I 5 migliori whisky del 2020

Ultimo aggiornamento: 10.07.20

 

Whisky – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni 

 

Se dicessimo che il whisky è il re dei distillati, faremmo probabilmente arrabbiare molte persone, ma crediamo che nessuno potrebbe accusarci di falso. Sarà perché è quello che ordinano i cow-boy nei fumosi saloon, o perché è diventato leggenda ai tempi del proibizionismo negli Stati Uniti, sarà perché tra alti e bassi periodicamente torna a essere il più venduto, o perché può contare su così tante varianti e sfumature. Sia quel che sia, il whisky resta centrale nel consumo e nell’immaginario. In questa guida abbiamo fatto una raccolta di prodotti commerciali, avvicinabili un po’ da tutti, che permettano di esplorare la grande varietà della produzione, che va dalla Scozia al Giappone, passando per Stati Uniti e Canada. Al primo posto, immancabilmente, uno scotch whisky single malt, il Lagavulin, prodotto da più di due secoli nell’omonima distilleria sull’isola di Islay. Per la seconda piazza, invece, un classico intramontabile e più economico: il Jack Daniel’s old n.7.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere il migliore whisky?

 

Sulla definizione di Whisky, così come sulla sua denominazione (whisky o Whiskey), c’è ancora un po’ di confusione. Prima di concentrarci su quale whisky comprare e come scegliere un buon whisky, cercheremo di fare chiarezza tra le diverse categorie di questo celebre distillato, sicuramente nato tra la Scozia e l’Irlanda (chi sia arrivato prima è discussione puramente accademica) e oggi prodotto con ottimi risultati anche a latitudini insospettabili, come quelle del Giappone. 

Cos’è il Whisky

Partiamo dalla cosa più ovvia, vale a dire il nome: qual’è la grafia giusta, “whisky” o “whiskey”? Posto che i due termini non hanno significati diversi, gli esperti spiegano che Gran Bretagna, Giappone e Canada etichettano i loro prodotti “whisky”, mentre negli Stati Uniti e in Irlanda, con rarissime eccezioni, si preferisce “whiskey”. Noi parleremo, in ogni caso, dei migliori whisky del 2020.

Comunque lo si chiami, si tratta di un distillato a base di cereali. I cereali possono essere diversi (orzo, segale, mais, frumento), ma non possono mancare perché si parli propriamente di whisky. 

Il metodo di produzione è sostanzialmente identico nel mondo, con alcune particolarità geografiche, o addirittura legate alla tradizione di una distilleria, che permettono di fare la differenza tra una bottiglia e un’altra.

Anche il tipo di cereale adottato determina differenze tra un prodotto e l’altro e anche una diversa classificazione. 

Si parla di malt whisky quando è realizzato al 100% con orzo maltato. È il caso del whisky scozzese, il celebre Scotch, ma anche di molti prodotti giapponesi, Nikka o Sutory, e di alcune etichette irlandesi. Negli stessi Paesi, tuttavia, si produce anche grain whisky, ottenuto da diversi cereali. C’è poi il famoso rye whisky, in cui è necessaria la presenza almeno al 51% di segale, insieme a mais e malto. Infine il Bourbon, con il 51% di mais, misto a malto frumento o segale. 

 

Come si produce

L’orzo costituisce l’ingrediente principe del whisky, ma per produrre lo Scotch deve essere “maltato”. Bisogna cioè che i grani ottenuti dalla mietitura germoglino, ammorbidiscano l’amido e diano vita a quello che chiamiamo malto. 

Si tratta di un processo naturale, ma per la produzione di whisky l’orzo è immerso nell’acqua per un paio di giorni, asciugato e lasciato germinare. Quando il chicco è completamente trasformato, il malto ancora umido passa nel kiln, dove l’aria calda lo asciuga e uccide i germogli.

È in questa fase che si ottiene il cosiddetto “torbato”. È un prodotto tipico scozzese, oggi molto richiesto e che trovate anche nella nostra vetrina. Si tratta, in pratica, di un’affumicatura realizzata, appunto, bruciando la torba, una vegetazione parzialmente decomposta, costituita da muschi e altri elementi, spesso presente nelle paludi e nelle brughiere. 

Mentre il malto viene essiccato assorbe un particolare aroma affumicato, che ne determina il gusto anche al termine del percorso di produzione.

Si passa quindi al processo di fermentazione, per il quale è necessario usare molta acqua (ingrediente importante) e, infine, alla distillazione. 

Si possono usare alambicchi a colonna o continui, ibridi ed estrattivi, ma il risultato finale è in sostanza identico, la concentrazione dell’alcol prodotto dalla fermentazione. Si può procedere a più di una distillazione, per aumentare la gradazione alcolica ed eliminare le impurità, ma non si raggiungono mai i numeri tipici di altri distillati, come la vodka, in cui si punta a una purezza cristallina. 

Infine c’è l’invecchiamento nelle botti. È lì che il distillato assume il suo colore ambrato, più o meno scuro, e assorbe una parte degli umori che rilascerà poi nel palato quando lo assaggeremo. Fino a un paio di secoli fa, quello che i nostri antenati chiamavano whisky non aveva alcun colore. 

Il tipo di botte è importante, anche se non sempre determinante nel risultato finale. C’è chi usa legno carbonizzato, chi preferisce botti nuove e chi già usate, magari per contenere sherry o bourbon. 

Vecchio uguale migliore?

Forse perché siamo abituati al vino, tendiamo a credere che un prodotto invecchiato molti anni sia il migliore whisky, ma non è detto che sia così. Quasi sicuramente sarà più costoso, ma non necessariamente più buono. Su questo punto bisogna essere chiari: anche se si incontrano molti esperti a cui piace distribuire scomuniche e pagelle, il piacere del whisky è molto personale. Il prezzo non è un criterio infallibile per individuare la qualità e non si devono spendere cifre da capogiro per sorseggiare un buon bicchiere di whisky. A proposito, non si devono spendere cifre particolari nemmeno per l’acquisto di un ottimo bicchiere da whisky.

Nella nostra classifica abbiamo selezionato buone bottiglie, non necessariamente a prezzi bassi, ma certamente avvicinabili, che potrebbero rientrare nella categoria dei whisky “commerciali”. Ma, i veri appassionati lo sanno, non sono per nulla disprezzabili.

Quando un whisky invecchia a lungo nelle botti, una parte evapora. Dunque, la quantità vendibile si riduce e i prezzi aumentano. Inoltre, per ovvie ragioni, non se ne può produrre a getto continuo. Esistono Scotch invecchiati eccellenti, ma, altrettanto, bourbon giovani di ottima qualità.

 

I 5 migliori whisky – Classifica 2020

 

 

1. Lagavulin single malt scotch whisky

Principale vantaggio

Il Lagavulin è uno dei più amati whisky scozzesi, prodotto sull’isola di Islay in una distilleria attiva dal 1816. Ha un gusto dolce, lievemente affumicato, ma con echi salini. È un eccellente esempio di bottiglia che mette d’accordo grande pubblico e intenditori, in vendita a un prezzo accessibile.

