Il miglior subwoofer

Ultimo aggiornamento: 17.11.18

Subwoofer – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2018

 

Per cominciare a farti un’idea di quale subwoofer acquistare, ti consigliamo di cominciare dai due modelli che ci hanno colpito di più. Il primo è Indianaline MIO Sub che vanta un ottimo rapporto qualità/prezzo; oltre al vantaggio delle ridotte dimensioni che lo rendono collocabile anche in spazi ristretti, regala dei bassi corposi e potenti; il secondo, Yamaha YST-SW030, è tecnologicamente avanzatissimo e garantisce prestazioni di alto livello in termini di profondità e di assenza di distorsioni.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

Come scegliere il miglior subwoofer

 

Quando ascolti musica o guardi un film ti piace godere di un audio corposo e gratificante? Allora un subwoofer diventa una scelta praticamente obbligata visto che è un particolare tipo di altoparlante in grado di riprodurre al meglio le frequenze più basse.

Nella nostra guida all’acquisto vogliamo mettere in evidenza quelle che sono le peculiarità che un prodotto di questo tipo deve avere, così che tu possa scegliere quello più adatto ai tuoi gusti d’ascolto. Confronta prezzi e prestazioni dei modelli consigliati: in pochi minuti potresti individuare quello più adatto alle tue esigenze.

1. Indianaline MIO Sub

Guida all’acquisto

 

Un po’ di caratteristiche

Per entrare nel dettaglio di un subwoofer e delle sue qualità è impossibile prescindere da alcune caratteristiche tecniche, sulle quali dobbiamo necessariamente soffermarci, cercando però di non essere troppo noiosi. Il primo aspetto di cui tenere conto nella valutazione di un apparecchio di questo tipo è la dimensione dell’altoparlante, tipicamente espressa in pollici e che può variare da un minimo di 4 fino a un massimo di 34.

Diciamo che nei modelli da utilizzare in un appartamento, come “compagni” di un impianto home theatre per esempio, il diametro dell’altoparlante rientra tra i 10 e i 12 pollici, ovvero circa 30 centimetri. Generalmente le dimensioni di un cono di un subwoofer tendono a essere piuttosto ampie rispetto a quelle di un normale altoparlante perché le basse frequenze producono un grande spostamento d’aria, meglio gestito da un diametro adeguato.

In linea di massima i subwoofer si distinguono in attivi e passivi. I primi hanno un amplificatore incorporato mentre i secondi ricevono l’alimentazione da un amplificatore esterno al quale sono collegati tramite un cavo di potenza. Le migliori marche di dispositivi di questo tipo, comunque, si sono indirizzate verso i modelli attivi, ormai di gran lunga i più diffusi sul mercato.

 

Il miglior posizionamento

Qualunque componente di un impianto home theatre deve essere collocato in modo intelligente all’interno della sala d’ascolto. Da questo punto di vista le regole relative a dove posizionare un subwoofer sono meno ferree rispetto, per esempio, a quelle relative agli altoparlanti da collocare nei giusti punti della stanza per rendere al meglio l’effetto Dolby surround.

Il posizionamento del subwoofer è meno “delicato” perché l’orecchio dell’uomo non è in grado di captare esattamente l’origine delle frequenze più basse. Per questo potrai collocarlo dove più ti aggrada, tenendo però presente che l’apparecchio deve comunque essere posto direttamente sul pavimento e non su un ripiano, una mensola o un mobile.

Un altro accorgimento da inserire nella classifica degli aspetti di cui tenere conto è quello di non avvicinare troppo il subwoofer agli angoli della stanza perché le onde, rimbalzando contro le pareti, potrebbero rovinare la qualità sonora che sei in grado di percepire.

2. Yamaha YST-SW030

 

La regolazione del subwoofer

Decidere la resa dei bassi di un subwoofer è un’operazione che è strettamente collegata ai gusti personali di ognuno, dunque non puoi certo sperare di trovare un’indicazione precisa nelle schede tecniche o nelle recensioni dei vari modelli in vendita sul mercato. La soluzione più ovvia, dunque, è quella di provvedere alla regolazione di volta in volta, tenendo principalmente conto del tipo di film che stai per guardare.

Il livello dei bassi deve essere ben presente solo quando davvero necessario, così da evitare quel sottofondo fastidioso che è la conseguenza di un apparecchio regolato nel modo non corretto.

Naturalmente questo è un discorso valido soprattutto per i subwoofer che rientrano in una fascia di prezzo medio/alta, tali dunque da garantire una resa nitida e non impastata.

