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Il miglior vino bianco

Ultimo aggiornamento: 19.08.19

 

Vino bianco – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2019

 

Capire quale vino bianco comprare, con la moltitudine di prodotti in vendita sul mercato è sicuramente sfiancante. Chi non ha una preparazione in tal senso o non è un abituale consumatore potrebbe perdersi tra le varie definizioni, nomi e vitigni. Pertanto abbiamo deciso di scrivere la seguente guida corredata da approfondite recensioni per semplificarvi la scelta del miglior vino bianco per le vostre esigenze. Per i più pigri è possibile consultare rapidamente la tabella comparativa dove è possibile notare che i vini bianchi preferiti dai consumatori sono due: Falanghina Feudi di San Gregorio, prodotto in Campania, anzi più precisamente in Irpinia, con una gradazione alcolica del 13% e La Segreta Planeta, altro vino molto apprezzato e proveniente dal sud e in particolare dalla Sicilia.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior vino bianco

 

L’acquisto di una bottiglia di vino bianco, per i non appassionati della bevanda, potrebbe essere un’operazione complessa poiché il mondo dei vini è vasto e ricco di informazioni da metabolizzare prima di essere in grado di capire come scegliere un buon vino bianco. Seguendo i nostri consigli d’acquisto, però, riuscirete ad avvicinarvi quanto basta alla materia per effettuare delle comparazioni che non si basino solo sul confrontare i prezzi.

 

 

Guida all’acquisto

 

Il territorio

Ogni territorio, in Italia così come nel mondo, produce delle proprie tipologie di vino che prendono il nome in base al tipo di uva coltivata e il processo di fermentazione. Elencare tutte le tipologie di vino realizzate nel nostro Paese sarebbe impossibile ma sono molto conosciuti quelli provenienti dal territorio campano, veneto e soprattutto dell’Alto Adige.

Inizialmente sarà difficile cogliere le differenze tra vini provenienti da luoghi diversi, il nostro consiglio quindi è di provarne svariati per poter poi sviluppare una preferenza.

Il modo per scegliere il vino più adatto è capire anche quali pietanze vi saranno abbinate, tralasciando la credenza popolare che vede il vino rosso abbinato alle carni e quello bianco unicamente al pesce, concentrandosi piuttosto sulla struttura del piatto.

Se sono presenti ingredienti come salse, burro e carni di una certa pesantezza avrete bisogno di un vino strutturato, ricco di zuccheri, tannini e sali minerali.

Viceversa per piatti più leggeri o piccanti potreste scegliere vini giovani e semplici con una gradazione alcolica inferiore.

 

Colore

Attraverso l’analisi del colore del vino bianco riuscirete a capirne l’invecchiamento, non si tratta quindi di un fattore da sottovalutare. Solitamente è possibile effettuare una divisione in cinque colori primari: bianco, giallo paglierino, dorato e infine ambrato.

I primi sono vini molto giovani, solitamente vinificati in tino, ovvero un vaso vinario appositamente utilizzato per la fermentazione del mosto.

Il colore giallo paglierino è il più comune per i vini bianchi, si tratta sempre di prodotti giovani che hanno subito sia la vinificazione che la maturazione in tino.

Si passa poi al giallo dorato che implica una maturazione avanzata e quindi maggiormente strutturato, ottenuto da uve che hanno subito macerazione e maturazione in legno prima della vinificazione.

Infine il giallo ambrato indica vini liquorosi con lungo invecchiamento, chiamati spesso anche “passiti” o vini ossidati che accompagnano bene dolci e dessert.

 

 

Prezzo

L’ultimo fattore da prendere in considerazione è il prezzo del vino. Non si tratta di una regola assoluta ma, solitamente, a una spesa maggiore corrisponde un miglior vino. Sarebbe errato sostenere il contrario anche se ci sono delle eccezioni che confermano la regola.

Dopo aver valutato quindi attentamente tutti gli elementi principali come l’etichetta, il colore, la gradazione e la struttura stessa del vino, verificatene il prezzo. Se è eccessivamente basso potreste trovarvi di fronte a un vino realizzato con uve di scarsa qualità. Il nostro consiglio dunque è sempre quello di optare per una bottiglia con un buon rapporto qualità/prezzo oppure, qualora abbiate ospiti a pranzo o a cena, spendere un po’ di più per accaparrarsi un vino bianco degno di tale nome.

