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Il miglior plettro per chitarra

Ultimo aggiornamento: 13.09.19

 

Plettri per chitarra – Consigli d’acquisto e Recensioni del 2019

 

La chitarra è uno strumento molto diffuso, non abbiamo dati certi ma crediamo di poter affermare senza timore di smentita che sia lo strumento musicale più utilizzato, in termini di numeri. Ma per essere più chiari, potremmo dire che al mondo ci sono più persone che possiedono chitarre piuttosto che sassofoni. Se non lo avete notato, ci pensiamo noi a rimarcare che non abbiamo usato il termine chitarristi. Il motivo è semplice: avere una chitarra non fa di voi un chitarrista. Ciò ovviamente, non significa che non possiate diventarlo e certamente comprare una chitarra è il primo passo da compiere. Ma mettiamo da parte questo discorso perché ci preme parlare di un qualcosa che ha a che fare con la chitarra che però non è strettamente necessaria. Ok, siamo troppo enigmatici dunque andiamo al punto. Vogliamo parlarvi del plettro o altrimenti chiamato penna. Anzi, per essere più precisi, vogliamo spiegarvi (o quantomeno, provarci) come scegliere un buon plettro valutando le varie offerte presenti sul mercato. È un accessorio che costa poco e si possono trovare delle buone offerte relative a confezioni contenenti più pezzi. Se, invece, non avete bisogno di tante delucidazioni, vi suggeriamo di passare immediatamente ai seguenti due articoli: il Pick Geek Delrin che per la sua confezione, ben si presta a un’idea regalo e l’Astro Pick, venduto a un prezzo che riteniamo interessante.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere i migliori plettri per chitarra

 

La scelta del plettro è una questione innanzitutto personale, molto dipende dai gusti o dalle necessità del chitarrista, oltre che dal tipo di corde montate sullo strumento e dal genere musicale suonato. Crediamo comunque che, dando una serie di indicazioni sui materiali e magari sulle forme, possano aiutare i meno esperti ad avere un’idea più chiara su quale plettro comprare.

Ma il plettro va usato con qualsiasi tipo di chitarra? Beh, diciamo innanzitutto che usare l’imperativo è sbagliato perché che si tratti di chitarra acustica, elettrica o classica, se ne può anche fare a meno. Magari non siete convinti su quanto detto per la chitarra elettrica.

Possiamo citarvi un esempio (ma ce ne sarebbero altri) che ha fatto scuola: Mark Knopfler e il suo finger picking. Se volete mettere su una cover band dei Dire Straits fareste bene a imparare questa tecnica che non prevede, appunto, l’uso del plettro. A tutti gli altri, invece, suggeriamo di prendere in considerazione i nostri consigli d’acquisto e fare una comparazione tra i plettri selezionati e che trovate venduti online.

Vogliamo aggiungere che esistono anche plettri personalizzati che possono riportare il logo di una band, la riproduzione dell’autografo di un chitarrista o altri disegni.

 

 

Guida all’acquisto

 

Lo spessore

La scelta dello spessore dipende da una serie di fattori, oltre che dal già citato gusto personale. Possiamo individuare cinque categorie: extra-thin, thin, medium, heavy, extra heavy. I più leggere e sottili sono gli extra-tin che vanno bene per l’accompagnamento con la chitarra classica. Anche i thin vanno bene per l’accompagnamento, a patto che non si tratti di musica dura.

I plettri della categoria medium sono abbastanza versatili e sono buoni sia per l’accompagnamento che per gli assoli. Per gli assoli e per i power chord consigliamo i plettri heavy. Quanto agli extra heavy molti chitarristi li considerano troppo duri, probabilmente rendono meglio con il basso.

 

I materiali

Oltre a differenziarsi per spessore i plettri si differenziano anche per i materiali e chiaramente anche questi incidono sul suono. Il materiale più utilizzato è la celluloide che conferisce un suono equilibrato. Parecchio utilizzato per la realizzazione dei plettri è anche il nylon.

