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  • Cosa produce attualmente Dyson? Cosa hanno di speciale le scope elettriche ricaricabili firmate Dyson? È solo una questione di motori (digitali)?

    Ultimo aggiornamento: 18.09.19

     

     

    Quando Dyson a fine 2018 presentò alla stampa il motore digitale V10 – nel momento in cui scriviamo è già in commercio il V11 – elencò una serie di numeri che ne descrivevano le straordinaria caratteristiche tecniche. Facciamo qui alcune considerazioni su ciò che distingue le scope elettriche del brand inglese dalle altre.   

     

    Quando si pronuncia il termine Dyson, la prima immagine a cui la mente corre è quella di un aspirapolvere o, più in particolare, di una scopa elettrica senza filo. Non a torto, perché negli ultimi anni Dyson, brand inglese fondato dall’ingegnere James Dyson, ha saputo guadagnarsi importanti quote di mercato proprio nel settore degli aspirapolvere per uso domestico.

    Ma cosa hanno di speciale questi elettrodomestici? E, soprattutto, sono superiori in tutto e per tutto ai modelli simili proposti da una concorrenza poco disposta a farsi sopraffare? Cerchiamo di fornire risposte a queste domande, senza dimenticare che buona parte del successo che oggi Dyson può vantare, lo deve alla ingente quantità di denaro che l’azienda investe, a livello mondiale, in marketing e pubblicità televisiva. 

     

    Cosa produce attualmente Dyson?

    Dyson produce scope elettriche e aspirapolvere portatili ricaricabili, cioè alimentati da batterie, basati su tecnologia ciclonica. Ciò significa che i suoi aspirapolvere sono senza sacco e senza filo. Da circa un anno infatti, la casa inglese (ma con sede a Singapore) ha smesso di produrre aspirapolvere a traino con filo (si pensi ai più recenti modelli della serie Cinetic Ball), dichiarando di voler dedicare tutti i suoi sforzi al miglioramento continuo delle scope cordless. 

    Per estendere tuttavia il suo raggio d’azione e applicare le conoscenze di elettronica e ingegneria acquisite in più di 20 anni di studio e ricerca, Dyson ha con il tempo introdotto sul mercato italiano altri prodotti destinati alla cura della persona e della casa: asciugatori per le mani, phon, ventilatori che purificano l’aria e lampade da scrivania. Tutti prodotti che presentano caratteristiche peculiari e soluzioni fortemente innovative, alle quali si può in parte attribuire il prezzo d’acquisto molto alto (un phon per capelli Dyson arriva a costare anche 400 euro). 

    Recenti sono inoltre le notizie che danno Dyson impegnata nello sviluppo e costruzione di auto elettriche, con il chiaro intento di competere con le case automobilistiche già affermate e con soprattutto Tesla, l’azienda americana che con i suoi bolidi ha il merito di aver avvicinato il grande pubblico al concetto di auto elettrica al 100%.

     

     

    Cosa hanno di speciale gli aspirapolvere Dyson?

    Se si afferma che gli aspirapolvere Dyson sono diversi dagli altri, non si commette un grande errore. La differenza sta nel motore, tanto piccolo quanto capace di ruotare a velocità talmente elevate da creare una depressione, in corrispondenza della bocchetta di aspirazione, che, a detta di molti, non fa rimpiangere i comuni aspirapolvere a corrente.

    Un motore, quello utilizzato dagli aspirapolvere Dyson, che deve necessariamente coniugare all’alta velocità di rotazione una straordinaria resistenza meccanica e al calore. Per darvi un’idea di ciò che si nasconde dietro un motore Dyson, elenchiamo un po’ di numeri, senza però dimenticare che i produttori, e in questo Dyson non fa eccezione, rendono noto solo ciò che vogliono, custodendo gelosamente i cosiddetti segreti industriali alla base del loro successo. 

    I numeri che circolano di recente in Rete, poiché diffusi dalla stessa Dyson durante le presentazioni ufficiali dei suoi prodotti, riguardano il motore V10, ossia quello che ha preceduto l’ultimo nato nella casa inglese, il V11. Il V10 è un motore brushless, cioè privo di contatti elettrici striscianti che producono rumore, che tocca la velocità di rotazione di 125.000 giri al minuto. Un numero che, se vi fermate un attimo a pensare, supera anche l’immaginazione.

