Fotocamera subacquea – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2025
Scattare fotografie o riprendere video subacquei è l’unico modo per mostrare a chi non ha la possibilità di ammirare in prima persona il mondo sommerso, ciò che osserviamo quando siamo sott’acqua. La diffusione dei corsi da sub, estivi e invernali, è stata di grande impulso per il mercato delle fotocamere digitali subacquee che, va ricordato, sono progettate per affrontare situazioni di stress anche in condizioni subaeree. Oltre a essere impermeabili, resistono infatti agli urti, alle cadute accidentali, al freddo intenso e alla polvere più insidiosa. Per questo motivo, le fotocamere subacquee sono dette anche “fotocamere estreme”, “fotocamere outdoor”, “fotocamere rugged” o “fotocamere 4×4”. Nella comparazione che segue, vi mostriamo quelle che secondo noi sono le migliori fotocamere subacquee del 2025, indicando per ognuna le offerte online (non dovrete più chiedervi dove acquistare) e le caratteristiche tecniche. In cima alla classifica abbiamo posto la Nikon Coolpix W300 per la qualità del suo obiettivo e la capacità di spingersi fino a 30 metri di profondità (senza alcuna custodia di protezione). Segue la Olympus Tough TG-6 di cui gli utenti apprezzano le caratteristiche semi-professionali (lo scatto in formato RAW, per esempio) e l’ampio parco di accessori (tra cui alcune ottiche aggiuntive), quindi la Fujifilm Finepix XP140 per l’ottimo rapporto qualità/prezzo e per la capacità di spingersi fino a 25 metri di profondità.
Tabella comparativa
Il meglio del meglio!
Delle fotocamere che possono immergersi in acqua senza l’ausilio di scafandri stagni, è quella che raggiunge la profondità maggiore: 30 metri per un tempo massimo di 60 minuti. Vanta inoltre un ottimo obiettivo grandangolare (24mm) e una serie di strumenti di misura che la rendono idonea a ogni tipo di avventura (come la bussola elettronica). Ottimo il nuovo display touch da 921.000 pixel.
Trattandosi dell’evoluzione dei precedenti modelli appartenenti alla serie AW, non presenta particolari difetti ma solo qualche limite. Come quello di non consentire la regolazione manuale dell’esposizione (tempo di posa e apertura del diaframma). La velocità di scatto a raffica non supera i 4,7 fps (frame per secondo).
Se amate la fotografia subacquea ma non volete dotarvi di un’attrezzatura ingombrante e costosa, la Nikon Coolpix W300 è senza dubbio la migliore fotocamera subacquea del momento. Si comporta bene con le immagini e con le riprese 4K Ultra HD e vi darà modo di esprimere la vostra creatività in ogni situazione.
La seconda opzione
Nelle recensioni di chi l’ha già messa alla prova, se ne apprezza la velocità di scatto in sequenza: 20 fps in formato RAW e alla massima risoluzione sono un risultato degno di menzione. La macchina offre inoltre funzioni creative come la Time-Lapse e l’insolita modalità di visione “microscopio”. In più integra un sensore GPS. Decisamente migliorata, rispetto alla Tough TG-5, la risoluzione del monitor, che adesso vanta oltre un milione di punti.
All’ottimo grandangolo da 25mm segue un teleobiettivo da soli 100mm. Per spingersi oltre occorre acquistare l’aggiuntivo ottico dedicato TCON-T01, che aumenta la focale di un fattore 1,7 (spesso proposto a prezzi scontati).
Si colloca un po’ al di sotto della Nikon Coolpix W300 perché migliorabile da alcuni punti di vista. Nel complesso resta tuttavia un ottimo prodotto. È la fotocamera da scegliere se ambite alla versatilità del formato RAW in fase di post-produzione e a realizzare filmati 4K Ultra HD di ottima fattura.
Da considerare
Se vi piacciono i teleobiettivi, la Finepix XP140 è, con i suoi 140mm equivalenti, il modello più interessante fra quelli descritti nella nostra comparazione. 25 metri di profondità massima, poi, non sono male per una macchina piuttosto economica. Ottimi i 10 fps (fotogrammi per secondo) di velocità massima di scatto alla risoluzione più elevata.
Come rimarcato nei pareri online, è un vero peccato che una fotocamera subacquea così ben concepita non preveda il sensore di posizione GPS. Speravamo che, in qualità di evoluzione della XP130, lo includesse nella propria dotazione. È questo l’unico vero grande limite della Fujifilm Finepix XP140.
Se siete disposti a perdonare l’assenza del sensore GPS, la Fujifilm Finepix XP140 può considerarsi un ottimo compromesso fra prezzo e prestazioni. Difficilmente troverete sul mercato un prodotto altrettanto valido ed equilibrato (nella sua categoria di prezzo).
