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  • 4 consigli su come diventare programmatore

    Ultimo aggiornamento: 29.09.20

    Spesso definito il lavoro del futuro, il programmatore di software, qualunque esso sia, è una figura professionale molto ambita. Abbiamo quindi raccolto alcuni consigli per iniziare questa carriera.

     

    Cos’è un programmatore e cosa fa di preciso? Se vi siete sempre posti questa domanda poiché non conoscete bene questo sbocco professionale, è importante sapere che si tratta di un lavoro considerato tra i più remunerativi oggigiorno. Il motivo è molto semplice, l’utilizzo sempre più massiccio delle nuove tecnologie e di software che viene sfruttato non solo per l’ambito ludico ma anche in quello lavorativo, nella maggior parte dei settori.

    Lo scopo del programmatore è quello di scrivere linee di codice in appositi programmi che possano quindi essere facilmente accessibili anche agli utenti che di codici non ne capiscono proprio nulla. Pensate per esempio alla difficoltà nell’usare il vostro software preferito se doveste barcamenarvi tra un’infinità di righe di testo piuttosto che interagire con una comoda interfaccia dove è tutto ordinato e ben posizionato.

    Gli utenti con un po’ di anni alle spalle ricorderanno sicuramente l’impatto che ebbe il sistema operativo Windows, che riusciva a rendere accessibile a tutti l’uso di un computer, sfruttando il rivoluzionario concetto di “finestre” che, comparato al freddo DOS, dove bisogna conoscere specifiche righe di testo, era di immediata comprensione.

    Se avete deciso quindi di intraprendere questa carriera, vediamo insieme quali sono i consigli migliori per non arrendersi alla prima difficoltà.

     

    Scegliere un linguaggio

    Oggi la programmazione prevede una vasta gamma di “linguaggi”, ovvero linee di codice specifiche che cambiano in base alla “lingua” che si desidera parlare. Quando ci si avvicina a questo mondo è meglio evitare di apprenderne più di una alla volta, pertanto scegliete tra HTML 5, JavaScript, PHP, Visual Basic, Pascal e così via.

    Quello che potremmo consigliare a un principiante è sicuramente Python, che pur essendo un linguaggio di livello più alto è molto semplice da comprendere grazie a una struttura ordinata e non rigida. Naturalmente la scelta del linguaggio deve anche essere effettuata in base a ciò che si vuole poi realizzare. Per esempio, per chi ama realizzare siti web e vuole trasformare la passione in carriera lavorativa, dovrà apprendere HTML 5 e aggiungere poi successivamente altri linguaggi tra cui abbiamo CSS e PHP.

    Alcuni linguaggi, inoltre, necessitano anche dell’uso di un compilatore. Di cosa si tratta? È una sorta di macchina traduttrice, che prende tutte le vostre linee di testo e le trasforma in codice sorgente di livello più basso. Tra quelli che hanno assolutamente bisogno di un compilatore per poter funzionare, troviamo i linguaggi C, C++, Java e Basic.

    Commentare sempre

    Ben presto vi renderete conto che anche un semplicissimo programma è costituito da centinaia se non migliaia di linee di testo, all’interno delle quali è molto facile perdersi e non capire più dove ci si trova. Quando si lavora a progetti molto grandi, i vari compiti sono suddivisi tra diversi programmatori e ognuno finisce quindi con il lavorare su linee di testo altrui. 

    Se da un lato il linguaggio è universale, dall’altro è difficile orientarsi quando non avete scritto di proprio pugno le linee che state analizzando. Per rendere il lavoro più semplice non solo a voi stessi, ma soprattutto agli altri, è importante ricordarsi di commentare sempre il proprio lavoro.

    Durante la scrittura, infatti, è possibile selezionare alcuni punti del codice e lasciare un commento, scritto nella vostra lingua madre, che non entra a far parte del codice stesso. Si tratta dunque di una semplice nota che spiega a chi leggerà le righe il suo funzionamento o semplicemente se c’è qualcosa da testare, aggiungere o eliminare.

    Alcuni programmatori esperti sfruttano anche questa funzione per eliminare facilmente dal programma una linea di codice che potrebbe destare dei problemi. Aggiungendo infatti il tag dei commenti, la parte selezionata sarà tagliata fuori durante l’esecuzione, un modo semplice e veloce per fare delle prove di funzionamento.

     

    Seguire un percorso universitario

    Certo, è vero che è possibile diventare un programmatore anche senza una formazione di questo stampo, tuttavia un percorso universitario permette di approcciare all’informatica e alla programmazione con una visione più ampia, partendo dalle basi per arrivare poi a conseguire una qualifica non indifferente. 

    Nel caso vogliate dedicarvi alla programmazione autonomamente, dovrete prepararvi a faticare il doppio per poter assimilare i concetti senza alcun aiuto da parte di terzi e soprattutto iniziare a investire in certificazioni che vi permettano di accedere poi al mondo del lavoro, altrimenti precluso in assenza di una laurea.

    La scelta migliore in questo caso è la facoltà di Ingegneria Informatica, presente nella maggior parte delle università italiane. Prima di lanciarvi a capofitto in questa nuova avventura, però, vi invitiamo sempre a dare un’occhiata ai programmi di studio offerti dai vari atenei, per capire quale possa essere più adatto alle vostre esigenze. Se il vostro scopo è quello di realizzare software senza badare troppo ai componenti hardware, per esempio, dovrete verificare la presenza di corsi dedicati a quell’ambito.

    Avere gli strumenti necessari

    Naturalmente, non si programma non carta e penna ma per farlo avrete bisogno di un computer. Si tratta di un lavoro versatile poiché non sarete costretti a stare seduti in ufficio o tra le mura di casa per programmare dato che con un portatile avrete accesso a programmi e funzionalità in qualsiasi momento. Se l’idea di lavorare a un progetto personale magari mentre siete al parco o persino al bar vi sembra interessante, allora dovrete acquistare il miglior notebook per le vostre esigenze.

    Siete indecisi su quale scegliere? Nessun problema, sul mercato sono disponibili una vasta gamma di prodotti che montano sistemi operativi di qualsiasi tipo, da Windows a Mac OS, anche se quello più consigliato dagli esperti è sicuramente Linux, che potrete installare personalmente sul vostro nuovo notebook dal momento che è gratuito e non necessita di alcuna licenza.

     

     

     

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