È un materiale più sensibile all’usura e danno origine a un suono secco. I plettri di metallo sono i più resistenti, danno parecchio risalto ai suoni alti ma attenzione a non rovinare la vernice della chitarra. Tralasciamo soluzioni più bizzarre, oltre che di difficile reperibilità, come il legno, la ceramica o l’agate.

 

 

Come tenere il plettro

Prima di passare ai migliori plettri del 2019, spieghiamo brevemente come va tenuto il plettro, ovvero saldamente tra il pollice e l’indice. Attenzione perché se il plettro da voi scelto non ha un buon grip, potrebbe scivolarvi di mano mentre suonate.

Avere i polpastrelli asciutti aiuta molto, in questo senso. A seconda dei casi il plettro può essere suonato con un movimento che va dall’alto verso il basso, viceversa dal basso verso l’alto e alternando i due movimenti (alternative picking). Chiaramente con il plettro si possono anche eseguire gli arpeggi.

 

I migliori plettri per chitarra del 2019

 

Abbiamo selezionato una serie di plettri che crediamo possano soddisfare le diverse esigenze dei chitarristi (e strimpellatori) che ci stanno facendo l’onore di leggerci.

Sono tra i plettri più venduti ma nel fare la nostra selezione abbiamo tenuto conto anche del parere espresso da altri utenti. Inoltre abbiamo messo a confronto i prezzi dei vari modelli, così da stilare una classifica con la recensione dei plettri più interessanti, compresi quelli delle migliori marche.

 

Prodotti raccomandati

 

Pick Geek Delrin

 

Principale vantaggio:

I clienti hanno parecchio apprezzato la confezione all’interno della quale si trovano i plettri. È una soluzione pratica che non solo consente di non perderli ma anche di tenerli comodamente in tasca.

 

Principale svantaggio:

Manca qualcosina per definire il set davvero completo; sebbene non siano molto usati, avremmo gradito la presenza di almeno un paio di plettri extra sottili.

 

Verdetto 9.6/10

Chiaramente un professionista volgerà il suo sguardo altrove ma chi suona a tempo perso apprezzerà sicuramente questi plettri per rapporto qualità/prezzo, grip e resistenza all’usura.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

Set quasi completo

Se non usate un solo tipo di plettro per suonare il vostro strumento, questo set potrebbe fornirvi l’ampia scelta che certate. La confezione ne contiene sedici, di differente spessore. Troviamo gli extra heavy, heavy, medi e sottili. Manca qualcosa, i più attenti di voi lo avranno notato. Nella confezione, infatti, non c’è traccia di plettri extra sottili. È pur vero che molti chitarristi possono tranquillamente farne a meno ma c’è sempre chi li usa, anche se parliamo di una minoranza. Non ne facciamo una grossa colpa al produttore che in fin dei conti ha fatto una scelta razionale fornendo plettri dagli spessori più usati cercato, al tempo stesso, di contenere i costi.

Portaplettri

La confezione è qualcosa di più: è un simpatico portaplettri. Questi sono contenuti all’interno di una scatoletta di metallo con forma circolare, molto comoda da tenere persino in tasca, cosa non rara per un chitarrista. In questo modo eviterete di perderli, altra cosa non rara per chi suona la chitarra. Dunque possiamo parlare anche di un oggetto pratico.

Una delle caratteristiche da ricercare in un plettro è il grip. Deve essere il più possibile antiscivolo. Tenete conto che le dita possono sudare e non e il plettro può sfuggire alla loro presa. Un problema che si può verificare anche in caso di plettrate energetiche, soprattutto su una ritmica Up & Down a velocità sostenuta. Tutto questo per dire che il grip di questi plettri è accettabile.