Come scegliere la migliore fotocamera digitale subacquea
Anche se la scelta della migliore fotocamera subacquea compatta è limitata a pochi modelli, conviene conoscere di questi i tratti caratteristici, oltre ai pro e ai contro, confrontare i prezzi e fare il proprio acquisto. Abbiamo volutamente trattato nel lavoro di comparazione che segue solo fotocamere intese in senso stretto, tralasciando le ormai diffuse action cam. Per una questione di forma (form factor), quindi di ergonomia e di potenzialità ottiche, preferiamo che le fotocamere subacquee continuino a rappresentare una categoria di prodotto a sé stante.
Le action cam sono per esempio prive di zoom e sono concepite più per essere fissate al casco, alla tavola da surf, alla moto o alla bicicletta, mediante accessori dedicati, che per l’utilizzo a mano. Fatta questa importante distinzione, dovete sapere cosa vi serve, prima di chiedervi quale fotocamera subacquea comprare. Se, per esempio, dovete fare un regalo ai vostri bambini, in occasione della loro prima comunione, o perché si divertano in piscina o in spiaggia durante le vacanze estive, il nostro consiglio è di non spendere troppi soldi e acquistare, se non la più economica, una macchina dal prezzo medio-basso. Se invece la “fotocamere rugged” è per voi e ambite a fare scatti sott’acqua degni del miglior ingrandimento su carta, il discorso cambia.
Ricordate inoltre che le attuali fotocamere subacquee, fatta eccezione per i modelli più economici, dispongono di moduli Wi-Fi e Bluetooth integrati che permettono di instaurare una connessione continua con lo smartphone, per il controllo remoto e per il trasferimento diretto e senza fili delle fotografie dalle stesse fotocamera al telefono. Lasciate perdere i modelli proposti a prezzi bassi e rivolgete l’attenzione alle macchine di prestazioni superiori. Fatte queste premesse, seguite i nostri consigli d’acquisto e saprete come scegliere una buona fotocamera subacquea.
Guida all’acquisto
Cos’è la certificazione IP?
Se siete interessati a una fotocamera subacquea digitale e più in generale a una macchina outdoor, vi imbatterete senza alcun dubbio in sigle del tipo IPX8, IP6X, IP68 e via dicendo. Cosa significhi questo insieme di caratteri alfanumerico ve lo spieghiamo subito. Si tratta del marchio internazionale di protezione ovvero l’International Protection Rating il quale vi offre un’informazione precisa, cioè derivata in laboratorio, di quanto una data fotocamera sia resistente alla polvere e all’acqua. Sono valori ottenuti appunto in laboratorio, sottoponendo le fotocamere a test rigorosi ma controllati, per cui vanno interpretati con la giusta intelligenza.
Le due cifre che seguono la sigla IP indicano rispettivamente l’impermeabilità ai corpi solidi (polvere e piccoli detriti) e quella ai liquidi (principalmente acqua). La prima può assumere valori compresi fra 0 e 6; la seconda valori compresi fra 0 e 9. Più alto il valore, più alta la resistenza che il dispositivo – nel nostro caso la fotocamera digitale subacquea – oppone all’ingresso di polvere e acqua. Senza entrare nel merito dei vari valori, vi invitiamo a guardare le schede tecniche che, in questo articolo, accompagnano ciascun modello. Tutte le fotocamere, fatta eccezione per la Easypix W1024, hanno una certificazione IP pari a 68 (ossia IP68). Appare quindi chiaro che per tutti i modelli trattati, la resistenza all’intrusione solida e liquida è pressoché massima. Più nel dettaglio: la sigla IP6X certifica la totale protezione dalla polvere; la sigla IPX8 certifica l’impermeabilità nei confronti dell’acqua immergendo la fotocamera oltre il metro di profondità.
Lo standard internazionale afferma che per una macchina fotografica subacquea IPX8 “l’ingresso in acqua con determinate condizioni (specificate dal produttore) non porta alcun danno: può esserci chiusura ermetica o, semplicemente, l’acqua che entra non danneggia il dispositivo”. Il livello di protezione 9 non riguarda le fotocamere poiché esprime il grado di protezione da getti d’acqua ad alta pressione e ad alta temperatura, prove alle quali non non dovrebbero essere mai chiamate le fotocamere per uso quotidiano e non speciale. Per quanto riguarda la resistenza alle cadute e agli urti, uno degli standard di riferimento più utilizzati è il Mil-Std 810F 516.5:Shock. Per derivare la resistenza di ciascun modello, i produttori fanno cadere le fotocamere su pannelli di compensato spessi 5 cm.
Effetti creativi, HDR, Time-Lapse e funzione Panorama
Qualche anno fa avremmo sorvolato sull’argomento. Oggi, data l’esistenza di social network che ci permettono di comunicare attraverso le immagini (Facebook e Instagram su tutti), gli effetti speciali e i filtri creativi hanno acquistato un’importanza fondamentale. I produttori di fotocamere digitali lo sanno e li mettono a vostra disposizione. Potrete in parte applicarli già durante lo scatto, in parte a immagini già acquisite. La possibilità infine di trasferire gli scatti verso lo smartphone o il tablet grazie alla connettività Bluetooth e/o Wi-Fi delle fotocamere subacquee qui trattate, vi permetterà di condividere vere e proprie opere d’arte. Tutte le fotocamere da noi trattate annoverano una buona quantità di effetti speciali e filtri che talvolta migliorano gli scatti, altre volte tendono a trasformarli completamente, per risultati anche molto divertenti.
