Cinque raccomandazioni per evitare di prendere il raffreddore

Ultimo aggiornamento: 26.11.20

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Per prevenire la diffusione delle influenze stagionali esistono numerosi rimedi, naturali e non, che medici ed esperti sono soliti dispensare per il trattamento del raffreddore. Facciamo un po’ di chiarezza. 

 

Sebbene il raffreddore sia un’affezione piuttosto lieve, i cui sintomi tendono a sparire spontaneamente nel giro di pochi giorni, è innegabile che si tratti di una patologia estremamente contagiosa e debilitante, che genera numerosi fastidi fisici, emotivi e talvolta anche sociali.

Congestione nasale, gola irritata, starnuti a raffica, difficoltà respiratorie… sono solo alcuni dei segnali che possono preannunciare l’arrivo del malanno, rendendo la povera vittima designata meno produttiva a scuola o sul lavoro. Una volta avvenuto il contagio, l’unica cosa da fare è armarsi di tanta pazienza e aspettare che il disturbo si risolva con il riposo e l’aiuto di qualche trattamento specifico per l’influenza.

Tuttavia, mai come in questi casi, il detto “prevenire è meglio che curare” casca a pennello, assumendo il suo pieno significato in termini di protezione dai malanni di stagione. In questo post abbiamo riunito alcuni utili consigli che vi permetteranno di mettere in atto adeguate strategie di prevenzione contro il raffreddore e l’influenza.

 

Come riconoscere i sintomi…

La prevenzione intesa come insieme di misure volte ad anticipare il potenziale sviluppo di una specifica patologia, passa anche da un’attenta valutazione del proprio quadro clinico per riconoscere e combattere sul nascere i possibili sintomi associati al raffreddore. Dopo un paio di giorni d’incubazione del virus, si comincia ad avvertire un lieve bruciore diffuso che colpisce la gola e le vie respiratorie, per poi lasciare il posto a starnuti, tosse e naso che cola.

Dal momento che in questa fase le possibilità di contagiare altre persone sono molto elevate, per evitare che le infezioni batteriche si propaghino è buona norma utilizzare fazzoletti usa e getta e lavarsi le mani con una certa frequenza, oltre a concedersi qualche giorno di riposo, da passare al caldo e al riparo da pericolosi sbalzi di temperatura.

Adottando questi piccoli accorgimenti, la successiva fase secretiva, spesso accompagnata da ulteriori disturbi come febbre e mal d’orecchi, dovrebbe regredire spontaneamente nell’arco di una manciata di giorni, senza essere costretti a ricorrere a specifiche cure farmacologiche.

…e come alleviarli

A dispetto di quanto si possa pensare, i farmaci per il raffreddore non sono in grado di curare l’infezione, ma si rivelano comunque utili per alleviarne i sintomi. Per il trattamento della congestione nasale si può ricorrere a dei medicinali che combinano le proprietà decongestionanti con quelle antinfiammatorie e analgesiche (i cosiddetti FANS), a cui abbinare dei rimedi naturali, come i suffumigi con oli essenziali ad azione espettorante e disinfettante, per fluidificare le secrezioni mucose e velocizzare la guarigione.

In alternativa, si possono effettuare dei massaggi balsamici sul petto o dei lavaggi nasali per liberare le vie respiratorie e alleviare le irritazioni. Infine, è importante arieggiare regolarmente la stanza per evitare che l’aria diventi troppo secca, oltre a mantenere l’ambiente pulito e igienizzato per impedire la diffusione in casa di potenziali cariche batteriche.

 

Quando rivolgersi al medico

Riconoscere con tempestività i sintomi del raffreddore è fondamentale, non solo in termini di prevenzione, ma anche per capire se e quando rivolgersi al medico. Questo perché spesso e volentieri i campanelli d’allarme che preannunciano l’arrivo di un’influenza possono essere correlati a patologie e infezioni ben più gravi di un semplice raffreddore, che spesso generano la comparsa di sintomatologie acute, come otite, sinusite, asma e bronchite.

Pertanto, è buona norma contattare il proprio medico quando la tosse e la decongestione nasale persistono per oltre dieci giorni, se i problemi respiratori si aggravano e in caso di febbre molto alta che fatica a scendere.

 

La prevenzione inizia a tavola

Con l’arrivo dell’inverno, l’organismo si prepara ad affrontare il freddo e gli sbalzi di temperatura allertando il sistema immunitario, che è la nostra prima linea di protezione contro l’attacco degli agenti patogeni. Tuttavia, dal momento che il calo delle temperature può indebolire drasticamente le nostre difese naturali, può rivelarsi utile seguire una dieta sana ed equilibrata che aiuti a rinforzarle.

A tal proposito, gli alimenti da introdurre nel proprio regime alimentare per prevenire il raffreddore sono quelli ricchi di vitamina C, sali minerali, proteine e antiossidanti che, oltre a fornire al corpo l’energia necessaria per combattere le infezioni batteriche, supportano il sistema immunitario proteggendoci dai malanni stagionali.

Allo stesso modo, si rivela fondamentale bere molta acqua per favorire l’eliminazione del muco e combattere la disidratazione dovuta alla febbre; quindi via libera a succhi di frutta, tisane e infusi a base di zenzero, limone, menta o melissa, ben noti per le loro spiccate proprietà antivirali e fluidificanti.

Oltre a questo, è possibile potenziare il sistema immunitario anche praticando una regolare attività fisica – non quando si è malati, ovviamente! – ed eliminando alcune cattive abitudini che creano condizioni favorevoli alla proliferazione di batteri e virus, come il consumo frequente di alcol, il fumo e dormire poco e male.

Cosa prevenire il raffreddore

Come già anticipato, per evitare di essere contagiati dal raffreddore esistono alcune regole di buon senso che tutti noi dovremmo mettere in atto per prevenire e ridurre ogni possibile rischio di contagio.

La prima è sicuramente quella di lavarsi le mani con una certa frequenza e prestare maggiore attenzione alla propria igiene personale. Inoltre, è sempre buona norma portare con sé delle salviette disinfettanti o delle specifiche formulazioni liquide per igienizzare superfici e oggetti che potrebbero essere contaminati da potenziali cariche batteriche.

Se possibile, bisognerebbe anche evitare di entrare in contatto con persone influenzate, poiché anche un semplice starnuto o una stretta di mano potrebbero diventare veicoli per la diffusione degli agenti patogeni. Infine, è importante coprirsi bene prima di uscire di casa ed evitare gli sbalzi termici durante l’inverno e nelle stagioni intermedie.

A tal proposito, un buon piumino da donna o la migliore giacca da uomo invernale, soprattutto se realizzati con tessuti di buona qualità e capaci di trattenere il calore corporeo, dovrebbero già di per sé fornire una buona protezione dal freddo, ma per affrontare al meglio le basse temperature sarebbe opportuno indossare anche un cappello, dei guanti e una sciarpa per fornire un caldo riparo a tutte quelle zone del corpo che restano generalmente scoperte.

 

 

 

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