a leggere perché scoprirete offerte davvero interessanti.

 

Prodotti raccomandati

 

Guns N’ Roses – Appetite For Destruction

 

Principale vantaggio:

Appetite for Destruction contiene una serie di brani oggi famosissimi. Ne citiamo tre, anche se la lista sarebbe ben più lunga: Welcome to the Jungle, Paradise City e Sweet Child o’ Mine.

 

Principale svantaggio:

La qualità audio di questo disco non è eccelsa, dobbiamo precisare che quella proposta non è la versione rimasterizzata dell’album, pubblicata in occasione del trentennale.

 

Verdetto 9.8/10

Il debut album dei Guns N’ Roses non può mancare nella collezione di qualsiasi vero fan della band (e non solo). Se non l’avete, colmate questa grave lacuna.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Un disco fondamentale

Se dopo più di 30 anni stiamo ancora qui a parlare di Appetite For Destruction un motivo ci sarà. È un disco che merita senza ombra di dubbio un capitolo nel grande libro della storia del rock. All’epoca i Guns N’ Roses erano poco più che ventenni, per carità, lungi da noi parlare di “bambini prodigio” ma in Appetite For Destruction c’è tutta l’irruenza e la sfacciataggine tipica dei giovani rocker affamati di successo. E quello lo hanno ottenuto proprio a cominciare da questo disco.

Lasciamo perdere ciò che poteva essere e non è stato, non è più tempo di rimpianti, anche perché nel frattempo la band si è parzialmente riunita e tra qualche tempo potremmo ritrovarci qui a parlarvi di un nuovo album con Axl, Slash e Duff. Ma per adesso è Appetite For Destruction che ci interessa perché è un disco fondamentale che tutti i veri fan dovrebbero possedere.

Tante killer track

Il disco può contare su diverse killer track e se i meno avvezzi allo street e sleazy rock osannano la commercialissima Sweet Child o’ Mine, brano tecnicamente modesto ma incredibilmente valorizzato dall’assolo di Slash sul finale che fa inevitabilmente alzare il pollice in su anche ai fan meno “poppettari”, ci sono pezzi come l’opener Welcome To The Jungle, It’s so easy e Nightrain che sono un tris spettacolare di rock rozzo, sporco come piace a noi.

Ma grosse sorprese le riservano anche brani come Paradise City e Rocket Queen. In definitiva possiamo dire che è un disco che va ascoltato tutto d’un fiato almeno per il suo 90% poi è chiaro, entrano in gioco anche i gusti personali e di fronte a questi alziamo le mani.

 

Qualità audio poco soddisfacente

Tenete presente che la versione che vi stiamo proponendo non è quella rimasterizzata pubblicata in occasione del trentennale del disco. Dobbiamo dire che la qualità audio non è del tutto soddisfacente dunque se siete degli audiofili vi suggeriamo di spendere qualcosa di più ma prendere la nuova edizione dell’album. Due parole vogliamo spenderle per la copertina.

Molti sapranno che inizialmente era un’altra ma fu ritirata poco dopo l’uscita del disco per problemi di censura. Pur non essendo d’accordo con le motivazioni dell’epoca, a noi la famosa croce dei Guns N’ Roses piace parecchio, ben più dell’idea originaria poi censurata.

 

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Use Your Illusion II 

 

Uscito nel 1991, Use your illusion II è uno degli album più venduti da Guns N’ Roses. Il disco segna una importante defezione, o meglio, un allontanamento. Steven Adler viene licenziato: fa appena in tempo a registrare (si fa per dire visto che prima di riuscirci ci ha dovuto provare 81 volte) Civil War per poi essere sostituito dal decisamente più sobrio (o quantomeno abbastanza per registrare il disco) Matt Sorum.

Quando il disco uscì i Guns N’ Roses erano già in tour da qualche mese. L’album contiene due dei brani più famosi dei Guns N’ Roses, Don’t Cry con il testo alternativo e You Could Be Mine, utilizzato come soundtrack del film Terminator II. Ma ci sono anche altri pezzi degni di nota come la lunghissima Estranged, la cover di Knockin’ on Heaven’s door e la, a nostro giudizio, splendida Civil War. Il momento peggiore si registra con My World, un discutibile brano industrial composto dal solo Axl e pubblicato, si dice, all’insaputa degli altri membri.

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Use your illusion I

 

La Geffen, casa discografica della band, prese la decisione di vendere Use your Illusion come due album separati probabilmente per non scoraggiare i fan a comprare un lavoro che, necessariamente come album doppio, avrebbe avuto un costo maggiore. In questo modo gli appassionati avrebbero potuto scegliere se comprare i due lavori insieme oppure uno solo. Scelte di marketing a parte, la qualità sonora fra i due dischi non è dissimile.

Qui troviamo la versione originale di Don’t cry ma soprattutto la veloce Right next door to hell e l’altrettanto diretta Back off bitch, altra song che la band proponeva dal vivo già prima dell’uscita di Appetite for destruction che, lo ricordiamo, fu pubblicato nel 1987 mentre qui siamo nel 1991. Per gli inguaribili romantici c’è la lunga ballad November rain, forte anche di un video molto bello. Punto debole del disco, è il pezzo You ain’t the first.

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G N’ R Lies

 

Lies è un album di mezzo, nel senso che la band ha pubblicato tra Appetite for destruction e i due Use Your Illusion. L’aspetto più interessante del disco è sicuramente la prima parte o, in altre parole i primi quattro pezzi. Cosa hanno di speciale? In sostanza è la tracklist dell’introvabile EP Live Like a suicide.