Altre funzioni da considerare perché una fotocamera rugged sia considerata completa sono l’HDR, la Time-Lapse e la funzione Panorama. La buona notizia è che le nuove fotocamere prevedono funzioni speciali in numero addirittura maggiore.
Definite in lingua anglosassone “High Dynamic Range”, le immagini HDR si ottengono sovrapponendo due o più scatti dello stesso soggetto ricavati con esposizioni diverse e opportunamente calibrati. La caratteristica delle immagini HDR è quella di restituire un livello di dettaglio prossimo a quello percepito dall’occhio umano, riproducendo più particolari nelle zone fortemente in ombra e nelle cosiddette “alte luci”, cioè in quelle maggiormente illuminate. Se un tempo spettava al fotografo sovrapporre correttamente le immagini con software di terze parti, oggi sono le stesse fotocamere ad occuparsene. Basta infatti selezionare l’intensità dell’HDR che si vuole ottenere, mantenere premuto il pulsante di scatto e attendere che nella scheda di memoria venga salvata un’immagine HDR. Vi parliamo di questa funzione perché riteniamo che una fotocamera subacquea, più in particolare una concepita per l’outdoor, debba includerla. Pensate a un tramonto in alta montagna o sul mare: con l’HDR avrete più sfumature di colore (dal rosso all’azzurro) e una maggiore quantità di dettaglio.
Sempre per via automatica le recenti fotocamere permettono di creare video Time-Lapse. Si tratta di filmati ottenuti unendo diverse fotografie catturate a intervalli di tempo prestabiliti. Pensate a un fiore che sboccia, al sole che tramonta, alle nuvole che si muovono nel cielo. Situazioni, queste, che chi vive o pratica sport all’aria aperta si trova costantemente ad affrontare. Potete scegliere dentro il menu della fotocamera il periodo di tempo giusto e lasciare che la stessa faccia tutto da sola. È importante però che sia assicurata a un treppiedi in modo che le immagini (potrebbero essere anche centinaia) siano riprese dallo stesso punto di vista. Si possono realizzare anche time-lapse con un punto di vista dinamico, ossia in movimento (vengono generalmente detti “hyper-lapse”), ma per farlo occorre dotarsi di un’attrezzatura specifica. Anche se esula dagli scopi dell’articolo che state leggendo, è opportuno parlarvi della loro esistenza per offrirvi un’informazione quanto mai completa.
Restando in tema di paesaggi naturali e creazioni automatizzate, fate attenzione alla funzione panorama grazie alla quale le immagini avranno una sviluppo orizzontale e verticale che copre angoli di 180° o 360°. Le fotocamere più evolute permettono di creare facilmente panorami tenendo premuto il pulsante di scatto e ruotando il corpo (quindi la fotocamere) dell’angolo desiderato. Altre, le più economiche, visualizzano sul display delle linee guida utili a comporre correttamente le inquadrature passo dopo passo. Queste saranno poi fuse – la tecnica si chiama “stitching” – al computer in un secondo momento, mediante un software di terze parti.
L’importanza dello scatto continuo
Quando si analizzano le specifiche di una fotocamera compatta, la velocità di scatto continuo passa spesso in secondo piano. Eppure, la capacità di catturare diverse immagini al secondo, tenendo premuto il pulsante di scatto, assume molta importanza con i soggetti in rapido movimento. Pensate a quando, durante le escursioni, vi trovate di fronte a stormi di uccelli che volano basso, oppure, nelle sessioni di fotografia sportiva all’aria aperta, dovete fotografare atleti in corsa come pattinatori, ciclisti, motociclisti e via dicendo. La probabilità di ottenere belle immagini con lo scatto singolo è in tutti questi casi molto bassa. Molto meglio impostare, nel menu della fotocamera, la funzione “raffica” e catturare più fotogrammi in rapida sequenza. Più alta la velocità di scatto in fps (fotogrammi per secondo) della macchina fotografica, maggiore la probabilità di ottenere immagini con il soggetto (o i soggetti) stabile e nitido.
Ma a cosa dobbiamo fare attenzione per misurare questa capacità? A due particolari caratteristiche: la massima velocità di scatto, espressa in fotogrammi per secondo (fps), e la quantità di immagini che la fotocamera può registrare, a quella velocità e alla massima risoluzione, sulla scheda di memoria, tenendo premuto il pulsante di scatto. Da questo punto di vista evincono le differenze di prestazioni (e prezzo) esistenti fra i vari modelli di fotocamere rugged: nella nostra guida, molto buone da questo punto di vista sono le Olympus Tough TG-5 e TG-6 (20 fps in RAW, alla più alta risoluzione, per un massimo di 14 immagini), la Nikon Coolpix W300 (4,7 fps alla più alta risoluzione per un massimo di 11 immagini), le Fujifilm Finepix XP130 e FinePix XP140 (10 fps alla più alta risoluzione, per un massimo di 10 immagini). Migliori prestazioni si ottengono scattando in formato compresso JPEG (consultate le schede tecniche allegate ai modelli trattati per trarre le vostre conclusioni).