 

Principale svantaggio

Il cosiddetto gusto “torbato”, che si deve al processo di affumicatura con la torba nella fase di essiccazione del malto, è la sua caratteristica più spiccata, ma non piace a tutti. 

 

Verdetto 9.8/10

Un regalo che non fa sfigurare, una bottiglia da sorseggiare con gli amici sia per occasioni speciali, sia in qualche sera di intimo convivio. Un gusto inconfondibile, che in Italia riscontra particolare successo. Per gli appassionati e per i principianti del magico distillato, una bottiglia che merita un posto d’onore nella vostra vetrina.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

200 anni di “isolamento”

Si fa risalire al 1816 la prima distillazione di questo leggendario produttore di scotch Whisky, il Lagavulin. Se si ha la fortuna di visitare la distilleria, si capisce perché da secoli sia avvolto nel mito. 

Un piccolo gruppo di edifici bianchi, sull’orlo di una costa piatta, di pietra ed erba, schiaffeggiata dal vento, dalla salsedine e dalla pioggia sull’isola di Islay, che, ci spiegano gli esperti, si pronuncia “alai”. E i volti di chi produce, seleziona, assaggia sono esattamente quelli che vi aspettereste di vedere: rubizzi e rocciosi. 

Si possono dire molte cose sul metodo di lavorazione del malto, sulla distillazione e sull’invecchiamento, ma il segreto del Lagavulin è probabilmente tutto racchiuso nelle sue acque, nel suo cielo plumbeo, nel suo clima. Non a caso sulla stessa isola sorgono molte altre distillerie, tutte degne di fama. 

Whisky “torbato”

Questo scotch whisky invecchiato 16 anni è un classico esempio di distillato “torbato”. Come spieghiamo nella nostra guida, al termine della germinazione dell’orzo e della produzione del malto, lo si fa essiccare all’interno di speciali forni detti kiln. 

In questa fase, nel caso del Lagavulin, prima dell’essiccazione definitiva si brucia la torba e si lascia che il fumo venga assorbito dal malto ancora umido. Questo processo di affumicatura può durare fino a 18 ore, in condizioni di calore non altissimo. 

Durante l’operazione il fumo assorbito può anche essere misurato, calcolando in parti per milioni i polifenoli rimasti nel malto. 

La traccia aromatica, in ogni caso, viene conservata anche dopo i successivi processi di fermentazione e distillazione ed è una delle note caratteristiche di questo whisky. Il modo migliore per sincerarsene è usare il naso al momento dell’assaggio.

 

Nel bicchiere

Il Lagavulin ha un bellissimo colore ambrato, chiaro. Gli esperti, contrariamente a quanto si crede, spiegano che non è affatto una bestemmia allungare con acqua il vostro bicchiere di whisky. Il prodotto è allungato con acqua già al termine della distillazione, per ottenere la gradazione desiderata. 

Inoltre, l’aggiunta di acqua libera gli aromi “imprigionati” nel whisky, come una giornata di pioggia fa sprigionare i profumi del bosco. Quindi, si potrebbe addirittura dire che l’aggiunta di acqua è il modo migliore per godere appieno del whisky.

Nel caso del Lagavulin sono tanti gli umori che raggiungono il naso e il palato. L’affumicatura intensa, la dolcezza zuccherina, la persistenza salina. 

Questo è uno dei whisky più venduti online, fa il pieno di consensi nei consigli d’acquisto, ma incontra il favore anche dei professionisti del settore. Per questo è il primo candidato nella nostra guida per scegliere il miglior whisky. 

 

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2. Jack Daniels’s old n.7 Tennessee whisky

 

Jack Daniel’s old n.7, o “il mio amico J.D”, come lo chiama Al Pacino nel film Scent of a woman (profumo di donna). È il più famoso e il più venduto Tennessee whiskey ed è anche una delle marche di whisky più diffuse nel mondo. 

Non è un problema scoprire dove acquistare questo prodotto, realizzato per il commercio su larga scala, ma questo non significa che debba essere disprezzato.

Il prezzo è tra i più accessibili, e probabilmente è una delle più ovvie e consigliabili porte di ingresso per chi non abbia mai assaggiato il re dei distillati. 

Lo abbiamo definito Tennessee Whiskey, perché questa è anche la sua etichettatura, ma a ben guardare, per composizione, lo si potrebbe anche considerare un bourbon. È infatti una miscela di cereali composta dall’80% di mais, l’8% di segale e il 12% di orzo maltato. Cosa lo distingue?

Stando a quel che dicono i produttori, quella cosa chiamata Lincoln County Process. In pratica, prima di mettere lo spirito a riposare qualche anno nelle botti (due nel caso di questa bottiglia), viene filtrato attraverso un alto strato di carbone. 

Un’operazione complessa e, assicurano gli esperti, spettacolare, che risale ai tempi in cui Jack Daniel in persona, nell’Ottocento, distillava il suo whisky.

Questo filtraggio giustifica una diversa etichettatura e determina anche, almeno in parte, il gusto e l’aroma tipico della bottiglia. 

Quando si assaggia, si sente chiaramente la nota dolce del mais e del miele, con un’eco di tostatura. I profumi sono decisi e avvolgenti, con richiami alla vaniglia e un velo di affumicatura. 

Abbiamo sintetizzato le note positive e le note negative di questo celeberrimo whisky statunitense.

Pro
Rapporto qualità prezzo:

in Rete si può acquistare una bottiglia da un litro a poco più di 20 euro. Un rapporto qualità prezzo davvero altissimo.

Gusto dolce:

tutti i clienti sottolineano la dolcezza di questo whisky, spesso associato al miele. Naturalmente si parla di gusti personali, e non tutti potrebbero apprezzare.

Maxi bottiglia:

bottiglia da un litro, non comune nella grande distribuzione. Una scorta e un regalo ancora più gradito. 

Contro
Packaging:

acquistata online, la bottiglia potrebbe arrivare senza una scatola, che forse la renderebbe più gradevole per un regalo.

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3. Satury Hibiki Harmony Blended whisky

 

Per chi non abbia dimestichezza con il mercato del whisky, può costituire una sorpresa la proposta di una whisky giapponese. In realtà, da decenni la produzione nipponica si è affermata presso il pubblico e gli specialisti. 

Il Satury Hibiki Armony è un blended whisky di primissima qualità. Sebbene oggi la moda tenda a privilegiare i whisky single malt, ci permettiamo di proporre questa armonia di sapori e profumi, frutto di un’arte di distillazione perfettamente metabolizzata e di favorevoli condizioni climatiche. 

Blended significa che sono mescolati whisky, di grano in questo caso, provenienti da diverse distillerie: il whisky di malto della Yamazaki e della Hakushu e quello di cereali della Chita. Non si tratta di un sottoprodotto, ma di una raffinata composizione. Il distillato è invecchiato in botti di rovere per sherry e anche in botti di rovere bianco americano.

