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Il miglior whisky

Ultimo aggiornamento: 20.09.18

 

Whisky – Consigli d’acquisto, Classifica e Recensione del 2018

 

Avete deciso di acquistare una bella bottiglia di whisky? Magari per gustarne un bicchiere ogni tanto, in compagnia di un amico, oppure per fare un regalo gradito, ma non sapete decidervi nell’ardua scelta del brand e del tipo di distillato? Nessun problema! Le informazioni offerte dalla nostra guida vi aiuteranno a capire come scegliere un buon whisky, inoltre potrete trovare molto interessante anche la recensione di quelli che, secondo il parere degli acquirenti, sono i migliori whisky del 2018, a prescindere dal tipo e dall’origine del distillato. Tra questi, quelli particolarmente amati sono risultati essere il Lagavulin 16 anni, un whisky scozzese single malt invecchiato 16 anni, e il Jameson Cl 70, uno dei whisky irlandesi più famosi al mondo.

 

 

Tabella comparativa

 

Pregio
Difetto
Conclusione
Offerte

 

 

Come scegliere il miglior whisky

 

Se invece avete già un livello di esperienza e fiducia in noi ben consolidato, e siete direttamente interessati ai nostri consigli d’acquisto relativi a quale whisky comprare, allora potete saltare subito alla nostra tabella di comparazione che, con una efficace e condensata sinossi, confronta prezzi, pregi e difetti dei distillati che hanno conquistato i primi posti della nostra classifica.

 

 

Guida all’acquisto

 

Il whisky e le sue origini scozzesi

Il whisky è una bevanda ad alta gradazione alcolica ottenuta dalla fermentazione e successiva distillazione di diversi tipi di cereali, il liquido ottenuto viene poi lasciato maturare in botti di legno per un tempo più o meno prolungato, a seconda del tipo di gradazione alcolica e di gusto che si vuole ottenere.

L’anno ufficiale di nascita del whisky è tradizionalmente fissato nel 1494, a opera dei monaci delle Highlands scozzesi, terra dove esiste una lunghissima tradizione nella distillazione di questa bevanda; non a caso, infatti, il whisky scozzese è considerato tra i migliori al mondo, soprattutto dagli estimatori, anche se negli ultimi anni, e a sorpresa, i giapponesi hanno scalzato questo primato.

 

Le varietà di whisky

Oltre alla composizione, anche il processo di preparazione influisce molto sul risultato finale, ragion per cui ogni tipologia di whisky ha il suo gusto particolare.

I cereali più usati, solitamente, sono grano, mais, segale, e orzo, quest’ultimo utilizzato anche quando è “maltato”, ovvero quando è lasciato germinare.

In alcune varietà di whisky scozzese, come quelli prodotti sull’isola di Islay, i cereali vengono essiccati in fornaci alimentate con la torba, invece che col carbone o col legno, e in questo modo assumono un gusto particolare molto forte, che non a tutti piace però, e per questo sono chiamati anche whisky “torbati”, per distinguerli dagli altri.

Un ulteriore metodo di classificazione del whisky è basato sulla sua composizione; la dicitura “Single Malt”, tanto per fare un esempio, identifica un tipo di whisky prodotto in un’unica distilleria e con una sola varietà di malto, mentre i “Blended” sono ottenuti mescolando whisky provenienti da diverse distillerie, in modo da bilanciarne gusto, qualità e costo.

 

 

I whiskies internazionali

A parte quello scozzese, anche i prodotti americani, canadesi e irlandesi sono particolarmente amati dai consumatori di tutto il mondo, basti ricordare brand come Jack Daniel’s, il famosissimo Jameson e Seagram’s; una particolare menzione, inoltre, va al whisky giapponese, a cui abbiamo brevemente accennato in precedenza.

Le prime distillerie del Sol Levante sono nate agli inizi del secolo scorso; nonostante la mancanza di esperienza nel trattare i cereali utilizzati solitamente per la preparazione del whisky, la dedizione e la cura nei dettagli, tipiche dei giapponesi, hanno permesso loro di ottenere dei risultati sorprendenti e, a partire dai primi anni del 2000, le distillerie giapponesi si sono fortemente imposte all’attenzione mondiale, vincendo ripetutamente il prestigioso World Whiskies Award, soprattutto le distillerie Yamazaki e Nikka, che è l’attuale detentrice del titolo mondiale WWA 2018.

 

I migliori whisky del 2018

 

Prima di proseguire nella lettura, è bene ricordare che la nostra classifica sui migliori whisky del 2018 non è stata stilata in base ai riconoscimenti degli organi ufficiali, a quale sia considerata la migliore marca o al whisky più costoso.