Badate bene che la quantità di immagini registrabili con una sola pressione del pulsante di scatto dipende fortemente anche dal tipo e dalla classe di scheda di memoria utilizzata. È necessario che questa riesca a scrivere dati sui suoi moduli a velocità almeno pari a quella con cui la macchina cattura le immagini a raffica.
Il sensore GPS (Global Positioning System)
Ogni fotocamera subacquea (o pensata per la vita all’aria aperta) che si rispetti dovrebbe integrare un modulo GPS, ovvero un sensore che in ogni momento possa informarci sulla latitudine, longitudine e quota del punto in cui ci troviamo, fino a localizzare la nostra posizione su una mappa digitale. Alcune fotocamere, come la Nikon Coolpix W300 (in prima posizione nella nostra classifica), visualizzano infatti una mappa mondiale dettagliata sul proprio display indicando, in tempo reale, il punto in cui ci troviamo. Un po’ come fanno i comuni smartphone non appena si apre l’app Google Maps e si attiva il rilevamento della posizione. Purtroppo, anche le più costose fotocamere subacquee non sempre vantano questa funzione. È il caso delle Fujifilm Finepix XP140 e Finepix XP130 che, malgrado si facciano apprezzare da tanti altri punti di vista, sono sprovviste di sensore GPS. La buona notizia è che questi modelli, quando sono connessi con lo smartphone grazie alle rispettive app, derivano da quest’ultimo i dati di posizione geografica. Una soluzione che però noi definiamo di ripiego poiché costringe a mantenere costantemente attiva la connessione tra telefono e fotocamera, con maggiore consumo energetico di tutti e due i dispositivi.
Per darvi un’idea di quanto invece siano ben equipaggiate la Nikon Coolpix W300 e le Olympus Tough TG-5 e TG-6, sottolineiamo la capacità di rilevare la loro posizione anche dal sistema di localizzazione russo GLONASS (Global’naja Navigacionnaja Sputnikovaja Sistema), controparte del Global Positioning System (GPS) degli Stati Uniti.
Accessori e filettatura per filtri ottici
Un sistema fotografico espandibile assicura al fotografo e all’appassionato maggiore versatilità e libertà di esprimersi. Ad alcune fotocamere subacquee è possibile abbinare, comprandoli a parte, accessori proprietari che ne modificano la lunghezza focale, aumentano la capacità di illuminare la scena dentro e fuori dall’acqua, le rendono impermeabili fino a profondità maggiori di quelle dichiarate. Purtroppo, non sono molti i modelli che prevedono una vera e propria collezione di accessori opzionali. Di quelli contenuti nella nostra guida all’acquisto, la Nikon Coolpix W300 e le Olympus Tough TG-5 e TG-6 spiccano fortunatamente per la quantità di accessori disponibili. La Coolpix W300 mette per esempio a disposizione involucri in silicone di diverso colore che ne aumentano la resistenza agli urti e la proteggono dai graffi; un sistema flash subacqueo (adattatore SR-CP10A + supporto SK-N10A + flash SB-N10) da collegare alla fotocamera attraverso un cavo in fibra ottica, uno zaino impermeabile per far fronte alle condizioni meteo più critiche, una cinghia da polso galleggiante, oltre a cavi di diverso tipo.
Ancora più ricco il parco accessori delle fotocamere subacquee Olympus che comprende la custodia PT-058 con la quale è possibile immergersi fino a 45 metri di profondità, il diffusore flash FD-1 che distribuisce più efficacemente la luce emessa dal flash nelle applicazioni di macrofotografia, l’aggiuntivo ottico fisheye FCON-T01 che riduce la focale grandangolare da 25mm a 19mm (impermeabile all’acqua fino a 12 metri); l’aggiuntivo ottico tele TCON-T01 che, grazie al fattore 1,7x, porta la massima focale della fotocamera da 100mm a 170mm.
Sul versante dei filtri ottici, fra le pochissime fotocamere subacquee (e non solo) sul mercato a vantare compatibilità ci sono ancora la Olympus Tough TG-5 e Tough TG-6. Con l’adattatore CLA-T01 permette di avvitare all’obiettivo delle macchina non soltanto gli aggiuntivi ottici che abbiamo appena citato, ma che filtri di ogni genere con diametro di 40,5 mm.
Le migliori fotocamere subacquee del 2025
Prodotti raccomandati
Nikon Coolpix W300
Difficile trovare di meglio. La fotocamera subacquea Nikon Coolpix W300 è una delle migliori fotocamere compatte subacquee che siano state mai costruite. Impermeabile fino a 30 metri e per un tempo massimo di 60 minuti, è la macchina adatta sia al sub alle prime armi sia a chi ha maturato esperienza con le immersioni più impegnative. Disponibile in quattro colori, compreso l’intramontabile camouflage, resiste agli urti, alla polvere e alle cadute da un massimo di 2,4 metri. Mettendo a disposizione strumenti utili non solo al subacqueo, ma anche all’appassionato di escursioni, si presta a un’infinità di situazioni.
