Il miglior plettro per chitarra

Ultimo aggiornamento: 19.12.18

 

Plettri per chitarra – Consigli d’acquisto e Recensioni del 2018

 

La chitarra è uno strumento molto diffuso, non abbiamo dati certi ma crediamo di poter affermare senza timore di smentita che sia lo strumento musicale più utilizzato, in termini di numeri. Ma per essere più chiari, potremmo dire che al mondo ci sono più persone che possiedono chitarre piuttosto che sassofoni. Se non lo avete notato, ci pensiamo noi a rimarcare che non abbiamo usato il termine chitarristi. Il motivo è semplice: avere una chitarra non fa di voi un chitarrista. Ciò ovviamente, non significa che non possiate diventarlo e certamente comprare una chitarra è il primo passo da compiere. Ma mettiamo da parte questo discorso perché ci preme parlare di un qualcosa che ha a che fare con la chitarra che però non è strettamente necessaria. Ok, siamo troppo enigmatici dunque andiamo al punto. Vogliamo parlarvi del plettro o altrimenti chiamato penna. Anzi, per essere più precisi, vogliamo spiegarvi (o quantomeno, provarci) come scegliere un buon plettro valutando le varie offerte presenti sul mercato. È un accessorio che costa poco e si possono trovare delle buone offerte relative a confezioni contenenti più pezzi. Se, invece, non avete bisogno di tante delucidazioni, vi suggeriamo di passare immediatamente ai seguenti due articoli: il Pick Geek Delrin che per la sua confezione, ben si presta a un’idea regalo e l’Astro Pick, venduto a un prezzo che riteniamo interessante.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere i migliori plettri per chitarra

 

La scelta del plettro è una questione innanzitutto personale, molto dipende dai gusti o dalle necessità del chitarrista, oltre che dal tipo di corde montate sullo strumento e dal genere musicale suonato. Crediamo comunque che, dando una serie di indicazioni sui materiali e magari sulle forme, possano aiutare i meno esperti ad avere un’idea più chiara su quale plettro comprare.

Ma il plettro va usato con qualsiasi tipo di chitarra? Beh, diciamo innanzitutto che usare l’imperativo è sbagliato perché che si tratti di chitarra acustica, elettrica o classica, se ne può anche fare a meno. Magari non siete convinti su quanto detto per la chitarra elettrica.

Possiamo citarvi un esempio (ma ce ne sarebbero altri) che ha fatto scuola: Mark Knopfler e il suo finger picking. Se volete mettere su una cover band dei Dire Straits fareste bene a imparare questa tecnica che non prevede, appunto, l’uso del plettro. A tutti gli altri, invece, suggeriamo di prendere in considerazione i nostri consigli d’acquisto e fare una comparazione tra i plettri selezionati e che trovate venduti online.

Vogliamo aggiungere che esistono anche plettri personalizzati che possono riportare il logo di una band, la riproduzione dell’autografo di un chitarrista o altri disegni.

 

 

Guida all’acquisto

 

Lo spessore

La scelta dello spessore dipende da una serie di fattori, oltre che dal già citato gusto personale. Possiamo individuare cinque categorie: extra-thin, thin, medium, heavy, extra heavy. I più leggere e sottili sono gli extra-tin che vanno bene per l’accompagnamento con la chitarra classica. Anche i thin vanno bene per l’accompagnamento, a patto che non si tratti di musica dura.

I plettri della categoria medium sono abbastanza versatili e sono buoni sia per l’accompagnamento che per gli assoli. Per gli assoli e per i power chord consigliamo i plettri heavy. Quanto agli extra heavy molti chitarristi li considerano troppo duri, probabilmente rendono meglio con il basso.

 

I materiali

Oltre a differenziarsi per spessore i plettri si differenziano anche per i materiali e chiaramente anche questi incidono sul suono. Il materiale più utilizzato è la celluloide che conferisce un suono equilibrato. Parecchio utilizzato per la realizzazione dei plettri è anche il nylon.

È un materiale più sensibile all’usura e danno origine a un suono secco. I plettri di metallo sono i più resistenti, danno parecchio risalto ai suoni alti ma attenzione a non rovinare la vernice della chitarra. Tralasciamo soluzioni più bizzarre, oltre che di difficile reperibilità, come il legno, la ceramica o l’agate.

 

 

Come tenere il plettro

Prima di passare ai migliori plettri del 2018, spieghiamo brevemente come va tenuto il plettro, ovvero saldamente tra il pollice e l’indice. Attenzione perché se il plettro da voi scelto non ha un buon grip, potrebbe scivolarvi di mano mentre suonate.

Avere i polpastrelli asciutti aiuta molto, in questo senso. A seconda dei casi il plettro può essere suonato con un movimento che va dall’alto verso il basso, viceversa dal basso verso l’alto e alternando i due movimenti (alternative picking). Chiaramente con il plettro si possono anche eseguire gli arpeggi.

 

I migliori plettri per chitarra del 2018

 

Abbiamo selezionato una serie di plettri che crediamo possano soddisfare le diverse esigenze dei chitarristi (e strimpellatori) che ci stanno facendo l’onore di leggerci.