 

Resistenza all’usura media

Precisato che non possiamo lamentarci del grip c’è un’altra caratteristica importante nella valutazione di un plettro ed è la loro resistenza all’usura. Anche in questo caso possiamo dirci mediamente soddisfatti. Non sono eterni, come si può facilmente immaginare ma per quello che costano durano abbastanza.

Ovviamente un plettro extra heavy ha maggiore resistenza all’usura rispetto a quello più sottile del set. Poi entrano in gioco fattori come il livello di stress cui si sottopone il plettro, l’impugnatura dello stesso e la scalatura delle corde. Ma alla luce di quanto detto, come va giudicato il rapporto qualità/prezzo? Per quanto ci riguarda, possiamo ritenerci soddisfatti.

 

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Astro Pick

 

Questi plettri sono venduti in una pratica confezione da ben 40 pezzi. Insomma, la scorta dovrebbe bastare per un bel po’. Per quanto riguarda le dimensioni, sono rappresentati sei differenti spessori: da 0,58 a 1,55 mm. In alcuni commenti pubblicati in rete è stato fatto notare come ci sia un certo squilibrio nella rappresentatività delle misure con i plettri 0,58 in maggioranza.

Torniamo un attimo sulla scatola che, esteticamente, è abbastanza anonima ma contiene dieci scompartimenti che consentono di tenere ben ordinati i plettri.

Questione materiali: i plettri sono realizzati in ABS, un materiale discretamente resistente, sebbene non poche persone abbiano lamentato proprio un’usura troppo rapida. Interessante, invece, il prezzo.

Se avete la necessità di disporre di una bella scorta di plettri venduta a prezzi bassi, potete dare un’occhiata agli Atro Pick. Se vi convincono e volete sapere dove acquistare il plettro, non c’è bisogno di andare troppo lontano; basta cliccare sul link sottostante.

Pro
Costo:

Questo set è più economico di molti altri, può essere davvero una buona soluzione per quanti divorano i plettri.

Confezione:

I plettri sono venduti insieme a una scatola che al suo interno è divisa in dieci scomparti, ottima soluzione per tenere i piccoli strumenti ordinati per misura e individuare subito quello con lo spessore che serve.

Contro
Set poco equilibrat:

Cosa vogliamo dire? Abbiamo notato un certo squilibrio in favore dei plettri da 0,58 rispetto a quelli di altre misure.

Poco resistenti:

Molti chitarristi sono rimasti un po’ delusi dalla poca resistenza all’usura manifestata da questi plettri.

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D’Addario 1CAP4

 

Chi suona la chitarra conosce sicuramente D’Addario ed è probabile che, almeno una volta nella vita, avrà provato le sue corde o, come in questo caso, i plettri. La confezione contiene 10 pezzi per un costo onesto, se non vantaggioso, I plettri si differiscono per colore ma non per spessore. Nel nostro caso specifico parliamo di plettri medi. Ora, questo può essere un punto favorevole o sfavorevole; dipende da che punto di vista la si voglia guardare.

È chiaro che il chitarrista che usa solo plettri medi, sarà soddisfatto oltretutto quelli di questo spessore sono versatili, buoni sia per gli assoli sia per l’accompagnamento. Chi invece vuole avere più soluzioni a portata di dita resterà, probabilmente, contrariato. La qualità dei materiali sembra buona così come la risposta all’usura.

Chi suona la chitarra non può non conoscere il brand D’Addario; un nome tutt’altro che nuovo, famoso soprattutto per le sue corde; ma noi siamo qui per parlare di plettri.

Pro
Qualità dei materiali:

Sulla buona qualità, la maggior parte dei pareri racconti in rete è concorde nel ritenerla buona. Da questo punto di vista D’Addario non delude.

Contro
Non per professionisti:

Questi plettri faranno certamente felici quanti suonano a livello amatoriale ma i professionisti hanno bisogno di ben altro.