L’etichetta è comparsa per la prima volta nel 1989, in occasione dei 90 anni della Suntory, e ha riscosso un immediato successo. 

Il prezzo non è certo fra i più bassi, visto che sfiora i 100 euro. Siamo lontani dai numeri folli di certe bottiglie da collezione, ma si tratta di una spesa pesante per i nostri normali portafogli. 

Il gusto, però, ripaga pienamente. Per chi riesce distinguere le note aromatiche del whisky, si presentano al palato arancia candita e cioccolato bianco. Il naso percepisce toni di mela verde, miele e bacche rosse. Una festa di fragranze, elegante come la bottiglia che le custodisce. 

Nella tabella qui sotto potete leggere, in sintesi, tutti gli elementi di forza e di debolezza di questo raffinato blended whisky.

Pro 
Armonia di fragranze:

clienti e specialisti promuovono a pieni voti il bouquet di profumi e la festa di sapori che esplodono armoniosamente nel naso e nel palato.

Elegante:

venduto in una elegante bottiglia con design raffinato e di chiaro stile nipponico. Un regalo perfetto in tutti gli aspetti.

Contro
Blended:

non si tratta di un difetto, ma oggi il mercato punta molto sui single malt, e questo obiettivamente non lo è. Ma è la bottiglia giusta per cambiare idea sulla superiorità assoluta dei single malt.

Prezzo alto:

non è un prezzo eccessivo, se rapportato alla qualità, ma in termini assoluti è una spesa da ponderare con attenzione.

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4. Jim Beam white label bourbon whisky

 

Il Jim Beam white label (etichetta bianca) è uno dei bourbon whisky più noti e più venduti nel mondo: non scopriamo nulla di nuovo. Per bourbon si intende un whisky realizzato a partire da una componente di mais almeno al 51%, insieme a segale e orzo. 

La gran parte del bourbon si produce in Kentucky e questo non fa eccezione. Sull’etichetta è possibile leggere anche l’indicazione ‘straight’. Negli USA si attribuisce ai Whiskey (come scrivono lì) con almeno due anni di invecchiamento: il Jim Beam ne può vantare quattro.

Tra gli specialisti non è molto apprezzato, a causa forse della sua popolarità, ma se si considera il prezzo a cui è venduto, è un whisky tutt’altro che disprezzabile.

È un po’ leggero, e non a caso molto usato nei cocktail. Il sapore è gradevolmente fruttato, con un sottofondo di spezie e vaniglia. Tende a sfumare con una nota legnosa, che gli conferisce un certo carattere. 

La lunga esperienza di questa distilleria, in ogni caso, si fa sentire e nella comparazione con altri bourbon non sfigura per nulla, anzi. Certo, non compete con i migliori scotch whisky, ma non è quella la sua arena. Una bottiglia economica, ma di qualità convincente, con un design antico e affascinante.

Nel riquadro sottostante ritrovate i punti di forza e di debolezza di questa storica etichetta americana.

Pro
Prezzo conveniente:

si trova venduto online a circa 16 euro. Un prezzo decisamente conveniente per un whisky più che gradevole.

Sapore dolce:

questo bourbon regala piacevoli sensazioni al palato. Sentori Di frutta secca e vaniglia. 

Contro
Leggero:

i bevitori più esperti trovano che il Jim Beam non sia particolarmente corposo, anche per questo è molto usato nei cocktail.

Design:

forse meriterebbe una rinfrescata, anche se nel campo dei distillati si tende a sottolineare la tradizione. La bottiglia quadrata ha ancora un suo fascino.

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5. Talisker scotch whisky

 

Un altro whisky “torbato” delle isole scozzesi. Questa volta ci spostiamo da Islay all’isola di Skye. 

Torniamo a parlare di un whisky single malt con 10 anni di invecchiamento, ma quasi 200 anni di storia alle spalle. 

Il Talisker punta molto, fin dalla confezione, sull’evocazione delle coste marine della verde Scozia e promette aromi e sapori salmastri. Promessa parzialmente mantenuta.

Il profumo è un po’ meno intenso del Lagavulin, l’unico con cui è possibile un confronto diretto tra i prodotti in questa vetrina, ma piacevole: si assapora il fumo di torba, qualche accento d’agrume e di miele.

L’assaggio è convincente: bevuto liscio, in particolare, permette di sentire distintamente note piccanti, sale, pepe e, ancora una volta, agrumi. Un caleidoscopio di sapori che persiste a lungo in bocca. 

È un whisky di medio corpo, convincente e ruvido, venduto a un prezzo francamente conveniente: poco più di 30 euro, a seconda delle offerte. 

Nella tabella potete leggere per punti cosa ci ha convinto di più e cosa di meno di questo glorioso scotch single malt.

Pro
Rapporto qualità prezzo:

prezzo molto più che adeguato alla qualità. In vendita a circa 30 euro un whisky torbato di ottima qualità. 

Gusto piccante:

strano per un whisky al malto, che si è abituati ad accostare al sapore dolce. Il Talisker regala una sferzata salmastra e piccante.

Contro
Aroma:

alcuni specialisti segnalano un po’ di delusione rispetto all’impatto aromatico di questo whisky, che è comunque gradevole e incisivo.

Design:

la confezione è accattivante, ma la bottiglia è abbastanza anonima. Un dettaglio poco rilevante rispetto al gusto, ma che ha il suo peso se si pensa a un regalo.

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Come bere e capire l’whisky

 

Corre l’obbligo di ricordare che il consumo di alcol, oltre a essere interdetto ai minorenni, richiede attenzione anche da parte degli adulti. Detto questo, la capacità di distinguere con chiarezza i diversi aromi non è qualcosa che si acquisisce al primo assaggio.

Esistono degustatori che si vantano di riuscire a distinguere perfino la distilleria di provenienza di una bottiglia, ma noi non puntiamo a tanto. 

Lo scotch, il re

Scotch whisky è il whisky per eccellenza per la maggior parte di noi. La Scozia resta, sebbene non incontrastata, la regina di questo distillato. Le marche più famose che si trovano anche sugli scaffali di supermercato sono blended whisky: Ballantine’s, Chivas Regal, Johnnie Walker. Negli ultimi anni, però, il mercato si sta orientato sui prodotti single malt, che hanno avuto un’impennata di vendite e di produzione. 

Il nome Scotch whisky è un’indicazione di produzione geografica tutelata dalle regole europee e disciplinata da severe procedure. Il primo requisito è che sia prodotto interamente in Scozia, e in secondo luogo realizzato esclusivamente con acqua e orzo maltato. Ci sono poi una serie di specifiche sulla fermentazione con lievito e sull’invecchiamento in botti rigorosamente di rovere, per non meno di tre anni. 

A sua volta, si possono distinguere il single malt Scotch whisky (solo orzo), il single grain scotch whisky (singola distilleria, frumento o mais), il blended malt scotch whisky (miscela di diversi single malt), il blended scotch whisky (miscela di diversi blended malt) e il blended grain scotch whisky (miscela di diversi single grain). Insomma, una vera matrioska!