Profondimetro, barometro e altimetro sono plus che difficilmente troverete in altre macchine fotografiche. Più che all’altezza è anche il reparto ottico che si affida a un obiettivo Nikkor con escursione focale 24-120mm nel formato equivalente (zoom ottico 5x) e una generosa apertura massima: f/2.8-4.9. Eccellente anche la distanza minima di messa a fuoco che, in posizione grandangolo, permette alla fotocamera Nikon Coolpix W300 di focheggiare a un solo centimetro di distanza (1 cm). Pensate quindi alle possibilità creative che avrete in ambito subacqueo, con animali e vegetali marini, nonché subaereo, con insetti e piccoli cristalli. I pulsanti sono dimensionati per un uso agevole anche con i guanti mentre quelli laterali consentono un accesso veloce a diverse funzioni, compresa la mappa digitale. Su questa potrete individuare i punti in cui avete scattato le vostre fotografie.
Tutto ciò grazie a un sensore di posizione compatibile con i sistemi GPS e GLONASS che vi darà in ogni istante non soltanto le coordinate geografiche del punto in cui vi trovate, ma anche il nome del luogo (se contenuto nel database della macchina). Di qualità anche il display posteriore da tre pollici. Sul versante video, la Coolpix W300 mette a disposizione la ripresa 4K Ultra HD (3.840×2.160 pixel) in modalità progressiva con 30 fps o 25 fps (fotogrammi per secondo) e la Full HD (1.920×1.080 pixel) con diverse frequenza di fotogramma e interessanti funzioni speciali (guardate la scheda tecnica per approfondire). Spiccano su tutte, le funzioni Time-Lapse e HDR (High Dynamic Range).
La prima permette di realizzare video accelerati di eventi che normalmente si svolgono con estrema lentezza (come l’innalzamento o l’abbassamento della marea, il sorgere o il tramontare del sole, le onde che si infrangono sugli scogli, etc…). La seconda di comporre immagini con estesa gamma dinamica, ossia con dettagli evidenti sia nelle alte luci, sia nelle ombre più intense. Dal punto di vista della connettività (Wi-Fi e Bluetooth), ci pensa la tecnologia SnapBridge a mettere in comunicazione la fotocamera con lo smartphone consentendo il trasferimento in tempo reale delle immagini catturate. Ciò ne facilita la condivisione immediata sui social network. Buono il parco accessori.
» Scheda Tecnica
Sensore e risoluzione: CMOS da 16 megapixel
Obiettivo: 24-120mm nel formato equivalente; f/2.8-4.9
Zoom: 5x (ottico); 20x (digitale)
Ripresa video: 4K UHD (3.840×2.160 pixel, 30p/25p); Full HD (1.920×1.080 pixel, 60p/50p/30/25p); HD (1.280×720 pixel, 30p/25p); VGA (640×480 pixel, 30p/25p); HS (480/4x e 1080/0,5x per fast motion e slow motion)
Massima velocità di scatto in sequenza: 7,5 fps alla massima risoluzione (per un massimo di 5 immagini)
Stabilizzatore: VR a decentramento ottico ed elettronico
Distanza minima di messa a fuoco (macro): 1 cm (posizione grandangolo)
Sensibilità ISO: 125-1.600 (3.200 e 6.400 ISO nel modo AUTO)
Wi-Fi: Sì
Bluetooth: Sì
Display: 3 pollici (921.000 pixel)
Supporto di memoria: SD/SDHC/SDXC
Batteria: agli ioni di litio ricaricabile (280 scatti)
Profondità massima: 30 metri (per 60 minuti)
Dati di posizione: GPS, GLONASS
Bussola elettronica: Sì
Profondimetro: Sì
Altimetro: Sì
Barometro: Sì
Altezza massima di caduta: 2,4 m
Temperatura minima: -10 °C
Certificazione IP: IP68
Dimensioni: 111,5x66x29 mm
Peso: 231 g (con batteria e scheda di memoria)
» Scheda Tecnica
La completezza ne fa una fotocamera davvero competitiva. A piacere in particolare agli utenti e la rapidità con cui si accende (qualche frazione di seconda dalla pressione del tasto On) e la buona qualità delle riprese video che con questo modello toccano la risoluzione 4K Ultra HD. Non a caso Nikon viene da molti considerata la migliore marca.
È un vero peccato che Nikon non doti le sue fotocamere rugged di alto livello di controlli per l’esposizione manuale come tempi e apertura, con e senza priorità. Visto che la macchina viene spesso usata di notte, ne avrebbe guadagnato in versatilità.