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Pick Geek Trio

 

Confezione davvero molto ricca quella proposta da Pick Geek che contiene ben tre diversi set di plettri per un totale di 50 pezzi. Iniziamo dalla confezione che, secondo noi, è davvero molto bella. I plettri sono suddivisi in tre scatoline di metallo già di per sé belle, ma la vera chicca è la confezione che contiene il trio. Un cilindro elegante che si presta come originale idea regalo per chi si diletta a strimpellare le corde. Incartarlo sarebbe quasi uno spreco, per non dire un delitto. Appiccicate un fiocco sopra e via.

Alcuni utenti hanno lamentato la presenza di pochi plettri sottili, altri, invece, hanno fatto notare come il grip sia pessimo e dunque i plettri scivolino facilmente dalle dita. Buono, invece, il prezzo.

Confezione davvero ricca quella di Pick Geet Trio, ma vediamo immediatamente cosa c’è da promuovere e cosa da bocciare.

Pro
Plettri in abbondanza:

Potete fare affidamento sulla bellezza di 50 plettri, praticamente impossibile trovarsene sprovvisti di colpo.

Elegante:

La confezione è talmente ben concepita che questi plettri si prestano molto bene anche come simpatica idea regalo.

Contro
Pochi plettri sottili:

Accontentare tutti sembra essere davvero impossibile, infatti alcuni utenti hanno lamentato lo scarso numero di plettri sottili.

Pessimo grip:

L’aspetto che meno ha convinto di questi plettri è il grip che alcuni hanno definito pessimo o comunque insoddisfacente.

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Minidiva BTL0032-2-KL

 

C’è chi preferisce costruirsi da soli i plettri da usare così da scegliere materiali e spessore. In questo caso si può far ricorso a una macchinetta taglia plettri come la Minidiva che abbiamo selezionato. Questo dispositivo può tagliare materiali quali ABS, celluloide e molti altri. Ma grazie alla sua versatilità potete anche trasformare schede telefoniche, vecchi bancomat e oggetti simili in plettri, all’insegna del riciclo assoluto! Lo spessore massimo che può tagliare, è 1 mm.

I materiali della macchinetta sono plastica e acciaio e le conferiscono una buona solidità. Purtroppo dobbiamo sottolineare una scarsa personalizzazione, nel senso che non è possibile modificare la dimensione dei plettri.

Se vi interessa conoscere il sistema più economico per avere tutti i plettri che si desiderano, provate la proposta di Minidiva BTL0032-2-KL.

Pro
Versatile:

La versatilità di questo articolo è innegabile visto che potete ricavare i plettri da una vecchia scheda telefonica o dalla carta bancomat dopo che la vostra ex moglie vi ha prosciugato il conto.

Materiali:

La macchinetta per la creazione di plettri può vantare buoni materiali, sicuramente ottimi allo scopo.

Contro
Dimensione dei plettri:

Per quanto riguarda la personalizzazione c’è ben poca scelta: i plettri avranno tutti la stessa dimensione.

Facile da usare:

L’utilizzo di questo apparecchio è estremamente semplice e non è richiesta alcun tipo di abilità.

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Pick Geek Delrin

 

È un buon set di plettri che comprende 16 pezzi di svariate misure. Questi, infatti, vanno dal sottile all’extra duro. A voler essere pignoli, mancano gli extra sottili.

Molto carina la scatoletta in metallo che li contiene. In questo modo saprete sempre dove trovarli o sistemarli, invece di lasciarli sparsi in giro. Oltretutto, leggendo i commenti in rete, è stata una delle cose più apprezzate, anche perché si presta bene a un’idea regalo, qualora tra i vostri amici o familiari ci sia qualcuno che si diletta con la chitarra.

Il rapporto qualità/prezzo non ci sembra malvagio, considerate che in un negozio di strumenti, comprare singolarmente questi plettri vi costerebbe moltissimo di più.