 

I migliori subwoofer del 2018

 

Il subwoofer è lo strumento perfetto per incrementare la potenza dei bassi mentre ascolti un brano dance o per enfatizzare gli effetti sonori di un film d’azione. Il suo acquisto è dunque fortemente consigliato, soprattutto se stai pensando di crearti un impianto home theatre di buon livello.

In questa pagina trovi le recensioni di quelli che, a nostro parere, sono i cinque migliori subwoofer del 2018, con pregi e difetti.

 

Prodotti raccomandati

 

Indiana Line MIO SUB

1.Indianaline MIO Sub

Principale vantaggio:

Il pregio principale del subwoofer MIO SUB, è quello di unire dimensioni compatte, che ne agevolano il posizionamento in casa, con una potenza nominale di 50 Watt, più che adeguata per un impianto domestico Hi-Fi o per un sistema Home Theatre.

 

Principale svantaggio:

Potrà apparire quasi ridicola la cosa, ma questo subwoofer è eccellente sotto tutti gli aspetti, prestazioni incluse; l’unico difetto è il cavo in dotazione, la cui qualità non è allo stesso livello di quella del subwoofer.

 

Verdetto 9.8/10

Il subwoofer MIO SUB, della ditta Indiana Line, è uno dei modelli più venduti, grazie alle sue prestazioni dimensionate e all’eccellente rapporto qualità-prezzo.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Origine e ruolo del subwoofer

Il subwoofer è un particolare tipo di diffusore acustico dedicato appositamente alla riproduzione di suoni a bassa frequenza, e per questo motivo è utilizzato come componente negli impianti stereo Hi-Fi, sia quelli domestici sia quelli per le automobili, e nei sistemi multimediali Home Theater.

I primi modelli sono stati creati nel 1960, per estendere la gamma dei bassi negli impianti stereo domestici, ma è stato soltanto a partire dal 1970, con l’introduzione del Sensurround, il primo sistema Surround ad essere messo a punto, che i subwoofer hanno iniziato a diffondersi sempre di più.

Ovviamente sono usati anche a livello professionale, nei concerti live, nelle sale cinematografiche, nelle sale di registrazione, nightclub e altro ancora.

MIO SUB, ideale per piccoli ambienti

Il noto marchio Indiana Line, sussidiario della ditta italiana Coral Electronics, produce una linea di subwoofer dedicati all’uso domestico, tra cui spicca il modello MIO SUB, un subwoofer attivo da 178 millimetri di diametro, progettato apposta per completare l’estensione delle basse frequenza dei diffusori con woofer da tre o quattro pollici.

La sua potenza nominale, infatti, è di soli 50 Watt, con picchi di 80 Watt, quanto basta per l’uso domestico in stanze non più grandi di 25-30 metri quadri; è dotato di un amplificatore interno, con tanto di controlli sul lato posteriore, e di doppio condotto reflex, che riduce al minimo la turbolenza del flusso d’aria, garantendo dei basso profondi e corposi, privi di distorsioni.

L’unico neo del subwoofer MIO SUB, stando anche alle testimonianze degli acquirenti, è dato dai cavi di collegamento forniti nella dotazione accessoria, la cui qualità sembra lasci molto a desiderare.

 

Design compatto ed elegante

Tralasciando il problema dei cavi, che può essere facilmente risolto acquistandone un paio di nuovi, di qualità migliore, quello che resta è un subwoofer dalle ottime prestazioni che è particolarmente curato anche dal punto di vista estetico.

Uno degli aspetti più apprezzati, infatti, insieme al livello di prestazioni, sono le dimensioni e l’aspetto di questo piccolo subwoofer, che misura soltanto 23 x 25 x 25,5 centimetri, ed è rifinito con un bel colore nero opaco, di una tonalità vinile decisamente elegante.

Le sue dimensioni lo rendono facilmente collocabile in una stanza di piccole dimensione, che del resto è il tipo di ambiente per cui è stato ottimizzato, e il colore gli permette di essere accostato con estrema facilità a qualsiasi tipo di arredamento, classico o moderno che sia.

 

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Yamaha YST-SW030 

 

2. Yamaha YST-SW030Per apprezzare nel migliore dei modi la musica e gli effetti sonori di un film è indispensabile una risposta dei bassi profonda e chiara. Questo subwoofer di Yamaha, uno dei brand di riferimento in ambito audio, integra una serie di tecnologie sofisticate come per esempio Advanced YST (per garantire i massimi livelli di pressione sonora e, conseguentemente, eccellenti prestazioni generali) e QD-Bass (che utilizza i driver che hanno il compito di irradiare il suono in quattro direzioni). In aggiunta, la presenza di lastre riflettenti evita che la superficie del pavimento crei dei disturbi riflettendo le onde sonore.