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Olympus Tough TG-6
Se conoscete il catalogo Olympus e riflettete sui modelli di fotocamere subacquee inclusi in questa guida mercato, vi renderete conto che la più recente Tough TG-6 eredita molto dalla precedente TG-5. Dal punto di vista estetico le due macchine sono infatti identiche, né differiscono molto per quanto riguarda la scheda tecnica. C’è una caratteristica che pone però la TG-6 al di sopra della TG-5 ed è il display posteriore, la cui risoluzione è nell’ultimo modello notevolmente aumentata. Anzi, della TG-5 abbiamo criticato proprio la bassa risoluzione del monitor, limite arginato dalla new-entry. La Olympus Tough TG-6 vanta infatti un pannello da 3 pollici con oltre 1 milione di punti, per una qualità di riproduzione delle immagini e di visualizzazione (in fase di composizione dell’inquadratura) elevata.
Un plus che acquista enorme valore se mette a confronto i prezzi dei due modelli, assai simili fra loro. Alcuni lamentano una differenza di resa cromatica fra composizione e riproduzione. In altri termine, i colori osservati sul monitor durante le inquadrature e le riprese video appaiono un po’ più freddi di quelli che vengono poi riprodotti dentro l’immagine RAW oppure JPG. Considerate inoltre che la fotocamera non è dotata di un mirino elettronico e che in pieno sole la visibilità del display tende a ridursi.
Se si mettono da parte la scheda tecnica e i numeri in essa contenuta e si leggono le recensioni scritte da chi l’ha già acquistata, si capisce che tra i modelli TG-5 e TG-6 le differenze esistono anche per quanto riguarda la qualità delle immagini. L’anno intercorso fra la presentazione dell’una (la TG-5) e dell’altra (la TG-6) ha evidentemente permesso agli ingegneri Olympus di intervenire sull’elettronica interna e sul software che si preoccupa di trasformare ogni rilascio dell’otturatore in una immagine. In termini di colori, le fotografie scattate con la più recente TG-6 sembrano migliori di quelle ottenute con la TG-5.
La minima distanza focale, pari a 25mm equivalenti, permette poi di ottenere belle immagini grandangolari e, data l’ottima luminosità dell’obiettivo (il diaframma ha apertura massima f/2.0-4.9), si riescono a ottenere fotografie con l’effetto bokeh con soggetti non troppo distanti dalla lente. Se volete spingervi oltre, sia per quanto riguarda il grandangolo, sia il teleobiettivo, potete acquistare gli aggiuntivi ottici che abbiamo descritto sopra, compatibili tanto con la Tough TG-6 quanto con la precedente Tough TG-5.
Un’analisi attenta della resa ottica, confermata dai pareri espressi online da alcuni utenti, porta a segnalare la comparsa del flare, ovvero di quelle “macchie luminose” dovute ai riflessi interni al sistema ottico. Ciò accade quando si scatta in determinate condizioni di luce, per esempio quando sono presenti fonti di luce molto intense o quando la luce penetra lateralmente rispetto al sensore di immagine. Va da sé che opportunamente dosato, il flare può anche conferire fascino alle immagini.
» Scheda Tecnica
Sensore e risoluzione: CMOS da 12 megapixel
Obiettivo: 25-100mm nel formato equivalente; f/2.0-4.9
Zoom: 4x (ottico)
Ripresa video: 4K (3.840×2.160 pixel, 30p/25p); Full HD (1.920×1.080 pixel)
Ripresa video speciale: VGA (640×360 pixel; 480 fps); HD (1.280×720 pixel, 240 fps); Full HD (1.920×1.080 pixel, 120 fps)
Massima velocità di scatto in sequenza: 20 fps alla massima risoluzione (per un massimo di 14 immagini RAW, fino a esaurimento scheda in JPG)
Stabilizzatore: Sì (meccanico con le immagini, elettronico con i video)
Distanza minima di messa a fuoco (macro): 1 cm (con funzione microscopio-focus stacking)
Sensibilità ISO: 100-12.800
Wi-Fi: Sì
Bluetooth: No
Display: 3 pollici (1.040.000 pixel)
Supporto di memoria: SD/SDHC/SDXC
Batteria: agli ioni di litio ricaricabile
Profondità massima: 15 metri
Dati di posizione: GPS/GLONASS
Bussola elettronica: Sì
Profondimetro: No
Altimetro: No
Barometro: Sì
Termometro: Sì
Altezza massima di caduta: 2,1 metri
Temperatura minima: -10 °C
Certificazione IP: IP68
Dimensioni: 113x66x31,9 mm
Peso: 250 g (con batteria e scheda di memoria)
» Scheda Tecnica
Nel complesso è una macchina ben riuscita e matura. Oltre a essere ricca di funzioni, a connettersi con facilità al vostro smartphone e a disporre di un sensore GPS, vi permette di realizzare composizioni macro a un solo centimetro di distanza (1 cm) dal soggetto. Eccellente anche la velocità di scatto che tocca addirittura i 20 fps.
Visto che la risoluzione del monitor è stata nettamente incrementata rispetto alla precedente Tough TG-5, il limite del modello TG-6 resta la focale limitata in posizione teleobiettivo (solo 100mm equivalenti) e la formazione dell’effetto flare in determinate condizioni di luce.
