Le 5 Migliori Compostiere del 2020

Ultimo aggiornamento: 25.05.20

 

Compostiera – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni 

 

In un periodo storico in cui l’importanza di riciclare il più possibile e non sprecare nemmeno i rifiuti umidi, acquistare una compostiera si rivela una scelta green e vantaggiosa, visto che poi sarà possibile utilizzare gli scarti come concime. Qui di seguito entriamo nel dettaglio di questo oggetto e vi segnaliamo i prodotti più interessanti, a cominciare da Mattiussi Ecologia S.p.A. Composter 310 Litri che abbina ampia capacità alla scelta di materiali che isolano e proteggono alla perfezione gli elementi inseriti al suo interno. In alternativa Art Plast Bio Composter in plastica offre ancora maggiore capienza e garantisce un montaggio semplice e rapido. 

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere la migliore compostiera?

 

Al momento dell’acquisto di un oggetto con cui sfruttare i resti di cibo così da creare un supporto adeguato che funzioni da concime per il terreno, ci sono alcuni aspetti su cui vale la pena spendere qualche parola.

Capire con chiarezza l’ampiezza della zona su cui si vuole andare a intervenire, sfruttando al meglio il prodotto della compostiera è una prima questione da prendere in esame. Per terreni molto ampi si possono scegliere composter anche da 700 litri, oppure puntare su esemplari più piccoli, da sfruttare in tempi e modi differenti così che una volta riempita e completata una zona di compostaggio, si svuota andando poi a riempire l’altra. 

L’ideale è infatti creare una rotazione funzionale e progressiva, così da disporre sempre della giusta quantità di fertilizzante. In questo ambito la natura e i microrganismi devono avere il tempo di svolgere il loro compito, attingendo e attivando quei cambiamenti che poi portano alla generazione di humus.

Una proposta della migliore marca non può prescindere da una praticità d’uso che si accompagna a risultati effettivi e nei tempi stabiliti. Polipropilene e materiali riciclati sono gli elementi d’elezione pensati per la creazione di una compostiera. Si aggiunge poi anche il legno e in misura minore il metallo o una lega in alluminio. 

La plastica ha dalla sua diverse positività che le hanno fatto guadagnare il primo posto tra i produttori. Da un lato resiste bene agli agenti atmosferici, così da avere una compostiera dalla forma simile a una colonna, personalizzabile grazie a diverse feritoie e aperture e con un sistema di apertura e chiusura pratico con cui poter da un lato inserire il materiale da trasformare, non scordando di avere la giusta protezione da curiosi visitatori notturni attirati dagli odori.

Il lavoro dei microrganismi genera e produce quei cambiamenti che rendono poi il composto un supporto ricco di nutrienti per il terreno. Aerazione e movimento della materia inserita sono due aspetti fondamentali. Per questo è opportuno controllare la presenza di fori e spazi che lasciano circolare l’aria liberamente, consentendo la vita stessa di questi batteri. 

 

 

Un aspetto importante riguarda poi il contatto con il suolo. Diversi composter vengono venduti insieme a una base d’appoggio, con una serie di forellini utili a creare uno scambio e un passaggio tra le due zone. Fate attenzione a questo dettaglio, importante per creare la giusta “atmosfera” dentro la compostiera.

Semplicità di montaggio e un sistema comodo di carico e scarico, costituiscono altre basi del successo di un prodotto. Confrontare i prezzi è giusto e comprensibile, l’importante però è trovare ciò che vi serve e capire in poco tempo come rendere tutto operativo.

 

Le 5 Migliori Compostiere – Classifica 2020

 

Nella lavorazione e trattamento dei rifiuti organici, diversi sono gli elementi e gli aspetti da considerare. In queste righe abbiamo preso in esame cinque prodotti, così da stilare un’ideale classifica e una comparazione delle migliori compostiere vendute on line.

 

 

1. Mattiussi Ecologia S.p.A. Composter 310 Litri

 

Principale Vantaggio:

Il marchio italiano lavora e realizza differenti tipologie di oggetti pensati per sistemare e trasformare i rifiuti organici in compost, o fertilizzante da sfruttare come supporto per le piante e il giardino. Il modello da 310 litri si comporta al meglio, ottimizzando la struttura così da favorire il processo di decomposizione dell’organico creando le condizioni fondamentali per la formazione di questi elementi.

 

Principale Svantaggio:

Avere un corpo unico con cui poter gestire il posizionamento dell’oggetto avrebbe permesso una migliore movimentazione del composter, che invece così perde in compattezza e stabilità.