Tutto questo si traduce in un’esperienza d’ascolto davvero convincente, sia in termini di profondità dei bassi sia per la totale assenza di distorsioni, anche regolando il volume su alti livelli. Tenendo conto della fascia di prezzo in cui si colloca, questo subwoofer, a nostro giudizio, risponde perfettamente all’esigenza di quale subwoofer comprare e si propone come uno dei modelli più interessanti tra quelli venduti online.

Nel campo dei dispositivi audio, Yamaha è un marchio che difficilmente delude gli appassionati, come nel caso del suo nuovo subwoofer di cui adesso ricapitoliamo le caratteristiche principali.

Pro
Advanced YST:

Il subwoofer Yamaha è tecnologicamente all’avanguardia. Il sistema Advanced YST, per esempio, garantisce un perfetto movimento lineare, massima pressione sonora e, quindi, prestazioni generali eccellenti.

QD-Bass:

È una tecnologia innovativa che permette di irradiare il suono verso quattro direzioni orizzontali e, in più, la presenza di lastre riflettenti evita che il pavimento produca distorsioni sonore. Il risultato, ancora una volta, è una qualità audio molto elevata.

Prestazioni:

Grazie ai numerosi accorgimenti tecnici utilizzati da Yamaha, le prestazioni appaiono convincenti sia per quanto riguarda la profondità dei bassi che per l’assenza di distorsioni anche a volume molto alto.

Stabilità:

La presenza dei gommini da applicare sui quattro angoli rende il diffusore molto stabile durante l’utilizzo.

Contro
Ambienti ampi:

Probabilmente questo modello non è adatto per ambienti particolarmente ampi.

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JBL CS1204B 

 

3.JBL Car CS12I modelli di subwoofer che abbiamo analizzato e recensito non sono esclusivamente quelli da collocare in casa, come compagni di un impianto hi-fi o home theatre. La passione per la musica e per i bassi, infatti, ci accompagna nel corso di tutta la giornata e, dunque, anche in auto. Questo modello di JBL è pensato per essere montato sulla tua macchina e si fa apprezzare per la sua versatilità, che lo rende idoneo per l’ascolto di ogni tipo di colonna sonora.

Il dispositivo vanta una costruzione robusta, alloggiamento sigillato con cura e un altoparlante che, nonostante un prezzo davvero aggressivo, regala un’esperienza d’ascolto paragonabile a quella di modelli più costosi. Il suo ingombro è davvero contenuto e questo sorprende ancora di più considerando come riesca a garantire un’estensione e una riproduzione audio così convincenti.

Tra gli apparecchi pensati per l’installazione in auto, a nostro giudizio, è quello che meglio riesce ad assicurare prestazioni di alto livello, soprattutto in relazione a un esborso necessario all’acquisto davvero contenuto.

Diversi pareri dei consumatori sottolineano le buone prestazioni, l’ingombro ridotto e il prezzo accessibile del subwoofer JBL. Ecco un breve quadro delle sue caratteristiche più significative.

Pro
Auto:

La particolarità del diffusore JBL è che è pensato per essere collocato in macchina. Molti appassionati di musica non si accontentano di avere ottime prestazioni audio solo in casa ma desiderano il massimo anche per la loro auto. Il JBL Car è un modello da tenere in considerazione.

Dimensioni:

Uno dei suoi maggiori punti di forza sono le dimensioni incredibilmente compatte che ne consentono un utilizzo anche in piccole utilitarie.

Costruzione:

La costruzione si contraddistingue per la grande solidità, per l’alloggiamento sigillato accuratamente e per l’altoparlante aggressivo che offre prestazioni non inferiori a modelli molto più costosi.

Contro
Intensità:

Qualche utente ha avuto da ridire sulla non perfetta intensità dei bassi.

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Yamaha YST-FSW050 

 

4.Yamaha YST-FSW050Le dimensioni estremamente compatte possono essere una delle discriminanti nello scegliere un buon subwoofer, anche se naturalmente in secondo piano rispetto alla sua resa sonora. Se però, come nel caso di questo prodotto di Yamaha, si riesce ad avere entrambe le caratteristiche, l’interesse per l’acquisto cresce ulteriormente.

L’apparecchio ha ingombri davvero ridotti ai quali abbina un design estremamente piacevole, che ti permetterà di posizionarlo anche in bella vista nel tuo salotto. Riesce inoltre a restituire un suono corposo ed esente da distorsioni anche decidendo di tenere il livello del volume piuttosto alto. Collegato a una soundbar dà il meglio di sé ma non sfigura nemmeno inserito in un impianto home theatre.