    Tradotto infatti in giri al secondo significa 2.083: ebbene sì, il motore Dyson V10 riesce a girare in un solo secondo più di 2.000 volte. Per confronto, il motore della vostra auto diesel di media cilindrata, se viaggiate a 90 km/h, gira all’incirca a 41 giri al secondo. Una bella differenza! E anche se prendiamo come confronto un comune motore elettrico, la cui rotazione è di circa 30.000 giri al minuto, le differenze restano marcate. 

     

     

    Lo scopo di Dyson, che al motore V10 ha fatto seguire dopo pochi mesi il V11, è creare motori sempre più veloci e sempre più piccoli. Una bella sfida ingegneristica se si considera che a quelle velocità si produce una quantità di calore che farebbe deformare anche l’acciaio più resistente. È importante infatti che il rotore non subisca alcuna variazione di forma, affinché il motore (e quindi la scopa) garantisca sempre la sua massima efficienza.

    Per ovviare a un simile inconveniente, Dyson costruisce i suoi motori non in metallo ma in ceramica, un materiale inorganico, composto da minerali argillosi, feldspati, silice, ossidi di ferro, allumina e quarzo, duttile allo stato naturale ma che raggiunge alti livelli di durezza se trattato alle alte temperature. E le ceramiche con cui sono realizzati i motori Dyson sono ottenuti per cottura della “materia prima” a oltre 1.500 °C, altro valore decisamente impressionante. La casa madre afferma che dopo la cattura, la sua ceramica è resistente il doppio del miglior acciaio. 

    Avrete inoltre sentito parlare di motori Dyson digitali (DDM, Digital Dyson Motor). Bene, ciò significa che gli stessi sono dotati di sensori speciali che ne garantiscono in ogni condizione d’uso la massima efficienza. I sensori misurano in particolare l’altitudine, la temperatura dell’ambiente circostante e la pressione atmosferica, comunicandone i valori al motore.

    Ciò significa che la vostra (eventuale) scopa elettrica ricaricabile Dyson sa se vivete in pianura o in montagna e, più nel dettaglio, se la vostra casa è al livello del piano campagna, al quinto o al decimo piano. Non solo, sa anche che tempo fa, se è caldo, se fa freddo, se piove o se fuori è sereno. Misure che il motore effettua in silenzio, che a voi magari servono poco, ma utilissime al fine di mantenere alte le sue prestazioni. 

     

     

    È solo questione di motori (digitali)?

    No. Il motore è una parte importante di ogni aspirapolvere cordless, ma non è tutto. Grande attenzione, trattandosi di elettrodomestici che devono funzionare lontani da qualsiasi presa di corrente, è riservata alle batterie ricaricabili. Quando si parla di accumulatori, il segreto industriale assume però connotati sacri. Le batterie delle scope Dyson non solo devono garantire la maggiore autonomia possibile – e negli ultimi anni si è passati da circa 20 minuti a circa 60 -, ma anche la stessa efficienza a fronte di ripetuti cicli di carica e scarica.

    Un po’ come accade con gli smartphone, i processi di carica e scarica logorano gli accumulatori la cui autonomia con il tempo tende a ridursi. Ciò accade con le attuali scope elettriche ricaricabili, a prescindere dalla marca, e, a giudicare dalle recensioni online di chi le ha già acquistate e le usa quasi ogni giorno, anche con le scope Dyson. Il decremento di autonomia non è però drammatico, calcolandosi in minuti ogni sei mesi di utilizzo. Molti modelli Dyson prevedono la sostituzione delle batterie ormai logore ma considerate la spesa da sopportare, che può sfiorare i 100 euro se si opta per modelli originali. 

    Assodata l’importanza dei motori e delle batterie, c’è un terzo elemento su cui le case (e Dyson in particolare) si impegnano: i materiali fonoassorbenti che devono rendere una scopa di per sé molto rumorosa, un po’ più silenziosa. Si chiama ingegneria acustica e si occupa di trovare le soluzioni più adeguate a contenere il rumore generato dai motori elettrici.

    Senza entrare nel dettaglio, vi anticipiamo che l’ultima scopa elettrica ricaricabile Dyson, la V11, ha una rumorosità compresa fra 70 e 78 dB, valori davvero interessanti. Ciò è possibile grazie a soluzioni costruttive molto avanzate e all’uso di materiali e filtri che riescono ad assorbire il rumore senza compromettere il perfetto funzionamento del motore. 

     

     

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