Purificatori d’aria contro i virus: quale scegliere e come utilizzarli

Ultimo aggiornamento: 01.06.20

In un periodo di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo, l’ossessione per la pulizia sta diventando sempre più forte. La particolare attenzione per l’igiene ha riportato alla ribalta i purificatori, dispositivi che permettono di migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, rendendo più sicuri e vivibili gli ambienti domestici. In questo articolo scopriremo come funzionano questi elettrodomestici e quanto possono considerarsi efficaci. 

 

Quando parliamo di contagi e inquinamento, sicuramente la prima cosa a cui pensiamo è la qualità dell’aria, al cui interno possono nascondersi diversi pericoli per la nostra salute. Tra ionizzatori, ozonizzatori e purificatori, si fa un gran parlare di elettrodomestici che si propongono di rinfrescare gli ambienti chiusi, promettendo la totale rimozione degli agenti patogeni responsabili dell’insorgenza di malattie e infezioni.

Non stentiamo a credere, infatti, che in questo periodo alla maggior parte delle persone costrette a stare in casa sia venuto in mente di installare un purificatore d’aria per impedire la proliferazione dei virus negli ambienti domestici.

Tuttavia, prima di lanciarsi a capofitto nell’acquisto è bene fare un passo indietro per capire come funzionano questi elettrodomestici e se sono davvero efficaci contro la diffusione dei virus.

 

Una ventata d’aria fresca

A dispetto di quanto si possa pensare, l’aria che respiriamo quando siamo in un luogo chiuso (in casa, a lavoro o in un ufficio pubblico) è generalmente più inquinata di quella degli spazi aperti.

Questi ambienti, in effetti, oltre allo smog e ai pollini che entrano dalle finestre, vengono contaminati da alcune sostanze prodotte dal nostro organismo, tra cui l’anidride carbonica che espiriamo e le gocce di flugge che si diffondono tramite tosse e starnuti, per non parlare poi del particolato prodotto dai processi di combustione come la cottura degli alimenti, il riscaldamento, il fumo di sigaretta e altro ancora.

Una pratica che si tramanda di generazione in generazione per eliminare i cattivi odori e rendere gli spazi abitativi più salubri e confortevoli, è rinfrescare la casa al mattino spalancando porte e finestre in modo da arieggiare i locali e smaltire la CO2 accumulata durante la notte.

I purificatori d’aria sono dispositivi che, in effetti, potrebbero assicurare in un certo qual modo gli stessi effetti di un ricambio d’aria, poiché sfruttano dei particolari filtri in grado di trattenere particelle di dimensioni assimilabili a quelle dei microrganismi patogeni.

Perché abbiamo usato il condizionale? Perché se è vero che l’eliminazione di polvere, acari e pollini può comportare numerosi benefici per chi soffre di forti allergie o problemi respiratori, non ci sono studi scientifici che dimostrino l’utilità di questi elettrodomestici sul meccanismo di contagio da parte di un virus, almeno non più della regolare aerazione degli ambienti e della tradizionale igienizzazione delle superfici domestiche.

Un’arma per eliminare polvere e cattivi odori

Fatta questa premessa, l’installazione di un purificatore d’aria, se dotato di un buon sistema di filtraggio e ben dimensionato rispetto allo spazio in cui verrà utilizzato, ha comunque i suoi vantaggi, che non sono sicuramente pochi.

Oltre a una ventola per forzare il passaggio dell’aria attraverso una serie di filtri antiparticolato, un buon purificatore d’aria, per essere davvero efficace, deve disporre di appositi filtri HEPA (acronimo di High Efficiency Particles Air) a carbone attivo, il cui compito è proprio quello di bloccare efficacemente la quasi totalità delle particelle microscopiche, ossia dal diametro di 0,3 micron in su, presenti nell’aria.

In questo modo, oltre a eliminare le principali fonti di inquinamento domestico, quindi polvere, acari, pollini e vapori organici, sarà possibile ripulire gli ambienti anche dal fumo di sigarette, dai batteri e dai cattivi odori, che sono una parte molto consistente delle sostanze nocive che si accumulano quotidianamente nell’aria delle nostre abitazioni.

 

I purificatori d’aria sono efficaci?

È abbastanza evidente, quindi, come un purificatore d’aria dotato un’efficace sistema di filtraggio possa migliorare effettivamente la qualità dell’aria che respiriamo, a patto però di scegliere un prodotto di buona qualità e di dimensioni consone all’ambiente dove si andrà a intervenire.

Quindi, per rispondere alla domanda iniziale: sì, un purificatore d’aria potrebbe anche trattenere ed eliminare i virus sospesi in aria, il che ovviamente rappresenta un enorme vantaggio per la nostra salute, ma non ha alcun riscontro positivo in termini di prevenzione rispetto ai rischi di un contagio.

L’ozono contro virus e batteri

Bene, ora che abbiamo fatto chiarezza sui vantaggi e i limiti dei purificatori d’aria, vediamo come pulire e igienizzare gli ambienti domestici. Oltre alla tradizione disinfezione delle superfici di casa attraverso prodotti specifici, come la candeggina, l’acqua ossigenata e l’alcol etilico, per avere la certezza di una stanza priva di batteri e agenti patogeni, una valida soluzione è trattare regolarmente gli interni con un sistema di sanificazione mediante ozono.

Gli effetti benefici che questo gas naturale esercita sull’organismo e sulle superfici domestiche sono numerosi e tutti scientificamente confermati: oltre a essere una pratica ecologica riconosciuta dal Ministero della Salute come presidio naturale e non invasivo per la disinfezione degli ambienti contaminati, elimina efficacemente i batteri presenti nell’aria, inattiva i virus, riduce i cattivi odori e tiene alla larga gli insetti infestanti.

Pertanto, l’utilizzo del miglior ozonizzatore disponibile sul mercato, che altro non è che un apparecchio specifico capace di trasformare l’aria circostante in ozono mediante scariche elettriche, non comporta alcuna controindicazione significativa, ma anzi permette di sanificare qualsiasi tipo di superficie, liberandola da virus, batteri, muffe e acari.

Questi elettrodomestici mobili andranno, quindi, posizionati al centro del locale da sterilizzare e accesi per un massimo di 90 minuti, che è il tempo necessario affinché l’ossigeno venga convertito in ozono. In questo lasso temporale il dispositivo sarà in grado di saturare uno spazio di circa 100 metri quadrati, al termine del quale l’ozono ritornerà alla sua originale forma di ossigeno, permettendovi così di sanificare più stanze della casa nell’arco della medesima giornata. 

 

 

 

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