Merito anche della tecnologia Advanced YST, che garantisce eccellenti livelli di pressione sonora e ottime prestazioni generali, come fanno rilevare molti tra coloro che l’hanno già acquistato.

Yamaha è una garanzia in fatto di affidabilità dei propri prodotti e il subwoofer di cui abbiamo appena parlato non fa eccezione. Per sapere dove acquistare questo modello a un prezzo davvero vantaggioso clicca sul link che ti suggeriamo.

Pro
Prestazioni:

La resa sonora è molto elevata grazie all’utilizzo della moderna tecnologia Advanced YST che garantisce audio corposo e un’ottima resa sonora praticamente priva di distorsioni anche a volume alto.

Design:

Il design, molto apprezzato, è un altro punto di forza del subwoofer Yamaha che non sfigura se tenuto in bella vista al centro del salotto.

Dimensioni:

L’ingombro ridotto è un altro dei benefici di questo modello che può essere posizionato in ambienti davvero molto ristretti.

Contro
Potenza bassi:

Se stai cercando un modello con bassi che facciano vibrare tutta la casa, probabilmente potresti trovare la potenza del subwoofer Yamaha non adatta ai tuoi gusti.

Soundbar Yamaha:

Per chi ha una soundbar Yamaha, il collegamento col subwoofer potrebbe rivelarsi più complicato del previsto.

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Zyon Sound Cube

 

5.Zyon Sound CubeTra tutti i modelli che abbiamo messo in comparazione, questo Sound Cube vince senza alcun dubbio il premio per l’originalità. Non possiamo certo definirlo il miglior subwoofer Bluetooth sul mercato ma è sicuramente il più insolito! È infatti un cubo imbottito, pensato per essere utilizzato come pouf, poltroncina o poggiapiedi e al cui interno trovano posto un altoparlante e due casse stereo.

Il dispositivo dialoga con la sorgente sonora via Bluetooth e diffonde la musica con un’elevata qualità e una buona potenza, a patto di non avere pretese di una fedeltà audio impeccabile. Si tratta infatti di un prodotto pensato per un utilizzo in abbinata a un lettore Mp3 o a uno smartphone, non certo per godere della colonna sonora di un film in Blu-ray.

Divertente e realizzato con cura, si propone anche come un’originale idea regalo, in virtù di un prezzo di vendita economico.

Non adatto agli audiofili esigenti, il Sound Cube della Zyon colpisce però per la sua particolarità. Rivediamo quali sono gli aspetti che lo caratterizzano maggiormente.

Pro
Originalità:

Zyon con il suo Sound Cube ha creato una soluzione molto originale perché, a differenza degli altri modelli simili, non è solo un diffusore ma può essere usato come pouf, poltroncina o poggiapiedi: funzionale e versatile.

Prezzi bassi:

Un altro vantaggio sta nel prezzo. Per chi cerca il subwoofer più economico, il Sound Cube potrebbe rivelarsi un’alternativa interessante.

Contro
Prestazioni:

È pensato soprattutto per diffondere musica tramite Bluetooth ma la fedeltà audio non è impeccabile.

Formato:

L’insolita forma a cubo, per quanto originale, potrebbe non essere adatta a chi non ha molto spazio disponibile a casa.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Indianaline MIO Sub 

 

1.Indianaline MIO SubRealizzato per incrementare la corposità delle basse frequenze, questo subwoofer regala, nonostante la taglia ridotta e compatta, prestazioni di buon livello, tali da spingerci a inserirlo tra i nostri consigli d’acquisto. Inoltre gli ingombri limitati, uniti al design pulito e raffinato, rendono agevole il suo inserimento in ogni tipo di arredamento.

Il MIO Sub è dotato dei controlli necessari per dialogare e interfacciarsi alla perfezione con gli altri componenti dell’impianto audio e con l’ambiente d’ascolto. Dal punto di vista della qualità costruttiva, la presenza di un doppio condotto reflex, posto nella parte posteriore del dispositivo, riduce al minimo la turbolenza del flusso d’aria.

Il costo e la bontà delle prestazioni offerte fanno di questo prodotto uno di quelli con il miglior rapporto tra prezzo di vendita e qualità, come hanno rilevato anche gli utenti che hanno già avuto modo di provarlo.

Come hai potuto vedere, non mancano le ragioni che ci hanno spinto a inserire MIO Sub nella nostra guida per scegliere il miglior subwoofer. Rivediamo allora quali sono.