La seconda parte invece presenta tre brani inediti, tutti acustici più You’re crazy che era già presente su Appetite for destruction ma in questo caso è una versione unplugged. Anche in questo caso troviamo il pezzo capace di far breccia nei cuori di chi è poco avvezzo al rock, stiamo parlando della ballad, Patience.

Ma c’è anche One in a million, un brano fortemente criticato per il suo testo che, a detta dei critici, è intriso di razzismo e xenofobia. Accuse che la band ha sempre respinto sottolineando come la madre di Slash sia una donna di colore e come Axl sia un fan di Elton John e Freddie Mercury.

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The spaghetti incident?

 

The spaghetti incident è un album di sole cover. Dà l’opportunità ai fan di scoprire almeno parte dei gruppi che hanno influenzato i Guns N’ Roses. C’è un bel po’ di punk per la gioia soprattutto del bassista Duff McKagan. Gli amanti del genere non avranno difficoltà a riconoscere pezzi dei The Damned, UK Subs, Fear, Misfits e Sex Pistols.

Peccato per l’opening Since i don’t have you, canzone di una noia mortale e che, a nostro avviso, sarebbe dovuta essere relegata alla fine del disco. Ma per la chiusura, visto che il lupo perde il pelo ma non il vizio, Axl Rose, all’insaputa della band, inserì Look at your game, girl di Charles Manson, famoso per l’eccidio di Cielo Drive dove morirono l’attrice Sharon Tate e altre quattro persone che si trovavano in casa con lei.

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Appetite for destruction

 

Appetite for destruction è un album fondamentale per la storia del rock. È un disco diretto, tutt’altro che tecnico ma energico. È un biglietto da visita con scritto “Noi siamo i GNR e siamo brutti, sporchi e cattivi”.

La opening Welcome to the jungle diventa subito una hit stradaiola capace di mandare in subbuglio i fumosi club dove la band si esibisce, mentre per i più teneroni c’è Sweet child o’ mine, un brano portato una spanna più su di quanto effettivamente merita dall’assolo di Slash verso la fine del pezzo. Ma se queste due canzoni con l’aggiunta della potente Paradise City, più delle altre, rappresentano Appetite for destruction, possiamo dire che il 90% della tracklist merita l’ascolto.

Questo titolo purtroppo non ha una qualità audio perfetta, non confondetevi perché non è la versione rimasterizzata che paghereste a un prezzo più alto.

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Curiosità sui Guns N’ Roses

 

Pericolosi come una pistola fumante e pungenti come lo stello di una rosa; l’aria si impregna di alcol e nicotina: arrivano i Guns N’ Roses. La band statunitense era un bellissimo giocattolo tra le mani di bambini troppo vivaci che alla fine l’hanno rotto. Poi, un bel giorno, qualcuno ha provato a mettere insieme i pezzi; qualcosa manca ma il giocattolo pare funzionare nuovamente.

Si incepperà ancora qualche ingranaggio? Chi lo sa, dopotutto i soldi sono un buon lubrificante. Intanto che aspettiamo l’evolversi degli eventi, vi sveliamo alcune curiosità sulla band.

 

 

La copertina di Appetite for Destruction

La cover di Appetite for Destruction non è quella scelta originariamente. La band aveva utilizzato un lavoro di Robert Williams raffigurante un mostro che dall’alto osserva un tentativo di stupro da parte di un robot nei confronti di una donna (questa è una delle possibili interpretazioni). L’immagine fu ritenuta troppo forte e le prime copie vennero ritirate dal mercato per essere sostituite da altre con una copertina che non incorresse in problemi di censura.

 

Materiale vecchio per Use Your Illusion

Ci sono una serie di brani presenti su Use Your Illusion I e II che erano già stati composti prima della pubblicazione di Appetite for Destruction e che la band eseguiva durante i loro concerti. Tra queste citiamo Back Off Bitch, You Could Be Mine, November Rain e Don’t Cry.

 

Razzisti e omofobi?

La canzone One in a million (presente sull’album Lies) ha causato un po’ di problemi alla band per colpa del suo testo. Dopo quel brano i Guns N’ Roses furono etichettati come razzisti e omofobi. Certo indubbiamente non li hanno aiutati versi come questo:

 

“Immigrants and fagets

They make no sense to me

They come to our country

And think they’ll do as they please

Like start some mini Iran

Or spread some fuckin’ disease…”

 

La band ha comunque sempre respinto al mittente tali insinuazioni, oltretutto Slash è figlio di una donna afroamericana, Ola Hudson, che è stata la stilista di diverse star.

 

La birra dei Simpson

Se siete fan dei Simpson sicuramente conoscerete la birra Duff. Ebbene, come rivelato dal bassista Duff McKagan nella biografia “It’s so easy (and other lies)”, una compagnia di produzione che stava lavorando a una nuova serie animata lo contattò per chiedergli il permesso di usare il suo nome per una birra che sarebbe apparsa nella serie: si trattava dei Simpson. Ma come venne l’idea ai produttori?

Dopo la visione di uno show dei Guns. Visto che Duff era il membro della band che beveva di più, in occasione di un concerto organizzato da MTV, lo speaker presentò il bassista dicendo “”Duff, il re delle birre”.

 

 

Problemi con i Nirvana

In passato ci sono stati parecchi problemi tra i Guns N’ Roses e i Nirvana; in particolare tra Axl e Kurt Cobain. Gli episodi sono stati diversi nel corso degli anni ma probabilmente il più divertente e imbarazzante si verificò agli MTV Video Music Awards del 1992. Dopo l’esibizione della sua band, Cobain vede il piano che sarebbe stato utilizzato di lì a poco da Axl e ci sputa sopra… il cantante non immaginava che quel piano sarebbe invece stato suonato da Elton John, ospite dei Guns.

 

 

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