 

Verdetto: 9.5/10

Realizzato in polipropilene vergine o riciclato, il supporto è molto capiente, con i suoi 310 litri che ben si adattano a chi possiede un giardino e vuole così raccogliere e creare un circolo virtuoso di trasformazione degli elementi organici, potendo così restituire al meglio e in una nuova forma quanto sarebbe andato altrimenti perso.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Struttura

Con una capienza di 310 litri è possibile per l’utente gestire una quantità interessante di prodotto da riciclare e trasformare. Il fusto possiede una forma conica, adatta per chi desidera inserire senza difficoltà il materiale, favorendo attraverso un adeguato sistema di aerazione la decomposizione. 

Nella parte superiore un sistema a copertura con un gancio antivento che protegge l’interno e tutta la struttura in presenza di una grande quantità d’aria. Molto interessante anche il sistema a incastro, in cui sfruttando la sagomatura a coda di rondine si blocca e fissa il supporto senza particolari manovre ma con la giusta tensione e sicurezza. 

Sulla base, composta di un’unica struttura, sono posizionati dei fori così da favorire lo scambio e il passaggio d’aria con il terreno.

Gestione

Il montaggio del composter avviene unendo due delle parti che lo vanno a strutturare. 

In questo modo si riesce a ottimizzare anche la fase dedicata alla sistemazione e assemblamento del supporto. La grandezza del dispositivo trova posto all’interno di un giardino, adattandosi anche per il colore e la tipologia all’ambiente circostante. 

Dall’altro, pur non costituendo un grosso ingombro, permette di inserire molto materiale organico, che viene man mano processato e raccolto attraverso l’apertura nella zona posteriore, per poi essere richiuso e proteggere il contenuto dall’arrivo di animali curiosi.

 

Rapporto qualità/prezzo

In vista di una trasformazione e una gestione dei residui organici, il composter realizzato da Mattiussi Ecologia S.p.A. offre un equilibrato rapporto tra risultati sul campo e spesa richiesta. 

A partire dalla scelta dei materiali, passando poi per un sistema di montaggio semplice e robusto, tutto sembra guardare a una linea di prodotti comodi da utilizzare ed efficaci, al punto da trasformare anche grosse quantità di scarti in fertilizzante per la terra.

La spesa richiesta e la modalità con cui il prodotto lavora, trovano poi in un sistema che favorisce la decomposizione e la trasformazione dell’organico, la carta vincente di un prodotto solido e dalla linea accattivante. In sintesi, forma e sostanza trovano qui un accordo estremamente produttivo.

 

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2. Art Plast BC380 Bio Composter in Plastica

 

Realizzato in polipropilene, così da avere un ciclo di vita che prevede anche un riciclo dello stesso supporto di trasformazione, il composter Art Plast possiede una capacità di raccolta di 380 litri e una forma che punta a coniugare la migliore tecnologia di lavorazione presente sul mercato, con un costo adeguato e competitivo. 

Diverse feritoie passano intorno a tutta la parete, così da garantire una circolazione dell’aria e la formazione di quel microclima che favorisce i processi di trasformazione della materia organica. 

La struttura si posiziona su una base montabile in pochi minuti, con una composizione a incastro e una serie di fori con cui lasciare all’aria la possibilità di passare e muoversi. Un discorso simile che riguarda anche le saracinesche deputate alla raccolta, richiudibili così da limitare al massimo il passaggio e l’intrusione di animali.

Pro
Design:

Struttura a torre con una base più ampia e un supporto ideale e stabile da posizionare in diverse zone del giardino.

Capienza:

Con i suoi 380 litri di ampiezza, il prodotto contiene e trasforma una quantità adeguata di materiale organico, così da sfruttarlo come concime per un giardino di media grandezza.

Montaggio:

Realizzato con elementi riciclabili, il composter non richiede competenze specifiche e ottimizza al meglio l’assemblaggio delle parti.

Contro
Aggancio:

Il sistema di fissaggio non sembra costituire una solida base per chi cerca e desidera un supporto robusto che non necessita ulteriori aggiustamenti.

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3. Kitchencraft Living Nostalgia Secchio in Metallo per Compost

 

In comparazione con prodotti studiati per una raccolta più ampia, il secchio Kitchencraft unisce un design retrò con una buona capacità di raccolta, progettate specificamente per trovare posto in un angolo della cucina. 

Nella parte interna è presente un filtro al carbonio, pensato per l’assorbimento dei cattivi odori che si possono generare durante il processo di macerazione e trasformazione delle sostanze organiche. 

All’interno di una guida all’acquisto, abbiamo voluto inserire una proposta che guarda magari più all’effetto in un ambiente domestico e che insiste maggiormente sulla forma e la cura di certi particolari. I suoi colori delicati e le finiture metalliche donano al tutto un sapore classico che lascia il segno.

Pro
Aspetto:

I colori tenui e il materiale metallico, fa assomigliare il secchio a un oggetto d’altri tempi, con una sua sobria eleganza che non passa inosservata.