 

American whiskey

Sotto la voce “American whiskey” si distinguono sostanzialmente tre tipologie: il rye whiskey (di segale), il Tennessee Whiskey e il Bourbon Whiskey (prodotto principalmente, ma non esclusivamente, in Kentucky con prevalenza di mais ferementato). Tutti sono caratterizzati dalla presenza per almeno il 51% di un singolo cereale diverso dall’orzo (sia esso mais, segale, frumento). 

Tra i bourbon, le marche più note sono Four roses, Wild Turkey o Buffalo trace. Uno degli esempi più noti e più venduti di Tennessee whiskey è il Jack Daniel’s Old n.7.

Giappone, Irlanda e Canada

Strano a dirsi, ma il Giappone si è pian piano conquistato un ruolo di primo piano nel mercato del whisky. 

I segreti della distillazione li hanno appresi in Scozia e li hanno trasferiti, con perizia, sull’isola del Pacifico. I pareri degli esperti sembrano unanimi nel valutare il successo dei principali produttori, Nikka e Santory. Il segreto di questo whisky non sembra risiedere in un particolare ingrediente, ma in un insieme di fattori tra cui il clima e le fonti d’acqua usate nella produzione.

L’Irlanda potrebbe con buone ragioni rivendicare la prima paternità nella distillazione del whisky. La storia della produzione nazionale ha conosciuto alti e bassi e in questo momento vive una fase di parziale riscatto.

L’whisky irlandese si caratterizza per alcune particolari tecniche di produzione con doppia e tripla distillazione, ma soprattutto per il cosiddetto “single pot still”, uno specifico alambicco con il quale è distillato un tipo di malto abbastanza simile a quello dello Scotch. 

Il whisky canadese, infine, non gode della fama dovuta. In America, fino a una decina di anni fa, era il più venduto, e si sa quanto negli USA siano patriottici rispetto al bere. I canadesi sono specializzati nel blended whisky, che realizzano, tuttavia, con una grande varietà di tecniche di distillazione. Tra le etichette più conosciute segnaliamo il Wiser’s, il Black Velvet e il Crown Royal.

 

 

 

Domande frequenti 

 

Che differenza c’è tra Scotch whisky e whisky?

Si potrebbe dire che c’è una grande differenza e, allo stesso tempo, nessuna differenza. Lo scotch whisky è, appunto, un whisky, ma deve essere prodotto rigorosamente e totalmente in Scozia con orzo maltato. 

La Scotch Whisky Association (SWA) ha messo per iscritto alcune regole essenziali di ferro per definire senza ambiguità cosa è davvero scotch whisky. Oltre al fatto che non può farsi altrove che in Scozia, è precisato che debba essere prodotto da acqua e orzo maltato “ai quali possono essere aggiunti solo chicchi interi di altri cereali”. Deve inoltre fermentare con il solo apporto di lieviti e distillato a una “percentuale alcolica non superiore al 94,8% vol (ABV)”. 

Dopo tutto ciò, deve riposare in botti di rovere con capienza non superiore ai 700 litri e per almeno tre anni. 

Uno dei luoghi più noti e affascinanti in cui si distilla scotch è l’isola di Islay, particolarmente conosciuta per il gusto “torbato”, oggi estremamente ricercato, del suo whisky. 

 

Che caratteristiche ha il bourbon?

Il bourbon whiskey è una delle varietà di Whisky tipiche degli Stati Uniti. A differenza dello scotch, che è prodotto al 100% con orzo, nel bourbon c’è una componente per almeno il 51% di mais, oltre a orzo, segale e frumento. Il bourbon deve essere prodotto negli USA per definirsi tale, e invecchiare in botti di rovere nuove, carbonizzate. Il primo produttore di questo tipo di Whisky è il Kentucky. I marchi più noti sono Four Roses, Buffalo Trace, Jim Beam, Old Forester e Wild Turkey.

 

Cos’è il whisky?

Si può considerare whisky un distillato ottenuto dalla fermentazione di cereali (orzo, mais, segale, frumento) e invecchiato in botti, perlopiù in rovere. Si realizza attraverso successivi processi di macerazione, fermentazione, distillazione, invecchiamento, miscelazione e imbottigliamento. Alla famiglia del whisky appartengono lo scotch whisky, il bourbon whisky, il grain whisky, il blended whisky. 

 

Qual è il bicchiere giusto per il whisky?

Poiché il piacere del whisky parte dal naso, occorre un bicchiere ampio, ma che non disperda gli aromi. Se si decide di berlo con molto ghiaccio, occorre un bicchiere ampio con una base pesante, poco importa se quadrato o arrotondato, ognuno deve trovare la formula migliore per sé. Molti appassionati consigliano una forma simile ai bicchieri a tulipano, ma con una base più larga e un’apertura meno svasata. 

 

 

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Whisky – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensione

 

Avete deciso di acquistare una bella bottiglia di whisky? Magari per gustarne un bicchiere ogni tanto, in compagnia di un amico, oppure per fare un regalo gradito, ma non sapete decidervi nell’ardua scelta del brand e del tipo di distillato? Nessun problema! Le informazioni offerte dalla nostra guida vi aiuteranno a capire come scegliere un buon whisky, inoltre potrete trovare molto interessante anche la recensione di quelli che, secondo il parere degli acquirenti, sono i migliori whisky del 2020, a prescindere dal tipo e dall’origine del distillato. Tra questi, quelli particolarmente amati sono risultati essere il Lagavulin 16 anni, un whisky scozzese single malt invecchiato 16 anni, e il Jameson Cl 70, uno dei whisky irlandesi più famosi al mondo.

 

 

Guida all’acquisto – Come scegliere il miglior whisky?

 

Se invece avete già un livello di esperienza e fiducia in noi ben consolidato, e siete direttamente interessati ai nostri consigli d’acquisto relativi a quale whisky comprare, allora potete saltare subito alla nostra tabella di comparazione che, con una efficace e condensata sinossi, confronta prezzi, pregi e difetti dei distillati che hanno conquistato i primi posti della nostra classifica.

 

 

Il whisky e le sue origini scozzesi

Il whisky è una bevanda ad alta gradazione alcolica ottenuta dalla fermentazione e successiva distillazione di diversi tipi di cereali, il liquido ottenuto viene poi lasciato maturare in botti di legno per un tempo più o meno prolungato, a seconda del tipo di gradazione alcolica e di gusto che si vuole ottenere.

L’anno ufficiale di nascita del whisky è tradizionalmente fissato nel 1494, a opera dei monaci delle Highlands scozzesi, terra dove esiste una lunghissima tradizione nella distillazione di questa bevanda; non a caso, infatti, il whisky scozzese è considerato tra i migliori al mondo, soprattutto dagli estimatori, anche se negli ultimi anni, e a sorpresa, i giapponesi hanno scalzato questo primato.

 

Le varietà di whisky

Oltre alla composizione, anche il processo di preparazione influisce molto sul risultato finale, ragion per cui ogni tipologia di whisky ha il suo gusto particolare.