Esaminando nel dettaglio i cinque prodotti selezionati, infatti, potrete rendervi conto subito, e da soli, che a determinare la loro posizione in classifica sono state esclusivamente le loro caratteristiche basilari: aroma, gusto e rapporto qualità-prezzo, così come sono state percepite e testimoniate dai numerosi acquirenti che, in tal modo, ne hanno decretato il successo di mercato, e quindi non dovrete stupirvi se, magari, troverete accostati brand ritenuti “blasonati” a quelli considerati più “commerciali”.

 

Prodotti raccomandati

 

Lagavulin 16 Years Old

Principale vantaggio:

Il Lagavulin è uno degli scotch whisky più famosi al mondo, anche perché detentore del titolo mondiale per molti anni; il suo pregio principale, nonché caratteristica distintiva, è l’aroma forte e particolare. La bottiglia da 0,7 cl, inoltre, è apprezzata anche per l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

 

Principale svantaggio:

Non è un whisky per tutti i palati, perché il suo aroma forte e intenso non è neanche quello solitamente posseduto dagli altri scotch: una volta assaggiato lo si ama o lo si odia.

 

Verdetto 9.8/10

Il Lagavulin è un whisky di fascia alta ma, nonostante il costo elevato e il gusto decisamente intenso, è uno dei più apprezzati al mondo.

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DESCRIZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

 

200 anni di esperienza

Quando si parla di whisky, solitamente, il primo pensiero che si affaccia alla mente è la Scozia, una delle patrie più famose per questo tipo di distillato, e immediatamente dopo la sensazione del gusto forte, ma allo stesso tempo anche morbido, del classico scotch whisky, single o blended che sia.

La realtà, però, è che esistono delle antiche distillerie situate al largo della costa occidentale scozzese, sulle isole Ebridi, che producono un tipo di scotch whisky molto particolare a causa delle condizioni climatiche e territoriali a cui sono esposte, il cui gusto è ben diverso dai soliti standard a cui ci hanno abituato i brand più commerciali, come Jameson, Glen Grant e Chivas, tanto per fare un esempio.

Tra queste antiche distillerie famose è presente anche Lagavulin; l’inizio della sua attività risale al lontano 1816, quindi parliamo di una distilleria che ha maturato oltre duecento anni di esperienza nella produzione del whisky.

16 anni di invecchiamento

La distilleria Lagavulin produce un solo tipo di whisky single malt, ma ne commercializza diverse edizioni in base al tempo di invecchiamento; quelle invecchiate 12 e 21 anni raggiungono un volume alcolico del 56,5%, poi ci sono le edizioni da 25 e 30 anni, rispettivamente al 44% e al 52,6%; esistono anche versioni speciali che vengono prodotte periodicamente e in un numero limitato di bottiglie, in base alla qualità del raccolto di malto.

L’edizione più diffusa, però, e anche quella più amata dai consumatori, è quella classica invecchiata 16 anni; ha una proporzione alcolica del 43% e, tra tutte le edizioni del whisky prodotte dalla distilleria Lagavulin, è quella che presenta l’aroma più intenso e pungente.

 

Intenso aroma salmastro

Il Lagavulin 16 anni si presenta con un bel colore dorato intenso, tendente all’ambrato, e in questo non si discosta di molto dagli altri whisky, inclusi quelli di produzione non scozzese.

Il profumo però è nettamente diverso perché, a parte l’inconfondibile odore di fumo di torba infatti, tra l’altro comune a tutti i whisky scozzesi, è carico anche dei forti sentori salmastri delle alghe e dell’oceano che, per secoli, hanno impregnato il legno dello stabilimento e delle botti in cui viene messo a invecchiare.

La distilleria, infatti, è situata esattamente sul mare, davanti allo stretto che separa l’isola di Islay da quella di Jura, e il particolare clima della regione, situata nel Mare del Nord, è la ragione principale dell’aroma forte e intenso che hanno i whisky prodotti sull’isola.

 

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Jameson Cl 70

 

Il Jameson, invece, con tutta probabilità è il whisky irlandese più famoso, e di certo uno dei più “antichi”, dato che l’inizio della sua produzione risale addirittura al 1780, a Dublino.

Nel 2004 Jameson viene ufficialmente riconosciuta come la marca di whisky con la crescita più veloce al mondo, e a tutt’oggi è il whisky irlandese più venduto; attualmente la distilleria Jameson si è spostata a Cork, ma la conservazione nei tini avviene ancora nella capitale irlandese.