Tenuta:

Sfruttando un filtro al carbonio il secchio cerca di contenere e trattenere al meglio gli odori tipici di un decomposizione organica.

Convenienza:

Una volta considerata la grandezza e la cura riposta nella scelta di una forma accattivante e stilosa, si vede come il prezzo finale sia in linea con i materiali e il design scelto.

Contro
Cestello:

L’assenza di una zona di raccolta interna dentro cui poter inserire e conservare il materiale da trasformare ha lasciato qualche perplessità per la gestione del compost.

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4. Brixo Compostiera 420 litri

 

Per capire come scegliere una buona compostiera, la capienza dell’oggetto può essere un primo e importante indicatore. In questo caso il valore è molto interessante, con 420 litri che permettono una raccolta adeguata e la produzione di fertilizzante adatto per una zona verde ampia. 

Realizzato con materie riciclabili, l’oggetto si monta sfruttando una delle entrate che si possono ritagliare dal profilo in plastica, con un supporto per la base rappresentato da diversi picchetti con cui bloccare e mantenere il tutto stabile. 

Nella sua semplicità, l’oggetto funziona e permette di mettere da parte una grossa quantità di concime, sfruttando le feritoie e il passaggio dell’aria per portare a termine le operazioni di compostaggio.

Pro
Montaggio:

Una volta uniti per bene i diversi pezzi, si colloca semplicemente il supporto a terra, fissando al suolo con i picchetti presenti nella confezione.

Misure:

Grazie alla capienza che tocca i 420 litri, anche chi ha un giardino di una certa grandezza, può sfruttare un solo contenitore per la creazione e la produzione di compost.

Efficacia:

Una volta inseriti i residui organici e lasciato così all’oggetto il tempo per svolgere al meglio il suo lavoro, si ottiene del terriccio ricco di sostanze nutritive.

Contro
Taglio:

Le parti in plastica dura, deputate all’apertura e alla rimozione del compost devono essere ritagliate dagli utenti. Un’operazione che si scontra con la durezza della plastica e porta via del tempo.

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5. Wiltec Compostiera Girevole da Giardino 160 Litri

 

Attraverso un sistema di pannelli individuali, la compostiera permette di inserire in ognuna delle apposite aperture materiali come fogliame e altri residui organici presenti nella cucina.

In questo modo si riesce a gestire, aiutati anche dal movimento e dalle aperture, una adeguata circolazione d’aria, mescolando di volta in volta quanto inserito così da creare un composto nutriente, perfetto da sfruttare come concime. 

Il contenitore è in plastica riciclata, con degli sportelli coperti che scorrono in orizzontale su delle guide, permettendo una rotazione sicura e lasciando che il materiale si trasformi senza lasciare cadere altro fuori dalla compostiera. Il supporto in metallo mantiene tutto ben sospeso, con una rotazione semplice.

Pro
Robustezza:

Costruito sfruttando materiale plastico solido ma adattabile alle circostanze, trova una dimensione e un’ampiezza adeguate alla raccolta di compost.

Praticità:

Le aperture e i passaggi entro cui collocare gli elementi da trasformare sono ampie, e sfruttano un sistema di chiusura comodo e pratico sia in entrata sia in uscita.

Impostazione:

Attraverso una base su cui viene fissato il contenitore, l’utente è in grado di gestire e regolare al meglio il processo, così da ottenere e inserire la quantità di cui ha bisogno.

Contro
Istruzioni:

L’assenza di informazioni e note in italiano ha creato qualche difficoltà di montaggio a chi non ha grande praticità con questi supporti.

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Come scegliere una buona compostiera

 

In una guida che si rispetti non può mancare una sezione dedicata a consigli e suggerimenti su come sfruttare e impostare una zona di compostaggio efficace. Vi lasciamo dunque con alcuni spunti che possono tornare utili una volta acquistata la compostiera.

 

 

Collocazione

Nella scelta del giusto posto in cui posizionare la compostiera, gioca un ruolo chiave esposizione e microclima. Affinché il risultato sia soddisfacente, è necessaria una temperatura non eccessivamente calda e una situazione in cui gli elementi non siano troppo bagnati. Si rischia da una parte di bloccare il lavoro dei microrganismi e dall’altra un completo disastro e la putrefazione del composto.

Una volta trovata dunque la zona, considerate anche la pendenza del terreno evitando avvallamenti che potrebbero favorire il ristagno d’acqua. Muovere di tanto in tanto il composto all’interno mescola al meglio i vari elementi e nutrienti, così da favorire ulteriormente il lavoro dei batteri.

L’impostazione e la selezione dei residui organici deve avvenire in maniera semplice, versando nelle aperture la corretta quantità di materiale, evitando elementi in plastica o pezzi di legno dipinti che possono apportare sostanze tossiche durante la macerazione.