I cereali più usati, solitamente, sono grano, mais, segale, e orzo, quest’ultimo utilizzato anche quando è “maltato”, ovvero quando è lasciato germinare.

In alcune varietà di whisky scozzese, come quelli prodotti sull’isola di Islay, i cereali vengono essiccati in fornaci alimentate con la torba, invece che col carbone o col legno, e in questo modo assumono un gusto particolare molto forte, che non a tutti piace però, e per questo sono chiamati anche whisky “torbati”, per distinguerli dagli altri.

Un ulteriore metodo di classificazione del whisky è basato sulla sua composizione; la dicitura “Single Malt”, tanto per fare un esempio, identifica un tipo di whisky prodotto in un’unica distilleria e con una sola varietà di malto, mentre i “Blended” sono ottenuti mescolando whisky provenienti da diverse distillerie, in modo da bilanciarne gusto, qualità e costo.

 

 

I whiskies internazionali

A parte quello scozzese, anche i prodotti americani, canadesi e irlandesi sono particolarmente amati dai consumatori di tutto il mondo, basti ricordare brand come Jack Daniel’s, il famosissimo Jameson e Seagram’s; una particolare menzione, inoltre, va al whisky giapponese, a cui abbiamo brevemente accennato in precedenza.

Le prime distillerie del Sol Levante sono nate agli inizi del secolo scorso; nonostante la mancanza di esperienza nel trattare i cereali utilizzati solitamente per la preparazione del whisky, la dedizione e la cura nei dettagli, tipiche dei giapponesi, hanno permesso loro di ottenere dei risultati sorprendenti e, a partire dai primi anni del 2000, le distillerie giapponesi si sono fortemente imposte all’attenzione mondiale, vincendo ripetutamente il prestigioso World Whiskies Award, soprattutto le distillerie Yamazaki e Nikka, che è l’attuale detentrice del titolo mondiale WWA 2020.

 

I 6 Migliori Whisky – Classifica 2020

 

Prima di proseguire nella lettura, è bene ricordare che la nostra classifica sui migliori whisky del 2020 non è stata stilata in base ai riconoscimenti degli organi ufficiali, a quale sia considerata la migliore marca o al whisky più costoso.

Esaminando nel dettaglio i cinque prodotti selezionati, infatti, potrete rendervi conto subito, e da soli, che a determinare la loro posizione in classifica sono state esclusivamente le loro caratteristiche basilari: aroma, gusto e rapporto qualità-prezzo, così come sono state percepite e testimoniate dai numerosi acquirenti che, in tal modo, ne hanno decretato il successo di mercato, e quindi non dovrete stupirvi se, magari, troverete accostati brand ritenuti “blasonati” a quelli considerati più “commerciali”.

 

1. Lagavulin 16 Year Old Scotch Whisky Single Malt

Principale vantaggio:

Il Lagavulin è uno degli scotch whisky più famosi al mondo, anche perché detentore del titolo mondiale per molti anni; il suo pregio principale, nonché caratteristica distintiva, è l’aroma forte e particolare. La bottiglia da 0,7 cl, inoltre, è apprezzata anche per l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

 

Principale svantaggio:

Non è un whisky per tutti i palati, perché il suo aroma forte e intenso non è neanche quello solitamente posseduto dagli altri scotch: una volta assaggiato lo si ama o lo si odia.

 

Verdetto 9.8/10

Il Lagavulin è un whisky di fascia alta ma, nonostante il costo elevato e il gusto decisamente intenso, è uno dei più apprezzati al mondo.

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Descrizione Caratteristiche Principali

 

200 anni di esperienza

Quando si parla di whisky, solitamente, il primo pensiero che si affaccia alla mente è la Scozia, una delle patrie più famose per questo tipo di distillato, e immediatamente dopo la sensazione del gusto forte, ma allo stesso tempo anche morbido, del classico scotch whisky, single o blended che sia.

La realtà, però, è che esistono delle antiche distillerie situate al largo della costa occidentale scozzese, sulle isole Ebridi, che producono un tipo di scotch whisky molto particolare a causa delle condizioni climatiche e territoriali a cui sono esposte, il cui gusto è ben diverso dai soliti standard a cui ci hanno abituato i brand più commerciali, come Jameson, Glen Grant e Chivas, tanto per fare un esempio.

Tra queste antiche distillerie famose è presente anche Lagavulin; l’inizio della sua attività risale al lontano 1816, quindi parliamo di una distilleria che ha maturato oltre duecento anni di esperienza nella produzione del whisky.

16 anni di invecchiamento

La distilleria Lagavulin produce un solo tipo di whisky single malt, ma ne commercializza diverse edizioni in base al tempo di invecchiamento; quelle invecchiate 12 e 21 anni raggiungono un volume alcolico del 56,5%, poi ci sono le edizioni da 25 e 30 anni, rispettivamente al 44% e al 52,6%; esistono anche versioni speciali che vengono prodotte periodicamente e in un numero limitato di bottiglie, in base alla qualità del raccolto di malto.

L’edizione più diffusa, però, e anche quella più amata dai consumatori, è quella classica invecchiata 16 anni; ha una proporzione alcolica del 43% e, tra tutte le edizioni del whisky prodotte dalla distilleria Lagavulin, è quella che presenta l’aroma più intenso e pungente.

 

Intenso aroma salmastro

Il Lagavulin 16 anni si presenta con un bel colore dorato intenso, tendente all’ambrato, e in questo non si discosta di molto dagli altri whisky, inclusi quelli di produzione non scozzese.

Il profumo però è nettamente diverso perché, a parte l’inconfondibile odore di fumo di torba infatti, tra l’altro comune a tutti i whisky scozzesi, è carico anche dei forti sentori salmastri delle alghe e dell’oceano che, per secoli, hanno impregnato il legno dello stabilimento e delle botti in cui viene messo a invecchiare.

La distilleria, infatti, è situata esattamente sul mare, davanti allo stretto che separa l’isola di Islay da quella di Jura, e il particolare clima della regione, situata nel Mare del Nord, è la ragione principale dell’aroma forte e intenso che hanno i whisky prodotti sull’isola.

 

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2. Jameson Irish Whisky 0.7L

 

Il Jameson, invece, con tutta probabilità è il whisky irlandese più famoso, e di certo uno dei più “antichi”, dato che l’inizio della sua produzione risale addirittura al 1780, a Dublino.

Nel 2004 Jameson viene ufficialmente riconosciuta come la marca di whisky con la crescita più veloce al mondo, e a tutt’oggi è il whisky irlandese più venduto; attualmente la distilleria Jameson si è spostata a Cork, ma la conservazione nei tini avviene ancora nella capitale irlandese.

Il whisky o, per correttezza, whiskey dato che si tratta della variante irlandese del distillato, è ottenuto da una miscela di orzo maltato e non maltato, fatto asciugare in un essiccatoio chiuso e riscaldato con carbone di pura antracite, allo scopo di preservare al massimo il chiaro sapore del malto; la sua caratteristica primaria, comune alla gran parte dei whiskey irlandesi, è il processo di tripla distillazione a cui viene sottoposto.