Vediamo ora insieme i prodotti venduti online più apprezzati dai consumatori.

 

I migliori vini bianchi del 2019

 

Le offerte che troverete nella nostra classifica sono state selezionate dopo aver preso in considerazione le valutazioni dei consumatori. La nostra lista dei migliori vini bianchi del 2019, quindi, non premia solo le migliori marche ma anche vini di qualità che non hanno prezzi eccessivamente elevati.

 

Prodotti raccomandati

 

Falanghina Feudi di San Gregorio

 

Il vino denominato Falanghina ha origine in Campania e vede la maggiore diffusione di vitigni nell’area dei Campi Flegrei, zona vulcanica, e in Irpinia. Il nome deriva dalla “falanga”, ovvero il termine con cui ci si riferiva ai pali utilizzati per sostenere le viti.

La Falanghina dei Feudi di San Gregorio ha un colore giallo paglierino e una gradazione alcolica pari al 13%, leggermente più strutturato nonostante si tratti di un vino giovane, eredità del territorio irpino aspro e dolce insieme. A differenza di altri vini bianchi è fermentato in serbatoi di acciaio a 16/18°C, senza l’uso di legno.

Si tratta di un vino fresco dagli intensi profumi floreali e fruttati da accompagnare con formaggi e carni rigorosamente freddo.

Riesce a guadagnarsi il primo posto in classifica e risultare come uno dei più venduti grazie al suo eccellente rapporto qualità/prezzo. Non sfigurerete con parenti e amici pur senza spendere cifre importanti.

Il primo vino bianco della nostra lista è una Falanghina, ovvero un prodotto della regione Campania, soprattutto della zona dei Campi Flegrei, ovvero un’area vulcanica, e di quella montuosa irpina.

Pro
Strutturato:

Rispetto a vini bianchi nordici la Falanghina dei Feudi di San Gregorio ha una gradazione alcolica del 13%, molto strutturato nonostante sia un vino giovane.

Fermentazione:

Viene effettuata in serbatoi d’acciaio a 16/18° centigradi piuttosto che in botti di legno, mantenendo inalterati i sentori della vigna.

Prezzi bassi:

Il costo, trattandosi di un vino giovane, non è eccessivo e permette di avere un ottimo prodotto in tavola da condividere con amici e parenti.

Contro
Note floreali:

Chi non apprezza note floreali e profumate nel vino bianco potrebbe non gradire questa Falanghina, preferendo prodotti realizzati in botti che alterano lievemente il sapore finale.

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La Segreta Planeta

 

Il vino La Segreta prende il nome dal bosco che circonda la vigna all’Ulmo, in Sicilia, ed è un vino giovane e fresco ottenuto con uve Grecanico (al 50%) e in misura minore Chardonnay, Viognier e Fiano.

L’accoppiamento preferito dei consumatori è con pesce e formaggi anche se la sua dinamicità permette di abbinarlo anche a piatti leggermente più strutturati grazie alla gradazione alcolica pari al 13%.

L’annata 2015 risulta tra le migliori realizzate da Planeta e gli utenti che hanno avuto modo di provarla sostengono che non abbia nulla da invidiare a vini bianchi prodotti in zone più classiche come il Veneto e l’Alto Adige.

Al palato risulta secco e giustamente aromatico, perfetto come vino da tavola da consumare tra amici. Chi cerca un vino più prestigioso, però, sarà necessariamente costretto a guardare altrove, spendendo magari qualcosa in più.

Al secondo posto della nostra guida per scegliere il miglior vino bianco in vendita sul mercato troviamo un altro prodotto del sud, precisamente proveniente dalla vigna all’Ulmo in Sicilia.

Pro
Mix:

Il prodotto è realizzato con un mix di uve, al 50% Grecanico e in misura minore Chardonnay, Viognier e Fiano. Elemento che dà a questo giovane vino una maggiore freschezza.

Gradazione alcolica:

Come per la maggior parte dei vini del sud, anche La Segreta Planeta ha una gradazione alcolica elevata, pari a 13%, dovuto in parte anche alla maggiore esposizione al sole dell’uva.

Aromatico:

Il vino si presenta secco e aromatico, perfetto per essere consumato in ambiente conviviale come accompagnamento a piatti strutturati e non.