 

Grandezza e tipologia

Chi dispone di un grosso giardino, può considerare l’acquisto di più unità di compostaggio da collocare sparse nell’area, oppure optare per un supporto abbastanza grande e con cui gestire l’intera area. I modelli in polipropilene svolgono bene la loro funzione, coprendo e proteggendo a dovere il contenuto senza che cattivi odori si spandano per l’area, e con una semplicità di pulizia che manca a un materiale come il legno.

La struttura tra cui poter scegliere deve essere robusta il giusto e consentire un passaggio d’aria agevole, così da facilitare la produzione e realizzazione del compost. Alcuni modelli presentano anche un sistema di fissaggio al terreno, pensato per offrire il meglio in quanto a posizionamento e tenuta contro animali e cambi climatici improvvisi.

Una variante molto apprezzata è quella delle compostiere ruotanti. Collocate su un supporto sopraelevato hanno una superficie che girando su un perno smuove il compost interno mescolando così le parti e creando anche zone d’aria che favoriscono la lavorazione della materia prima.

 

 

Praticità

Un punto centrale tra quelli che un oggetto dalle buone qualità deve possedere, è la facilità con cui si va a posizionare in un campo o in un giardino. Un sistema di montaggio comodo e funzionale, unito poi a un’apertura e caricamento del materiale, aiutano a migliorare l’approccio e la gestione di elementi da trasformare, così da avere una resa soddisfacente e una produzione adeguata a seconda delle necessità. 

 

 

 

Domande frequenti

 

Come funziona la compostiera?

Si tratta di un oggetto che va a coprire del terriccio e del materiale organico selezionato. 

La creazione di una serie di effetti in cui umidità e aerazione vanno a innescare il processo di decomposizione, trova nella compostiera il contenitore ideale allo scopo. Una volta che i residui organici si sono trasformati, è possibile gestire e sfruttare il concime ottenuto come nutriente aggiuntivo per piante, fiori e alberi.

 

Come realizzare una compostiera?

Per chi volesse produrre da solo un sistema di compostaggio, una delle soluzioni migliori è rappresentata dalla costruzione di contenitori in legno. Si possono sfruttare pallet e altri supporti, facendo però attenzione a che non siano stati trattati precedentemente per il trasporto di sostanze chimiche o tossiche. In quel caso il rischio che il legno si sia impregnato è molto alto e non porterebbe a nulla di buono. In rete sono disponibili diversi tutorial che guidano passo dopo passo alla messa in opera di un composter fatto in casa.

 

Come fare il compost senza compostiera?

Per realizzare il compost senza l’aiuto di una compostiera potete sfruttare della terra che avete in più, così da creare un supporto e una situazione in cui la sovrapposizione di elementi organici e terra riesce a creare quel microambiente favorevole alla produzione di compost.

Come zona in cui poter collocare il tutto vi suggeriamo un posto ombreggiato, magari nelle vicinanze di un grosso albero e con un gran numero di foglie a terra. In questo modo si erige il proprio compost artigianale su un elemento che funziona da concimante e da contatto con il suolo. 

Alternando uno strato di terriccio con uno di materiale organico si riesce a dar vita a un processo naturale di trasformazione, avendo cura di proteggere e smuovere un poco la terra a intervalli regolari.

 

Cosa mettere nella compostiera?

Ci sono alcuni elementi che possono trovare posto senza problemi all’interno di un composter, si va da residui di cibo, come resti di frutta e piante. Nel caso di queste ultime l’ideale sarebbe spezzettare il più possibile rametti e foglie, così da creare un mix interessante e che si amalgami nel migliore dei modi. 

Da evitare invece l’inserimento di materiale plastico o metallico, così come di legno verniciato e trattato chimicamente. Tutto ciò che è naturale e organico non crea particolari problemi o impedimenti al processo di decomposizione e trasformazione, insieme anche un microclima in cui ci sia il giusto equilibrio tra umidità e circolazione d’aria.

 

Com’è fatta una compostiera?

Nella sua forma elementare si tratta di un contenitore dotato di una serie di aperture e spazi dedicati al passaggio e alla circolazione dell’aria. Un sistema di apertura nella parte inferiore facilita lo svuotamento, una volta che il compost ha raggiunto il giusto punto di decomposizione. 

I materiali di cui è fatta spaziano dalla plastica riciclata al legno, uniti e assemblati in modo da realizzare un contenitore che mantenga il tutto umido quanto serve, ma con un passaggio costante dell’aria e un contatto stabile con il suolo, così da creare un circolo virtuoso e uno scambio di nutrienti e microrganismi.

 

 

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Buonoedeconomico fa parte del gruppo Seroxy che gestisce diversi progetti in vari Paesi europei: Germania, Francia, Olanda, Spagna, Polonia e Romania.

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