Nella nostra guida per scegliere il miglior whisky abbiamo selezionato i prodotti più validi sul mercato, come il Jameson Cl 70, dal gusto pieno e deciso, i cui pregi e difetti sono tutti elencati nella tabella che segue con l’aggiunta di un link su dove acquistare l’articolo.

Pro
Invecchiamento:

Un whisky caratterizzato da un processo di invecchiamento della durata di sedici anni in botti di rovere e, solo dopo attenti controlli, viene imbottigliato e messo in vendita.

Il retrogusto:

Il distillato si fa apprezzare per il forte retrogusto di fumo dovuto alla torba utilizzata nel processo di essiccazione del malto.

Persistente:

Il suo sapore forte, ma dolce al tempo stesso, permane sul palato, con note intense di legno e sale. Si consiglia di assaporarlo liscio o con l’aggiunta di un po’ d’acqua naturale.

Contro
Non per gli estimatori:

In base ai pareri degli intenditori, col passare degli anni la produzione di questo whisky ha subito un inevitabile processo di industrializzazione che ha comportato la perdita di quel sapore autentico e tradizionale che lo caratterizzava.

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3. Nikka Whisky From The Barrel 500 ml

 

I giapponesi sono un popolo che riserva costanti sorprese, ma la più grande ha avuto luogo nel 2014, quando il Suntory della distilleria Yamazaki è stato ufficialmente riconosciuto come il miglior whisky al mondo, togliendo il primato agli scozzesi.

Le distillerie giapponesi che producono whisky sono numerose, e si distinguono tutte per l’eccellente qualità dei loro distillati, tra queste troviamo Nikka, distilleria fondata nel 1918 da Masataka Taketsuru; che viaggiò in Scozia appositamente per apprendere il processo di distillazione del whisky, studiò chimica organica all’università di Glasgow e tecniche di produzione del malto per whisky a Hazelburn, nelle Highlands, sposò una donna scozzese e a distanza di 14 anni dal suo rientro in patria fondò, nel 1934, le distillerie Nikka.

Il whisky giapponese è attualmente considerato uno dei migliori al mondo, come testimoniano i ripetuti riconoscimenti, e Nikka è uno dei brand di punta, campione mondiale nel 2007 e nel 2010.

Ecco un’altra valida proposta che consigliamo di valutare con attenzione, anche se sicuramente non rientrerà tra le preferenze di quanti puntano su articoli dai prezzi bassi.

Pro
Il gusto:

Fresco e lievemente fruttato, presenta un sapore pungente ma capace di sciogliersi in note vellutate e dolciastre che si sposano bene con del buon cioccolato fondente o dei dolci secchi a fine pasto.

Prezzo:

Anche se non è il distillato più economico in circolazione, gli utenti che sono soliti acquistarlo reputano il suo costo abbastanza conveniente e perfettamente in linea con quanto offerto dal prodotto.

Pack:

La confezione in cui viene consegnato è molto elegante, al pari della bottiglia che presenta una forma tradizionale e raffinata. Un’idea regalo per fare una gran bella figura.

Contro
Aroma delicato:

Un distillato che si connota principalmente per il suo aroma dolce e leggero, non proprio la scelta ideale per chi ama il gusto intenso e deciso del tradizionale whisky irlandese.

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4. Jack Daniel’S Whisky Ml.1000

 

Il whisky americano Jack Daniel’s e uno dei più famosi sul mercato; originario dello stato del Tennessee, l’inizio della sua produzione risale al 1875, nonostante sull’etichetta sia riportata la data 1866, confutata dal biografo ufficiale del fondatore.

È ottenuto da una miscela di tre cereali: 80% di mais, 8% di segale e 12% di orzo, e deve il suo gusto unico soprattutto a due passaggi in particolare, il primo dei quali avviene durante il processo di distillazione: la filtrazione goccia a goccia attraverso tre metri di carbone vegetale ottenuto dal legno d’acero zuccherino, che dura dieci giorni e rende il distillato meno ruvido e più pulito.

Il colore ambrato intenso e il gusto affumicato, caratteristici del Jack Daniel’s, vengono definitivamente ottenuti con l’ultimo passaggio, la conservazione in botti di legno di quercia il cui interno è stato previamente sottoposto a trattamento col fuoco, fino a completa carbonizzazione dello strato superficiale.

Chi è alla ricerca di una soluzione più economica ma senza rinunciare alla buona qualità, andrà sul sicuro con una classica bottiglia di Jack Daniel’s. Rivediamo brevemente i suoi principali punti di forza e di debolezza.

Pro
Composizione:

Un whisky che deve il suo gusto forte e deciso a un sapiente mash di cereali, costituito da mais dell’Illinois e del Kentucky e da malto d’orzo del Wisconsin.

L’aroma:

Le note dolci e lievemente vanigliate si devono a un procedimento di filtrazione con carbone vegetale ottenuto da legno d’acero, e da un invecchiamento in botti di quercia bianca.

Costo:

Buono il rapporto tra qualità e prezzo, sicuramente una valida alternativa ai tradizionali distillati costosi che non sempre rientrano tra le possibilità economiche di chi vuole acquistare un ottimo whisky.

Contro
Regalo:

Si tratta di un prodotto che nel corso degli anni è diventato forse un po’ troppo commerciale, quindi non adatto come regalo di prestigio da fare a un intenditore ma perfetto come riserva personale da offrire ad amici e parenti in visita.

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5. Laphroaig Whisky Scozzese Puro Malto 10 Anni 70 Cl

 

Come abbiamo già accennato in precedenza, anche la distilleria Laphroaig si trova sull’isola di Islay, di fronte alle coste occidentali della Scozia, situata sul lato sud orientale insieme alle distillerie Ardbeg e Lagavulin.

Come per quello prodotto dalla concorrenza, anche il whisky Laphroaig si distingue per gli intensi aromi di fumo di torba, iodio e profumi salmastri, soprattutto alghe marine, e una caratteristica nota “medicinale” che ricorda molto la canfora, confermati anche nel sapore, forte, intenso e con una sorprendente nota di dolcezza nel retrogusto; è il classico whisky da degustare a piccoli sorsi, bevendo con calma, in modo da assaporare ogni goccia, oppure per dare un carattere forte ed esclusivo a un cocktail.

Le persone che lo hanno acquistato, riferiscono che il Laphroaig, essendo un whisky torbato, non ha mezze misure: o lo si ama o lo si odia, dato il suo gusto molto forte e complesso.

Quello prodotto da Laphroaig risulta una piacevole variante, soprattutto per chi ama gustare un whisky dolce e corposo. Andiamo a rivedere più nel dettaglio cosa ha convinto maggiormente gli utenti e cosa, invece, si potrebbe migliorare.

Pro
Sapore dolce:

Più morbido rispetto ai classici whisky scozzesi, presenta un imbocco deciso di torba e miele, con l’aggiunta di piccole note speziate dovute all’invecchiamento in botti di rovere.