Sono tra i plettri più venduti ma nel fare la nostra selezione abbiamo tenuto conto anche del parere espresso da altri utenti. Inoltre abbiamo messo a confronto i prezzi dei vari modelli, così da stilare una classifica con la recensione dei plettri più interessanti, compresi quelli delle migliori marche.

 

Prodotti raccomandati

 

Pick Geek Delrin

 

Principale vantaggio:

I plettri sono raccolti all’interno di una custodia pratica e simpatica; in questo modo è più semplice evitare di sparpagliarli ovunque e non perderli.

 

Principale svantaggio:

Il set, per essere davvero completo, avrebbe dovuto integrare anche un paio di plettri extra sottili; anche se poco usati, la loro presenza non avrebbe certo contraddetto nessuno.

 

Verdetto 9.6/10

Non sono plettri per professionisti, ovvio, ma hanno comunque una buona qualità e anche un discreto grip. La confezione comprende abbastanza plettri da strimpellare a lungo la vostra chitarra e il prezzo è ragionevole.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

Plettri di quattro misure

Custoditi in una simpatica scatoletta ci sono 16 plettri di differenti misure e colori. Ce n’è per tutte le esigenze o quasi perché, se è vero che ci sono plettri extra heavy, heavy, medio e sottile, mancano gli extra sottili. Vero non tutti li amano ma averne almeno uno può sempre fare comodo e avrebbe reso questo set davvero completo.

La scatoletta citata poc’anzi funge da pratico contenitore così da non lasciare i plettri sparsi ovunque ed evitare di perderli. Inoltre è comoda da tenere in tasca. Ma perché mai uno dovrebbe portarsi dietro i plettri? Domanda da profani; fermate per strada un amico chitarrista e chiedetegli se ha un plettro; lo vedrete frugarsi nelle tasche e chiedervi quale volete.

Buona presa

Una delle caratteristiche importanti che deve avere un plettro è la presa, nel senso che deve essere antiscivolo. Quando si suona capita che le dita sudino (cosa che tra l’altro rovina le corde) e può capitare che il plettro scivoli di mano. Bene, possiamo dire che i Geek Delrin sono mediamente antiscivolo in quanto realizzati in tortex che è un materiale che assicura un convincente grip.

E che dire della resistenza all’usura? Beh, non sono eterni, come tutti i plettri, ma neanche tanto longevi, tuttavia crediamo che la durata (poi dipende anche da come suonate e stressate il plettro) sia coerente con il costo della confezione pertanto non è nostra intenzione lamentarci.

 

Idea regalo

Ci sembra opportuno soffermarci ancora un attimo sulla confezione perché è, a nostro avviso, uno dei punti forti di questo set che potrebbe far propendere per l’acquisto rispetto ad altri plettri.

Per com’è concepita la confezione, si presta bene a idea regalo… certo, non sarà la Gibson Les Paul che il vostro amico chitarrista sogna da tanto tempo, ma siamo certi che farete comunque cosa gradita.

La concezione è leggera dunque tenerla in tasca non pesa affatto. Va detto che è anche abbastanza sottile ma questo, crediamo, non costituisca un problema visto che non contiene nulla di tanto fragile da necessitare chissà di quale protezione.

 

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Astro Pick

 

Questi plettri sono venduti in una pratica confezione da ben 40 pezzi. Insomma, la scorta dovrebbe bastare per un bel po’. Per quanto riguarda le dimensioni, sono rappresentati sei differenti spessori: da 0,58 a 1,55 mm. In alcuni commenti pubblicati in rete è stato fatto notare come ci sia un certo squilibrio nella rappresentatività delle misure con i plettri 0,58 in maggioranza.

Torniamo un attimo sulla scatola che, esteticamente, è abbastanza anonima ma contiene dieci scompartimenti che consentono di tenere ben ordinati i plettri.

Questione materiali: i plettri sono realizzati in ABS, un materiale discretamente resistente, sebbene non poche persone abbiano lamentato proprio un’usura troppo rapida. Interessante, invece, il prezzo.

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D’Addario 1CAP4

 

Chi suona la chitarra conosce sicuramente D’Addario ed è probabile che, almeno una volta nella vita, avrà provato le sue corde o, come in questo caso, i plettri. La confezione contiene 10 pezzi per un costo onesto, se non vantaggioso, I plettri si differiscono per colore ma non per spessore. Nel nostro caso specifico parliamo di plettri medi. Ora, questo può essere un punto favorevole o sfavorevole; dipende da che punto di vista la si voglia guardare.

È chiaro che il chitarrista che usa solo plettri medi, sarà soddisfatto oltretutto quelli di questo spessore sono versatili, buoni sia per gli assoli sia per l’accompagnamento. Chi invece vuole avere più soluzioni a portata di dita resterà, probabilmente, contrariato. La qualità dei materiali sembra buona così come la risposta all’usura.