Il whisky o, per correttezza, whiskey dato che si tratta della variante irlandese del distillato, è ottenuto da una miscela di orzo maltato e non maltato, fatto asciugare in un essiccatoio chiuso e riscaldato con carbone di pura antracite, allo scopo di preservare al massimo il chiaro sapore del malto; la sua caratteristica primaria, comune alla gran parte dei whiskey irlandesi, è il processo di tripla distillazione a cui viene sottoposto.

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Nikka – From The Barrel

 

I giapponesi sono un popolo che riserva costanti sorprese, ma la più grande ha avuto luogo nel 2014, quando il Suntory della distilleria Yamazaki è stato ufficialmente riconosciuto come il miglior whisky al mondo, togliendo il primato agli scozzesi.

Le distillerie giapponesi che producono whisky sono numerose, e si distinguono tutte per l’eccellente qualità dei loro distillati, tra queste troviamo Nikka, distilleria fondata nel 1918 da Masataka Taketsuru; che viaggiò in Scozia appositamente per apprendere il processo di distillazione del whisky, studiò chimica organica all’università di Glasgow e tecniche di produzione del malto per whisky a Hazelburn, nelle Highlands, sposò una donna scozzese e a distanza di 14 anni dal suo rientro in patria fondò, nel 1934, le distillerie Nikka.

Il whisky giapponese è attualmente considerato uno dei migliori al mondo, come testimoniano i ripetuti riconoscimenti, e Nikka è uno dei brand di punta, campione mondiale nel 2007 e nel 2010.

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Jack Daniel’s

 

Il whisky americano Jack Daniel’s e uno dei più famosi sul mercato; originario dello stato del Tennessee, l’inizio della sua produzione risale al 1875, nonostante sull’etichetta sia riportata la data 1866, confutata dal biografo ufficiale del fondatore.

È ottenuto da una miscela di tre cereali: 80% di mais, 8% di segale e 12% di orzo, e deve il suo gusto unico soprattutto a due passaggi in particolare, il primo dei quali avviene durante il processo di distillazione: la filtrazione goccia a goccia attraverso tre metri di carbone vegetale ottenuto dal legno d’acero zuccherino, che dura dieci giorni e rende il distillato meno ruvido e più pulito.

Il colore ambrato intenso e il gusto affumicato, caratteristici del Jack Daniel’s, vengono definitivamente ottenuti con l’ultimo passaggio, la conservazione in botti di legno di quercia il cui interno è stato previamente sottoposto a trattamento col fuoco, fino a completa carbonizzazione dello strato superficiale.

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Laphroaig 10 anni

 

Come abbiamo già accennato in precedenza, anche la distilleria Laphroaig si trova sull’isola di Islay, di fronte alle coste occidentali della Scozia, situata sul lato sud orientale insieme alle distillerie Ardbeg e Lagavulin.

Come per quello prodotto dalla concorrenza, anche il whisky Laphroaig si distingue per gli intensi aromi di fumo di torba, iodio e profumi salmastri, soprattutto alghe marine, e una caratteristica nota “medicinale” che ricorda molto la canfora, confermati anche nel sapore, forte, intenso e con una sorprendente nota di dolcezza nel retrogusto; è il classico whisky da degustare a piccoli sorsi, bevendo con calma, in modo da assaporare ogni goccia, oppure per dare un carattere forte ed esclusivo a un cocktail.

Le persone che lo hanno acquistato, riferiscono che il Laphroaig, essendo un whisky torbato, non ha mezze misure: o lo si ama o lo si odia, dato il suo gusto molto forte e complesso.

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Lagavulin 16 anni

 

Al largo della costa occidentale della Scozia è situata la più meridionale delle isole Ebridi: Islay, nota anche come “Regina delle Ebridi” e famosa per due ragioni: la prima è che si tratta di uno dei pochi luoghi dove il gaelico scozzese è ancora la lingua principale, la seconda, invece, sono le sue numerose distillerie, tra cui spiccano soprattutto quelle situate sulla costa sud-orientale: Ardbeg, Laphroaig e, naturalmente, Lagavulin.

La distilleria Lagavulin produce un whisky single malt tra i più apprezzati al mondo, la cui variante più commercialmente nota è il “16 years old”; è un whisky dal colore dorato, con riflessi ambra scura, con un intenso e persistente odore di torba frammisto ai profumi salmastri dell’oceano.

È uno degli whisky scozzese torbati più venduti, soprattutto grazie all’eccellente rapporto qualità-prezzo; gli acquirenti lo consigliano prevalentemente a chi ama il gusto forte e intenso del fumo di torba.

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