Abbinamenti:

Il retrogusto dolciastro ma deciso si sposa bene con la sapidità equilibrata di alcuni cibi, come il formaggio stagionato o della frutta dal gusto amarognolo capace di stemperare il sapore forte e intenso dell’alcool.

Il colore:

Il distillato presenta una colorazione sul giallo paglierino con riflessi ambrati che vanno a sottolineare il gusto sorprendente morbido e armonioso con accenni di sale e torba.

Contro
Costo:

Anche se non è tra i più costosi in circolazione, molti utenti hanno ritenuto il prezzo eccessivo per soli 70 cl di prodotto, soprattutto se l’intenzione è quella di acquistarne una bottiglia per uso prettamente personale.

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Lagavulin 16 Year Old Scotch Whisky Single Malt

 

Al largo della costa occidentale della Scozia è situata la più meridionale delle isole Ebridi: Islay, nota anche come “Regina delle Ebridi” e famosa per due ragioni: la prima è che si tratta di uno dei pochi luoghi dove il gaelico scozzese è ancora la lingua principale, la seconda, invece, sono le sue numerose distillerie, tra cui spiccano soprattutto quelle situate sulla costa sud-orientale: Ardbeg, Laphroaig e, naturalmente, Lagavulin.

La distilleria Lagavulin produce un whisky single malt tra i più apprezzati al mondo, la cui variante più commercialmente nota è il “16 years old”; è un whisky dal colore dorato, con riflessi ambra scura, con un intenso e persistente odore di torba frammisto ai profumi salmastri dell’oceano.

È uno degli whisky scozzese torbati più venduti, soprattutto grazie all’eccellente rapporto qualità-prezzo; gli acquirenti lo consigliano prevalentemente a chi ama il gusto forte e intenso del fumo di torba.

Anche quello di Lagavulin è un whisky molto apprezzato dai più, che ne elogiano le caratteristiche e il gusto deciso con qualche remora, però, sul prezzo di vendita giudicato piuttosto alto.

Pro
L’origine:

Il Lagavulin è un whisky di Islay, un’isola scozzese famosa in tutto il mondo per la pregevolezza dei distillati prodotti, caratterizzato da un gusto molto robusto con un aroma ricco e intenso a metà strada tra dolce e salato.

La distillazione:

La rotondità del gusto è dovuta, oltre all’invecchiamento di sedici anni in botti di rovere, alla triplice distillazione che concede una maggiore delicatezza di fondo con forti accenni di fumo.

Un’ottima idea regalo:

Se avete intenzione di fare un regalo importante che lasci il segno, questo whisky dal gusto deciso non potrà che essere apprezzato dagli intenditori e da chi ama l’aroma forte e intenso dell’affumicatura di torba.

Contro
Prezzo:

Il costo di una bottiglia è abbastanza alto, tuttavia per i pro appena elencati riteniamo che sia equo e proporzionato a quanto offerto dall’azienda.

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Consigli sul whisky

 

Whisky o Whiskey spesso non si capisce come scrivere questa parola. In realtà sono corrette entrambe le grafie ma bisogna fare dei distinguo. Con il termine Whisky si indicano quei distillati provenienti da Scozia e Canada mentre il termine Whiskey indica quelli preparati in Irlanda e USA. Ma sappiate che questa è solo un’estrema semplificazione perché le denominazioni sono molte di più a seconda del luogo di produzione e degli ingredienti.

 

 

Il bicchiere

Se volete gustare del whisky, bisogna iniziare dal bicchiere il quale ha l’importante funzione di favorire lo sprigionarsi degli aromi e al tempo stesso fare in modo che non si disperdano. C’è più di una soluzione per degustare il whisky: il bicchiere a pera, per esempio, aiuta gli aromi a salire in superficie.

Questo modello si riconosce dal fondo largo per poi restringersi verso l’alto. Il bicchiere a tulipano permette di mantenere la giusta distanza tra la mano e il naso così da evitare che gli odori presenti sull’arto non disturbino mentre si annusa la bevanda. Inoltre lo stelo evita che la mano riscaldi oltremodo il whisky.

 

Come servirlo

Perfetto, avete scelto da quale bicchiere sorseggiare il vostro whiskey, assicuratevi però che sia a temperatura ambiente. Ad ogni modo quella ideale è tra i 18° e i 20°. Come berlo? Se avete già il palato abituato, prendetelo liscio. Nulla vi vieta di mettere qualche cubetto di ghiaccio ma sappiate che i puristi vi guarderanno male perché rischierete di annacquare il whisky e berlo troppo freddo.

 

 

Sentite il sapore

Lasciate perdere quelle scene da film dove l’uomo con il cuore infranto manda giù tutto d’un fiato un bicchiere dopo l’altro. Il whisky va assaporato e per farlo dovete coinvolgere olfatto e gusto. Annusatelo due o tre volte, poi fate un sorso lasciando che la lingua si impregni del whisky e poi mandatelo giù. Fate una piccola pausa e quindi un secondo sorso. Avvertirete tutte quelle note che vi erano sfuggite al primo.

 

 

 

Domande Frequenti

 

Come si fa il whisky?

La realizzazione del whisky richiede molto tempo e dedizione, non a caso gli appassionati stanno attenti a tutti i dettagli su come viene distillata la bevanda e spesso anche il luogo di provenienza. In origine il whisky è nato in Scozia, creato dai monaci delle Highlands alla fine del quindicesimo secolo. Per creare il whisky si fanno fermentare diversi cereali in modo da creare un liquido che poi viene tenuto a maturare nelle botti di legno per un determinato periodo di tempo, scelto in base alla gradazione alcolica desiderata.

 

Come si beve il whisky?

Il whisky è una bevanda da trattare con rispetto, quindi buttarlo giù in un sorso come se fosse un cicchetto di vodka non solo è uno spreco, ma può anche farvi male! Prima di tutto scegliete un buon bicchiere da whisky da tenere a temperatura ambiente e se volete aggiungete qualche cubetto di ghiaccio. Versate il liquido senza riempire completamente il bicchiere e poi annusate la bevanda. Una volta che l’olfatto si è abituato, potete assaggiare il whisky lasciandovi avvolgere dal sapore. Fate brevi sorsi con delle pause, lasciando il bicchiere sul tavolo e contemplando il gusto, in questo modo potrete godere al massimo di questa ottima bevanda.

 

Quanto whisky si può bere al giorno?

Il whisky è una bevanda alcolica quindi sebbene sia ottimo, caldo e avvolgente se assunto in grandi quantità ogni giorno vi farà sicuramente male. Di norma un bicchierino di whisky al giorno non dovrebbe creare alcun problema, ma ovviamente questo dipende dalla gradazione alcolica della bevanda. Potreste considerare di bere il whisky dall’una alle tre volte a settimana, in modo da far durare più a lungo la bottiglia e da renderlo un piacere più che un’abitudine.

 

Come si chiama quella parte di whisky che evapora dai barili in legno durante la maturazione?