Pro
Qualità/prezzo:

Le prestazioni di MIO Sub, a differenza del costo, sono elevate. Numerosi utenti, anche quelli più esigenti, hanno infatti sottolineato come il rapporto qualità/prezzo si riveli molto vantaggioso per il consumatore.

Design:

Il design pulito e raffinato consente di abbinare perfettamente il diffusore a ogni tipo di arredamento. Inoltre l’ingombro limitato consente di non occupare uno spazio eccessivo.

Controlli:

MIO Sub è dotato di tutti i controlli necessari per interfacciarsi alla perfezione sia con gli altri componenti dell’impianto audio che con l’ambiente d’ascolto.

Costruzione:

Per quanto riguarda l’elevata qualità di costruzione, c’è da sottolineare in particolare la presenza del doppio condotto reflex che ha il vantaggio di ridurre al minimo la turbolenza del flusso d’aria.

Contro
Cavo:

Volendo trovare un difetto, probabilmente il cavo in dotazione non è all’altezza della grande qualità costruttiva del diffusore.

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Come utilizzare il subwoofer

 

Le basse frequenze sono le preferite di molte persone, anche se, talvolta, non lo sanno. Sono loro a consentirci di ottenere un suono completo, corposo, che ci fa apprezzare meglio non solo la musica ma anche i film. Se non sapete come scegliere provate a dare uno sguardo a questa piccola guida.


Perché usare un subwoofer

Un subwoofer è una sorta di cassa che, solitamente, necessita di un’alimentazione e riproduce le frequenze basse dei suoni. È un elemento che ritroviamo anche nei piccoli impianti audio, quelli composti da casse di dimensioni ridotte, e la sua presenza è utile per poter apprezzare praticamente qualsiasi tipo di uscita (film, musica, videogiochi). I classici diffusori non sono in grado di riprodurre queste frequenze, quindi, se notate che manca qualcosa nel suono probabilmente dovrete ricorrere a questa cassa.

Vi sarà capitato di leggere le specifiche del dvd con un film e di leggere la dicitura 5.1: bene, il numero 1 indica il canale dedicato alle basse frequenze e per poterlo riprodurre avete proprio bisogno del subwoofer. In realtà, può essere usato anche per ascoltare la musica, soprattutto per le persone a cui piacciono i bassi.

 

Le dimensioni

Il parametro da valutare quando si pensa di fare questo acquisto è la dimensione dell’altoparlante, espressa in pollici. La grandezza di questo componente va da un minimo di 4 pollici a un massimo di 34, in linea di massima in appartamento possiamo contare su un subwoofer con grandezza tra i 10 e i 12 pollici, quindi intorno ai 30 centimetri.

Se vi sembra più grande rispetto ad altri tipi di casse è normale, perché le basse frequenze comportano uno spostamento di aria (avete mai provato a mettere la mano su un diffusore di questo tipo?) e necessitano di un diametro adatto.

Attivo o passivo

Se avete già dato uno sguardo ad alcuni prodotti, probabilmente vi sarete imbattuti in diciture come “passivo” o “attivo”, che presentano una differenza non da poco conto.

I modelli attivi hanno un amplificatore interno, mentre il passivo necessita di un supporto esterno. L’attivo, quindi, è un prodotto pronto all’uso che ha però lo svantaggio di non permetterci personalizzazioni e la riproduzione del suono non è ottimale come quella che possiamo ottenere con il modello passivo (ma non per questo insoddisfacente). Chi cerca un articolo di qualità, inoltre, dovrà fronteggiare una bella spesa.

Al contrario, il subwoofer passivo necessita di un amplificatore, comportando sì un’ulteriore spesa ma anche la possibilità di scegliere questi due elementi in modo personale. Tuttavia, se il vostro stereo di casa ha un amplificatore potreste sfruttarlo per collegare il sub, risparmiando una notevole somma di soldi, anche paragonato all’acquisto di un diffusore di bassi attivo.

 

Come posizionare il subwoofer

Fortunatamente, questo elemento richiede solo due accortezze. La prima, è quella di posizionare il sub direttamente sul pavimento e non su mensole o tavolini; mentre la seconda è quella di non sistemare questa casa negli angoli della camera, poiché il suono è omnidirezionale e rimbalzando contro le pareti potrebbe perdere qualità.

Considerando un impianto 5.1 rispetto a una televisione (quindi un sistema Home Theatre) gli speaker dovranno essere sistemati ai lati del monitor, rivolti verso di voi in diagonale, mentre quelli posteriori dovranno essere messi alle vostre spalle. Il sub, quindi, può essere tranquillamente posizionato sotto o di fianco al televisore.

 

 

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