Fujifilm Finepix XP140
Una strategia simile a quella di Olympus è stata adottata anche Fujifilm, che a poco più di un anno dal lancio della fotocamera subacquea Finepix XP130 (correva il mese di gennaio dell’anno 2018), presenta la sua evoluzione, ossia la Finepix XP140. Dal punto di vista estetico cambia poco: a una prima occhiata si nota che la scritta XP, sotto l’obiettivo, orizzontale nel modello XP130, diventa obliqua nel più recente XP140. Immutati anche i colori nei quali le due macchine sono disponibili: giallo canarino, bianco e nero, con inserti che vanno dal silver al nero, dal celeste al verde. Appurate le similitudini, che riguardano anche sensore CMOS e obiettivo, la lista delle novità si articola in tre punti.
La Finepix XP140 può spingersi a maggiore profondità rispetto alla XP130. Ed è una profondità di tutto rispetto: ben 25 metri. Solo Nikon, con la Coolpix W300 e i suoi 30 metri, riesce a fare meglio. Se siete quindi subacquei esperti e fotografare in immersione è una vostra passione, la nuove rugged Fujifilm può fare al vostro caso. Non resta immutata neanche l’altezza massima dalla quale le fotocamere possono cadere senza rompersi o danneggiarsi: 1,75 metri per la vecchia XP130, 1,80 metri per la nuova XP140. Non saranno cinque centimetri (5 cm) a fare la differenza, lo riconosciamo, ma il miglioramento testimonia la volontà degli ingegneri Fujifilm di voler fare sempre meglio. Più significative le migliorie apportate al comparto dell’elettronica interna: la sensibilità ISO massima fa un netto balzo in avanti portandosi dai 3.200 ISO della Finepix XP130 ai 12.800 ISO della XP140.
La finalità è presto chiara: si vuole consentire di scattare a mano libera – in immersione non si può fare altrimenti – sfruttando tempi brevi di esposizione senza rinunciare alla luminosità delle immagini finali. In questo modo le probabilità di ottenere scatti fermi risultano maggiori. Un altro miglioramento, quello che più rispetta la tendenza del momento, riguarda la risoluzione di acquisizione video: la Finepix XP140 va oltre il video Full HD (1.920×1.080 pixel) proiettando l’utente nel mondo dei filmati 4K Ultra HD (3.840×2.160 pixel), un plus che acquisisce valore più fuori dall’acqua che dentro. Attenzione però che la frequenza di fotogramma, in modalità di acquisizione 4K, è di 15 fps, non di 25 fps o di 30 fps come ci si aspetterebbe.
Con 15 fps i video possono risultare poco fluidi. Se comprate la Finepix XP140 e dovete riprendere eventi importanti, vi consigliamo di registrare in Full HD (godrete di un frame rate massimo di 50 fps).
» Scheda Tecnica
Sensore e risoluzione: CMOS da 16,4 megapixel
Obiettivo: Fujinon 28-140mm; f/3.9-4.9
Zoom: 5x (ottico); 10x (digitale)
Ripresa video: 4K Ultra HD (3.840×2.160 pixel, 15p); Full HD (1.920×1.080 pixel, 60p/30p); HD (1.280×720 pixel, 60p); VGA (640×480 pixel, 30p)
Massima velocità di scatto in sequenza: 10 fps alla massima risoluzione (per un massimo di 10 immagini)
Stabilizzatore: Sì
Distanza minima di messa a fuoco (macro): 9 cm (posizione grandangolo)
Sensibilità ISO: 100-12.800
Wi-Fi: Sì
Bluetooth: Sì
Display: 3 pollici (920.000 pixel)
Supporto di memoria: SD/SDHC/SDXC
Batteria: batteria agli ioni di litio ricaricabile (circa 240 scatti)
Profondità massima: 25 metri (per 120 minuti)
Dati di posizione: No (non ha un sensore GPS)
Bussola elettronica: No
Profondimetro: No
Altimetro: No
Barometro: No
Altezza massima di caduta: 1,80 m
Temperatura minima: -10 °C
Certificazione IP: IP68
Dimensioni: 109,6x71x27,8 mm
Peso: 207 g (con batteria e scheda di memoria)
» Scheda Tecnica
Come la Finepix XP130, anche la XP140 vanta un rapporto qualità/prezzo molto buono. Il prezzo è di gran lunga inferiore a quello dei modelli Olympus e Nikon. Tenetene conto perché la fotocamera dimostra di avere gli attributi necessari a regalarvi grandi soddisfazioni. Molto buono, per esempio, l’obiettivo, che si spinge fino a 140mm equivalenti, una focale perfetta per primi e primissimi piani. La profondità massima alla quale può essere immersa, 25 metri, ne consente un uso (quasi) professionale.
Forse per contenere il prezzo, forse per motivi di natura tecnica, il sensore GPS a bordo delle fotocamere subacquee Fujifilm continua a mancare. Se volete geolocalizzare gli scatti, dovete infatti connettere la fotocamera via Bluetooth con lo smartphone. Il passaggio al 4K mette la macchina più al passo con i tempi, ma resta l’amaro in bocca quando si scopre che in modalità 4K Ultra HD, la frequenza di fotogramma è limitata a 15 fps.