Contro
Prestigio:

Pur non essendo il vino bianco più economico della lista non può essere comparato a produzioni più blasonate, rappresentando quindi una scelta di fascia medio-bassa per un consumo quotidiano.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Gewurztraminer Joseph Hofstatter

 

Il Gewurztraminer è uno dei più classici vini bianchi aromatici del Trentino Alto Adige e ha solitamente un colore giallo paglierino con riflessi dorati. Il bouquet è ricco di note fruttate e all’assaggio risulta dolce.

Data la struttura importante è un vino che ben si addice a pasti sostanziosi, in particolare quello realizzato da Joseph Hofstatter data la sua gradazione pari a 14%.

Il colore in questo caso è giallo paglierino carico e luminoso, sinonimo di vino dalla maturazione in stadio quasi avanzato, con un intenso profumo di fiori secchi e rose. Il consumo è consigliato dopo una permanenza in bottiglie di circa uno o due anni.

Il prodotto si colloca al terzo posto non per qualità, che è elevatissima, ma per il prezzo che risulta tra i più alti della nostra lista, fattore che rende questo Gewurztraminer un vino per pochi appassionati che ne conoscono già le caratteristiche e riescono per questo ad apprezzarlo nonostante il costo.

Non poteva mancare nella nostra classifica un vino del Trentino Alto Adige, regione produttrice di uno dei più classici vini bianchi sul mercato: il Gewurztraminer. Per capire dove acquistare il prodotto potete cliccare sul link sottostante.

Pro
Bouquet:

All’assaggio il prodotto si rivela ricco di note fruttate con un retrogusto dolce che ben si sposa con piatti dalla struttura intermedia.

Colore inconfondibile:

Il giallo paglierino carico e luminoso, tipico dei vini dalla maturazione in stadio avanzato, rende il prodotto anche gradevole a vedersi quando versato negli appositi calici.

Gradazione superiore:

Rispetto ad altri Gewurztraminer, quello prodotto da Joseph Hofstatter ha una gradazione alcolica superiore, pari a 14%, ideale per chi ama vini decisi.

Contro
Prezzo:

Il costo non è dei più bassi, tuttavia è in linea con l’elevata qualità del prodotto. Si tratta quindi di un vino per appassionati o da grandi occasioni.

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Dare 2B Manzoni Bianco

 

Il quarto vino della nostra lista proviene dal territorio veneto, precisamente dalla provincia di Treviso e nasce da un incrocio tra il Riesling Renano e il Pinot Bianco, prendendo il nome di Manzoni Bianco 6.0.13. L’acino si presenta come medio-piccolo, sferico e di colore giallo verde con una buccia spessa.

Tali elementi conferiscono al vino un buon corpo equilibrato. Il colore è giallo paglierino, dato l’affinamento in bottiglia per almeno sei mesi, ma in base alla maturazione può raggiungere anche dei riflessi dorati. L’incrocio mira a conferirgli sfumature eleganti provenienti dal Pinot e l’aroma del Riesling.

Gli utenti sono concordi nel considerarlo un vino poco strutturato, con gradazione pari al 13% e particolarmente indicato per abbinamenti semplici con pesce di lago e formaggi freschi.

Se state cercando un vino non troppo costoso che possa accompagnarvi nei pasti quotidiani, potrebbe essere il prodotto adatto alle vostre esigenze.

Manzoni Bianco di Dare 2B è un vino della regione veneta, precisamente proveniente dalla provincia di Treviso e si tratta di un nuovo incrocio tra Riesling Renano e il celebre Pinot Bianco.

Pro
Uva:

L’acino d’uva da cui ha origine il vino ha una forma sferica di dimensioni medio-piccole con colore giallo verde e dalla buccia spessa. Caratteristiche ereditate dalle piante originarie.

Maturazione:

Il Manzoni Bianco viene affinato in bottiglia per sei mesi, cosa che contribuisce a restituirgli dei riflessi dorati oltre a sfumature eleganti del Pinot e l’aroma del Riesling.

Costo contenuto:

Apprezzabile anche il prezzo del prodotto, estremamente basso e adatto quindi a un consumo giornaliero come vino da tavola per accompagnare pasti leggeri.

Contro
Abbinamenti:

Non può essere abbinato a una gran quantità di piatti, principalmente riso, formaggi e pesce di lago. Chi cerca un vino per piatti strutturati deve dunque guardare altrove.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Villaggio della Salute Più Pignoletto Sillaro

 

Non poteva mancare nella nostra lista un vino bianco frizzante dal momento che la classifica vede una quasi totale predominanza di vini fermi. Il Sillaro, realizzato in Emilia Romagna con uve di tipo Pignoletto, ha un colore giallo paglierino con riflessi brillanti.

