Caldaie a condensazione e a pellet: quale conviene?

Ultimo aggiornamento: 27.09.20

Il momento di sostituire la caldaia è arrivato? Chi non sa se scegliere tra pellet e condensazione, troverà una soluzione in questo articolo.

 

Al giorno d’oggi ci possono essere molti modi per migliorare e rendere più efficiente il sistema di riscaldamento di un appartamento, ma tutto dipende dal tipo di caldaia installata e dalle sue caratteristiche.

Il modello conosciuto da tutti come il più tradizionale, oltre che essere fuori produzione, in seguito alla normativa europea denominata “Ecodesign” ed entrata in vigore nel 2015, utilizza solo una parte dei fumi generati dalla combustione: per questo motivo il rendimento non è del 100%, quindi costringe a utilizzare maggiore energia, con un progressivo aumento delle spese in bolletta.

Tra le alternative più efficienti ci sono le caldaie a condensazione e quelle a pellet, ma prima di sceglierne una, è bene fare una comparazione analizzando i pro e i contro di entrambe.

 

Il funzionamento di una caldaia a condensazione

La prima tipologia di caldaia, che può interessare chi ha in mente di eseguire delle operazioni di sostituzione dell’impianto di riscaldamento, è quella a condensazione. Questo modello più innovativo ha un rendimento più alto e garantisce una migliore efficienza in confronto alle altre soluzioni, tanto da raggiungere il 100%.

Questa particolarità è sottolineata dalla capacità del sistema riscaldante di recuperare quel calore emesso dal meccanismo di scarico e che rimane altrimenti latente, reimmettendolo in circolazione. 

Ma questa caldaia è chiamata “a condensazione” perché i fumi emessi vengono subito raffreddati fino a farli ritornare a uno stato liquido, permettendo quindi di recuperare l’energia e garantendo anche un notevole risparmio.

I punti di forza e di debolezza

Tra i vantaggi più generici che caratterizzano non solo la migliore caldaia a condensazione ma tutte le tipologie di impianti moderni, c’è l’aspetto economico. Rispetto a una soluzione più tradizionale, i consumi e i costi di gestione sono di gran lunga inferiori, talvolta persino del 20/30%, perciò si tratta di una soluzione ideale per chi vuole diminuire le spese in bolletta.

In più, la caldaia a condensazione ha anche basse emissioni inquinanti, perché vanta un bruciatore a premiscelazione, che ha il vantaggio di diminuire la temperature dei gas di scarico, quindi anche abbassare il consumo di combustibile e il livello di diffusione di sostanze chimiche, come gli ossidi di azoto e il monossido di carbonio, entrambi nocivi per l’ambiente.

Inoltre, con questi impianti, c’è anche la possibilità di combinarli con un sistema di pannelli solari termici, che vi permettono di ottenere un risparmio totale superiore al 50% e riuscire anche a produrre acqua sanitaria, qualora lo stabile sia isolato termicamente. 

Purtroppo però, la principale caratteristica di queste caldaie a condensazione è che funzionano prevalentemente a temperature basse, perciò, per usufruire del massimo delle loro potenzialità, è preferibile utilizzarle in abbinamento a pannelli radianti per il pavimento o la parete.

Infine, questo impianto meno tradizionale è consigliato soprattutto per case situate in zone più fredde e che vantano spazi molto ampi, altrimenti, soprattutto per chi ne fa un uso più saltuario, è preferibile scegliere altro, perché non converrebbe in termini di costo delle operazioni di montaggio e installazione.

 

Come funziona la caldaia a pellet

La caldaia a pellet, a differenza di tutte le altre, funziona grazie alla combustione del materiale che si ottiene dalla lavorazione del legno, e che, una volta prelevato in automatico dall’alloggiamento di stoccaggio, viene trasferito in un braciere, dove verrà generata l’aria calda tramite la combustione.

Dopodiché, il calore viene trasferito in una seconda camera di combustione, che essendo circondata dall’acqua, permette di immettere quest’ultima in tutto l’impianto, attivando il meccanismo di riscaldamento.

Alcuni dei modelli che si trovano in commercio vantano anche la possibilità di aggiungere un piccolo serbatoio, che vi consente di affiancare questa caldaia a una già esistente, oppure di sostituire completamente le funzioni di quella tradizionale.

Inoltre, grazie all’utilizzo e installazione di appositi filtri facilmente acquistabili su Internet oppure in negozi fisici, è possibile anche ottenere dell’acqua sanitaria, che potrà essere utilizzata in appartamento sia in bagno e sia in cucina, senza ricorrere per forza ad altri impianti di riscaldamento come i boiler tradizionali o gli scaldini. 

 

I vantaggi e gli svantaggi

Partendo dai vantaggi di una caldaia a pellet, possiamo affermare che si tratta di un’alternativa valida per quasi ogni situazione, quindi sia nel caso in cui abbiate bisogno di riscaldare un monolocale, sia se cercate un buon impianto di riscaldamento economico.

L’alto rendimento di questo particolare combustibile, ricavato dalla trasformazione del legno, sottolinea una notevole efficienza, altresì sottolineata dalla possibilità di regolare la temperatura nel caso di un utilizzo dei termosifoni (che quindi necessitano di maggiore calore) e anche se decidete di utilizzare un riscaldamento a pavimento.

Ma il vero punto di forza di questa caldaia è il pellet, che oltre a essere ecologico, garantisce un migliore risparmio energetico e più basse emissioni di gas inquinanti nell’ambiente, talvolta inferiore al minimo sancito dalla normativa EN 303-5. 

Inoltre, si tratta anche di uno dei combustibili più economici e pratici che si trovano sul mercato, perché è costituito da semplice segatura di legno, ma uno dei punto di debolezza è proprio lo stoccaggio di questo materiale.

Infatti, per essere sicuri di non lasciarvi trovare impreparati, dovrete acquistare numerose confezioni di pellet, perciò chi non ha a disposizione lo spazio necessario all’alloggiamento di queste scorte perché vive in un monolocale, dovrà trovare un’altra soluzione.

Confronto prezzi e conclusioni

In conclusione, prima di trarre le somme dalla comparazione tra queste due tipologie di caldaie più moderne, che sostituiscono quella tradizionale, è giusto fare anche un confronto tra i relativi prezzi, che andrà a sommarsi alle considerazioni ottenute analizzando i pro e i contro di entrambe.

Bisogna tenere considerazione che il costo può oscillare e variare a seconda di alcuni fattori come la zona geografica, la potenza da impiegare per raggiungere una determinata temperatura e la tipologia di prestazione energetica dell’appartamento.

Nonostante questo la caldaia a condensazione rimane quella più economica, infatti il suo prezzo si aggira intorno ai 1.000 €, a differenza di quella a pellet che raggiunge anche i 4.000 €.

A questi bisogna anche aggiungere il costo della manodopera: se cercate un risparmio nel lungo periodo, allora la seconda tipologia è ciò che fa per voi, perché, a parità di potere calorifico, il pellet è più vantaggioso economicamente rispetto al metano o al GPL.

 

 

 

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