Avete una chitarra ma non siete ancora abbastanza esperti da conoscere tutto ciò che c’è da sapere sullo strumento? Siete stanchi di arpeggiare con le dita e volete utilizzare un sistema alternativo? Molto bene perché abbiamo preparato per voi una guida per scegliere il miglior plettro. Il primo articolo che vogliamo proporvi è il Pick Geek Delrin.

Pro
Custodia:

Dimenticatevi i plettri sparsi ovunque, in questo caso avete a disposizione una piccola custodia grazie alla quale non li perderete più.

Conveniente:

Sotto il profilo economico riteniamo che questo set di plettri sia abbastanza conveniente, anche perché, se rapportiamo la qualità al costo, possiamo dirci più che soddisfatti.

Contro
Manca qualcosa:

Avremmo potuto parlare di set davvero completo se fosse stato disponibile almeno un plettro extra sottile, mentre purtroppo non ce n’è traccia.

Non adatto ai professionisti:

I plettri che compongono il set non li riteniamo adatti ai chitarristi professionisti che richiedono qualcosa di meglio sotto il profilo della resistenza allo stress.

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Come utilizzare il plettro per chitarra

 

La stragrande maggioranza dei chitarristi usa il plettro per suonare lo strumento, principalmente perché è più comodo rispetto alle dita. Ma detto in questo modo è abbastanza riduttivo. Tenete presente che usare le dita produce un suono diverso rispetto al plettro; ma differenze di suono si hanno anche usando plettri di diverso spessore. In tutto ciò, poi, concorre la mano, anzi, il tocco del chitarrista.

Ma non addentriamoci troppo in tali questioni perché almeno qui è il plettro che ci interessa dunque, non rubiamogli protagonismo.  

 

 

Impugnatura

Come il batterista deve saper impugnare le bacchette (sappiate che non sono delle semplici mazze da brandire) così il chitarrista (ma anche il bassista) deve saper impugnare il plettro. Non è poi così complicato; inoltre non c’è tutta questa rigidità d’impostazione come capita per le succitate bacchette.

Volendo generalizzare, possiamo dire che il plettro va tenuto tra l’indice e il pollice, poi sta alla sensibilità del chitarrista trovare l’impostazione che preferisce. Ma il plettro va tenuto stretto oppure no? Dipende dai casi; la forza con la quale stringete il plettro la sua influenza sul suono dunque sta a voi sperimentare di volta in volta e stringere di più o meno a seconda delle vostre esigenze.

 

L’angolazione

L’angolazione del plettro ha la sua importanza, certo parliamo di sfumature che possono sfuggire alle persone non addentro alla questione ma chi suona la chitarra presta attenzione a queste cose. Per esempio, tenendo leggermente inclinato il plettro si enfatizza l’attacco e il suono è graffiante.

 

Il verso della pennata

Ma in che verso si suona con il plettro? Beh ci sono varie possibilità e anche in questo caso dipende dal suono che si vuole ottenere, dalla ritmica ecc. Il plettro può essere suonato dall’alto verso il basso, viceversa, e poi c’è il cosiddetto alternative picking, ossia alternando la pennata dall’alto e dal basso.

Questi tre diversi movimenti possono essere impiegati sia per gli assoli che per le ritmiche poi è chiaro, alcuni si prestano meglio di altri in determinate situazioni. Per esempio, se volete suonare Creeping Death dei Metallica farete un largo uso della pennata dall’alto verso il basso mentre se dovete eseguire una classica cavalcata alla The Trooper è l’alternative picking che vi serve.

 

 

Variate

Abbiamo visto in quali versi può essere data la pennata. Abbiate l’accortezza di non fossilizzarvi su un solo movimento; imparateli bene tutti, visto che esistono una serie di esercizi in merito. Se riuscite a suonare cercando di usare le diverse plettrate ne gioverà la vostra musica e tenete a mente che il tocco del chitarrista lo rende più facilmente riconoscibile.

 

 

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