Tutto quello che c’è da sapere sul bonus ristrutturazione

Ultimo aggiornamento: 31.10.20

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Il celebre bonus ha subito alcuni interessanti cambiamenti, a cominciare dalla percentuale detraibile che è arrivata al 110%; vediamo quali sono le altri novità.

 

In seguito alla recente drammatica situazione, il Governo ha varato il Decreto Rilancio sulle misure urgenti da adottare nell’ambito della salute, del sostegno al lavoro, all’economia e delle politiche sociali, per far fronte alle conseguenze economiche connesse all’emergenza epidemiologica.

Il decreto prevede sostanziali modifiche anche al bonus relativo alle ristrutturazioni finalizzate al miglioramento energetico e sismico degli immobili, che ha assunto la denominazione di Superbonus perché il tetto massimo dell’agevolazione fiscale è salito dal 65% al 110%, e l’Agenzia delle Entrate ha da poco rilasciato la nuova guida, che oltre alle informazioni contiene una serie di esempi pratici che aiutano a comprendere meglio il testo e le sue dinamiche.

 

In cosa consiste e chi può beneficiarne

Il Superbonus è un’agevolazione fiscale che consiste in una detrazione del 110% delle spese di acquisto e installazione applicata all’imposta lorda. L’importo calcolato, quindi, viene suddiviso in cinque parti uguali che verranno detratte dalle tasse per i cinque anni successivi.

Come tutte le detrazioni d’imposta, però, l’agevolazione è ammessa entro il limite derivante dalla dichiarazione dei redditi; in parole povere, quindi, se la quota annuale raggiunge un importo superiore a quello della dichiarazione dei redditi, la cifra in eccesso non può essere cumulata con la quota dell’anno successivo, né essere chiesta a rimborso.

All’agevolazione sono soggetti le parti comuni degli edifici, gli appartamenti che fanno parte edifici plurifamiliari ma che sono funzionalmente indipendenti anche per quanto riguarda gli accessi dall’esterno, e gli appartamenti, box auto, cantine o fabbricati che rappresentano una fonte di reddito autonoma fino a un massimo di due per la stessa domanda; per ovvie ragioni, invece, sono esclusi dalla detrazione gli immobili residenziali signorili e di lusso, come per esempio le ville e i castelli.

I beneficiari possono essere sia le persone fisiche, e non solo i proprietari ma anche gli affittuari, i condomini o le persone che usufruiscono dell’immobile al momento della presentazione della richiesta, sia gli Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, le Onlus, le associazioni e le società sportive dilettantistiche registrate; queste ultime, però, soltanto per i lavori da eseguire sulle zone adibite a spogliatoi.

Le società di capitali, gli enti pubblici e quelli privati diversi dalle società e i trust che hanno la residenza nel territorio italiano, possono accedere al Superbonus solo per quanto riguarda le spese che interessano gli interventi principali effettuati sulle parti comuni degli edifici.

Le categorie di interventi agevolabili

Nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sono indicati in maniera dettagliata gli interventi soggetti all’agevolazione, ma questi vengono divisi in due categorie specifiche: gli interventi principali, o “trainanti”, e gli interventi aggiuntivi, o “trainati”.

 

Gli interventi trainanti

Nella categoria degli interventi principali rientrano i seguenti lavori: in primis quelli finalizzati all’isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate degli involucri edilizi, cioè di quelle che delimitano il volume da riscaldare. I materiali utilizzati devono ovviamente rispettare i criteri ambientali minimi previsti dalla legge; il tetto massimo di spesa per questo tipo di interventi, inoltre, varia a seconda del tipo di immobile ed è illustrato più approfonditamente nella guida dell’Agenzia delle Entrate.

Un altro intervento trainante è la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, sia sulle parti comuni sia nelle altre tipologie di immobili descritte in precedenza; nella definizione di “impianti di climatizzazione invernale” sono inclusi non soltanto i climatizzatori a pompa di calore, ma anche i generatori a pompa di calore con sonde geotermiche e ad alta efficienza, i collettori solari, i sistemi di microgenerazione che conducono a un risparmio di energia primaria, le caldaie a condensazione ibride con pompa di calore e le normali caldaie a condensazione, a patto che abbiano un’efficienza pari almeno alla classe A.

Data la misura dell’agevolazione quindi, per chiunque sia interessato, questo è il momento ideale per sostituire il vecchio impianto di riscaldamento con una delle migliori caldaie Smart di nuova generazione disponibili sul mercato, senza stare a preoccuparsi troppo per la spesa. Per concludere, poi, è considerato un intervento trainante anche l’acquisto e l’installazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo, a fini antisismici.

 

Gli interventi trainati

Alle agevolazioni fiscali del Superbonus sono ammessi anche interventi aggiuntivi, a patto però che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi principali descritti nel paragrafo precedente, e che proprio per questa ragione sono definiti “trainati”.

In questa categoria rientrano l’installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, nonché l’installazione di infrastrutture adibite alla ricarica di veicoli elettrici.

Il tetto massimo di spesa e le ulteriori novità

Per ogni tipologia di intervento, e in base al tipo di immobile sul quale viene effettuato, esistono ovviamente dei limiti massimi per le spese che possono usufruire della detrazione fiscale. Data la quantità delle informazioni però, per ulteriori approfondimenti è preferibile consultare direttamente la guida ufficiale del Superbonus 110%.

Noi ci limitiamo ad aggiungere che il Decreto legge Rilancio, tra le ulteriori novità, ha introdotto anche la possibilità per i soggetti che sostengono le spese per gli interventi indicati dal Superbonus, di usufruire di opzioni alternative alla detrazione fiscale.

La prima opzione è di poter trasformare la detrazione stessa in uno sconto da parte della ditta presso la quale si acquista l’impianto, o da quella che si incarica dei lavori di installazione. In questo caso parte della detrazione andrebbe persa, però, visto che l’importo dello sconto non può essere superiore a quello delle spese da sostenere, mentre se si sceglie la detrazione si può recuperare appunto il 110% della spesa.

La seconda opzione consiste nel cedere la detrazione spettante a terzi, sotto forma di credito d’imposta; questo credito può essere ceduto ad altre persone, a banche oppure a finanziarie.

Per approfondire ulteriormente l’argomento relativo alle opzioni di sconto e cessione, nonché a tutti gli altri requisiti richiesti dalla normativa, vi invitiamo a consultare direttamente il testo guida del Superbonus scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

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