Viene chiamata ‘Angel’s Share’ ovvero ‘la parte per gli angeli’. Di solito è una minima parte, parliamo del 1-2 % annuo del contenuto di una botte. Questa parte per gli angeli determina l’invecchiamento del whisky, quindi è molto importante per crearne uno di qualità o con una gradazione alcolica particolare. Solitamente un whisky viene invecchiato dagli 8 ai 15 anni, ma questo può dipendere dalle condizioni climatiche del posto dove viene prodotto.

 

Quale nazione produce il miglior whisky?

Viene facile pensare che il miglior whisky venga prodotto nella sua terra natale, ovvero in Scozia, ma in realtà adesso il primato è passato al Giappone. Nel paese del Sol Levante infatti viene prodotto il Suntory Yamazaki Single Malt Sherry Cask 2013, più precisamente in una distilleria nei pressi di Kyoto. Questo ottimo whisky è stato quotato con un punteggio di 97 su 100 nella guida dell’esperto Jim Murray e viene venduto in bottiglie da ben 160 dollari l’una.

 

 

 

Whisky Caol Ila – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensioni del 2020

 

Whisky fa spesso rima con Scozia, patria indiscussa del famoso distillato che in molti amano per una bevuta in compagnia o semplicemente per rilassarsi in solitudine dopo una dura giornata. Il Caol Ila è un prodotto al 100% scozzese che non mancherà di soddisfare anche i palati più esigenti. Nel caso vi stiate avvicinando adesso alle varie marche e non avete idea di quale whisky Caol Ila acquistare, possiamo darvi una mano con questa nostra guida. In seguito troverete anche i prodotti più venduti online e apprezzati dagli utenti tra i quali proponiamo il Caol Ila Islay Malt 12 commercializzato a un prezzo molto conveniente, e il Caol Ila 18 dal gusto particolarmente bilanciato.

 

 

Come scegliere i migliori Whisky Caol Ila

 

Gli intenditori non avranno problemi a scegliere un buon whisky, ma chi è alle prime armi e vuole andare sul sicuro dovrà tenere conto prima di tutto dei suoi gusti personali. I neofiti potrebbero pensare che il whisky migliore sia quello più “vecchio”, ovvero tenuto nella botte per più tempo.

 

 

In parte è vero, ma c’è anche il rischio che il legno influisca in modo negativo sulla bevanda facendola diventare troppo amara. Inoltre i whisky molto invecchiati costano il proverbiale occhio della testa, mentre si possono trovare a basso costo delle bevande di 8 o 12 anni davvero buone.

Per quanto riguarda il gusto, dovrete affidarvi alle vostre preferenze personali, sapendo che in commercio ci sono distillati di tutti i tipi: dal gusto torbato e morbido con un retrogusto dolce, altri con un leggero sapore speziato o magari anche con un po’ di olio d’oliva. In generale il Caol Ila viene spesso considerato il whisky perfetto per cominciare ad esplorare il vasto mondo dei distillati.

Le bottiglie di questo whisky possono essere di diverse dimensioni, ma quelle vendute online sono spesso da 700 ml quindi è bene non aspettarsi di fare grandi scorte con un solo acquisto. Il vantaggio è che il whisky si mantiene bene per qualche mese anche una volta aperta la bottiglia. Oltretutto, il Caol Ila si presenta in un’elegante confezione che le rende ideale per un regalo per diverse occasioni.

 

Quali sono i migliori Whisky Caol Ila?

 

Prodotti raccomandati

 

Caol Ila Islay Malt 12

 

Tra i migliori whisky caol Ila abbiamo selezionato questa bottiglia per il suo ottimo rapporto qualità-prezzo. A un costo ragionevole sarà possibile gustare un distillato di alta qualità fatto di accenni torbati e freschi, adatti per i palati più sensibili che si stanno avvicinando a questo tipo di bevanda.

Il gusto arricchito da soffici note di olio d’oliva non mancherà di stupire anche chi cerca un sapore diverso.

Il whisky in questione è invecchiato di 12 anni, un periodo ideale durante il quale la bevanda non ha assorbito troppo il legno e rimane vigorosa senza perdere le note più dolci. La bottiglia da 700 ml è ideale sia per chi vuole bere da solo per un po’ di relax sia per chi invece ama condividere i piaceri della vita in compagnia. Gli utenti si sono detti estremamente soddisfatti, definendolo un whisky di alto livello.

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Caol Ila 18

 

Caol Ila propone whisky di diverse annate, in questo caso ne presenta uno invecchiato 18 anni, leggermente diverso dalla precedente versione di 12 anni.

Il gusto del distillato in questione è effettivamente più equilibrato nella torba e risulterà meno dolce al palato, ma allo stesso tempo più variegato con note erbacee e speziate, una punta di malto e crema. Un prodotto ideale per i palati più esigenti in cerca di un distillato dal sapore più complesso che non rimarranno delusi dalla sua corposità.

La bottiglia da 700 ml viene consegnata in un’elegante ed evocativa scatola che la rende un’ottima idea regalo. Gli utenti che hanno provato questo whisky sono rimasti davvero soddisfatti, sebbene costi un po’ di più rispetto alla versione da 12 anni.

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Caol Ila 25

 

Gli intenditori in cerca di un whisky Caol Ila non possono lasciarsi scappare questo prodotto invecchiato ben 25 anni. Certo, il prezzo non è proprio economico come quello delle bottiglie un po’ più “giovani”, ma non è neanche così proibitivo se si pensa alla qualità.

Il suo sapore fresco e morbido saprà allietare anche i palati più raffinati con un gusto di miele e pigne esotiche, e un retrogusto aromatico. Ci sentiamo di consigliare questa bottiglia a chi ha già un po’ di esperienza nel campo dei distillati, dato che il sapore particolare di un whisky invecchiato 25 anni potrebbe non dare grandi soddisfazioni ai neofiti.

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andrea
andrea
July 13, 2019 11:18 am

Buongiorno, da poco solo nel mondo dei whisky e dopo che sono prossimo ad un acquisto volevo delle info in più.
Ho sentito parlare molto bene del Lagavulin 16 single malt, e proprio l’altro giorno ho assaggiato l’oban 14 single malt e mi è piaciuto moltissimo.
Vorrei un consiglio su una bottiglia di qualità che abbia un gusto non forte e una gradazione massima di 43 gradi. Per quanto riguarda L’aulmore 12 anni single malt, invece? potrebbe essere una opzione, dato il suo colore chiaro?
grazie

BuonoedEconomico
Admin
BuonoedEconomico
July 15, 2019 3:47 pm
Reply to  andrea

Salve Andrea,

i whisky che hai nominato sono tutti ottimi. La nostra personalissima preferenza va, tuttavia, a un altro prodotto di grandissima qualità: Macallan, 12 o 18. Storico, unico.
Vediamo se qualche nostro visitatore ci dice la sua al riguardo.

Saluti

Buonoedeconomico fa parte del gruppo Seroxy che gestisce diversi progetti in vari Paesi europei: Germania, Francia, Olanda, Spagna, Polonia e Romania.

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