Rivela profumi di pepe verde e violetta mammola mentre al sapore risulta caldo e pieno, con sentori di liquirizia.

Ciò che lo differenzia rispetto agli altri prodotti della lista non è solo la sua natura frizzante ma anche la certificazione BIO, parliamo infatti di un vino biologico, realizzato quindi senza prodotti chimici e i più comuni antiparassitari. Il risultato è naturalmente un prodotto che salvaguardia l’ambiente, genuino e ricco di sostanze utili per l’organismo come il resveratrolo, un antitumorale e antinfiammatorio naturale.

Trattandosi di un vino bianco poco strutturato gli abbinamenti migliori sono con antipasti di terra e mare, da servire fresco.

L’ultimo prodotto è un vino bianco frizzante, unicum nella nostra lista di vini fermi. Il Sillaro è realizzato in Emilia Romagna con uve di tipo Pignoletto, tuttavia la sua caratteristica principale è la certificazione Bio.

Pro
Bio:

Il prodotto ha una certificazione Bio, si tratta quindi di un vino biologico realizzato senza alcun prodotto chimico o antiparassitari. Ideale per chi ha a cuore la tutela dell’ambiente.

Leggero:

Con una bassa gradazione alcolica, pari a 11%, il prodotto può essere consumato quotidianamente in accoppiata con piatti poco strutturati.

Aromi:

Quelli che si sprigionano all’apertura sono molto particolari e spaziano dal pepe verde alla violetta mammola mentre al palato si può avvertire un sentore di liquirizia.

Contro
Non per tutti:

I vini biologici non sono per tutti e spesso, da quanto si deduce dai pareri dei consumatori abituali, non sono apprezzati poiché non riescono a garantire una gradazione alcolica adeguata.

Clicca qui per vedere il prezzo

 

 

 

Consigli sul vino bianco

 

Da soli o in compagnia, a tavola oppure no, c’è sempre un buon motivo per sorseggiare dell’ottimo vino bianco. Oltretutto si presta bene anche per una serie di ricette che non mancheranno di deliziare il vostro palato.

 

 

Il bicchiere per il vino bianco

Il vino bianco va servito in un bicchiere caratterizzato dall’imboccatura ampia, attenzione a non riscaldarlo tra le mani per evitare di smarrire i profumi.

 

Osservate il vino

Non bisogna essere dei veri esperti per “analizzare” il vino bianco che si sta bevendo, o meglio, si sta per bere. Prima di bere il vino va guardato, fissato. Portate il calice all’altezza dei vostri occhi e valutatene la trasparenza, la limpidezza e l’effervescenza.

Meglio che il bicchiere sia tenuto davanti a uno sfondo bianco, aiuterà a osservare meglio il colore. A tale scopo potete servirvi di un fazzoletto o un foglio di carta. I vini bianchi, invecchiando, scuriscono ma non devono essere marroni.

 

Girate il vino nel bicchiere

Dopo aver osservato con scrupolo il vino, è il momento di fargli fare un giro nel bicchiere. Ciò permette agli aromi di diffondersi. È un’operazione fondamentale che ne precede un’altra altrettanto importante e che spieghiamo nel paragrafo seguente.

 

Ci vuole naso

Avete agitato delicatamente il vostro vino bianco, i suoi aromi si sono diffusi salendo fino all’imboccatura del calice. È il momento di sentire gli odori del vino. Se non riuscite a distinguere i profumi, date un’altra girata al calice così da permettere all’alcool di evaporare.

 

 

Il gusto

Se la prova olfattiva non vi ha convinto, lasciate perdere il vino. Non è di vostro gradimento. Ma se invece gli odori vi hanno stuzzicato, è il momento di valutare il gusto. Il primo assaggio richiede tempi più lunghi rispetto ai successivi perché bisogna cogliere il sapore iniziale, quello intermedio e il finale. Se avete modo, sputate il primo assaggio. Tranquilli, non è un gesto da cafoni, ma da intenditori. Prendetevi il tempo per percepire anche il retrogusto che, se la vostra scelta è stata buona, avvertirete nel giro di un minuto.

 

 

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