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Pick Geek Trio

 

Confezione davvero molto ricca quella proposta da Pick Geek che contiene ben tre diversi set di plettri per un totale di 50 pezzi. Iniziamo dalla confezione che, secondo noi, è davvero molto bella. I plettri sono suddivisi in tre scatoline di metallo già di per sé belle, ma la vera chicca è la confezione che contiene il trio. Un cilindro elegante che si presta come originale idea regalo per chi si diletta a strimpellare le corde. Incartarlo sarebbe quasi uno spreco, per non dire un delitto. Appiccicate un fiocco sopra e via.

Alcuni utenti hanno lamentato la presenza di pochi plettri sottili, altri, invece, hanno fatto notare come il grip sia pessimo e dunque i plettri scivolino facilmente dalle dita. Buono, invece, il prezzo.

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Minidiva BTL0032-2-KL

 

C’è chi preferisce costruirsi da soli i plettri da usare così da scegliere materiali e spessore. In questo caso si può far ricorso a una macchinetta taglia plettri come la Minidiva che abbiamo selezionato. Questo dispositivo può tagliare materiali quali ABS, celluloide e molti altri. Ma grazie alla sua versatilità potete anche trasformare schede telefoniche, vecchi bancomat e oggetti simili in plettri, all’insegna del riciclo assoluto! Lo spessore massimo che può tagliare, è 1 mm.

I materiali della macchinetta sono plastica e acciaio e le conferiscono una buona solidità. Purtroppo dobbiamo sottolineare una scarsa personalizzazione, nel senso che non è possibile modificare la dimensione dei plettri.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Pick Geek Delrin

 

È un buon set di plettri che comprende 16 pezzi di svariate misure. Questi, infatti, vanno dal sottile all’extra duro. A voler essere pignoli, mancano gli extra sottili.

Molto carina la scatoletta in metallo che li contiene. In questo modo saprete sempre dove trovarli o sistemarli, invece di lasciarli sparsi in giro. Oltretutto, leggendo i commenti in rete, è stata una delle cose più apprezzate, anche perché si presta bene a un’idea regalo, qualora tra i vostri amici o familiari ci sia qualcuno che si diletta con la chitarra.

Il rapporto qualità/prezzo non ci sembra malvagio, considerate che in un negozio di strumenti, comprare singolarmente questi plettri vi costerebbe moltissimo di più.

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Come utilizzare il plettro per chitarra

 

La stragrande maggioranza dei chitarristi usa il plettro per suonare lo strumento, principalmente perché è più comodo rispetto alle dita. Ma detto in questo modo è abbastanza riduttivo. Tenete presente che usare le dita produce un suono diverso rispetto al plettro; ma differenze di suono si hanno anche usando plettri di diverso spessore. In tutto ciò, poi, concorre la mano, anzi, il tocco del chitarrista.

Ma non addentriamoci troppo in tali questioni perché almeno qui è il plettro che ci interessa dunque, non rubiamogli protagonismo.  

 

 

Impugnatura

Come il batterista deve saper impugnare le bacchette (sappiate che non sono delle semplici mazze da brandire) così il chitarrista (ma anche il bassista) deve saper impugnare il plettro. Non è poi così complicato; inoltre non c’è tutta questa rigidità d’impostazione come capita per le succitate bacchette.

Volendo generalizzare, possiamo dire che il plettro va tenuto tra l’indice e il pollice, poi sta alla sensibilità del chitarrista trovare l’impostazione che preferisce. Ma il plettro va tenuto stretto oppure no? Dipende dai casi; la forza con la quale stringete il plettro la sua influenza sul suono dunque sta a voi sperimentare di volta in volta e stringere di più o meno a seconda delle vostre esigenze.

 

L’angolazione

L’angolazione del plettro ha la sua importanza, certo parliamo di sfumature che possono sfuggire alle persone non addentro alla questione ma chi suona la chitarra presta attenzione a queste cose. Per esempio, tenendo leggermente inclinato il plettro si enfatizza l’attacco e il suono è graffiante.

 

Il verso della pennata

Ma in che verso si suona con il plettro? Beh ci sono varie possibilità e anche in questo caso dipende dal suono che si vuole ottenere, dalla ritmica ecc. Il plettro può essere suonato dall’alto verso il basso, viceversa, e poi c’è il cosiddetto alternative picking, ossia alternando la pennata dall’alto e dal basso.

Questi tre diversi movimenti possono essere impiegati sia per gli assoli che per le ritmiche poi è chiaro, alcuni si prestano meglio di altri in determinate situazioni. Per esempio, se volete suonare Creeping Death dei Metallica farete un largo uso della pennata dall’alto verso il basso mentre se dovete eseguire una classica cavalcata alla The Trooper è l’alternative picking che vi serve.

 

 

Variate

Abbiamo visto in quali versi può essere data la pennata. Abbiate l’accortezza di non fossilizzarvi su un solo movimento; imparateli bene tutti, visto che esistono una serie di esercizi in merito. Se riuscite a suonare cercando di usare le diverse plettrate ne gioverà la vostra musica e tenete a mente che il tocco del chitarrista lo rende più facilmente riconoscibile.

 

 

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