Olympus Tough TG-5
Con soluzioni degne di fotocamere di categoria superiore – come la possibilità di scattare in formato RAW e di fare post-produzione direttamente in camera – e un invidiabile corredo di accessori opzionali, la Olympus Tough TG-5 è una delle fotocamere “rugged” più sofisticate che l’azienda giapponese abbia mai concepito. Da poco è stata affiancata dalla TG-6 che ne rappresenta la naturale evoluzione. L’idea alla base è quella di fornire al fotografo che ama la vita dinamica e avventurosa, un sistema aperto e ampliabile in funzione delle sue esigenze.
Aggiuntivi ottici con i quali ottenere nuove focali, flash anulari e illuminatori LED per il video e la fotografia macro sono infatti disponibili, a prezzi talvolta scontati, per questa macchina fotografica estrema. Disponibile in due colori (rosso e nero), si affida a un sensore CMOS da 12 megapixel (il miglior equilibrio fra dettaglio e “peso” dei file) e a un obiettivo grandangolare. Questo vanta un’escursione di focale pari a 25-100mm nel formato equivalente (zoom ottico 4x). Ottimo il grandangolo, eccellente la luminosità f/2.0-4.9, ma per quanto riguarda la focale più spinta si poteva fare un po’ di più. Per andare infatti oltre i 100mm occorre infatti ricorrere all’ingrandimento digitale.
La macchina è dotata di sensore GPS per il posizionamento delle immagini e del punto in cui ci si trova, della connettività Wi-Fi che la mette in comunicazione con lo smartphone e con il tablet, del processore di immagini TruePic VIII ereditato dalle mirrorless Olympus di livello professionale. Quanto alla sua capacità di resistere agli stress, può immergersi fino a 15 metri di profondità, cadere da oltre 2 metri di altezza senza rompersi e scattare al massimo dell’efficienza fino alla temperatura di -10 °C. C’è poi un’altra dote su cui Olympus richiama l’attenzione: la capacità di sopportare fino a 100 kg di peso.
La macchina vanta infatti un telaio interno ultra-resistente che la rende indeformabile. Un ottimo plus ma vale sempre la pena di evitare di sedercisi sopra a cuor leggero. Ai diversi filtri creativi e alla funzione Time-Lapse con la quale creare video accelerati partendo da immagini catturate a intervalli di tempo predefiniti, la Olympus Tough TG-5 affianca un’interessante sezione video. Può infatti registrare filmati con la risoluzione 4K in modalità 30p e 25p, nonché i classici Full HD. E vanta la tanto ambita funzione slow-motion grazie alla quale può riprodurre a 25 fps video Full HD acquisiti a 120 fps: un effetto rallenty di grande impatto emotivo.
» Scheda Tecnica
Sensore e risoluzione: CMOS da 12 megapixel
Obiettivo: 25-100mm nel formato equivalente; f/2.0-4.9
Zoom: 4x (ottico)
Ripresa video: 4K (3.840×2.160 pixel, 30p/25p); Full HD (1.920×1.080 pixel)
Ripresa video speciale: VGA (640×360 pixel; 480 fps); HD (1.280×720 pixel, 240 fps); Full HD (1.920×1.080 pixel, 120 fps)
Massima velocità di scatto in sequenza: 20 fps alla massima risoluzione (per un massimo di 14 immagini RAW, fino a esaurimento scheda in JPG)
Stabilizzatore: Sì (meccanico con le immagini, elettronico con i video)
Distanza minima di messa a fuoco (macro): 1 cm (con funzione microscopio-focus stacking)
Sensibilità ISO: 100-12.800
Wi-Fi: Sì
Bluetooth: No
Display: 3 pollici (460.000 pixel)
Supporto di memoria: SD/SDHC/SDXC
Batteria: agli ioni di litio ricaricabile
Profondità massima: 15 metri
Dati di posizione: GPS
Bussola elettronica: Sì
Profondimetro: No
Altimetro: No
Barometro: Sì
Termometro: Sì
Altezza massima di caduta: 2,1 metri
Temperatura minima: -10 °C
Certificazione IP: IP68
Dimensioni: 113x66x31,9 mm
Peso: 250 g (con batteria e scheda di memoria)
» Scheda Tecnica
La possibilità di scattare le fotografie in formato Raw e l’alta velocità di scatto in modalità raffica (fino a 20 fps alla massima risoluzione) avvicinano la Tough! TG-5 al mondo della fotografia professionale. Buono anche il macro a 1 cm e la durata delle batteria agli ioni di litio.
Peccato per l’obiettivo che non si spinge oltre i quattro ingrandimenti ottici (zoom ottico 4x). Il design non è dei più sobri. Se vi piacciono gli schermi touch, questa Olympus non fa per voi. La risoluzione del display posteriore, da 460.000 pixel, non è da top di gamma.






